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BOCCACCIA MIA STATTI ZITTA! - COME MAI, DA MELONI A MANTOVANO, NESSUNO PUOì PERMETTERSI DI CHIEDERE A GIUSI BARTOLOZZI DI RASSEGNARE LE DIMISSIONI DOPO CHE HA INVITATO A VOTARE “SÌ” PER “TOGLIERCI DI MEZZO I MAGISTRATI CHE SONO UN PLOTONE DI ESECUZIONE”? ANZI SE NE FOTTE: "RESTERO' AL MIO POSTO" - FORSE C'ENTRA IL CASO ALMASRI, IN CUI È ACCUSATA DI AVER FORNITO INFORMAZIONI FALSE AI MAGISTRATI? LA CAPO DI GABINETTO DI NORDIO SA TUTTO DI QUEL DOSSIER E DI CHI HA DATO ORDINE DI FAR DECOLLARE, CON JET DEI SERVIZI SEGRETI, L'ILLUSTRE TORTURATORE LIBICO, ED -È RIMASTA L’UNICA INDAGATA DEL GOVERNO - ESSI', 'LA ‘ZARINA’ È INCONTROLLABILE (E NON PUOI FARCI NIENTE...) - VIDEO

 

1 - IL NO ALLE SCUSE IRRITA PALAZZO CHIGI GOVERNO SPIAZZATO: “È INCONTROLLABILE”

Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “la Stampa”

 

giusi bartolozzi a telecolor

Si è cosparso il capo di cenere lui, il ministro, e non lei, la sua capo di gabinetto.

Bizzarrie che capitano, se lei è Giusi Bartolozzi, […] "la zarina". Sempre più somigliante a un piccolo potere separato all'interno del governo. Tollerato dalle sorelle Meloni fino a quando lei stessa non le ha deluse, nel momento più delicato, con quella infelice frase contro la magistratura a pochi giorni dal referendum.

 

Così ora, questa indipendenza, dalle parti di Palazzo Chigi inizia a provocare l'orticaria: «È ingestibile», ringhiano gli uomini intorno a Giorgia Meloni. «Incontrollabile», sbuffano anche dalle file della maggioranza. «Deve tenere a freno la lingua», è l'ultimo messaggio avvelenato che lasciano trapelare dalla sede del governo.

ALFREDO MANTOVANO - MARIO SECHI

 

I fedelissimi della premier, ieri, erano decisi a non tornare sulla polemica innescata dalle parole di Bartolozzi sui magistrati. Meglio «gestirla internamente», ragionavano, non alimentarla.

 

Lo fanno capire con chiarezza: non devono esserci scuse da parte di Bartolozzi. […]

 

Passa la giornata barricata nel suo ufficio, da sola, perché tutti i soggetti politici, dal ministro ai sottosegretari, sono fuori Roma impegnati nei diversi appuntamenti della campagna referendaria. Nel pomeriggio Bartolozzi sente però al telefono Nordio, il suo più forte e fedele alleato, la prima vera fonte del suo potere, perché raramente le dice di no.

 

carlo nordio e giusi bartolozzi

Lei gli comunica che è alla sua scrivania, impegnata a scrivere un comunicato. Quello che Palazzo Chigi non vuole. Lui, con i cronisti, azzarda una previsione: «Penso si scuserà». Come se non avesse alcun potere di convincimento. E in effetti, Bartolozzi non si scusa. Il comunicato viene affidato all'Ansa poco dopo che il ministro si era detto «dispiaciuto per le parole della mia capo di gabinetto».

 

Lei, invece, arriva al massimo a confessare un «profondo dispiacere» per come è stata mal interpretata. Oltre questo, nulla di più di una precisazione, affidata a un comunicato che ottiene il via libera di Nordio, ma che - a quanto risulta - non sarebbe stato preventivamente condiviso con altri. […]

 

giusi bartolozzi

2 - IL MAGICO MONDO DELLA POTENTE GIUSI: LIBIA, GAFFE, VEDETTE E CERVELLI IN FUGA

Estratto dell’articolo di Tommaso Rodano per “il Fatto quotidiano”

 

[…]  Bartolozzi oggi riscopre le prime pagine, ma non è mai stata un’oscura funzionaria. Nelle maglie grigie della pura azione amministrativa lei si sente stretta. In via Arenula si è guadagnata i gradi di “zarina” per via della crescita esponenziale della sua influenza politica: si dice che decida tutto lei.

 

Magistrata (a sua volta), ex deputata di Forza Italia, carattere diretto e nessuna timidezza per l’esposizione pubblica […]. Prima vice, poi capo di gabinetto, con un ufficio sterminato, qualcosa di più di una semplice segreteria: 20 persone alle sue dirette dipendenze. Le opposizioni l’ hanno chiamato il “gabinetto del gabinetto” […]

 

carlo nordio e giusi bartolozzi

[…] Eppure a intervalli regolari la zarina esonda e finisce sui giornali per ragioni poco edificanti. Magnifico esempio, il viaggio a Capri dello scorso autunno.

 

A ottobre si tiene un fondamentale convegno sulla digitalizzazione della giustizia, Nordio rinuncia all’ultimo momento, Bartolozzi invece raggiunge l’isola su un mezzo peculiare: una motovedetta della Guardia di finanza. Poi soggiorna nell’ hotel di lusso Quisisana.

 

La gita istituzionale – diciamo – finisce in un fascicolo della Procura di Napoli per verificare se quel passaggio in mare rientrasse davvero nei protocolli di sicurezza del ministro (si è mossa anche la Corte dei conti, interessata all’eventuale danno erariale).

 

EMPORIO ALMASRI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Non è l’unico dossier aperto su Bartolozzi. C'è una questione più pesante: la già citata inchiesta sul caso Almasri, il generale (e torturatore) libico arrestato in Italia su mandato della Corte penale internazionale, poi rimpatriato dopo pochi giorni e una pacca sulla spalla.

 

Tra gli indagati dalla Procura di Roma c’è anche lei: Giusi è accusata di aver fornito informazioni false ai magistrati. Si dice “serena” (purché vinca il Sì). Giusi, gabinetto e famiglia: il marito è l’avvocato e docente Gaetano Armao, grande notabile della politica siciliana; vicepresidente della Regione, ex candidato per il “terzo polo”, consulente del governatore Renato Schifani.

 

È presidente del comitato “Per un giusto Sì”, a fianco dell’imperitura Paola Binetti. Con Giusi la liaison domestico-politica è sopravvissuta anche all’assalto dell’ex moglie di lui, Carmela Transirico, che nel 2018 presentò un esposto al Csm contro Armao e Bartolozzi: li accusava di aver messo in atto strategie per “rendere inaggredibili” alcuni beni immobiliari, aggirando gli obblighi finanziari derivanti dalla separazione. Ne seguirono dolorose ipoteche, pignoramenti, contenziosi legali: la battaglia contro i magistrati, la zarina, ce l’ha dentro casa.

Gaetano Armao

 

3- BARTOLOZZI NON SI SCUSA

Estratto dell’articolo di  Conchita Sannino per “la Repubblica”

 

[…] Giovanni Donzelli da FdI si esercita in una difesa d'ufficio, «la sinistra non ha argomenti, usa solo il gossip», sono invece emblematiche le parole del sottosegretario Alfredo Mantovano.

 

Che liquida quelle della capo di gabinetto come «frasi infelici», poi lancia segnali: «Ora parliamo della riforma. Dalla quale dipende la tenuta democratica del Paese. C'è un sondaggio dove su un campione di 100 cittadini per il no, il 58 per cento lo fa per mandare a casa il governo Meloni, segno non rassicurante».

 

Njeem Osama Almasri Hoabish torna a tripoli

È un fatto, comunque, che all'attesissimo comizio di Meloni a Milano, domani, la presenza di Bartolozzi sia considerata da FdI e dagli alleati, «inopportuna». Ma non è detto, come per le scuse fantasma, che la zarina di via Arenula segua il consiglio.

 

Il caso mobilita il centrosinistra. Elly Schlein non molla: «Sono parole molto gravi, quelle della capa di gabinetto del ministro Nordio, svelano la vera intenzione di questo governo». Perché di fronte all'uso strumentale di dolore e casi di cronaca, casi Garlasco e case nel bosco, «la riforma Nordio-Meloni vuole fare esattamente questo – dice la segretaria Pd – indebolire l'indipendenza della magistratura che però non tutela i magistrati, ma i cittadini, specie quelli che da soli non hanno il potere e i soldi per far valere altrimenti i propri diritti».

GIUSI BARTOLOZZI

È altro carburante sulla campagna del no, ma coinvolge anche chi sta sul sì, come centristi e radicali.

 

[…] Matteo Renzi si chiede: «Ma per lasciare la poltrona che cosa deve fare un magistrato come la Bartolozzi? E perché Meloni sta zitta?». […]

 

4  - "RESTERÒ AL MIO POSTO" SULLA ZARINA IN TRINCEA L'IRA DI PALAZZO CHIGI

Estratto dell’articolo di   Gabriella Cerami per “la Repubblica”

 

[…]  «Bartolozzi deve tenere a freno la lingua», è una delle considerazioni che ieri mattina circolavano in ambienti di governo. Alla fine la zarina di via Arenula non si scusa, anzi rilancia: «Il riferimento al plotone di esecuzione alludeva allo stato di assoluta prostrazione in cui si trova chi sa di non aver commesso nulla di male, esattamente come colui che, postovi davanti, poco o nulla può fare per difendere la propria vita».

 

GIUSI BARTOLOZZI

Una precisazione che tuttavia non piace a chi è impegnato in questa campagna referendaria. Basti pensare a Forza Italia, che nel nome di Silvio Berlusconi, si sta giocando la partita anche in vista delle prossime elezioni politiche. E infatti ecco il capogruppo azzurro alla Camera Paolo Barelli scaricare la zarina con un «Bartolozzi chi?».

 

Ed è lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano a qualificare come «infelice» la frase della capo di gabinetto. Decisioni drastiche, però, non sono sul tavolo, e lo stesso Nordio chiarisce che Bartolozzi «non deve dimettersi». Almeno per ora. Nulla toglie che in caso di sconfitta, in ambienti della maggioranza, si possa andare alla ricerca di un capro espiatorio.

 

GIUSI BARTOLOZZI LITIGA CON SGARBI ALLA CAMERA NEL 2020

Ufficialmente dalle parti di Fratelli d'Italia il tentativo è comunque quello di minimizzare e blindare, almeno per ora, la capo di gabinetto. «La vicenda è stata ingigantita», taglia corto il responsabile organizzazione del partito Giovanni Donzelli. «Andare sul merito della riforma non sul contorno di polemiche», è l'invito di Mantovano. Ma a palazzo Chigi la tensione è ancora alta e c'è chi tira fuori il codice di comportamento del personale del ministero della Giustizia, secondo cui un capo di gabinetto, prima di parlare in pubblico, deve essere autorizzato. E così non sarebbe stato.

GIOVANNI CARAVELLI AL COPASIR - FOTO LAPRESSE

GIUSI BARTOLOZZI Njeem Osama Almasri Hoabish torna a tripoliGIUSI BARTOLOZZI Giusi Bartolozzi

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