PICCOLA POSTA - "MA ERA IL TREPPIEDE DI PIZZI?" - LE PAROLE DI LUZI - "UNO DIECI CENTO CAVALLETTI" - "NOI ITALIANI ABBIAMO UN SERIO PROBLEMA: LA PESSIMA MIRA."
Lettera 1
Ma il treppiede lanciato contro Silvio Berlusconi era della macchina fotografica del vostro Umberto Pizzi?
Ivan Guarini
Lettera 2
La vergognosa motivazione dell'aggressione al presidente del Consiglio, "lo odio", segue a ruota il famoso personaggio che rincorreva Belusconi nei corridoi del Tribunale di Milano per gridargli insulti. Violenze verbali che presto diventano violenze fisiche. Speriamo che la magistratura sia solerte nel perseguire questa violenza. L'aggressore di Roma, come ha detto il padre ai giornali, è militante dei DS, lavora alle feste dell'Unità e non si sa se è iscritto al partito. Se questo individuo è iscritto venga radiato pubblicamente dal partito. Ma dopo che Berlusconi, come probabile, avrà vinto le elezioni del 2006 sarà d'obbligo raddoppiargli la scorta, perché allora di fronte all'ennesima sua vittoria l'odio e il livore di questi frustrati e falliti diverrà davvero feroce e incontrollabile.
Alessandro Bianchini, Milano
Lettera 3
Caro Dagospia, che schifo questo paese, uno tenta di spaccare la testa del capo del governo e dopo poche ore è libero e a spasso.
Massimino
Lettera 4
Caro Dago, a Berlusconi è andata fin troppo bene. Coi tempi che corrono è già tanto che non l'abbiano incriminato per essersi fatto colpire.
Berlusconi è un provocatore : Quindi va colpito. Gli Usa sono affamatori : Quindi l'11 Settembre se lo sono andati a cercare. Mastella presiede la Camera onestamente : Quindi è un pezzo di merda. Parole dell'On. Rosy Quindi, la quale teme di perdere terreno come "Pasionaria" Rossa da Lilly Gruber.
Per Berlusconi, grazie al taglio delle tasse, si prevede un buon raccolto. La Sinistra tenta di rovinarglielo con un'invasione di "Cavalletti".
Natalino Russo Seminara
Lettera 5
Ci voleva lo scranno senatoriale per sentire amplificati i sermoni astiosi di Luzi sempre e comunque contro il Capo del Governo. Che sarebbe successo se il treppiede si fosse calato sulla sua testa piena di prosa lirica e carmi poetici invece che sull'inviso nemico? Sicuramente l'esecrazione più totale di tutto il popolo di sinistra e la cella più buia per il colpevole. Invece l'ineffabile Luzi, ormai senatore a vita, può lanciare frecce avvelenate al curaro e il buon samaritano di Mantova andare a spasso a testa alta. Povera Italia!
Franco Baldissarutti
Lettera 6
L'esaltato mantovano che ha aggredito Berlusconi con un cavalletto è stato scarcerato il giorno successivo. Su alcuni forum internet è apparso in queste ore lo slogan: "Uno, dieci, cento, cavalletti". E questo la dice lunga sulle simil-lacrime di solidarietà espresse dalla sinistra al capo del governo. A titolo "antropologico politico", sarebbe interessante osservare le reazioni dell'opposizione e della magistratura, qualora un simpatizzante di centrodestra lanciasse una mortadella stagionata all'indirizzo di Prodi. Non ci sono dubbi: il governo italiano, tacciato di squadrismo e il "tapino" lasciato marcire in qualche carcere gulag di sinistra memoria. Calunniate, calunniate, qualche cosa resterà diceva con diabolica astuzia Charles Maurice Talleyrand. E poi qualcuno dice che certo modo di fare politica, non funziona...
Gianni.Toffali@inwind.it
Lettera 7
Caro Dago, lo so che certe cose non si fanno. Non sta bene e poi sono contro la violenza. Però bisogna considerare anche le attenuanti. Personalmente dopo aver seguito la conferenza stampa del 30/12 se me lo fossi trovato improvvisamente davanti (il Cavaliere) non dico che gli avrei tirato un cavalletto (non viaggio con attrezzature fotografiche così impegnative) ma magari uno sputazzo mi sarebbe scappato alla faccia del bon ton.
Comunque io propongo una sottoscrizione pubblica per raccogliere fondi da destinare alle spese legali che RDB dovrà sostenere per difendersi. Anche come ringraziamento per aver provocato lo show di Emilio Fede al TG4 che era degno di Zelig (il comico che lo imita non arriverà mai a tali livelli). Per quanto riguarda l'amarezza espressa dal premier mi ricordo una frase che diceva la mia nonna Dosolina: no te pol doperar la jente come peze da piè e voer che co i te trova i se leve el capèl. Antica saggezza veneta.
Iris.
Lettera 8
Caro Dago, hai letto la versione di oggi, 4 gennaio 2005, della rubrica "Carta Canta" di Travaglio su Repubblica on line, quella rubrica che, attraverso l'archivio delle notizie, si propone di inchiodare tutte le sue vittime? Eccotela:
"Siamo onorati di avere Mario Luzi come nostro autorevole collega in Senato. La nomina a senatore a vita del poeta Mario Luzi è il meritato riconoscimento ad un uomo che ha dato lustro al nostro Paese con la sua lunga e prestigiosa attività letteraria".
(Renato Schifani, capogruppo FI al Senato, Ansa, 14 ottobre 2004).
"Le parole di Luzi sono gravi quanto l'aggressione fisica di Piazza Navona al presidente del Consiglio, perché alimentano un pericoloso clima d'odio".
(Renato Schifani, capogruppo FI al Senato, Ansa, 3 gennaio 2005).
La mia disistima nei confronti del Senatore Schifani è enorme, ma che cosa cavolo ha detto di male l'ex riportino d'oro? Niente, assolutamente niente; soltanto di essere felice di avere una persona come Luzi come senatore a vita, un giorno e, che le parole di questo suo collega seminano odio, un altro giorno. Che contraddizione c'è in tutto ciò?
Caro Travaglio, mi spiace che tu non abbia proprio più nulla da fare nella vita, ma stai attento che hai rischiato di essere preso a calci dall'Unità; fra poco rischi anche i calci "repubblicani"!
Lettera 9
Ciao Dago, ti giro alcuni sms che mi sono arrivati dopo "l'insano gesto" di quel giovanotto che ha scagliato il treppiedi per la macchina fotografica contro il Silvio in libera uscita. Spero non vengano considerati parte della "campagna d'odio"!
- Certo che i cavalletti per macchine fotografiche volano via come piume
- Noi italiani abbiamo un serio problema: la pessima mira.
- Che culo, ho messo i tacchi bassi!
- Almeno adesso ha capito la priorità assoluta: trovare la morosa per ogni Italiano (magari anche l'amante).
- Azz... si è mosso. Foto da rifare!
fikkanaso.
Dagospia 04 Gennaio 2005
Ma il treppiede lanciato contro Silvio Berlusconi era della macchina fotografica del vostro Umberto Pizzi?
Ivan Guarini
Lettera 2
La vergognosa motivazione dell'aggressione al presidente del Consiglio, "lo odio", segue a ruota il famoso personaggio che rincorreva Belusconi nei corridoi del Tribunale di Milano per gridargli insulti. Violenze verbali che presto diventano violenze fisiche. Speriamo che la magistratura sia solerte nel perseguire questa violenza. L'aggressore di Roma, come ha detto il padre ai giornali, è militante dei DS, lavora alle feste dell'Unità e non si sa se è iscritto al partito. Se questo individuo è iscritto venga radiato pubblicamente dal partito. Ma dopo che Berlusconi, come probabile, avrà vinto le elezioni del 2006 sarà d'obbligo raddoppiargli la scorta, perché allora di fronte all'ennesima sua vittoria l'odio e il livore di questi frustrati e falliti diverrà davvero feroce e incontrollabile.
Alessandro Bianchini, Milano
Lettera 3
Caro Dagospia, che schifo questo paese, uno tenta di spaccare la testa del capo del governo e dopo poche ore è libero e a spasso.
Massimino
Lettera 4
Caro Dago, a Berlusconi è andata fin troppo bene. Coi tempi che corrono è già tanto che non l'abbiano incriminato per essersi fatto colpire.
Berlusconi è un provocatore : Quindi va colpito. Gli Usa sono affamatori : Quindi l'11 Settembre se lo sono andati a cercare. Mastella presiede la Camera onestamente : Quindi è un pezzo di merda. Parole dell'On. Rosy Quindi, la quale teme di perdere terreno come "Pasionaria" Rossa da Lilly Gruber.
Per Berlusconi, grazie al taglio delle tasse, si prevede un buon raccolto. La Sinistra tenta di rovinarglielo con un'invasione di "Cavalletti".
Natalino Russo Seminara
Lettera 5
Ci voleva lo scranno senatoriale per sentire amplificati i sermoni astiosi di Luzi sempre e comunque contro il Capo del Governo. Che sarebbe successo se il treppiede si fosse calato sulla sua testa piena di prosa lirica e carmi poetici invece che sull'inviso nemico? Sicuramente l'esecrazione più totale di tutto il popolo di sinistra e la cella più buia per il colpevole. Invece l'ineffabile Luzi, ormai senatore a vita, può lanciare frecce avvelenate al curaro e il buon samaritano di Mantova andare a spasso a testa alta. Povera Italia!
Franco Baldissarutti
Lettera 6
L'esaltato mantovano che ha aggredito Berlusconi con un cavalletto è stato scarcerato il giorno successivo. Su alcuni forum internet è apparso in queste ore lo slogan: "Uno, dieci, cento, cavalletti". E questo la dice lunga sulle simil-lacrime di solidarietà espresse dalla sinistra al capo del governo. A titolo "antropologico politico", sarebbe interessante osservare le reazioni dell'opposizione e della magistratura, qualora un simpatizzante di centrodestra lanciasse una mortadella stagionata all'indirizzo di Prodi. Non ci sono dubbi: il governo italiano, tacciato di squadrismo e il "tapino" lasciato marcire in qualche carcere gulag di sinistra memoria. Calunniate, calunniate, qualche cosa resterà diceva con diabolica astuzia Charles Maurice Talleyrand. E poi qualcuno dice che certo modo di fare politica, non funziona...
Gianni.Toffali@inwind.it
Lettera 7
Caro Dago, lo so che certe cose non si fanno. Non sta bene e poi sono contro la violenza. Però bisogna considerare anche le attenuanti. Personalmente dopo aver seguito la conferenza stampa del 30/12 se me lo fossi trovato improvvisamente davanti (il Cavaliere) non dico che gli avrei tirato un cavalletto (non viaggio con attrezzature fotografiche così impegnative) ma magari uno sputazzo mi sarebbe scappato alla faccia del bon ton.
Comunque io propongo una sottoscrizione pubblica per raccogliere fondi da destinare alle spese legali che RDB dovrà sostenere per difendersi. Anche come ringraziamento per aver provocato lo show di Emilio Fede al TG4 che era degno di Zelig (il comico che lo imita non arriverà mai a tali livelli). Per quanto riguarda l'amarezza espressa dal premier mi ricordo una frase che diceva la mia nonna Dosolina: no te pol doperar la jente come peze da piè e voer che co i te trova i se leve el capèl. Antica saggezza veneta.
Iris.
Lettera 8
Caro Dago, hai letto la versione di oggi, 4 gennaio 2005, della rubrica "Carta Canta" di Travaglio su Repubblica on line, quella rubrica che, attraverso l'archivio delle notizie, si propone di inchiodare tutte le sue vittime? Eccotela:
"Siamo onorati di avere Mario Luzi come nostro autorevole collega in Senato. La nomina a senatore a vita del poeta Mario Luzi è il meritato riconoscimento ad un uomo che ha dato lustro al nostro Paese con la sua lunga e prestigiosa attività letteraria".
(Renato Schifani, capogruppo FI al Senato, Ansa, 14 ottobre 2004).
"Le parole di Luzi sono gravi quanto l'aggressione fisica di Piazza Navona al presidente del Consiglio, perché alimentano un pericoloso clima d'odio".
(Renato Schifani, capogruppo FI al Senato, Ansa, 3 gennaio 2005).
La mia disistima nei confronti del Senatore Schifani è enorme, ma che cosa cavolo ha detto di male l'ex riportino d'oro? Niente, assolutamente niente; soltanto di essere felice di avere una persona come Luzi come senatore a vita, un giorno e, che le parole di questo suo collega seminano odio, un altro giorno. Che contraddizione c'è in tutto ciò?
Caro Travaglio, mi spiace che tu non abbia proprio più nulla da fare nella vita, ma stai attento che hai rischiato di essere preso a calci dall'Unità; fra poco rischi anche i calci "repubblicani"!
Lettera 9
Ciao Dago, ti giro alcuni sms che mi sono arrivati dopo "l'insano gesto" di quel giovanotto che ha scagliato il treppiedi per la macchina fotografica contro il Silvio in libera uscita. Spero non vengano considerati parte della "campagna d'odio"!
- Certo che i cavalletti per macchine fotografiche volano via come piume
- Noi italiani abbiamo un serio problema: la pessima mira.
- Che culo, ho messo i tacchi bassi!
- Almeno adesso ha capito la priorità assoluta: trovare la morosa per ogni Italiano (magari anche l'amante).
- Azz... si è mosso. Foto da rifare!
fikkanaso.
Dagospia 04 Gennaio 2005