TE LO DICO IO, BELZEBÙ: "VOTO SÌ, IL DIRITTO ALLA VITA VALE ANCHE PER I GOVERNI" - ANDREOTTI GODE: "NON SI PARLA PIÙ DI DICO E DI DISCONTINUITÀ IN POLITICA ESTERA" - "BASTA CON GLI ATTACCHI AL PAPA E AL CENSIMENTO "PRO O CONTRO BERLUSCONI."

Giacomo Galeazzi per "La Stampa"


Senatore Giulio Andreotti, come voterà giovedì?
«Voterò sì. Il diritto alla vita vale anche per i governi. Dal programma sono scomparse assurdità come la discontinuità in politica estera rispetto al governo Berlusconi e i matrimoni omosessuali. Erano due cose che mi avevano molto turbato. Le nozze gay sono inaccettabili non solo per chi ha il dono della fede ma per chiunque rispetti la Costituzione e le regole più normali. Sono state tolte e non credo che verranno rimesse perché, uscendo da una situazione così difficile, staranno tutti un po' più attenti. E, oltreché con il censimento pro o contro Berlusconi, credo la smetteranno pure con gli attacchi al Papa».

Turbato come cattolico?
«Il compito del Papa è difendere la vita di tutti, mica solo dei cattolici. Non capisco perché imputano a Benedetto XVI di ribadire una concezione naturale delle creature e del creato che è sempre stata un punto essenziale del Magistero. E' una costante della dottrina della Chiesa, poi ogni Papa può accentuarla più o meno, è normale. Questi attacchi al Pontefice mi sembrano incomprensibili. Ho appena terminato al Club di Monaco un convegno su Iran, Iraq e Libano e per fortuna ho dedicato tre giorni a cose di un livello maggiore di quelle interne a volte così meschine».



Come vede l'ingresso di Follini nella maggioranza?
«I conti vanno fatti bene. Noi con la Democrazia cristiana avevamo periodi di maggioranze enormi, forse pure eccessive, e altri in cui disponevamo di quanto basta, come nelle ricette per i prodotti farmaceutici. I numeri sono importanti ma poi servono le idee chiare, il saper camminare su direttrici precise rispettando le scadenze. Per esempio, c'è da rimettere mano alla legge elettorale. Per quarant'anni il sistema proporzionale ha fatto sviluppare bene l'Italia e ha superato prove difficili. Questo bipolarismo presuppone che ci siano solo due orientamenti, tutto il contrario del carattere del popolo italiano. Andrebbe favorito il dibattito nelle università e nell'opinione pubblica prima di arrivare alle sedi decisive».

Non è strano che lei abbia bocciato D'Alema che sulla politica estera sembra ispirarsi alla sua linea filo-araba e autonoma dagli Usa?
«Il mio voto non era una bocciatura di D'Alema ma del dibattito come si è svolto. Lui ha sostenuto che c'è continuità nella politica estera citando anche il mio periodo alla Farnesina, poi però ha escluso la continuità con il governo Berlusconi e a me sembra una cosa abbastanza ridicola. Il voto non era un sondaggio su Berlusconi. Se c'è continuità c'è continuità. Poi certo ognuno vive secondo il suo temperamento e preparazione, ma la mania di voler vedere tutto in chiave pro o contro Berlusconi non la condivido. D'Alema sta conducendo bene la politica estera. Andiamo incontro a momenti difficili per il timore che gli Stati Uniti vogliano attaccare l'Iran. Dobbiamo prendere le nostre precauzioni. E spero che se ne parli giovedì. Ero già contrario alla nostra partecipazione alla missione in Iraq e ancora non ho capito come nacque l'operazione. Dobbiamo stare molto attenti».

Insomma, cosa non la convince in questo centrosinistra?
«Io penso che il compito della compagine governativa debba essere quello di stimolare riforme sociali. Cosa c'entrano i Dico? E' troppo facile fare riforme in questo modo. Le riforme devono costare qualcosa a qualcuno, anche in termini economici. Nella mia esperienza la stagione più costruttiva che ricordo è il 1950. Furono realizzate la riforma agraria e la Cassa del Mezzogiorno. Queste sono riforme. Una sinistra dovrebbe spingere il governo in questa direzione sennò che sinistra è? Io comunque sono intenzionato a votare la fiducia giovedì. A meno che nei prossimi giorni non abbiano l'idea di mettere in gioco qualcosa che mi renda impossibile dare il consenso all'esecutivo»


Dagospia 26 Febbraio 2007