crosetto hegseth meloni trump

TRUMP SI PUO' SFANCULARE, GLI STATI UNITI NO – GLI ULTIMI VIOLENTI ATTACCHI DI TRUMP A GIORGIA MELONI RIAPRONO IL TEMA DEL POSSIBILE DISIMPEGNO MILITARE USA DALLE BASI IN ITALIA – IL MINISTRO CROSETTO, CHE SOLO POCHI GIORNI FA ERA VOLATO A WASHINGTON DA HEGSETH, PROVA A RICUCIRE: “IL RAPPORTO CON GLI USA È PROFONDO E SOLIDISSIMO. I TONI DI TRUMP RESTANO DIFFICILI DA CAPIRE. NON C'È NULLA CHE POSSA ESSERE IMPUTATO ALL'ITALIA” – NESSUN PASSO INDIETRO SUL “NO” ALL’UTILIZZO DI SIGONELLA PER LE OPERAZIONI MILITARI NEL GOLFO: “ABBIAMO RISPETTATO I TRATTATI” – RESTA LA SPACCATURA TRA CROSETTO E GIORGETTI SUI FINANZIAMENTI EUROPEI PER IL RIARMO...

Estratto dell’articolo di Luca Monticelli per “la Stampa”

 

MARK RUTTE PETE HEGSETH GUIDO CROSETTO - VERTICE NATO

Il legame con Washington «è profondo e solidissimo» e «non dipende dai governi», ma i toni di Donald Trump restano «difficili da capire. Non c'è nulla che possa essere imputato all'Italia».

 

Nelle ore in cui lo scontro con la Casa Bianca minaccia ricadute sul Made in Italy e sul gas liquefatto esportato dagli Usa, il dossier Difesa si conferma uno dei principali terreni di frizione tra Italia e Stati Uniti, anche in vista del vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio.

 

A riportare il confronto su un piano istituzionale è il ministro della Difesa Guido Crosetto, che prova a smorzare le tensioni senza nascondere la sorpresa per le accuse di Trump: «L'atteggiamento di questi giorni non l'ho capito anche perché mi sembrava che non ci fosse alcun problema nei rapporti con l'Italia».

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN

Il ministro, ai microfoni de Il Caffè della domenica su Radio 24, prosegue: «I rapporti che ho con gli Stati Uniti, anche in queste ore, sono sempre assolutamente normali e non sono cambiati», compresi quelli «con l'ambasciatore americano in Italia con cui i rapporti sono ottimi».

 

La cautela di Crosetto riflette un cambio di clima che a Roma viene percepito come improvviso. Solo pochi giorni fa, nell'incontro al Pentagono con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il tono americano era stato ben diverso, con parole di apprezzamento per il ruolo italiano.

 

Washington aveva sottolineato il contributo di Roma anche in termini di presenza sul territorio: in Italia sono dislocati nelle basi circa 30 mila cittadini americani tra militari, personale civile e familiari, un dispositivo che rappresenta uno dei pilastri della presenza statunitense nel Mediterraneo.

 

Proprio su questo fronte, però, aleggia ora l'ipotesi di una revisione, con possibili riduzioni del contingente che rientrano nella più ampia strategia americana di ridefinizione della presenza in Europa.

GUIDO CROSETTO - PETE HEGSETH

 

[…]  A partire proprio dall'uso delle basi militari, uno dei punti su cui Washington ha alzato il tono dopo il mancato via libera italiano in occasione delle operazioni legate alla crisi con l'Iran. Crosetto rivendica la correttezza della posizione italiana: «Noi abbiamo rispettato integralmente i trattati».

 

Nessun passo indietro, dunque, sul rispetto delle regole e sulla linea già adottata nel caso di Sigonella, dove l'Italia ha scelto di non autorizzare operazioni che avrebbero implicato un coinvolgimento diretto in un teatro di guerra.

 

giancarlo giorgetti e guido crosetto

[…]  Tra i nodi sul tavolo c'è anche la mancata partecipazione da parte di Roma al Purl, il programma che prevede l'acquisto di armi a stelle e strisce destinate all'Ucraina da parte dei Paesi europei.

 

Crosetto ricorda che l'impegno generale sugli investimenti è già stato assunto, ma ribadisce che l'obiettivo di arrivare al target del 5% è entro il 2035. Un percorso graduale che lascia spazio anche a una verifica politica.

 

guido crosetto e giorgia meloni alla festa dell arma dei carabinieri a reggio calabria

Sul piano interno, a fissare i numeri è stata nei giorni scorsi la presidente Meloni ricordando che Roma si presenterà al vertice Nato con il 2,8% del Pil investito in difesa e sicurezza. Un livello che incorpora un aumento dello 0,7%, garantito soprattutto dalle spese legate alla sicurezza sul proprio territorio.

 

È qui che il confronto con gli Stati Uniti si salda con le tensioni politiche interne. Perché mentre la Casa Bianca insiste su basi e budget, a Roma resta aperto il nodo delle risorse da destinare alla Difesa e, soprattutto, della partecipazione italiana agli strumenti europei.

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN

Il programma Safe, ovvero i prestiti Ue per sostenere gli investimenti militari, che l'Italia non ha ancora richiesto formalmente. Rimane quindi sul tavolo una decisione delicata, che spetta al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti di concerto con Palazzo Chigi.

 

Già nelle scorse settimane Crosetto aveva sollecitato una scelta, sottolineando la necessità di dare certezze alle aziende del comparto per la chiusura dei contratti. Ma indicazioni definitive non sono arrivate: segno di una riflessione ancora in corso nel governo, anche sull'entità dell'eventuale richiesta – che sarà inferiore ai 15 miliardi potenzialmente utilizzabili – in una forchetta tra i 5 e i 7 miliardi.

 

Un'incertezza che riflette le diverse sensibilità nella maggioranza: da un lato il ministro della Difesa spinge per accelerare sugli investimenti e rafforzare la filiera industriale; dall'altro il titolare dell'Economia frena, stretto tra vincoli di finanza pubblica e le posizioni della Lega.

giancarlo giorgetti e guido crosetto

 

Un equilibrio che Crosetto prova a ricondurre a normalità istituzionale: «Il mio rapporto con Giorgetti è fantastico, sincero, amichevole. Ognuno fa il suo lavoro ma scontri non sono mai esistiti» […]

Donald Trump Giorgia Meloni5

 

 

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