FAZIO STRAZIO - A CIASCUNO IL SUO GOVERNATORE: SINISCALCO PER SILVIO, PADOA SCHIOPPA PER CIAMPI, DRAGHI PER GOLDMAN PRODI - IL SILENZIO ASSORDANTE DEI BANCHIERI - LA LAPIDE BY RUTELLI E LA SEPOLTURA BY SCALFARI.

1 - IL SILENZIO ASSORDANTE DEI BANCHIERI
Lo sfogo domenicale di Fazio sotto il sole di Alvito e davanti al taccuino di Elena Polidori (una giornalista accettata per la sua vecchia conoscenza di Bankitalia), ha tracciato il quadro di un uomo solo che si rifugia nella devozione, negli affetti famigliari e nella testardaggine. Il cavallo è stato azzoppato in modo grave e si legge tra le righe il grande isolamento in cui è caduto. Uno stipendio da due milioni di euro l'anno e un colpo d'ala per segare le velleità del ragionier Fiorani, non riusciranno più a sollevare il vulnus di immagine e di credibilità che si è inferto da solo con caparbia masochistica. I consensi strumentali e tardivi della Lega e le penose piroette di Giorgio La Malfa non possono colmare il silenzio assordante dei banchieri.

Nessuno, assolutamente nessuno di loro ha speso una parola di solidarietà verso l'uomo che per dodici anni li ha governati. Gli restano tre amici: Don Luigi Ginami il prete-confessore, il senatore Grillo che con le sue dichiarazioni pubbliche lo ha danneggiato quanto le telefonate private, e Ivo Tarolli, un altro senatore che ancora ieri parlava di Fazio come di una "guida forte". Di Alan Greenspan che governa dal 1987 la Banca centrale americana non si conoscono gli amici. Si sa solo che ama il jazz e che da giovane suonava il sassofono. Un modello inimitabile.

2 - A CIASCUNO IL SUO GOVERNATORE: SINISCALCO PER SILVIO, PADOA SCHIOPPA PER CIAMPI, DRAGHI PER PRODI
Lo Sgovernatore non è "tenibile" con il centro-sinistra, dal fassiniano Chiti a Rutelli, schierato per le dimissioni. Il governo è prudente, Fazio a dimettersi non ci pensa proprio, non si sa cosa hanno in mano i magistrati. Se la situazione precipitasse, magari grazie a intercettazioni dirompenti, la vacanza di Pio Tutto Fazio diventerebbe senza fine. A quel punto, i candidati "veri" sono due: Siniscalco portato da Berlusconi e Padoa Schioppa portato da Ciampi.

Viceversa, se Fazio resiste, sarà probabilmente lui a nominare il successore di Antonio Fazio a Bankitalia e in questo modo Romano Prodi metterà nel paniere dove tiene sempre la mortadella e il lambrusco, un altro "potere forte". Ma gli asset sui quali il Professore conta di rilanciare l'economia hanno un identikit preciso. "Devono essere personalità conosciute nel mondo, che conoscono il mondo", così ama confidare Prodi alla moglie Flavia, l'unico consigliere di cui si fida. Questo identikit corrisponde a un personaggio: Mario Draghi.



La confidenza risale ai tempi in cui Draghi era direttore generale del Tesoro, una carica che ha conservato per dieci anni fino al settembre 2001 quando si dimise per insegnare ad Harvard. Le privatizzazioni e le vicende tormentate della SME hanno cementato l'amicizia. La stima è reciproca e il Professore lo vede bene a Londra in quella Goldman Sachs che nella strategia di Prodi rappresenta un osservatorio privilegiato e un asset importante. "Per adesso sta bene lì", avrebbe detto Prodi a chi spinge il nome di Draghi per via Nazionale.

3 - LA LAPIDE DI RUTELLI
- "Antonio Fazio dovrebbe dimettersi", dice Francesco Rutelli al quotidiano la Repubblica. Intervistato da Massimo Giannini, il leader della Margherita ricorda che "non possiamo lasciare che a decidere siano i pm": e così, Rutelli detta anche la linea al governo, oltre che all'Unione, ricordando il primato della politica...

4 - LA SEPOLTURA DI SCALFARI
- Le frasi pronunciate da Francesco Rutelli sul governatore Antonio Fazio hanno fatto sognare Eugenio Scalfari, il "fondatore", che domenica su Repubblica aveva scritto: "Antonio Fazio ha perso ogni credibilità e non può restare alla guida della Banca d'Italia senza danneggiarne ulteriormente il prestigio e l'autorevolezza. Dovrebbe esser lui il primo a rendersene conto e a sgombrare il campo".


Dagospia 02 Agosto 2005