DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE – “ONIMUSHA 2” TORNA RESTAURATO DOPO PIÙ DI VENTI ANNI. L’OPERA DI CAPCOM MANTIENE ED ESALTA IL SUO ANTICO SPLENDORE VISIONARIO, STRAMPALATO ED EPICO, DIMOSTRANDOSI UN CLASSICO IMPERDIBILE DELL’AZIONE AVVENTUROSA - UN GIOCO D’AZIONE ANCORA OGGI PIÙ CHE VALIDO, IMPEGNATIVO E COINVOLGENTE TRA LACRIME E SORRISI ANCHE UN PO’ IMBARAZZATI. UNICO NEO DELLA PRODUZIONE QUALCHE MINIMA CENSURA SU NUDITÀ, TRA L’ALTRO APPENA ACCENNATE… - VIDEO

 

 

Federico Ercole per Dagospia

 

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Tutto è iperbole nella serie Onimusha di Capcom, sorta ed estinta in quattro episodi nel primo decennio del nuovo secolo. Uno squisito non senso, un’improbabile lisergia kurosawiana, la tragedia e la commedia che si alternano in un caos psicotico. In un Giappone medievale non ci sono guerrieri samurai e “oni”, favolose e demoniache creature  nipponiche, ma dall’occidente arrivano anche diavoli pseudo-amletici come Fortinbras a contaminare ancora di più una saga “squilibrata” quanto affascinante.

 

Una serie creata da Keiji Inafune degna inoltre di nota per i protagonisti ispirati o interpretati da attori come Takeshi Kaneshiro ( ha recitato con Wong Kar-Wai, Zhang Yimou e John Woo) e il compianto Yusaku Matsuda, persino da Jean Reno, nel terzo e più fantasmagorico episodio che trascorre dall’era Sengoku ad una Parigi contemporanea.

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Nell’attesa che arrivi dopo due decenni un quinto episodio annunciato di recente, nel quale il protagonista sarà addirittura modellato sull’immagine dell’immenso Toshiro Mifune, ecco che Capcom pubblica la versione restaurata per Nintendo Switch, PlayStation, XBox e PC, di Onimusha 2 Samurai’s Destiny, una “Remastered” che oltre a rivitalizzare le immagini prerenderizzate, già così suggestive nel videogioco originale, le allarga in un rettangolare 16:9 dai quadrati 4:3 originali.

 

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Più vasto, più sperimentale e più folle del primo episodio, si tratta di un gioco d’azione ancora oggi più che valido, impegnativo e coinvolgente tra lacrime e sorrisi anche un po’ imbarazzati; un videogame in cui risolvere enigmi, conversare con personaggi stralunati ma soprattutto menare demoniacci con Katana, lancia, martello gigante e bastone…

 

Una cosa preziosa dal passato che dimostra la mai dissolta grandezza e poliedricità della storica Capcom, che continua comunque da anni e anni a disegnare e produrre giochi quasi sempre straordinari come Street Fighter, Resident Evil o Monster Hunter, solo per citare alcuni dei suoi titoli celeberrimi.

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LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

Si comincia con un filmato in computer-graphic che è una lezione di cinema condensato. Il famoso personaggio storico Nobunaga Oda, nella serie più che indemoniato, manda all’assalto di un villaggio il suo esercito di diabolici non morti, facendo una strage in cui periscono anche donne e infanti. Si tratta del villaggio di Jubei Yagyu, modellato sui tratti di Yusaku Matsuda, defunto appena quarantenne dopo avere lavorato in Black Rain di Ridley Scott.

 

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L’arrivo nel villaggio distrutto sotto una pioggia battente, che appare oggi nel restauro di una bellezza lacrimosa rarissima anche in videogiochi recenti sviluppati con tecnologie molto più sofisticate, è un momento alto, epico e misterioso, mentre una voce fantasmatica continua a sospirare il nome di Jubei trascinandolo in un tetro canneto. Il protagonista scoprirà quindi da una creatura eterea, che si rivela sua madre, di essere di origine Oni e di potere assorbire le anime dei demoni per potenziarsi.

 

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Giunti in un nuovo e ancora quasi florido villaggio, il videogame diventa oltre modo originale unendo all’esplorazione, all’enigmistica e ai combattimenti un gioco di relazioni tra i vari personaggi e Jubei condotto a forza di doni. Si tratta di un’attività lunga e impegnativa, anche ripetitiva sebbene gratificante, che andrà ad influire sullo svolgimento ludico e narrativo di Onimusha 2, seppure opzionale.

 

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Tuttavia attenzione, si può essere tentati di rimandare il lungo completamento del reperimento e acquisto dei tantissimi regali o dilatarlo nel corso del gioco per proseguire nella storia principale; ma guai a farlo: una volta lasciato il paesello non ci sarà più modo di tornarci! Quindi conviene fare tutto il possibile prima, anche perché si è premiati non solo dalla futura cooperazione di questi personaggi chiave assai carismatici, ma dalla narrazione delle loro storie spesso suggestive.

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GIAPPONE FANTA-STORICO

Nel 1500 giapponese di Onimusha 2 convive lo storicismo con la fantasia più sfrenata, non solo demoni ma strani automi, navi volanti, cavalli robot. Un tempo strampalato che non esclude una fantasiosa originalità tra fantascienza e folklore. Ancora valido e divertente risulta il sistema di combattimento vario e spettacolare durante il quale, oltre a diverse armi bianche, si usano archi, moschetti, magie elementali e metamorfosi.

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Questa edizione rimasterizzata, che mantiene intatto il valore retrò del gioco malgrado i restauri dell’immagine e alcuni snellimenti del gameplay, è inoltre ricco di contenuti extra non solo ludici, tra cui la possibilità di ascoltare la colonna sonora o ammirare gli artwork. Da giocare assolutamente in lingua giapponese con i sottotitoli, perché il doppiaggio in inglese, oltre che a suonare innaturale, è insufficiente di pathos. Unico neo della produzione qualche minima censura su nudità, tra l’altro appena accennate.

 

Sperando che prima o poi siano restaurati anche Onimusha 3 e 4, questo secondo episodio risulta ancora oggi un grande esempio d’azione e avventura, non sembrandomi affatto invecchiato e, se lo fosse, avrebbe acquistato solo un’ulteriore maestà. Da vivere per la prima volta o rivivere, questa stramba, magnifica accozzaglia di cose esotiche e favolose, violente e talvolta tenere.

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