giancarlo giorgetti adolfo urso

“QUEI SOLDI LI AVETE PROMESSI VOI ALLE IMPRESE, MICA IO” -  VOLANO STRACCI TRA GIANCARLO GIORGETTI E ADOLFO URSO DOPO LE POLEMICHE DI CONFINDUSTRIA SUL DECRETO DEL GOVERNO CHE TAGLIA I BONUS DI TRANSIZIONE 5.0, RICONOSCENDO ALLE IMPRESE SOLO IL 35% DEL BONUS PER GLI INVESTIMENTI GIÀ PRENOTATI – IL MINISTRO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY SI È OPPOSTO ALLA RIDUZIONE DEGLI INCENTIVI PROPOSTA DAL MINISTRO DELL’ECONOMIA, CHE HA GIUSTIFICATO LA SCELTA CON LA SCARSITÀ DI RISORSE E LA NECESSITÀ DI SCEGLIERE TRA DIVERSE EMERGENZE (ENERGIA, TRASPORTI, ACCISE)

1 - “TROPPI ERRORI DAI MIEI” E LA PREMIER SONDA I VICE SULLE ELEZIONI ANTICIPATE

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

adolfo urso giancarlo giorgetti voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

Certo la navigazione non sarà facile. Anche nell'ultimo Cdm sono venute a galla tensioni. Più ministri presenti raccontano di un pressing su Giancarlo Giorgetti, perché metta sul piatto più soldi per le imprese, che con Confindustria già protestano. Alle richiete di Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin, il ministro dell'Economia avrebbe risposto così: «Quei soldi li avete promessi voi alle imprese, mica io».

 

2 - RABBIA CONFINDUSTRIA

Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria,Luca Monticelli per “la Stampa”

 

Le imprese insorgono contro il governo. A far salire la tensione è stato il decreto fiscale approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì che, tra le misure, dispone un taglio di Transizione 5.0, l'agevolazione sugli investimenti digitali ed energetici del 2025, sostituita quest'anno dall'iperammortamento.

 

FONDI TRANSIZIONE 5.0

[…] Si tratta di un taglio di un terzo dell'incentivo: sarà pagato esclusivamente il credito d'imposta degli investimenti in beni strumentali. L'esecutivo impiegherà 537 milioni di euro del fondo da 1,3 miliardi che era stato stanziato nella legge di bilancio per coprire le richieste delle aziende arrivate dopo il 7 novembre, data in cui il governo comunicò l'esaurimento del plafond da 2,5 miliardi per Transizione 5.0.

 

Durissima la reazione di Confindustria. Il presidente Emanuele Orsini parla di «forte preoccupazione su un tema cruciale che non può essere rinviato né ridimensionato». Orsini chiede «con urgenza l'apertura, già dalla prossima settimana, di un tavolo di confronto con i ministri Giorgetti, Urso e Foti».

 

emanuele orsini - confindustria

«Una simile decisione ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento», aggiunge Marco Nocivelli, vicepresidente di Confindustria per le politiche industriali. Nocivelli accusa la politica: «Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del governo mina profondamente la fiducia nei confronti delle istituzioni e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia». In più, ricorda, questa misura esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, «in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell'Enea, che gli imprenditori sono stati indotti ad acquistare».

 

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto in videocollegamento a Cernobbio al workshop Ambrosetti, si giustifica così: «Dobbiamo capire chi aiutare». I soldi nelle casse pubbliche scarseggiano e le opzioni a disposizione sono anguste.

 

L'ammissione di Giorgetti definisce il perimetro delle opzioni sul tavolo: «Dobbiamo decidere se questa disponibilità può andare a favore delle imprese energivore piuttosto delle aziende di trasporto, o per le accise».

 

GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

Su queste scelte non tutto il governo sembra però schierato sulla stessa linea. Nel Consiglio dei ministri, riferiscono fonti interne all'esecutivo, si sarebbe infatti consumato un duro scontro tra il titolare del Mef e il collega del Mimit Adolfo Urso. Il ministro delle Imprese si è opposto alla riduzione degli incentivi proposta da Giorgetti, con un contrasto che avrebbe spinto Palazzo Chigi a mediare esplicitando nel comunicato post Cdm la volontà di «avviare nei prossimi giorni un tavolo di confronto con le categorie produttive» e di «valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive».

FONDI TRANSIZIONE 5.0

 

[…] La promessa di un tavolo non attenua il malcontento degli imprenditori. Le confederazioni di Piemonte e Veneto parlano di «decreto inaccettabile che mette a repentaglio il tessuto sociale».

Il titolare del Mef spiega che il percorso disegnato è stato stravolto dal conflitto nel Golfo Persico che ha imposto un cambio di paradigma: «È successo uno shock esterno paragonabile a quello della crisi in Ucraina».

 

Giorgetti non nasconde la sua preoccupazione di fronte all'incertezza internazionale: «Abbiamo fatto tre anni molto soddisfacenti, ma la congiuntura è mutata», evidenzia ricordando però la solidità del Paese: «La finanza pubblica italiana è in grado di assorbire lo shock dell'Iran».

 

GIANCARLO GIORGETTI ALLA CAMERA - ESAME DELLA LEGGE DI BILANCIO - FOTO LAPRESSE

Il nuovo documento di finanza pubblica, il Dfp, in via di ultimazione, continua Giorgetti, «ratificherà la rinnovata stabilità del sistema, in attesa del dato del deficit 2025 che l'Istat dovrà certificare a fine mese». L'impalcatura fiscale rischia tuttavia di subire i gravi contraccolpi di dinamiche esogene refrattarie a ogni tentativo di controllo da parte delle cancellerie occidentali.

 

Moody's, per fare un esempio, comunica di aver limato il Pil dell'Italia: nel 2026 sarà dello 0,7% rispetto al +0,8% inizialmente stimato. Le previsioni di inflazione sono state alzate dall'1,8% al 2,1%. Secondo l'agenzia di rating, la revisione al ribasso della crescita e il rialzo dell'inflazione sono dovute alla guerra in Iran. […]

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