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“DON GALLO? IL MIO ‘UCCELLI DI ROVO’ IN BIANCO. HO AVUTO PER LUI UNA FASCINAZIONE INTELLETTUALE” – LA "COSCIALUNGA DELLA SINISTRA" ALBA PARIETTI, ALLA VIGILIA DEI 65 ANNI, ENTRA IN MODALITA' "CANTASTORIE": “AGNELLI? SONO SEMPRE STATA SNOB VERSO I POTENTI. POTREI DIRE CHE MI FACEVA LA CORTE, MA IN MANIERA COSÌ ELEGANTE CHE NON SI POTEVA DEFINIRE TALE. NON ERA IL TIPO CHE SI METTEVA NELLE CONDIZIONI DI PRENDERE UN 2 DI PICCHE. CREDO FOSSE SOLO CURIOSO DI UN PRESUNTO FLIRT CON GIANLUCA VIALLI AI TEMPI DEI MONDIALI ’90 - NICHOLSON MI FECE UN APPOSTAMENTO FUORI DAL BAGNO, OLIVER STONE ERA INTERESSATO ALLE MIE TETTE PIU' CHE AL MIO TALENTO - TRUMP E WEINSTEIN? LI HO CONOSCIUTI E NON NE VADO FIERA – POI RIVELA LE MOLESTIE SUBITE DA UN ONOREVOLE DEL PARTITO “DI CHI COMANDA: LUI STA SEMPRE DOVE C’È IL POTERE, IL CONTRARIO DI ME” - “LA PENSIONE? LA PRENDO GIA’ DA UN PO’ MA IN PENSIONE NON CI VADO E SOGNO LA CONDUZIONE DI UN PROGRAMMA TV”

Elvira Serra per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

 

Alba Parietti il 2 luglio compie 65 anni. Auguri!

alba parietti

 

Come festeggia?

«Con una trentina di amici in un ristorante vicino a casa, (…)

 

 

Adesso è in pensione?

«La pensione la prendo già da un po’, perché da quando avevo 14 anni verso i contributi. Però in pensione non ci vado. E continuo felicemente a pagare le tasse con il mio 740, sperando che i miei soldi servano a pagare i servizi per tutti, soprattutto per chi non può permetterseli. Però una cosa mi indispettisce».

 

Non si trattenga.

«Ogni volta sembra che debba giustificarmi dei soldi che ho, delle case che ho, delle vacanze che faccio, del fatto che mi sveglio alle 11 del mattino. Io mi sono conquistata tutto. Ma se una donna ha avuto successo, è stata fortunata. Mentre se un uomo ha successo è perché è in gamba».

 

 

(…) ho anche perso tante occasioni per cialtroneria».

alba parietti

 

Ne dica una.

«Da quando mi proposero un ruolo in GoldenEye e rifiutai perché non parlavo l’inglese, ad altri momenti chiave nei quali mi occupavo più dei miei amori e delle vacanze che del lavoro».

 

 

Che regalo di compleanno vorrebbe?

«Non sarebbe male una conduzione in tv. Ma non è che non ci dorma la notte se poi non arriva. Ho condotto tutto quello che si poteva, da Macao ai Telegatti al Festival di Sanremo . I fatti dimostrano che quando vado in video gli ascolti salgono».

 

 

(…)

 

Proviamo a raccontare questi 65 anni per incontri.

 

Se le dico Federico Fellini?

«Il primissimo incontro lo feci all’Eliseo a Roma, nei primi anni 80, dove recitavo in Quarant’anni di scenette , con Paolo Panelli. Una sera lui ci raggiunse in camerino con Giulietta Masina e mi disse: “Bella e brava”. E Giulietta, elegantissima: “Bella sì. Brava: mmh...”. Ci rimasi malissimo».

don andrea gallo 8

 

 

Poi quando vi siete rivisti?

«Ai tempi di Domenica in. Un’autrice era una sua stretta collaboratrice e cominciò a portarmi i suoi messaggi di ringraziamento quando lo citavo. Da lì cominciò una sorta di carteggio meraviglioso che ho perso perché un mio segretario ha buttato via tutto. Una volta mi invitò a Cinecittà: non mi rendevo conto dell’enormità dell’evento. Quando arrivai disse: “Ecco qua la faccia da mascalzona!”».

 

 

Andò alle sue esequie?

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«Sì. E ricordo la scena straziante di Giulietta che lo salutava con la mano alzata. Forse è stato l’unico genio che non mi ha deluso».

 

 

Gianni Agnelli?

«Mi chiamava a casa e spesso rispondeva Paola Ferrari. Se dall’altra parte del filo c’è uno che si chiama Agnelli, tu rimani al telefono anche se hai un aereo da prendere».

 

 

La corteggiava?

gianni agnelli copertina

«Sono sempre stata snob verso i potenti. Potrei dire che mi faceva la corte, ma in maniera così elegante che non si poteva definire tale. Non era il tipo che si metteva nelle condizioni di prendere un 2 di picche. Credo fosse solo curioso di un gossip».

 

 

Quale?

«Di un presunto flirt con Gianluca Vialli ai tempi dei Mondiali 90. Gianluca è stato uno dei più grandi signori che ho conosciuto: di classe, spiritoso, intelligente. Un amico. Quando gli scrissi per congratularmi per gli Europei vinti nel 2020 mi rispose con un messaggio meraviglioso dove l’“io” non esisteva, solo il “noi”: era stato un traguardo di squadra, non solo suo».

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Don Gallo?

«Il mio Uccelli di rovo in bianco. Ho avuto per lui una fascinazione intellettuale. Mi dedicava ore a parlare di politica o a scherzare. È stata una delle esperienze più potenti della mia vita e lui una vera guida spirituale, il mio secondo padre. Era la potenza del bene contro il male, del giusto contro l’ingiusto».

 

 

Boncompagni?

«Il mio scopritore. Lui è arrivato prima di Galagoal , dove il genio era stato Ricardo Pereira. Ma fu Gianni Boncompagni nel 1983 a prendermi con un provino a Galassia 2 , un fiasco totale.

 

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Poi mi richiamò per Macao, con una squadra meravigliosa. Lui non ti dava un testo scritto neanche se piangevi: ti buttava nell’arena e tu dovevi cavartela. Era cinico e spietato, ma quella trasmissione forse è stata la più bella che ho fatto. Poi Gianni si stufò del suo giocattolo e cominciarono i contrasti fra di noi: faticava a lasciarmi lo scettro in mano. È un mio karma tipico: Anna Bolena messa nella torre».

 

 

Come con Pippo Baudo?

«Sì, esatto. A Pippo ho voluto un bene dell’anima. Come Gianni Boncompagni e Maurizio Costanzo è una delle persone a cui devo di più. Ma non erano facili: amavano metterti sul piedistallo e poi buttarti giù, anche solo per vedere come reagivi».

 

 

Jack Nicholson?

«Un incontro divertentissimo a Palazzo Volpi, a Venezia: Fiona Lewis sul New Yorker mi definì una stella fra le stelle. Nicholson mi fece un appostamento fuori dal bagno: avevo un raffreddore tremendo, lui pensò ad altro...».

 

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E Oliver Stone?

«Lo incontrai alla festa di Cavalli e Paciotti a New York.  Ma era più interessato alle mie tette che al mio talento».

 

 

Elton John?

«Divenni sua amica grazie a Gianni Versace, erano amici intimi. Mi raccontarono di come Lady Diana giocava con i figli. Alle feste di Gianni trovavi Naomi, Claudia...».

 

Chi?

«Naomi Campbell e Claudia Schiffer. Molti si infastidiscono quando le chiamo per nome, ma io le frequentavo. E se qualcuno ha dei dubbi, vada a rileggersi l’articolo del New Yorker: mi riprometto sempre di incorniciarlo».

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Avrà conosciuto pure Weinstein.

«Lui e Trump. E non ne vado fiera».

 

 

Ha mai subito molestie?

«Sono stati quasi tutti al loro posto. Di un onorevole poco onorevole mi verrebbe tanta voglia di raccontare un episodio. Ma lo grazio».

 

 

Il partito ce lo dice?

«Il partito di chi comanda: lui sta sempre dove c’è il potere, il contrario di me».

 

 

Ha rimpianti?

«Rimpiango moltissimo di non aver fatto un altro figlio. Il padre più adatto sarebbe stato Giuseppe (Lanza di Scalea, ndr ), ma per l’età non se l’era sentita. Christoph (Lambert, ndr ) voleva una figlia e lo disse su Paris Match , ma penso che sia stato meglio non averla: tra noi la relazione non sarebbe stata sana».

 

 

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(…)

 

Un sogno da realizzare?

«Realizzare una serie tv sulla storia di mia madre, di mio padre e di mio zio. I miei genitori mi hanno insegnato l’etica, con un’educazione ferrea. Nel mio mestiere, dignità e senso dell’onore ti fanno tenere la barra dritta: a loro devo il grazie più grande».

 

 

Si è mai sentita una musa ispiratrice?

«Mi è sempre piaciuto esserlo. Niccolò Ammaniti mi dedicò un capitolo del suo libro Il momento è delicato , e Stefano Bonaga quando ci lasciammo scrisse il saggio Sulla disperazione d’amore ».

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HARVEY WEINSTEIN

 

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