trump xi jinping

XI JINPING SA COME SOLLETICARE L'EGO DI TRUMP - DURANTE LA SUA VISITA IN CINA, IL PRESIDENTE AMERICANO E' STATO ACCOLTO COME UN RE: ADDIRITTURA LA BANDA MILITARE DI PECHINO HA SUONATO LA CANZONE "YMCA", BRANO AMATO DA TRUMP A TAL PUNTO DA BALLARLO SUL PALCO DURANTE I SUOI COMIZI - MENTRE "THE DONALD" VIENE IMBONITO, XI METTE IN CHIARO CHE SU TAIWAN NON TRANSIGE ("E' LA NOSTRA LINEA ROSSA") - CHE HANNO MANGIATI A CENA I DUE LEADER? UN'ANATRA ALLA PECHINESE, COSTINE DI MANZO CROCCANTI E UN TIRAMISÙ. IL TUTTO ANNAFFIATO DA...

 

Estratto dell’articolo di Gianluca Modolo per "la Repubblica"

 

xi jinping donald trump foto lapresse

Potranno un'anatra alla pechinese, delle costine di manzo croccanti e un tiramisù per cena evitare di trascinare le due superpotenze della Terra in uno scontro che sconvolgerebbe il mondo?

 

In una giornata come quella di ieri in cui si è perso il conto dei gesti, dei simboli, dei piccoli rituali, delle coreografie studiate al minimo dettaglio, pure la scelta del menu significa moltissimo.

 

Xi Jinping ha dato ordine di mettere da parte alcuni piatti della cucina raffinata dell'area di Shanghai tradizionalmente serviti durante i vertici, e ha scelto per il suo ospite un mix di sapori orientali e occidentali, per compiacere i gusti culinari di Donald Trump. Perché anche il cibo, qui in Cina, è potentissimo strumento di diplomazia.

 

xi jinping donald trump foto lapresse

Nella prima giornata pechinese di Trump il leader cinese ha messo in piedi uno spettacolo studiatissimo per solleticare l'ego del tycoon, che si è sentito accolto come un re. Ma lo ha fatto soprattutto per segnalare all'americano la potenza della Cina e la volontà di Pechino di essere trattata alla pari di Washington.

 

Un banchetto di Stato sontuoso nella Grande Sala del Popolo. Tavoli adornati con fiori di loto, posate dorate, la banda militare che suona quella che l'americano ha eletto a sua colonna sonora, Ymca, e repliche in miniatura dei monumenti di Pechino, tra cui il Tempio del Cielo che i due leader avevano visitato qualche ora prima.

donald trump e xi jinping a pechino foto lapresse

 

«Un posto fantastico. Incredibile. La Cina è bellissima», le parole di Trump, passeggiando in quello che nell'ex Impero Celeste era il luogo dove i sovrani Ming e Qing si recavano per chiedere agli dèi un buon raccolto. Musica per Xi che ama esaltare la grandezza della storia cinese davanti ai leader.

 

Molte cortesie, tanta cordialità (Trump che insiste a chiamare Xi "amico": chissà se il segretario comunista, dietro la faccia che difficilmente fa trasparire emozioni, avrà gradito), ma non molta sostanza finora: tensioni e sospetti restano lì, pronti a riemergere.

 

xi jinping e donald trump a pechino foto lapresse

Una giornata iniziata con un'accoglienza in pompa magna. Xi che alle 10 in punto inizia a scendere i 39 gradini della scalinata della Grande Sala del Popolo. Trump che tre minuti dopo scende dalla "Beast", la sua blindatissima limousine, e va incontro al padrone di casa: lunga stretta di mano.

 

L'inno americano e poi quello cinese mentre partono i 21 colpi di cannone su Piazza Tiananmen. Giro d'onore per passare in rassegna la guardia militare e poi davanti ai bambini festanti che sventolano bandierine cinesi, americane e mazzi di fiori: Trump divertito applaude varie volte.

 

DONALD TRUMP XI JINPING

L'americano cerca spesso il contatto fisico con Xi, dandogli amichevoli pacche sul braccio. Andando verso l'entrata del tempio del potere comunista il leader Usa allarga le braccia in segno di stupore come a dire: bellissimo.

 

Prima di salire gli ultimi gradini Xi si gira verso la piazza e racconta a Trump che cosa l'americano si trova davanti agli occhi: gli indica la Porta che dà accesso alla Città Proibita con il grande ritratto di Mao, il monumento agli eroi del popolo, il mausoleo del Grande Timoniere.

 

donald trump xi jinping foto lapresse

Mentre Trump è più interessato a portare a casa accordi commerciali e a imbarcare i cinesi nella partita iraniana, Xi ragiona con più profondità sullo stato delle relazioni tra la Cina e gli Stati Uniti, sulla loro stabilità che deve garantire pace. Il cinese vuole mettere dei punti fermi, costruire delle basi perché senza quelle, di tutto il resto allora, è inutile discutere.

 

Torna a citare la "Trappola di Tucidide", che entrambi i Paesi devono cercare di superare; avverte l'ospite con severità che su Taiwan, la «linea rossa» per Pechino, non si transige. E soprattutto conia una «nuova visione» che vorrebbe guidasse d'ora in avanti le relazioni tra le due superpotenze: una «stabilità strategica costruttiva», per essere «partner e non rivali». [...]

 

xi jinping e donald trump a pechino foto lapresse.

Se il cibo è diplomazia, di certo lo è anche l'alcol qui. Il brindisi col Moutai - l'azienda che produce il più prestigioso tra i baijiu, l'acquavite più bevuta di Cina - tra il premier cinese Zhou Enlai e Richard Nixon durante la visita storica nel 1972 a Pechino dell'allora presidente americano è entrato nei libri di storia. Dagli anni '80 alle cene di Stato si preferisce servire vino, cinese. Bianco in questa occasione.

 

Prima della cena, Xi ha alzato il bicchiere e ha chiesto, come si fa in ogni brindisi in Cina, agli astanti di svuotarlo: «Ganbei!», anche se lui e Trump si sono limitati ad un piccolo sorso. Bisogna festeggiare, ma un piccolo sorso alla volta.

xi jinping e donald trump a pechino foto lapresse. xi jinping e donald trump a pechino foto lapresse. donald trump e xi jinping foto lapresse xi jinping e donald trump a pechino foto lapresse xi jinping e donald trump a pechino foto lapressexi jinping e donald trump a pechino foto lapresse.

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