DOPO DI PIAZZA, NON C'E' NESSUNO SULLA PIAZZA

Nel giro di pochi mesi, "Il Messaggero" di Paolo Graldi vanta, tra le sue più apprezzabili peculiarità, una fuga di cervelli davvero fantastica, degna della scuola di via Panisperna: alza i tacchi Stefano Barigelli, che da aprile è capo delle pagine sportive del "Corriere della Sera"; quindi è la volta del capo della cronaca, Fabrizio Paladini, a far fagotto e fa boom con il quotidiano gratuito "Metrò" (200 mila copie). Infine, Giuseppe Di Piazza: pur promosso redattore-capo da Graldi, dopo un paio di settimane, zitto zitto, raggiunge l'Rcs, come vice di Pietro Calabrese.

Come "rifarsi" delle perdite (di faccia) sul campo? Pensa che ti ripensa, Graldi chiede consiglio ad Antonio Di Rosa, già vice del "Corriere" ora direttore del "Secolo XIX": vuoi rispondere allo schiaffo Rcs, prendi il loro capo-redattore Gianluca De Feo. L'operazione viene fatta in tale segretezza che appare (ieri, 26 settembre) sull'ottimo www.barbieredellasera.com.

E ieri il bravo Ferruccio De Bortoli convoca il conteso De Feo. Il quale ha già poca voglia di finire nell'attuale ambaradan di via del Tritone, quindi ottiene da De Bortoli un aumento nella busta paga, infine comunica a Graldi e al direttore amministrativo Majore che non s'ha da dare, resta al "Corriere". Essì, dopo Di Piazza, non c'è nessuno sulla piazza....

(Copyright Dagospia.com 27-09-2000)