venditti achille lauro corrado guzzanti

VIDEO STRACULT: SIETE PRONTI A VEDERE ANTONELLO VENDITTI CHE SCIMMIOTTA (SENZA VOLERLO) CORRADO GUZZANTI CHE IMITA VENDITTI? IERI AL CONCERTO DI ACHILLE LAURO, IL CANTAUTORE SI E’ ESIBITO SULLE NOTE DI “NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI” ENFATIZZANDO I SUOI SOLITI GORGHEGGI E POI HA DUETTATO CON "L’IGGY POP DELLA BUFALOTTA" DAVANTI A 60.000 PERSONE: “LAURO SEMBRA AVER CAPITO UNA COSA CHE MOLTI ARTISTI CHE ARRIVANO A CANTARE NEGLI STADI COMPRENDONO TROPPO TARDI: LE ISTITUZIONI NON SI ABBATTONO, SI ASSORBONO….” – VIDEO

 

Estratti da rollingstone.it

 

(…) Per tutta la giornata Lauro aveva parlato di Venditti con una deferenza quasi filiale. «Se c’era un ospite che volevo avere era lui», ci aveva spiegato poche ore prima. «Rappresenta la nostra adolescenza e un simbolo per questa città». La cosa è risultata subito leggermente sospetta.

ACHILLE LAURO

 

Non perché sembrasse falsa, ma perché arrivava da un artista dotato di una delle forma di ambiguità morali più redditizie della cultura pop italiana: quella di apparire contemporaneamente come il ragazzo più gentile della classe e come qualcuno che, in circostanze particolari, potrebbe decidere di impossessarsi della scuola.

 

Lauro ha sempre avuto il volto di uno che ti aiuterebbe a spingere la macchina in panne sotto la pioggia e, nello stesso tempo, l’aria di chi potrebbe approfittare dell’attesa del carro attrezzi per instradarti a un nuovo schema di marketing piramidale di paramenti sacri. Insomma, a momenti sembra un supervillain redento e, in altri, un eroe che combatte quotidianamente contro la tentazione di diventare un supervillain.

 

Per questo sentirlo parlare di Venditti con un rispetto così esplicito incuriosiva: non sembrava il linguaggio di chi sta preparando un parricidio simbolico ma di chi ha già capito che, a volte, è molto più conveniente ereditare un regno che conquistarlo. E infatti.

VENDITTI ACHILLE LAURO 3

 

Quando finalmente Antonello si materializza sul palco, il boato è tale da produrre un effetto fisico sui timpani. «A volte la realtà supera i sogni», annuncia Lauro. I due restano insieme al centro della scena.

 

Ma è qui che la regia tradisce involontariamente la verità profonda della performance: sugli schermi giganteschi che dominano l’Olimpico Venditti viene letteralmente racchiuso tra due enormi immagini di Lauro, replicate e specchiate, come se il vecchio re di Roma fosse stato invitato a visitare un territorio che nel frattempo ha cambiato sovrano e che lo sta accogliendo sì con deferenza ma comunque stretto tra le due metà di un sandwich umano gusto tatuaggi e occhi azzurro-verde.

 

La cosa straordinaria è che non c’è alcuna aggressività in tutto questo o volontà di sfratto o esecuzione simbolica del predecessore. Al contrario. Lauro sembra aver capito una cosa che molti artisti arrivati allo stadio comprendono troppo tardi: le istituzioni non si abbattono, si assorbono.

 

Così Venditti suona il pianoforte e intona Notte prima degli esami, quel raro caso in cui un brano musicale è riuscito a ottenere lo status giuridico di rito di passaggio, e Achille Lauro, anziché continuare a stringere Antonello nella sua morsa, si allontana per fumare una sigaretta. Anzi, la cosa è più subdola ancora: è Antonello Venditti in persona che annuncia al pubblico: «Ora Achille Lauro fumerà una sigaretta».

VENDITTI ACHILLE LAURO 2

 

 

È uno dei momenti più belli del concerto, tra quelli che non sapevano di messale romano, perché racconta qualcosa che le canzoni, le luci e perfino gli effetti a fiamma non riuscirebbero mai a raccontare. Per anni Lauro ha costruito la propria carriera sul desiderio di essere altro da ciò che esisteva. Adesso sembra interessato a qualcosa di molto più ambizioso: diventare il luogo dentro cui possano continuare a esistere anche le cose che c’erano prima di lui.

 

Forse il senso di questo primo Olimpico sta tutto lì. Non nei droni, nei numeri da record delle 60mila-70mila persone trasformate per una sera in una sola fidanzata collettiva, grande quanto un Foro Italico. Sta nel momento in cui Antonello Venditti si siede al pianoforte e comincia a cantare e Achille Lauro si allontana per fumare una sigaretta. Per la prima volta Lauro sembra sufficientemente sicuro di sé da potersi permettere di sparire per qualche minuto.

 

VENDITTI ACHILLE LAURO CORRADO GUZZANTI

 

ACHILLE LAURO

Da adnkronos.com

 

Un passaggio di consegne generazionale sul palco più importante, quello della propria città. E un successo che non si ferma, ma guarda al futuro e raddoppia. La prima notte di Achille Lauro allo Stadio Olimpico di Roma, davanti a 60.000 persone in delirio, è stata questo e molto altro. "Ma quanti siete?", ha chiesto incredulo al suo pubblico aprendo lo show con 'Amor'.

 

Una scaletta di 28 brani ha guidato il pubblico in un viaggio attraverso la carriera poliedrica dell'artista. Da 'Bam Bam Twist' a 'Dannata San Francisco' fino ad arrivare a '1969' e 'Rolls Royce'. "Finalmente a casa", dice l'artista. Il flusso musicale ha alternato le hit da classifica ('Domenica', 'Me Ne Frego') a momenti più intimi come 'Marilù' e 'Perdutamente', fino a 'Thoiry' e 'Cadillac'.

 

VENDITTI ACHILLE LAURO

A fare da cornice allo show, un'opera visiva complessa che svela l'anima più profonda del tour. È lo stesso Lauro a descrivere il concept che ha curato personalmente: "Ho costruito pezzo per pezzo un filone narrativo, una specie di cortometraggio in diversi atti che rappresenta l'Eden", ha spiegato poche ore prima di salire sul palco. "Con l'attrice Celeste Dalla Porta, raccontiamo la storia degli 'incoscienti', i giovani, diecimila anni prima in paradiso, prima di essere lanciati sulla Terra".

 

Il momento più atteso è arrivato quando sul palco è salito un pezzo di storia di Roma: Antonello Venditti. Insieme, hanno regalato al pubblico 'Che tesoro che sei' (il duetto in uscita il 12 giugno sulle piattaforme digitali) un dialogo tra generazioni che ha emozionato lo stadio. Subito dopo le note di 'Notte prima degli esami' hanno unito 60.000 voci in un coro, sigillando un'investitura simbolica di una certa narrazione cantautorale legata alla Città Eterna 

achille lauro

 

Questo concerto rappresenta infatti il culmine di un rapporto viscerale che Lauro ha sempre avuto con Roma, teatro di alcuni dei suoi momenti più iconici, dalla performance a Piazza di Spagna per il lancio di 'Amor' (appena certificato Doppio Platino) a quella a sorpresa alla Fontana di Trevi. Sul finale è arrivato l'annuncio che proietta Lauro direttamente nel futuro.

 

Dopo il sold-out della data del 30 giugno 2027, l'artista ha rivelato dal palco il raddoppio: un nuovo concerto all'Olimpico si terrà anche il 1° luglio 2027. Il gran finale è stato affidato a due inni generazionali, 'C'est La Vie' e 'Incoscienti Giovani'. Il debutto di Achille Lauro negli stadi culminerà il 15 giugno allo Stadio San Siro di Milano.

achille lauro

 

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