PER BERNABÈ C'E' LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI - VALLARDI AI PERIODICI MONDADORI - PAOLUCCI IN POLE POSITION PER L'ENIT - TAXI ALL'ITALIANA - DENARI E VIRTÙ PER ALBERTO DI MONACO - TRE PROPOSTE "ALLA TEDESCA" PER LA LODI - LA UE SULLE COOP MA NON SULLE "PO
1 - TAXI ALL'ITALIANA
Dal Sole 24 Ore - Le liberalizzazioni servono ad abbassare i prezzi di prodotti e servizi. Lo dicono i manuali di economia, lo dice il decreto Bersani. Ma nel Paese delle anomalie non c'è teoria o dichiarazione d'intenti che tenga: a Roma i prezzi dei taxi "liberalizzati" potrebbero salire, anziché scendere. In un immaginario "Diario di un turista americano a Roma", pubblicato nel 1972, Ennio Flaiano descrisse lo stupore degli yankee per le dimensioni ridotte dei taxi, inadatti a trasportare turisti con bagaglio. Oggi quel turista noterebbe i prezzi, più alti che a New York. E se chiedesse spiegazioni, si potrebbe solo dire: perché c'è stata una liberalizzazione. All'italiana, si intende. (G.Cr.)
2 - PER BERNABÈ C'E' LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI
M. Sid. per il Corriere della Sera - Tra i dribbling ai quali è costretto dalla finanziaria e il dossier aperto sul conflitto d'interessi, il governo ha dato il via anche alla caccia autunnale ai manager. Lo sviluppo lascia sperare in qualcosa di concreto già per il 2006 e il governo, che non vuole lasciare nulla al caso, è alla ricerca dei suoi cavalli vincenti. La squadra non è ancora completa. Ma tra i nomi trapelati fino ad ora c'è anche il manager di vecchio corso Franco Bernabè che dovrebbe occupare la poltrona della Cassa Depositi e Prestiti, ormai trasformata in Spa. Per le Ferrovie dello Stato, nome già nell'aria da qualche tempo, sembra consolidarsi l'ipotesi di Innocenzo Cipolletta che dovrebbe occupare la stanza di Elio Catania. Anche se nulla sembra deciso nemmeno sull'uscita del manager ex Ibm.
Mentre per l'Alitalia la permanenza al timone di Giancarlo Cimoli, dopo la discesa in suo appoggio dello stesso ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sembra sempre più probabile, nonostante le difficoltà dell'azienda. Insomma, nessun coniglio dal cilindro. Il governo sembra voler andare sul sicuro senza puntare su nomi nuovi. Bernabè, vicepresidente di Rothschild Europe, è stato chief economist alla Fiat, dal '78 al '83, anno in cui è entrato all'Eni dove è diventato amministratore delegato. Dal '98 al '99 è stato amministratore delegato di Telecom Italia, prima di diventare presidente della Biennale di Venezia e dal 2004 del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Cipolletta, economista e banchiere, è attualmente alla presidenza del quotidiano «il Sole-24 Ore» e il suo nome potrebbe mettere d'accordo buona parte della maggioranza.
3 - E LE FONDAZIONI SI RICOMPRANO I TITOLI DI TORINO
Dal Corriere della Sera - La prospettiva della fusione con Intesa avrebbe portato a un rapido cambio di rotta, facendo scattare l'elastico: le Fondazioni di Padova-Rovigo e di Bologna starebbero esercitando l'opzione per riportare a casa le azioni privilegiate del Sanpaolo originariamente oggetto di cessione attraverso un «equity swap».
Gli enti soci (compresa la Compagnia torinese) detengono, oltre alle azioni ordinarie del Sanpaolo vincolate nel patto, anche i titoli privilegiati per circa il 20% del capitale che verranno convertiti in ordinari prima della fusione.
Tempo fa Padova-Rovigo e Bologna, per ridurre il peso in portafoglio della partecipazione torinese (in entrambi i casi pari a circa il 90%) hanno deciso di limare gradualmente la quota di privilegiate. Operazione che non ha avviato anche la Compagnia presieduta da Franzo Grande Stevens, per la quale il Sanpaolo rappresenta solo il 40% circa del totale degli attivi.
La manovra però, nella nuova previsione di fusione con Banca Intesa, è probabilmente diventata non più profittevole in termini di prezzo esercitato e di prospettive di concambio.
Ecco dunque che i due enti avrebbero cominciato a ricomprare i titoli. Sui valori di scambio (fissati per il momento a 3,115 azioni Intesa per una del Sanpaolo) le due fondazioni hanno espresso riserve nel consiglio della banca sull'aggregazione. E fra i soci si punta a un concambio più favorevole per Torino.
4 - TRE PROPOSTE "ALLA TEDESCA" PER LA LODI
Dal Corriere della Sera - Un matrimonio stile Intesa- Sanpaolo, con un sistema di governance "alla tedesca". E' quello che hanno proposto tre delle quattro banche che hanno presentato offerte alla Bpi per un'aggregazione. Le proposte avanzate da Bpm, Popolare Verona Novara e Bpu, esaminate giovedì sera dal consiglio della banca lodigiana, prevederebbero la creazione di un comitato di sorveglianza e di un comitato di gestione. Uno schema, di tipo "duale" identico a quello adottato nella maxifusione Intesa-Sanpaolo.
L'altra pretendente, la Popolare dell'Emilia Romagna, ha proposto, invece, una governance di tipo tradizionale. La soluzione scelta dalle tre banche potrebbe aiutare i soci lodigiani a superare eventuali dubbi sulla rappresentanza nel nuovo istituto che nascerebbe dall'eventuale fusione. Bpi, che giovedì ha dato mandato al presidente Piero Giarda e all' amministratore delegato Divo Gronchi di approfondire le offerte, tornerà a riunirsi il 13 settembre per l'ulteriore esame dei dossier.
In quell'occasione potrebbero essere illustrati anche i termini economici delle offerte, che dovrebbero essere tutte e quattro carta contro carta. (F.D.R.)
5 - VALLARDI AI PERIODICI MONDADORI
Dal Sole 24 Ore - Dopo l'acquisizione per 551 milioni di euro di Emap France lo scorso giovedì, il Gruppo Mondadori, guidato dall'a.d. Maurizio Costa, potrebbe aprire le porte della divisione periodici, attualmente in capo a Roberto Briglia, a un nuovo manager proveniente dalla concorrenza. Tutto per entrare a pieno regime nel ricco mercato d'Oltralpe, tra i maggiori a livello europeo nel settore dei magazine.
Secondo quanto risulta al «Sole24 Ore» a Segrate sarebbe in arrivo Gianni Vallardi, classe 1951, già amministratore delegato dei Periodici e Libri di Rcs e attualmente numero uno della Cairo Publishing. I tempi non sono ancora noti ma, stando alle ultime indiscrezioni di mercato, l'ingresso in azienda del manager sarebbe imminente.
Vallardi, laureato in scienze politiche a Milano con un master alla Bocconi in business administration, sarebbe infatti in pole position per diventare il nuovo responsabile delle attività italiane dei periodici Mondadori. Allo stesso tempo a Roberto Briglia potrebbe essere affidato il controllo sia delle attività italiane, sia di quelle francesi, con un salto notevole di responsabilità: il ramo italiano dei periodici ha registrato nel 2005 un fatturato totale di 778 milioni di euro, mentre Emap France, sempre l'anno scorso, ha generato ricavi per circa 440 milioni con un portafoglio testate complessivo di oltre 80 titoli.( D.Le.)
6 - UMBERTO PAOLUCCI IN POLE POSITION PER L'ENIT
Dal Sole 24 Ore - Nel rush finale per la presidenza dell'Agenzia nazionale del turismo - il nuovo ente che sta nascendo dalle ceneri dell'Enit -Umberto Paolucci avrebbe maturato la pole position. Non c'è ancora una decisione definitiva ma una cosa è sicura: il vicepremier e ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha da tempo dichiarato di voler puntare su un manager di grande caratura internazionale per l'ente che dovrà imprimere una svolta radicale al settore turistico. Paolucci, classe 1944, è uno dei top manager italiani più conosciuti: senior chairman di Microsoft Europe Middle East Africa (Emea), vicepresidente di Microsoft corporation e presidente di Microsoft Italia. In passato è stato anche vicepresidente della Confcommercio. Il nodo da sciogliere per Rutelli è però costituito dal fatto che Paolucci non intenderebbe lasciare Microsoft.Nei giorni scorsi era stato contattato anche Antonio Paolucci, ex ministro del Beni culturali nel Governo Dini e oggi Soprintendete al polo museale fiorentino. Sembra invece indebolirsi la candidatura di Giorgio Armani alla presidenza onoraria, mentre si starebbe consolidando quella di Sofia Loren. La prossima settimana sarà decisiva. (V.Ch.)
7 - LA UE SULLE COOP MA NON SULLE "POP"
Dal Sole 24 Ore - L' Unione europea ha chiesto all'Italia di fornire spiegazioni sul regime fiscale e l'inquadramento giuridico delle cooperative italiane. Una richiesta più che legittima, dato che le coop italiane bianche o rosse che siano godono ancora di privilegi fiscali che le rendono certamente più competitive delle imprese di capitali: questa disparità di trattamento pesa in ogni settore, ma è particolarmente sentita soprattutto nei servizi,dove lo coop stanno assumendo un peso crescente. Dunque, ben venga l'interesse della Ue. Detto questo, anche Bruxelles dovrebbe farsi un esame di coscienza. Perché l'Unione europea sembra essersi totalmente dimenticata che ormai molto tempo fa parliamo di circa 4 anni ha avviato un'inchiesta simile su un'altra forma di cooperazione, quella nel credito: in particolare sulle banche Popolari e di credito cooperativo. I privilegi statutari di cui godono le Popolari sono infatti del tutto anacronistici e spesso anche distorsivi della concorrenza. Scalare una popolare, infatti, è un'impresa praticamente impossibile. Da 4 anni si aspetta un'azione della Ue su questo tema, ma i fatti tardano ancora ad arrivare. (R.Fi.)
8 - L'ISVAP CHIUDE IL DOSSIER UNIPOL
Dal Sole 24 Ore - Alla fine dello scorso anno l'avvio dell'ispezione dell'Isvap fu una delle ragioni che spinsero i soci dell'Unipol a porre fine all'avventura dell'Opa sulla Bnl ed a revocare la fiducia ai manager operativi della compagnia, il presidente Gianni Consorte e all'a.d. Ivano Sacchetti. Ieri, a distanza di qualche mese, sono stati recapitati alla società i risultati dell'azione di vigilanza. Ebbene il responso è sostanzialmente positivo. Gli ispettori dell'autohority presieduta da Giancarlo Giannini, nella loro lettera, hanno esposto alcuni rilievi. Come in molte società che sono state caratterizzate da una rapida crescita anche nell'Unipol vi sarebbe scritto in particolare nel rapporto sarebbero state riscontrate carenze nella struttura dei controlli interni. Ma nulla di più. Nel corso dell'ispezione, in particolare, non sarebbero emerse gravi manchevolezze da parte degli amministratori o fenomeni patologici che alcuni avevano temuto quando gli ispettori dell'Isvap avevano varcato i portoni della società. Dopo il responso positivo giunto nei mesi scorsi da un auditing interno richiesto alla Deloitte si tratta della seconda buona notizia per la società. Ma soprattutto per i suoi due ex amministratori. (R.Sa.)
9 - DENARI E VIRTÙ PER ALBERTO DI MONACO
Dal Sole 24 Ore - La stretta dei governi europei contro i paradisi fiscali e le attività di riciclaggio di denaro sembra avere aumentato il senso imprenditoriale dei reali di Monaco. Il principe Alberto in particolare scommette ora sulla formula della defiscalizzazione per incentivare gli investimenti nel settore del private equity e del venture capital. Insomma, dopo lo sviluppo di Casinò, del settore alberghiero e delle attività di private banking, il ricco principato sembra puntare al comparto più promettente del settore finanziario e fare leva sulla sua capacità di abbattere i prelievi fiscali per ritagliarsi un nuovo spazio nell'economia del Vecchio Continente. Una svolta che potrebbe contribuire anche a rilanciare l'immagine del piccolo stato e delle sue professionalità: «La mia ferma intenzione - ha spiegato il principe Alberto - è di contribuire allo sviluppo di tutte le professionalità e leve fiscali che rendano Monaco uno dei centri finanziari mondiali. I nostri talenti esistono già su piazza ma non sono sufficienti ». Insomma, in Costa Azzurra si inizia a vedere la svolta di Alberto il cui slogan è diventato «denaro e virtù». (R.Fi.)
Dagospia 03 Settembre 2006
Dal Sole 24 Ore - Le liberalizzazioni servono ad abbassare i prezzi di prodotti e servizi. Lo dicono i manuali di economia, lo dice il decreto Bersani. Ma nel Paese delle anomalie non c'è teoria o dichiarazione d'intenti che tenga: a Roma i prezzi dei taxi "liberalizzati" potrebbero salire, anziché scendere. In un immaginario "Diario di un turista americano a Roma", pubblicato nel 1972, Ennio Flaiano descrisse lo stupore degli yankee per le dimensioni ridotte dei taxi, inadatti a trasportare turisti con bagaglio. Oggi quel turista noterebbe i prezzi, più alti che a New York. E se chiedesse spiegazioni, si potrebbe solo dire: perché c'è stata una liberalizzazione. All'italiana, si intende. (G.Cr.)
2 - PER BERNABÈ C'E' LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI
M. Sid. per il Corriere della Sera - Tra i dribbling ai quali è costretto dalla finanziaria e il dossier aperto sul conflitto d'interessi, il governo ha dato il via anche alla caccia autunnale ai manager. Lo sviluppo lascia sperare in qualcosa di concreto già per il 2006 e il governo, che non vuole lasciare nulla al caso, è alla ricerca dei suoi cavalli vincenti. La squadra non è ancora completa. Ma tra i nomi trapelati fino ad ora c'è anche il manager di vecchio corso Franco Bernabè che dovrebbe occupare la poltrona della Cassa Depositi e Prestiti, ormai trasformata in Spa. Per le Ferrovie dello Stato, nome già nell'aria da qualche tempo, sembra consolidarsi l'ipotesi di Innocenzo Cipolletta che dovrebbe occupare la stanza di Elio Catania. Anche se nulla sembra deciso nemmeno sull'uscita del manager ex Ibm.
Mentre per l'Alitalia la permanenza al timone di Giancarlo Cimoli, dopo la discesa in suo appoggio dello stesso ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sembra sempre più probabile, nonostante le difficoltà dell'azienda. Insomma, nessun coniglio dal cilindro. Il governo sembra voler andare sul sicuro senza puntare su nomi nuovi. Bernabè, vicepresidente di Rothschild Europe, è stato chief economist alla Fiat, dal '78 al '83, anno in cui è entrato all'Eni dove è diventato amministratore delegato. Dal '98 al '99 è stato amministratore delegato di Telecom Italia, prima di diventare presidente della Biennale di Venezia e dal 2004 del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Cipolletta, economista e banchiere, è attualmente alla presidenza del quotidiano «il Sole-24 Ore» e il suo nome potrebbe mettere d'accordo buona parte della maggioranza.
3 - E LE FONDAZIONI SI RICOMPRANO I TITOLI DI TORINO
Dal Corriere della Sera - La prospettiva della fusione con Intesa avrebbe portato a un rapido cambio di rotta, facendo scattare l'elastico: le Fondazioni di Padova-Rovigo e di Bologna starebbero esercitando l'opzione per riportare a casa le azioni privilegiate del Sanpaolo originariamente oggetto di cessione attraverso un «equity swap».
Gli enti soci (compresa la Compagnia torinese) detengono, oltre alle azioni ordinarie del Sanpaolo vincolate nel patto, anche i titoli privilegiati per circa il 20% del capitale che verranno convertiti in ordinari prima della fusione.
Tempo fa Padova-Rovigo e Bologna, per ridurre il peso in portafoglio della partecipazione torinese (in entrambi i casi pari a circa il 90%) hanno deciso di limare gradualmente la quota di privilegiate. Operazione che non ha avviato anche la Compagnia presieduta da Franzo Grande Stevens, per la quale il Sanpaolo rappresenta solo il 40% circa del totale degli attivi.
La manovra però, nella nuova previsione di fusione con Banca Intesa, è probabilmente diventata non più profittevole in termini di prezzo esercitato e di prospettive di concambio.
Ecco dunque che i due enti avrebbero cominciato a ricomprare i titoli. Sui valori di scambio (fissati per il momento a 3,115 azioni Intesa per una del Sanpaolo) le due fondazioni hanno espresso riserve nel consiglio della banca sull'aggregazione. E fra i soci si punta a un concambio più favorevole per Torino.
4 - TRE PROPOSTE "ALLA TEDESCA" PER LA LODI
Dal Corriere della Sera - Un matrimonio stile Intesa- Sanpaolo, con un sistema di governance "alla tedesca". E' quello che hanno proposto tre delle quattro banche che hanno presentato offerte alla Bpi per un'aggregazione. Le proposte avanzate da Bpm, Popolare Verona Novara e Bpu, esaminate giovedì sera dal consiglio della banca lodigiana, prevederebbero la creazione di un comitato di sorveglianza e di un comitato di gestione. Uno schema, di tipo "duale" identico a quello adottato nella maxifusione Intesa-Sanpaolo.
L'altra pretendente, la Popolare dell'Emilia Romagna, ha proposto, invece, una governance di tipo tradizionale. La soluzione scelta dalle tre banche potrebbe aiutare i soci lodigiani a superare eventuali dubbi sulla rappresentanza nel nuovo istituto che nascerebbe dall'eventuale fusione. Bpi, che giovedì ha dato mandato al presidente Piero Giarda e all' amministratore delegato Divo Gronchi di approfondire le offerte, tornerà a riunirsi il 13 settembre per l'ulteriore esame dei dossier.
In quell'occasione potrebbero essere illustrati anche i termini economici delle offerte, che dovrebbero essere tutte e quattro carta contro carta. (F.D.R.)
5 - VALLARDI AI PERIODICI MONDADORI
Dal Sole 24 Ore - Dopo l'acquisizione per 551 milioni di euro di Emap France lo scorso giovedì, il Gruppo Mondadori, guidato dall'a.d. Maurizio Costa, potrebbe aprire le porte della divisione periodici, attualmente in capo a Roberto Briglia, a un nuovo manager proveniente dalla concorrenza. Tutto per entrare a pieno regime nel ricco mercato d'Oltralpe, tra i maggiori a livello europeo nel settore dei magazine.
Secondo quanto risulta al «Sole24 Ore» a Segrate sarebbe in arrivo Gianni Vallardi, classe 1951, già amministratore delegato dei Periodici e Libri di Rcs e attualmente numero uno della Cairo Publishing. I tempi non sono ancora noti ma, stando alle ultime indiscrezioni di mercato, l'ingresso in azienda del manager sarebbe imminente.
Vallardi, laureato in scienze politiche a Milano con un master alla Bocconi in business administration, sarebbe infatti in pole position per diventare il nuovo responsabile delle attività italiane dei periodici Mondadori. Allo stesso tempo a Roberto Briglia potrebbe essere affidato il controllo sia delle attività italiane, sia di quelle francesi, con un salto notevole di responsabilità: il ramo italiano dei periodici ha registrato nel 2005 un fatturato totale di 778 milioni di euro, mentre Emap France, sempre l'anno scorso, ha generato ricavi per circa 440 milioni con un portafoglio testate complessivo di oltre 80 titoli.( D.Le.)
6 - UMBERTO PAOLUCCI IN POLE POSITION PER L'ENIT
Dal Sole 24 Ore - Nel rush finale per la presidenza dell'Agenzia nazionale del turismo - il nuovo ente che sta nascendo dalle ceneri dell'Enit -Umberto Paolucci avrebbe maturato la pole position. Non c'è ancora una decisione definitiva ma una cosa è sicura: il vicepremier e ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha da tempo dichiarato di voler puntare su un manager di grande caratura internazionale per l'ente che dovrà imprimere una svolta radicale al settore turistico. Paolucci, classe 1944, è uno dei top manager italiani più conosciuti: senior chairman di Microsoft Europe Middle East Africa (Emea), vicepresidente di Microsoft corporation e presidente di Microsoft Italia. In passato è stato anche vicepresidente della Confcommercio. Il nodo da sciogliere per Rutelli è però costituito dal fatto che Paolucci non intenderebbe lasciare Microsoft.Nei giorni scorsi era stato contattato anche Antonio Paolucci, ex ministro del Beni culturali nel Governo Dini e oggi Soprintendete al polo museale fiorentino. Sembra invece indebolirsi la candidatura di Giorgio Armani alla presidenza onoraria, mentre si starebbe consolidando quella di Sofia Loren. La prossima settimana sarà decisiva. (V.Ch.)
7 - LA UE SULLE COOP MA NON SULLE "POP"
Dal Sole 24 Ore - L' Unione europea ha chiesto all'Italia di fornire spiegazioni sul regime fiscale e l'inquadramento giuridico delle cooperative italiane. Una richiesta più che legittima, dato che le coop italiane bianche o rosse che siano godono ancora di privilegi fiscali che le rendono certamente più competitive delle imprese di capitali: questa disparità di trattamento pesa in ogni settore, ma è particolarmente sentita soprattutto nei servizi,dove lo coop stanno assumendo un peso crescente. Dunque, ben venga l'interesse della Ue. Detto questo, anche Bruxelles dovrebbe farsi un esame di coscienza. Perché l'Unione europea sembra essersi totalmente dimenticata che ormai molto tempo fa parliamo di circa 4 anni ha avviato un'inchiesta simile su un'altra forma di cooperazione, quella nel credito: in particolare sulle banche Popolari e di credito cooperativo. I privilegi statutari di cui godono le Popolari sono infatti del tutto anacronistici e spesso anche distorsivi della concorrenza. Scalare una popolare, infatti, è un'impresa praticamente impossibile. Da 4 anni si aspetta un'azione della Ue su questo tema, ma i fatti tardano ancora ad arrivare. (R.Fi.)
8 - L'ISVAP CHIUDE IL DOSSIER UNIPOL
Dal Sole 24 Ore - Alla fine dello scorso anno l'avvio dell'ispezione dell'Isvap fu una delle ragioni che spinsero i soci dell'Unipol a porre fine all'avventura dell'Opa sulla Bnl ed a revocare la fiducia ai manager operativi della compagnia, il presidente Gianni Consorte e all'a.d. Ivano Sacchetti. Ieri, a distanza di qualche mese, sono stati recapitati alla società i risultati dell'azione di vigilanza. Ebbene il responso è sostanzialmente positivo. Gli ispettori dell'autohority presieduta da Giancarlo Giannini, nella loro lettera, hanno esposto alcuni rilievi. Come in molte società che sono state caratterizzate da una rapida crescita anche nell'Unipol vi sarebbe scritto in particolare nel rapporto sarebbero state riscontrate carenze nella struttura dei controlli interni. Ma nulla di più. Nel corso dell'ispezione, in particolare, non sarebbero emerse gravi manchevolezze da parte degli amministratori o fenomeni patologici che alcuni avevano temuto quando gli ispettori dell'Isvap avevano varcato i portoni della società. Dopo il responso positivo giunto nei mesi scorsi da un auditing interno richiesto alla Deloitte si tratta della seconda buona notizia per la società. Ma soprattutto per i suoi due ex amministratori. (R.Sa.)
9 - DENARI E VIRTÙ PER ALBERTO DI MONACO
Dal Sole 24 Ore - La stretta dei governi europei contro i paradisi fiscali e le attività di riciclaggio di denaro sembra avere aumentato il senso imprenditoriale dei reali di Monaco. Il principe Alberto in particolare scommette ora sulla formula della defiscalizzazione per incentivare gli investimenti nel settore del private equity e del venture capital. Insomma, dopo lo sviluppo di Casinò, del settore alberghiero e delle attività di private banking, il ricco principato sembra puntare al comparto più promettente del settore finanziario e fare leva sulla sua capacità di abbattere i prelievi fiscali per ritagliarsi un nuovo spazio nell'economia del Vecchio Continente. Una svolta che potrebbe contribuire anche a rilanciare l'immagine del piccolo stato e delle sue professionalità: «La mia ferma intenzione - ha spiegato il principe Alberto - è di contribuire allo sviluppo di tutte le professionalità e leve fiscali che rendano Monaco uno dei centri finanziari mondiali. I nostri talenti esistono già su piazza ma non sono sufficienti ». Insomma, in Costa Azzurra si inizia a vedere la svolta di Alberto il cui slogan è diventato «denaro e virtù». (R.Fi.)
Dagospia 03 Settembre 2006