LA SORTE CINICA E BARA DI CONSORTE - UNIPOL TRAGEDY: SALVA SOLO D'ALEMA E BERLUSCONI - L'ITALIA HA PERSO UNA GRANDE, STORICA BANCA CHE OGGI PAGA LE TASSE A PARIGI - A LIVELLO MEDIATICO, SONO TUTTORA OGGETTO DI OGNI TIPO DI CATTIVERIE E ILLAZIONI.
Paolo Madron per Panorama, in edicola domani
Giovanni Consorte (Chieti,1948), laureato in ingegneria chimica all'Università di Bologna, ha iniziato in Montedison per poi, nel 1976, approdare alla Lega delle cooperative, responsabile di un piano per la gestione dei processi di cambiamento di grandi cooperative. Nel 1979 viene assunto come dirigente nell'Unipol Assicurazioni, di cui, nel 1996, diventa presidente e amministratore delegato. Dal novembre 1991 al giugno 1996 cura la ristrutturazione prima finanziaria e poi societaria della finanziaria di controllo del Gruppo Unipol denominata Unipol Finanziaria (oggi Finsoe). A partire dal dicembre '98 ha curato la ristrutturazione del Banec e successivamente il lancio dell'Unipol Banca. Si è dimesso dalle cariche di vertice in Unipol il 9 gennaio 2006, all'indomani della fallita opa sulla Bnl.
1 - Perché si è incaponito a dire la sua sulla vicenda Unipol-Bnl?
Perché l'Italia ha perso una grande, storica banca che oggi paga le tasse a Parigi. Perché l'Unipol non ha potuto completare la sua strategia di sviluppo. E infine perché, a livello mediatico, sono stato e sono tuttora oggetto di ogni tipo di cattiverie e illazioni.
2 - Chi è il più colpevole per aver fermato l'Unipol? Fazio, il «Corriere», D'Alema, Berlusconi, la Consob?
Molti hanno impedito il matrimonio Unipol-Bnl e tutti, ciascuno per il ruolo avuto, sono stati posti all'attenzione delle autorità inquirenti. Certo Silvio Berlusconi e Massimo D'Alema non hanno fatto nulla contro l'operazione, che avrebbe creato valore e occupazione.
3 - Non le hanno nuociuto gli intrecci con la Hopa e la Lodi di Gianpiero Fiorani?
Per quanto riguarda la Lodi, Ivano Sacchetti e io avevamo solo rapporti in quanto clienti, come è stato ampiamente dimostrato anche nell'incidente probatorio, e siamo stati in alcuni casi danneggiati. Il rapporto con Hopa è stato trasparente e ben definito e ha fatto realizzare utili a Unipol e alle cooperative, nel pieno rispetto delle regole del mercato. Avevamo alternative?
4 - Sì: poteva fare più cooperazione e meno finanza.
Ho sempre agito nell'interesse di Unipol e delle cooperative, producendo valore, salvando e creando negli anni migliaia di posti di lavoro. Non vorrà sostenere, come hanno già fatto, che le cooperative debbano occuparsi solo di supermercati o di servizi sociali...
5 - Lei oggi per le cooperative e per l'Unipol è come Stalin per il Pcus del XX congresso: un idolo da rimuovere.
Per un gruppo di dirigenti sono un'ombra incombente e ingombrante. Credo che i cooperatori e i dipendenti si ricordino, nella loro attività lavorativa quotidiana, di me per le motivazioni che hanno caratterizzato la vita dell'Unipol e per quello che abbiamo realizzato.
6 - Faccia un virtuosismo di sintesi e spieghi la genesi dei 50 milioni di consulenza che tutti le rinfacciano.
Quei soldi ( 25 miei e 25 di Sacchetti) sono stati il riconoscimento per l'attività di supporto a Hopa, nell'ambito della vicenda Bell-Olivetti-Telecom. Tali compensi sono pervenuti con regolari bonifici bancari e operazioni borsistiche perfettamente corrette. Quando questi soldi saranno dissequestrati non mi comprerò barche, ma li impiegherò utilmente nel mondo produttivo.
7 - Si è sentito tradito da qualcuno?
Sì, da quelli che mi hanno condannato senza conoscere, cancellando 25 anni di vita, di sacrifici e di passione. Ma la vita è ancora lunga e la ruota girerà.
8 - Si iscriverà al Partito democratico o resta fedele alle vecchie bandiere?
Non si possono cancellare 40 anni di impegno, di passioni e sacrifici. Ma soprattutto non si possono cancellare 100 anni di storia e di valori universali come l'uguaglianza, la laicità, il riformismo e il garantismo. Sono i valori dell'Internazionale socialista che implicano un confronto con gli altri, ma non un annichilimento. Il nuovo non è confusione.
9 - Si sente ancora il Cuccia rosso o i suoi referenti di una volta hanno tutti preso le distanze?
Ricevo quotidianamente manifestazioni di affetto, di solidarietà e di fiducia da vecchi e nuovi amici.
10 - A un certo punto sembrava volesse riprendersi l'Unipol. Discorso chiuso o ci riproverà?
L'Unipol seguirà la propria strada e le cooperative saranno responsabili del suo destino. Per me è un capitolo chiuso per sempre, con affetto. Ora faccio altro.
Dagospia 19 Luglio 2007
Giovanni Consorte (Chieti,1948), laureato in ingegneria chimica all'Università di Bologna, ha iniziato in Montedison per poi, nel 1976, approdare alla Lega delle cooperative, responsabile di un piano per la gestione dei processi di cambiamento di grandi cooperative. Nel 1979 viene assunto come dirigente nell'Unipol Assicurazioni, di cui, nel 1996, diventa presidente e amministratore delegato. Dal novembre 1991 al giugno 1996 cura la ristrutturazione prima finanziaria e poi societaria della finanziaria di controllo del Gruppo Unipol denominata Unipol Finanziaria (oggi Finsoe). A partire dal dicembre '98 ha curato la ristrutturazione del Banec e successivamente il lancio dell'Unipol Banca. Si è dimesso dalle cariche di vertice in Unipol il 9 gennaio 2006, all'indomani della fallita opa sulla Bnl.
1 - Perché si è incaponito a dire la sua sulla vicenda Unipol-Bnl?
Perché l'Italia ha perso una grande, storica banca che oggi paga le tasse a Parigi. Perché l'Unipol non ha potuto completare la sua strategia di sviluppo. E infine perché, a livello mediatico, sono stato e sono tuttora oggetto di ogni tipo di cattiverie e illazioni.
2 - Chi è il più colpevole per aver fermato l'Unipol? Fazio, il «Corriere», D'Alema, Berlusconi, la Consob?
Molti hanno impedito il matrimonio Unipol-Bnl e tutti, ciascuno per il ruolo avuto, sono stati posti all'attenzione delle autorità inquirenti. Certo Silvio Berlusconi e Massimo D'Alema non hanno fatto nulla contro l'operazione, che avrebbe creato valore e occupazione.
3 - Non le hanno nuociuto gli intrecci con la Hopa e la Lodi di Gianpiero Fiorani?
Per quanto riguarda la Lodi, Ivano Sacchetti e io avevamo solo rapporti in quanto clienti, come è stato ampiamente dimostrato anche nell'incidente probatorio, e siamo stati in alcuni casi danneggiati. Il rapporto con Hopa è stato trasparente e ben definito e ha fatto realizzare utili a Unipol e alle cooperative, nel pieno rispetto delle regole del mercato. Avevamo alternative?
4 - Sì: poteva fare più cooperazione e meno finanza.
Ho sempre agito nell'interesse di Unipol e delle cooperative, producendo valore, salvando e creando negli anni migliaia di posti di lavoro. Non vorrà sostenere, come hanno già fatto, che le cooperative debbano occuparsi solo di supermercati o di servizi sociali...
5 - Lei oggi per le cooperative e per l'Unipol è come Stalin per il Pcus del XX congresso: un idolo da rimuovere.
Per un gruppo di dirigenti sono un'ombra incombente e ingombrante. Credo che i cooperatori e i dipendenti si ricordino, nella loro attività lavorativa quotidiana, di me per le motivazioni che hanno caratterizzato la vita dell'Unipol e per quello che abbiamo realizzato.
6 - Faccia un virtuosismo di sintesi e spieghi la genesi dei 50 milioni di consulenza che tutti le rinfacciano.
Quei soldi ( 25 miei e 25 di Sacchetti) sono stati il riconoscimento per l'attività di supporto a Hopa, nell'ambito della vicenda Bell-Olivetti-Telecom. Tali compensi sono pervenuti con regolari bonifici bancari e operazioni borsistiche perfettamente corrette. Quando questi soldi saranno dissequestrati non mi comprerò barche, ma li impiegherò utilmente nel mondo produttivo.
7 - Si è sentito tradito da qualcuno?
Sì, da quelli che mi hanno condannato senza conoscere, cancellando 25 anni di vita, di sacrifici e di passione. Ma la vita è ancora lunga e la ruota girerà.
8 - Si iscriverà al Partito democratico o resta fedele alle vecchie bandiere?
Non si possono cancellare 40 anni di impegno, di passioni e sacrifici. Ma soprattutto non si possono cancellare 100 anni di storia e di valori universali come l'uguaglianza, la laicità, il riformismo e il garantismo. Sono i valori dell'Internazionale socialista che implicano un confronto con gli altri, ma non un annichilimento. Il nuovo non è confusione.
9 - Si sente ancora il Cuccia rosso o i suoi referenti di una volta hanno tutti preso le distanze?
Ricevo quotidianamente manifestazioni di affetto, di solidarietà e di fiducia da vecchi e nuovi amici.
10 - A un certo punto sembrava volesse riprendersi l'Unipol. Discorso chiuso o ci riproverà?
L'Unipol seguirà la propria strada e le cooperative saranno responsabili del suo destino. Per me è un capitolo chiuso per sempre, con affetto. Ora faccio altro.
Dagospia 19 Luglio 2007