"ECONOMIST" UMORISTA - SAWIRIS: WIND ITALIANA - RCS: PRUDENTE INGRESSO IN TV - BBVA CINESE - ABN AMRO, OCCHIO AL NORDITALIA - LE GOOGLE ITALIANE - AUTOSTRADE, RICORSO EUROPEO - MEDIOBANCA, PATTO A PRIMAVERA.

1 - LA SERIE B DELL'UMORISMO.
Dal "Corriere della Sera"
- L'Economist si è conquistato da noi grande reputazione per la qualità delle analisi e degli interventi. Con un pizzico di esagerazione si può dire che il suo è diventato il nuovo «vincolo esterno», ha sostituito il giudizio di Bruxelles come punto di riferimento delle nostre élites. Ma operazioni come quella di ieri di sbattere l'Italia nella serie B delle «democrazie difettose» si spiegano solo ricorrendo alla categoria dell'humour britannico. Un talento che per essere apprezzato va usato con molta, molta parsimonia.

2 - SEIFERT DISARCIONATO DAL CAVALLO BROCCO.
A.Grass. per "Il Sole 24 Ore"
- Sono anni che bussa a ogni portone. Ha sbattuto la testa a Zurigo, Londra, Milano. Ha tentato un'offerta su Euronext, ha guardato all'Mts e ai listini dell'est europeo. Adesso punta a un'integrazione con il mercato di Madrid. Tutto inutile.Fino ad ora,la Borsa di Francoforte non è riuscita a mettere a segno un'operazione. Tuttavia,della strategia disastrosa del management, i soci di Deutsche Börse devono dolersene anche con se stessi . Per ben due volte l'ex ceo di Deutsche Borse, Werner Seifert, ha infatti provato la difficile strada dell'integrazione con il London Stock Exchange. E per due volte è stato lasciato solo dai grandi soci.

L'ultima volta, nel marzo 2005, il manager ha inutilmente tentato di convincere i fondi presenti nel capitale dell'opportunità dell'integrazione. Il suo progetto era di offrire 530 pence per ogni azione dell'Lse, per rilanciare eventualmente a 600 pence. Un'iniziativa giudicata costosa e quindi contrastata da gli hedge fund Tci e Atticus, Generali Asset Management e Fidelity. E costosa,per Seifert, lo è stata davvero: ci ha rimesso la poltrona. Il titolo Fse, invece, si è messo a correre: è passato in pochi mesi da 500 pence a 1,3 sterline.

3 - SAWIRIS VUOLE WIND SOTTO L'ALBERO.
Ca.Mar. per "Il Sole 24 Ore"
- Gli italiani stiamo tranquilli, Wind resterà radicata in Italia, non c'è alcun piano di fusione con la controllante Orascom. Un'operazione che avrebbe scarso respiro visto che Wind «opera in un paese industrializzato mentre Orascom in paesi emergenti». Naguib Sawiris esce sorridente dal Four Season del Cairo, dove ha pranzato con il premier Romano Prodi e buona parte dell'establishment economico e politico del paese. Il magnate dei telefonini arabi, di solito in casual ma ieri in gessato e cravatta in tinta, sa che la partita Wind è delicata e in gioco c'è il futuro dei rapporti con il sistema Paese, visto lo sbarco del suo alleato San Paolo Imi in Egitto,che vuole fare affari insieme.

Eppoi lui è presidente del Business Council Italo-Egiziano, e quindi si va oltre il business. Anche se ci sono partite aperte, come l'acquisto del 26,5% ancora dell'Enel in Weather Investment, la scatola che controlla la compagnia telefonica. Chiuderete entro l'anno? «Non credo, c'è di mezzo il Natale», dice, ma fa capire che vorrebbe tempi stretti. Ma con il colosso elettrico - al quale forse i soldi di Wind potrebbero tornare utili per altri affari in ballo - tutto bene,anzi benissimo: «Ho grande fiducia nell'amministratore delegato Fulvio Conti».

4 - PERRICONE (RCS): INGRESSO IN TV PICCOLO E PRUDENTE.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)
- "L'ingresso nella tv e' caratterizzato dal sostantivo prudenza". E' quanto ha detto l'a.d. di Rcs, Antonello Perricone, dopo l'acquisto da parte del gruppo editoriale di quattro canali satellitari. "E' un piccolo ingresso, con un piedino - ha detto a margine del Dada Day - c'e' stato un incontro con l'a.d. di Sky, Tom Mockridge - ed e' stato confermato il mantenimento sulla piattaforma di Sky dei canali con una massima attenzione allo sviluppo". "L'ingresso nella tv digitale e' un nostro preciso dovere per la multimedialita'" ha detto Perricone ricordando che Digicast e' un'azienda redditizia, "ben gestita" ed e' stato gia' confermato l'a.d. Gianluca Paladini. Perricone ha sottolineato che questa operazione "E' un punto di partenza per lo sviluppo di nuovi canali verticali, tematici, in sinergia con le nostre testate. Terminato l'iter amministrativo, credo in un paio di mesi, lavoreremo sul dialogo tra carta stampata e digitale. Barbara Poggiali, responsabile delle strategie, sta gia' lavorando su aree, temi e contenuti" e i punti di contatto riguarderanno "i periodici e non solo". Perricone ha poi sottolineato che il libro del Papa Benedetto XVI verra' pubblicato "entro il primo semestre dell'anno prossimo".

5 - RCS: PROSEGUE IN DENARO IN PIAZZA AFFARI (+4,04%).
(Adnkronos)
- Resta in denaro Rcs Mediagroup in piazza Affari. Le azioni della societa' editoriale guadagnano il 4,04% a 3,73 euro. Oltre al libro di Benedetto XVi, favoriscono il rialzo le voci sulla possibile acquisizione del gruppo editoriale spagnolo Recoletos. La casa editrice ha precisato che in Spagna non sono aperte ''formali trattative'', confermando tuttavia l'interesse per i mercati esteri in cui gia' opera, come la monarchia iberica.

6 - IL PROFESSOR ROSSI, I PATTI E IL DUALISTICO.
Al.G. per "Il Sole 24 Ore"
- Risale a quattro giorni fa l'ultima requisitoria pubblica del professor Guido Rossi contro il sistema di governance dualistica che le banche (a partire da Intesa Sanpaolo)hanno deciso di utilizzare, con l'effetto- secondo Rossi - di disintermediare l'assemblea degli azionisti. Risale invece a due giorni fa l'ufficializzazione delle cariche del patto parasociale di consultazione dei grandi azionisti di Telecom (Pirelli, Edizione Holding, Mediobanca, Generali). La disputa su quale sia la migliore governance, è materia da giuristi. E il dibattito è aperto.

Certo, almeno all'apparenza, sia il sistema duale sia i patti di sindacato (o di consultazione) tendono a limitare i poteri delle minoranze. Ma se gli effetti del duale sono ancora tutti da verificare alla prova concreta, nessuno dimentica la ventennale campagna di Rossi contro i patti di sindacato. Fino alla sua proposta «leninista» di inizio 2006 di abolirli per legge, in quanto «colpevoli di rendere quello italiano un sistema capitalistico di quart'ordine». Per il momento, l'unica vera novità è che nel frattempo Guido Rossi è diventato presidente di Telecom. E che ora anche la Telecom è governata da un patto di consultazione.

7 - BBVA ENTRA IN CINA CON IL 5% DI CHINA CITIC BANK PER 501 MLN.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bbva, seconda banca spagnola ed ex-azionista Bnl, entra sul mercato cinese e di Hong Kong con un investimento complessivo di 989 milioni di euro, il piu' importante per volume da parte di una banca spagnola nella regione.

8 - ABN AMRO: VUOLE CRESCERE IN ITALIA E LE ACQUISIZIONI SONO UN'OPZIONE
(Il Sole 24 Ore Radiocor)
- L'appetito di Abn Amro sul mercato italiano non si e' spento dopo avere rilevato il controllo del gruppo Antonveneta. L'istituto di credito olandese, secondo quanto ha affermato un importante manager del gruppo all'agenzia 'Dow Jones Newswires', si focalizzera' in primo luogo sull'espansione della propria rete nel nord Italia, ma non esclude la possibilita' di crescere anche per vie esterne con acquisizioni in grado di trasformare la banca in un player di peso nell'intero Paese.



9 - LE GOOGLE ITALIANE DA APULIA A PRESTITÒ.
W.R. per "Il Sole 24 Ore"
- Lo dicevano che arrivava a 500 $ Google. E noi qui in Italia a dire che era impossibile: per via dei fondamentali, perchè a quei prezzi i multipli erano da bolla speculativa, come 7 anni fa. E invece anche noi avevamo le nostre piccole Google e non ci facevamo caso. Una di queste sembrerebbe pronta a sbarcare in Piazza Affari o, meglio,su quel mercato denominato Expandi che non si capisce bene se sia stato chiamato così perchè contiene aziende a grande crescita o a grandi multipli. La promessa matricola si chiama Conafi Prestitò che, secondo alcune fonti, potrebbe valere 240 milioni dopo il collocamento: una valutazione che, sempre secondo quelle fonti,significherebbe 33 voltegli utili 2007 e 15 quelli del lontano 2010.

Un'esagerazione? niente affatto. Perchè una banca che fa lo stesso mestiere, Banca Apulia, è valutata sull'Expandi oltre 47 volte l'improbabile utile 2006, così come lo stimano generosamente alcuni analisti, e 32 volte quello del prossimo anno. È lei la nostra Google visto che,ai 510 $ di ieri,il motore di ricerca americano capitalizza non più di 48 volte i profitti del 2006 e 34 quelli del 2007.

10 - PARMALAT: ACQUISTO CENTRALE LATTE ROMA DA CIRIO NON E' CONTESTABILE
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Anche "se si arrivasse alla dichiarazione di nullita' della cessione azionaria tra il Comune di Roma e la Cirio, tale invalidita' non potrebbe propagarsi ai successivi trasferimenti della Centrale del Latte di Roma da Cirio a Eurolat e poi al gruppo Parmalat". Lo afferma una nota del gruppo di Collecchio, che risponde a un articolo pubblicato questa mattina da un quotidiano, nel quale si mette in discussione la vendita della Centrale del Latte da Cirio a Parmalat, in virtu' di una sentenza del Tar del Lazio del febbraio scorso.

11 - CALLIERI (INTESA-SANPAOLO): CRITICO SCELTE, MA NON PARLO DI ME.
(Ansa)
- Il vicepresidente della Compagnia di San Paolo, Carlo Callieri, torna sulla sua polemica relativa alle designazioni al Consiglio di sorveglianza della superbanca Intesa-Sanpaolo. ''L' imprenditore escluso dal Consiglio di sorveglianza - precisa - non sono io, ma e' il quarto nome indicato dal Comitato di gestione della Compagnia. Non lo nomino per rispetto nei suoi confronti. Ricordo che a questo punto la Compagnia ha tre consiglieri cosi' come la Fondazione Cariplo, che pure avra' un peso azionario inferiore nella nuova banca, e non ci sara' nessun imprenditore piemontese.''. Ieri, in un incontro fra imprenditori torinesi e il sindaco Sergio Chiamparino, Callieri aveva criticato la decisione di avere scelto ''un revisore rispetto a un imprenditore''. Si era pensato che alludesse alla sua esclusione e alla designazione del commercialista Gianluca Ferrero, indicato dalla Compagnia insieme con i professori torinesi Rodolfo Zich e Pietro Garibaldi. Oltre a loro la fondazione aveva proposto i nomi degli imprenditori Pierluigi Loro Piana e Roberto Guala da inserire in una rosa dalla quale scegliere un ulteriore consigliere, concordandolo con le fondazioni Cassa di Bologna e Cassa di Padova e Rovigo. ''Il mercatino dei presidenti - afferma Callieri - lo ha sostituito con un altro revisore, ulteriore e diverso da quello indicato dal Comitato di gestione della Compagnia''.

12 - PERISSINOTTO (GENERALI): INTERESSE E STUDIO SU PRIVATE EQUITY.
(Ansa)
- Assicurazioni Generali guarda con attenzione all' evolversi della situazione nel mercato del private equity. ''Un ingresso nel settore e' ancora lontano, ma stiamo studiando'': lo ha detto all' Ansa l'ad di Generali, Giovanni Perissinotto, a margine di un convegno a Roma. ''Il settore del private equity - ha spiegato - e' sempre piu' in crescita, quindi per un investitore istituzionale come noi e' naturale essere interessati ad osservare l'evoluzione del comparto''.

13 - AUTOSTRADE: RICORSO TRIBUNALE GENOVA A CORTE UE SU ART.12 - MATTEOLI: RISCHIA DI ESSERE INCOMPATIBILE CON EUROPA
(Ansa) - Il ''Tribunale di Genova ha deciso di presentare ricorso pregiudiziale alla Corte di Giustizia ai sensi dell'art.234 del Trattato Ue'' sull'articolo 12 del decreto fiscale, vale a dire quello relativo a Autostrade. Una modifica, quella proposta dal governo, che, riferisce il presidente dei senatori di An Altero Matteoli in una nota, ''rischia di essere incompatibile con il diritto comunitario''. Il ricorso trae origine ''dal contratto-convenzione stipulato il 26 settembre 2006 tra la Consel Gi. Emme srl e la Slala (Sistema logistico dell'Arco Ligure e Alessandrino Srl) che regola gli interventi per la realizzazione del 'terzo valico' tra Genova ed Alessandria che prevede alcuni attraversamenti autostradali''. Nel ricorso, di cui ha scritto oggi il Sole 24 Ore, ''il Tribunale chiede tra l'altro alla Corte di Giustizia di pronunciarsi'' sulla compatibilita' ''con l'Ordinamento Comunitario'' di una ''disciplina come quella introdotta dall'art.12 del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262 che integri o modifichi le convenzioni-contratto gia' in corso, alterando in misura rilevante l'equilibrio delle prestazioni corrispettive''. In attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia europea, ''il Tribunale di Genova ha sospeso il procedimento in corso che vede contrapposte le due societa' citate'', prosegue la nota. ''Non si comprende la ragione del perche' - aggiunge Matteoli - di fronte ad una iniziativa giudiziaria come quella del Tribunale di Genova il governo debba insistere nel voler riformare, tramite decreto legge, la legislazione su una materia cosi' delicata e a rischio di essere bocciata dalla Corte di Giustizia. E perche' - conclude l'esponente di An - debba insistere anche alla luce del fatto che la Commissione Europea ha gia' preannunciato di voler aprire la procedura di infrazione contro l'Italia''.

14 - VIGNI (MPS) AL "FT": NON CI SENTIAMO SOTTO ASSEDIO.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)
- "La dimensione non e' un'ossessione e non ci sentiamo sotto assedio". Cosi' il direttore generale del Monte dei Paschi Antonio Vigni, in un colloquio con il Financial Times che dedica un ampio servizio alla banca senese, esaminata alla luce del consolidamento in corso nel sistema bancario italiano. Il quotidiano ricorda i cambiamenti avviati dal Monte con il nuovo piano industriale e Vigni afferma come l'obiettivo sia "la chiusura del gap con i migliori concorrenti nel settore retail in Italia e all'estero". Vigni conferma al quotidiano il piano di dismissione delle partecipazioni per liberare risorse. Su un ammontare complessivo di partecipazioni per 2 miliardi circa l'unica partecipazione che non e' nella lista delle possibili cessioni, osserva il Financial Times, e' quella nelle Generali che vale circa 600milioni. Il quotidiano inglese ricorda anche il piano per la ricerca di un partner per Montepaschi Vita.

15 - MARCHETTI (MEDIOBANCA): NUOVO PATTO A PRIMAVERA DIPENDE DA SOCI.
(Ansa)
- La possibilita' di un rinnovo in tempi brevi, a primavera, come chiesto dai rappresentanti francesi del patto di Mediobanca ''dipende da loro''. Il presidente del Patto di Mediobanca Piergaetano Marchetti ha commentato cosi', a margine del D-Day Dada, a cui partecipava in qualita' di presidente di Rcs MediaGroup. Sulla possibile introduzione della governance duale nell'istituto ''non sono in vista riunioni'', ha detto invece. ''Prosegue la riflessione - ha aggiunto - come ha detto anche Galateri''.

16 - BOND MENO CARI? MEGLIO PIÙ OPACHI.
My.L. per il "Sole 24 Ore"
- Trasparenza? «No grazie, siamo europei». Chi sognava un mercato obbligazionario limpido come quello azionario, con prezzi chiaro per tutti, dovrà probabilmente svegliarsi. La Commissione Ue potrebbe presto rinunciare al progetto di rendere trasparenti i prezzi nelle negoziazioni dei bond attraverso una nuova normativa. L'idea ha infatti subìto le dure critiche delle 59 banche e broker a cui la Commissione ha chiesto un parere.

A luglio era stata anche la Fsa, cioè la Consob inglese, a bocciare l'idea: «Crediamo aveva commentato che non si sia presentato alcun caso problematico che giustifichi un intervento normativo sulla trasparenza ».Così ora la Commissione Ue dovrebbe gettare la spugna. E in tanti dicono che è meglio così. Però negli Stati Uniti,quando nel 2002 è stata introdotta la trasparenza nei prezzi dei bond, le commissioni applicate dalle banche per la loro negoziazione sono diminuite in un colpo del 50%. Qualcuno potrà obiettare che in Europa le commissioni di trading sono già molto più basse rispetto a quelle americane.Vero:ma un ulteriore sconto avrebbe fatto piacere a molti investitori.


Dagospia 22 Novembre 2006