IL FLOP DI VALENCIA E' COSTATO 180 MILIONI AGLI SPONSOR DELLE 3 BARCHE
LA SALITA A MILANO DI GERONZI - LUCA NON-STOP PER LA SUA ITALIA FUTURA
LA MOSSA "MAC" DI CAPUANO - CONTI IN SPAGNA CANTA IL NABUCCO BY ENEL
LA SALITA A MILANO DI GERONZI - LUCA NON-STOP PER LA SUA ITALIA FUTURA
LA MOSSA "MAC" DI CAPUANO - CONTI IN SPAGNA CANTA IL NABUCCO BY ENEL
1 - LA SALITA A MILANO DI GERONZI
Dovrà aspettare il 27 giugno perchè questo è il giorno in cui Cesarone Geronzi sarà nominato al vertice di Mediobanca. Per il banchiere di Marino è il coronamento di un'epoca, quasi mezzo secolo di vita trascorso nel mondo della finanza attraverso vicende di ogni genere. Ciò che avviene oggi a Piazzetta Cuccia è la ricerca di un nuovo equilibrio tra i cosiddetti poteri forti che governano la merchant bank milanese. LunedÏ prossimo il Patto di sindacato dovrà ratificare la lista dei candidati e il nome di Geronzi è fuori discussione.
La nuova governance di Mediobanca si è sbloccata in modo determinante con la fusione tra Capitalia e Unicredit ed è grazie a questo evento, gestito con un blitz improvviso di Alessandro Profumo, che il banchiere di Marino può salire sulla poltrona di Enrico Cuccia. Anche nel 1944, quando in un Ferragosto rovente Cuccia parlò per la prima volta con Raffaele Mattioli della sua creatura, fu decisivo il consenso del "signor Brughera", l'amministratore delegato del Credito Italiano.
Nella sua vita il "grande vecchio" ha parlato pochissimo, ma c'è un discorso tenuto il 24 novembre 1986 presso il Rotary Club di Firenze in cui ha raccontato le origini della merchant bank che per 50 anni ha dominato la scena italiana. "L'idea di Mediobanca - disse Cuccia in quella occasione - nacque nell'ufficio di rappresentanza della Comit a Roma in piazza SS. Apostoli. Il nome che Mattioli suggerì fu "Unionbanca", in quanto sin dal primo momento fu vista come un'impresa alla quale avrebbero dovuto partecipare le tre Banche di interesse nazionale insieme ad altri 11 soci".
L'adesione del Credito Italiano fu immediata e totale mentre - ha raccontato ancora Cuccia - arrivarono le risposte negative del Banco di Napoli e del Banco di Roma. Per un paradosso della storia il Geronzi che ha gestito per molti anni il Banco di Roma, sale adesso a Milano e va a sedersi nel crocevia attraverso il quale passano i destini di Generali, Rcs e di molte aziende. I "longobardi" lo hanno convinto a salire in quella città che ha sempre detestato.
2 - LUCA NON-STOP PER LA SUA ITALIA FUTURA
EgoLuca di Montezemolo non risparmia le energie e mentre assiste allo spettacolo della politica sembra intenzionato a dedicare le sue forze soprattutto a Confindustria. Sabato scorso è stato al Convegno dei "ragazzi" di Santa Margherita, poi è andato a Verona e oggi sarà all'Unione Industriali di Bergamo, per poi trasferirsi lunedì prossimo in Assolombarda per il Convegno "Imprese per l'Innovazione" dove incontrerà l'imponente Diana Bracco e il frenetico Giorgio Squinzi.
La tappa più importante è comunque quella di Bergamo dove Montezuma riapparirà sabato per festeggiare i 100 anni dell'Unione Industriali. Qui hanno deciso di fare le cose in grande con un programma di celebrazioni denso di eventi. Tutto comincia oggi con l'Assemblea generale dove il presidente Alberto Barcella farà gli onori di casa con l'apertura della "Mostra del Centenario - Expo Show" dedicata alla produzione delle aziende bergamasche (1.300 imprese con 90mila occupati).
Domani seguirà un forum dei Giovani Imprenditori e un altro convegno sul rapporto tra industria e mondo dello sport al quale parteciperanno le numerose aziende bergamasche protagoniste di sponsorizzazioni sportive. Non a caso nel programma dei festeggiamenti è stato inserito un raduno di auto e moto d'epoca insieme a uno spettacolo sul made in Italy e a un concerto del Trio di Parla. Il momento più alto però sarà il dibattito di sabato sul tema "Industria e Cultura" al quale sono invitati Pasquale Pistorio, Alberto Bombassei (il vicepresidente di Confindustria bergamasco a capo della Brembo che fa i freni anche per la Ferrari), Andrea Moltrasio e Umberto Galimberti. Nel clima bergamasco dove spira forte il vento del centrodestra, EgoLuca vorrà dire la sua sulla crisi di leadership e far capire a tutti che prima di scendere in politica ha ancora molti mesi davanti. La presidenza della Fiat e di Confindustria sono pilastri intorno ai quali EgoLuca vuole continuare a lavorare per costruire la sua Italia Futura.
3 - LA MOSSA "MAC" DI CAPUANO
Massimo Capuano, il presidente di Borsa Italiana che si è preso da Mario Draghi una legnata sulla testa, vuole recuperare la sua immagine. Per farlo gli viene bene ciò che accadrà stamane a Milano nella sede della vecchia Fiera dove Borsa Italiana spa, l'organismo presieduto dal manager palermitano, presenterà ufficialmente agli imprenditori e agli operatori finanziari il Mac. Questo nome sta per: Mercato Alternativo dei Capitali ed è l'ultima creatura inventata da Capuano per dare smalto a Borsa Italiana. Si tratta di un listino particolare dedicato alla Piccola e Media Impresa sull'esempio di ciò che è già avvenuto alla Borsa di Londra dove sono quotate 1.600 piccole aziende. Su questo listino possono operare soltanto gli investitori istituzionali e le piccole società trovano nuove risorse offrendo partecipazioni di minoranza a fondi, banche e società finanziarie interessate a investire in strutture produttive di piccola dimensione.
Con 50mila euro e in sei settimane, Borsa Italiana promette di procedere in modo rapido alla quotazione. L'iniziativa è stata lanciata da Pro-Mac, la società di promozione del listino alternativo che è nata con un capitale di 5 milioni di euro. A sottoscrivere il capitale è stato lo stesso Capuano insieme a una lunga schiera di organismi finanziari, banche e personaggi. Tra questi l'ex-commissario Consob, Salvatore Bragantini, Francesco Bellotti di Confindustria e Pietro Modiano. Alla presentazione che avviene oggi sarà presente anche il viceministro dell'economia Roberto Pinza e l'onnipresente direttore del "Sole 24 Ore", Flebuccio De Bortoli, il giornalista più gettonato d'Italia.
4 - IL FLOP DI VALENCIA E' COSTATO 180 MLN AGLI SPONSOR DELLE 3 BARCHE
Quando i ricchi giocano non badano a spese. E' il caso di Patrizio Bertelli, l'industriale aretino di Prada che torna dalle regate di Valencia a vele piegate. Per il 61enne capo carismatico del team di Luna Rossa il cappotto dei neozelandesi è clamoroso e doloroso. Si comincia a tirare giù il primo bilancio economico dell'avventura marinara che pare sia costata all'azienda non meno di 100 milioni di euro. Secondo il "Sole 24 Ore" che per primo ha cominciato a fare un po' di conti, Bertelli avrebbe investito questi soldi a partire dal 2004 quando annunciò ufficialmente la partecipazione all'America's Cup. A prima vista la cifra sembra sottostimata perchè è probabile che la società creata ad hoc per organizzare la sfida abbia speso molto di più.
Di questa società il 51% fa capo al Gruppo Prada (di cui il marito della stilista Miuccia è capo assoluto) e il 49% è detenuto da Telecom Italia alla quale nel 2007 si è aggiunta come main sponsor Banca Intesa San Paolo con un contributo modesto (si parla di 2 milioni di euro). Il flop italiano nel mare di Valencia è costato (sempre secondo il "Sole 24 Ore") 180 milioni di euro agli sponsor delle tre barche che hanno regatato senza successo. Mascalzone Latino di Arpe-Onorato "aveva un budget di 60-65 milioni" mentre il più povero era il team di +39 che ha investito 18 milioni di euro. Adesso si dirà naturalmente che il ritorno di immagine ripaga Bertelli e gli altri sponsor dei soldi investiti. In realtà questa edizione di Valencia non ha eccitato le platee e non ha fatto impennare l'audience. La delusione è stata sicuramente più grande dell'investimento.
5 - CONTI IN SPAGNA CANTA IL NABUCCO
Invece di investire nelle barche, l'Enel di Fulvio Conti ha deciso di mettere i soldi nella cultura e lo fa con un modello che sembra ricalcare il progetto portato avanti negli anni scorsi da Telecom Italia. Enel Contemporanea è un'iniziativa avviata a Roma con le opere di tre artisti internazionali (Angela Bullock, Jeppe Hein, Patrick Tuttofuoco) che sono state piazzate nella città. Un progetto che segna l'ingresso di Enel nel mondo dell'arte per stimolare l'opinione pubblica sull'utilizzo dell'energia come fonte sostenibile e rinnovabile. L'edizione è curata da Francesco Bonani e ha trovato il pieno appoggio di WalterEgo Veltroni. A tirare le fila dell'operazione è una donna di nome Daniela Cattaneo che ha avviato una società (H+) alla quale Enel ha affidato l'ideazione e l'organizzazione dell'iniziativa.
A quanto sembra Conti non vuole fermarsi all'Italia e intende trasferire in Spagna iniziative dello stesso tipo. Dopo la scalata al colosso dell'energia Endesa, il manager romano dalla voce baritonale vuole far capire che l'Enel è un marchio dietro il quale c'è l'Italia della cultura e del bel canto. Per questa ragione il 2 giugno ha portato l'Accademia di Santa Cecilia nell'Auditorium di Barcellona e insieme all'intero Consiglio di amministrazione della sua società ha intonato il Nabucco davanti al bel mondo spagnolo.
6 - CAFFE' AMARO PER ILLY
Riccardo Illy, il 52enne presidente del Friuli Venezia Giulia, è alle prese con una grana notevole. L'imprenditore triestino che, nato da una famiglia valdese benestante, ha lanciato nel mondo l'omonimo caffè, ha deciso di mettere in vendita Insiel, la società regionale di informatica di cui nel dicembre 2005 aveva acquistato l'intero pacchetto azionario. La società ha un nome antico e opera dal 1974 per i sistemi informativi della Regione. Fino al 2004 era controllata dal Gruppo Finsiel, poi Illy decise di pubblicizzarla seguendo il cattivo esempio di tante regioni che hanno deciso di crearsi "in-house" la propria struttura per la gestione dei servizi informatici.
Le altre regioni perseverano nella politica delle piccole Iri, mentre Illy si è messo in controtendenza e vuole vendere Insiel per portare nelle casse almeno 120 milioni di euro. Alla gara hanno partecipato otto grandi società, ma nella selezione finale ne sono state ammesse soltanto quattro. Adesso è scoppiata una grande polemica sui criteri che dovranno portare all'aggiudicazione finale. I dipendenti di Insiel sono in agitazione perchè temono tagli occupazionali e due giorni fa si è dimesso Isidoro Gottardo, il capogruppo di Forza Italia che aveva ispirato la costituzione di una commissione che indaga sulla gestione di Insiel dal '98 al 2006. Per Illy la polemica che sta montando è amara e strumentale.
Dagospia 07 Giugno 2007
Dovrà aspettare il 27 giugno perchè questo è il giorno in cui Cesarone Geronzi sarà nominato al vertice di Mediobanca. Per il banchiere di Marino è il coronamento di un'epoca, quasi mezzo secolo di vita trascorso nel mondo della finanza attraverso vicende di ogni genere. Ciò che avviene oggi a Piazzetta Cuccia è la ricerca di un nuovo equilibrio tra i cosiddetti poteri forti che governano la merchant bank milanese. LunedÏ prossimo il Patto di sindacato dovrà ratificare la lista dei candidati e il nome di Geronzi è fuori discussione.
La nuova governance di Mediobanca si è sbloccata in modo determinante con la fusione tra Capitalia e Unicredit ed è grazie a questo evento, gestito con un blitz improvviso di Alessandro Profumo, che il banchiere di Marino può salire sulla poltrona di Enrico Cuccia. Anche nel 1944, quando in un Ferragosto rovente Cuccia parlò per la prima volta con Raffaele Mattioli della sua creatura, fu decisivo il consenso del "signor Brughera", l'amministratore delegato del Credito Italiano.
Nella sua vita il "grande vecchio" ha parlato pochissimo, ma c'è un discorso tenuto il 24 novembre 1986 presso il Rotary Club di Firenze in cui ha raccontato le origini della merchant bank che per 50 anni ha dominato la scena italiana. "L'idea di Mediobanca - disse Cuccia in quella occasione - nacque nell'ufficio di rappresentanza della Comit a Roma in piazza SS. Apostoli. Il nome che Mattioli suggerì fu "Unionbanca", in quanto sin dal primo momento fu vista come un'impresa alla quale avrebbero dovuto partecipare le tre Banche di interesse nazionale insieme ad altri 11 soci".
L'adesione del Credito Italiano fu immediata e totale mentre - ha raccontato ancora Cuccia - arrivarono le risposte negative del Banco di Napoli e del Banco di Roma. Per un paradosso della storia il Geronzi che ha gestito per molti anni il Banco di Roma, sale adesso a Milano e va a sedersi nel crocevia attraverso il quale passano i destini di Generali, Rcs e di molte aziende. I "longobardi" lo hanno convinto a salire in quella città che ha sempre detestato.
2 - LUCA NON-STOP PER LA SUA ITALIA FUTURA
EgoLuca di Montezemolo non risparmia le energie e mentre assiste allo spettacolo della politica sembra intenzionato a dedicare le sue forze soprattutto a Confindustria. Sabato scorso è stato al Convegno dei "ragazzi" di Santa Margherita, poi è andato a Verona e oggi sarà all'Unione Industriali di Bergamo, per poi trasferirsi lunedì prossimo in Assolombarda per il Convegno "Imprese per l'Innovazione" dove incontrerà l'imponente Diana Bracco e il frenetico Giorgio Squinzi.
La tappa più importante è comunque quella di Bergamo dove Montezuma riapparirà sabato per festeggiare i 100 anni dell'Unione Industriali. Qui hanno deciso di fare le cose in grande con un programma di celebrazioni denso di eventi. Tutto comincia oggi con l'Assemblea generale dove il presidente Alberto Barcella farà gli onori di casa con l'apertura della "Mostra del Centenario - Expo Show" dedicata alla produzione delle aziende bergamasche (1.300 imprese con 90mila occupati).
Domani seguirà un forum dei Giovani Imprenditori e un altro convegno sul rapporto tra industria e mondo dello sport al quale parteciperanno le numerose aziende bergamasche protagoniste di sponsorizzazioni sportive. Non a caso nel programma dei festeggiamenti è stato inserito un raduno di auto e moto d'epoca insieme a uno spettacolo sul made in Italy e a un concerto del Trio di Parla. Il momento più alto però sarà il dibattito di sabato sul tema "Industria e Cultura" al quale sono invitati Pasquale Pistorio, Alberto Bombassei (il vicepresidente di Confindustria bergamasco a capo della Brembo che fa i freni anche per la Ferrari), Andrea Moltrasio e Umberto Galimberti. Nel clima bergamasco dove spira forte il vento del centrodestra, EgoLuca vorrà dire la sua sulla crisi di leadership e far capire a tutti che prima di scendere in politica ha ancora molti mesi davanti. La presidenza della Fiat e di Confindustria sono pilastri intorno ai quali EgoLuca vuole continuare a lavorare per costruire la sua Italia Futura.
3 - LA MOSSA "MAC" DI CAPUANO
Massimo Capuano, il presidente di Borsa Italiana che si è preso da Mario Draghi una legnata sulla testa, vuole recuperare la sua immagine. Per farlo gli viene bene ciò che accadrà stamane a Milano nella sede della vecchia Fiera dove Borsa Italiana spa, l'organismo presieduto dal manager palermitano, presenterà ufficialmente agli imprenditori e agli operatori finanziari il Mac. Questo nome sta per: Mercato Alternativo dei Capitali ed è l'ultima creatura inventata da Capuano per dare smalto a Borsa Italiana. Si tratta di un listino particolare dedicato alla Piccola e Media Impresa sull'esempio di ciò che è già avvenuto alla Borsa di Londra dove sono quotate 1.600 piccole aziende. Su questo listino possono operare soltanto gli investitori istituzionali e le piccole società trovano nuove risorse offrendo partecipazioni di minoranza a fondi, banche e società finanziarie interessate a investire in strutture produttive di piccola dimensione.
Con 50mila euro e in sei settimane, Borsa Italiana promette di procedere in modo rapido alla quotazione. L'iniziativa è stata lanciata da Pro-Mac, la società di promozione del listino alternativo che è nata con un capitale di 5 milioni di euro. A sottoscrivere il capitale è stato lo stesso Capuano insieme a una lunga schiera di organismi finanziari, banche e personaggi. Tra questi l'ex-commissario Consob, Salvatore Bragantini, Francesco Bellotti di Confindustria e Pietro Modiano. Alla presentazione che avviene oggi sarà presente anche il viceministro dell'economia Roberto Pinza e l'onnipresente direttore del "Sole 24 Ore", Flebuccio De Bortoli, il giornalista più gettonato d'Italia.
4 - IL FLOP DI VALENCIA E' COSTATO 180 MLN AGLI SPONSOR DELLE 3 BARCHE
Quando i ricchi giocano non badano a spese. E' il caso di Patrizio Bertelli, l'industriale aretino di Prada che torna dalle regate di Valencia a vele piegate. Per il 61enne capo carismatico del team di Luna Rossa il cappotto dei neozelandesi è clamoroso e doloroso. Si comincia a tirare giù il primo bilancio economico dell'avventura marinara che pare sia costata all'azienda non meno di 100 milioni di euro. Secondo il "Sole 24 Ore" che per primo ha cominciato a fare un po' di conti, Bertelli avrebbe investito questi soldi a partire dal 2004 quando annunciò ufficialmente la partecipazione all'America's Cup. A prima vista la cifra sembra sottostimata perchè è probabile che la società creata ad hoc per organizzare la sfida abbia speso molto di più.
Di questa società il 51% fa capo al Gruppo Prada (di cui il marito della stilista Miuccia è capo assoluto) e il 49% è detenuto da Telecom Italia alla quale nel 2007 si è aggiunta come main sponsor Banca Intesa San Paolo con un contributo modesto (si parla di 2 milioni di euro). Il flop italiano nel mare di Valencia è costato (sempre secondo il "Sole 24 Ore") 180 milioni di euro agli sponsor delle tre barche che hanno regatato senza successo. Mascalzone Latino di Arpe-Onorato "aveva un budget di 60-65 milioni" mentre il più povero era il team di +39 che ha investito 18 milioni di euro. Adesso si dirà naturalmente che il ritorno di immagine ripaga Bertelli e gli altri sponsor dei soldi investiti. In realtà questa edizione di Valencia non ha eccitato le platee e non ha fatto impennare l'audience. La delusione è stata sicuramente più grande dell'investimento.
5 - CONTI IN SPAGNA CANTA IL NABUCCO
Invece di investire nelle barche, l'Enel di Fulvio Conti ha deciso di mettere i soldi nella cultura e lo fa con un modello che sembra ricalcare il progetto portato avanti negli anni scorsi da Telecom Italia. Enel Contemporanea è un'iniziativa avviata a Roma con le opere di tre artisti internazionali (Angela Bullock, Jeppe Hein, Patrick Tuttofuoco) che sono state piazzate nella città. Un progetto che segna l'ingresso di Enel nel mondo dell'arte per stimolare l'opinione pubblica sull'utilizzo dell'energia come fonte sostenibile e rinnovabile. L'edizione è curata da Francesco Bonani e ha trovato il pieno appoggio di WalterEgo Veltroni. A tirare le fila dell'operazione è una donna di nome Daniela Cattaneo che ha avviato una società (H+) alla quale Enel ha affidato l'ideazione e l'organizzazione dell'iniziativa.
A quanto sembra Conti non vuole fermarsi all'Italia e intende trasferire in Spagna iniziative dello stesso tipo. Dopo la scalata al colosso dell'energia Endesa, il manager romano dalla voce baritonale vuole far capire che l'Enel è un marchio dietro il quale c'è l'Italia della cultura e del bel canto. Per questa ragione il 2 giugno ha portato l'Accademia di Santa Cecilia nell'Auditorium di Barcellona e insieme all'intero Consiglio di amministrazione della sua società ha intonato il Nabucco davanti al bel mondo spagnolo.
6 - CAFFE' AMARO PER ILLY
Riccardo Illy, il 52enne presidente del Friuli Venezia Giulia, è alle prese con una grana notevole. L'imprenditore triestino che, nato da una famiglia valdese benestante, ha lanciato nel mondo l'omonimo caffè, ha deciso di mettere in vendita Insiel, la società regionale di informatica di cui nel dicembre 2005 aveva acquistato l'intero pacchetto azionario. La società ha un nome antico e opera dal 1974 per i sistemi informativi della Regione. Fino al 2004 era controllata dal Gruppo Finsiel, poi Illy decise di pubblicizzarla seguendo il cattivo esempio di tante regioni che hanno deciso di crearsi "in-house" la propria struttura per la gestione dei servizi informatici.
Le altre regioni perseverano nella politica delle piccole Iri, mentre Illy si è messo in controtendenza e vuole vendere Insiel per portare nelle casse almeno 120 milioni di euro. Alla gara hanno partecipato otto grandi società, ma nella selezione finale ne sono state ammesse soltanto quattro. Adesso è scoppiata una grande polemica sui criteri che dovranno portare all'aggiudicazione finale. I dipendenti di Insiel sono in agitazione perchè temono tagli occupazionali e due giorni fa si è dimesso Isidoro Gottardo, il capogruppo di Forza Italia che aveva ispirato la costituzione di una commissione che indaga sulla gestione di Insiel dal '98 al 2006. Per Illy la polemica che sta montando è amara e strumentale.
Dagospia 07 Giugno 2007