REPORT GABANELLI E' DIVENTATA UN INCUBO PER BANCHE E AZIENDE - ARPE FAMILIARE
DIMMI DI SIRTI (MORETTI A CACCIA DELLA TALPA) - DE BENEDETTI, IMPERATORE DI CAPRI
ALITALIA-PARTY NON SPUMEGGIA A NEW YORK (NO DI PRATO) - SAVONA CE L'HA FATTA
DIMMI DI SIRTI (MORETTI A CACCIA DELLA TALPA) - DE BENEDETTI, IMPERATORE DI CAPRI
ALITALIA-PARTY NON SPUMEGGIA A NEW YORK (NO DI PRATO) - SAVONA CE L'HA FATTA
1 - ALITALIA-PARTY NON SPUMEGGIA A NEW YORK (PRATO NON VUOLE)
L'Alitalia vola basso e aspetta lunedì quando sul tavolo di Maurizio Prato arriveranno le offerte dei quattro gruppi che se la vogliono comprare. Ha volato basso anche l'altra sera a New York per la celebrazione dei 60 anni di fondazione e per il mezzo secolo che è passato dal primo volo transatlantico.
Nei saloni spettrali della Gotham Hall, un ex-banca riadattata a locale per cerimonie, sono arrivati in 500. A fare gli onori di casa non c'era Maurizio Prato e mancavano tutti i top manager dell'azienda. Da Roma sono partite soltanto una bella donna alta e mora che è responsabile delle vendite, e Ilaria Bramezza, la fanciulla che cura la comunicazione di Alitalia e ha avuto la brillante idea di festeggiare al Bagaglino e a Broadway l'anniversario della Compagnia "comatosa".
La serata era condotta dal direttore della rivista americana "Global Travels" che ha dato la parola all'Ambasciatore italiano all'Onu, Marcello Spatafora, e al Console Francesco Maria Talò. All'ingresso erano stati distribuiti finti biglietti Alitalia che poi sono stati sorteggiati da Isabella Rossellini, avvolta in una sciarpa che la rendeva simile alla nonnina di Cappuccetto rosso. Sullo schermo hanno preso a scorrere i filmini del primo volo storico di Alitalia che partì da Ciampino nell'autunno del 1957. A detta dei presenti il clima della serata è apparso terribilmente mesto perchè da Roma era partito l'ordine secco di non spumeggiare. E così è stato.
2 - DIMMI DI SIRTI (MORETTI A CACCIA DELLA TALPA)
Mauro Moretti ha più di un problema.
Il primo è l'insonnia perchè il manager di Rimini dorme cinque ore per notte e sogna pochissimo. Accanto al letto ha una pila di libri gialli, primo fra tutti "La talpa" del romanziere inglese John Le Carrè. Ed è proprio la talpa quella che il capo delle Ferrovie sta cercando nel palazzo-obitorio di piazza della Croce Rossa per capire l'emorragia di notizie che hanno buttato ombre lunghe sulla gara per la rete informatica. Come annunciato da Dagospia, ieri è stato finalmente aggiudicato alla società Sirti l'appalto da 1 miliardo di euro, ma Moretti vuole conoscere il nome di chi ha messo in giro da venerdì scorso il nome del vincitore.
Sul capo dell'ex-sindacalista Cgil questa vicenda sta addensando nubi nerissime. L'intera procedura della gara pubblica sembra destinata a finire sotto il lentino della magistratura e della Consob. Qualcuno si chiede infatti come sia possibile che la montagna di carte presentate il 16 settembre dalle tre società in lizza, sia stata esaminata dalla Commissione aggiudicatrice delle Ferrovie in un pugno di giorni. Altri, come Riccardo Ruggiero, si chiedono sbalorditi come sia possibile che la Commissione abbia dato "punteggio zero" all'offerta tecnica di una società come Telecom. Per non parlare poi di chi sostiene che l'aggiudicazione a Sirti è avvenuta senza l'apertura pubblica delle buste contenenti l'offerta economica. A tutto questo si aggiungono i calcoli fatti oggi da alcuni giornali - come "Repubblica" - secondo i quali le Ferrovie hanno privilegiato l'offerta di Sirti che comporta una spesa di 135 milioni in più rispetto a quella della società che si è piazzata al secondo posto.
Sono domande inquietanti che ieri sera hanno scatenato le ira dell'Adusbef, l'Associazione dei consumatori che in un durissimo comunicato parla di scandalo italiano e chiede l'intervento dei magistrati per aggiotaggio e insider trading.
Quando questa mattina all'alba Moretti si è svegliato, ha rimesso sul comodino il libro di Le Carrè e ha aperto il blackberry per leggere la rassegna stampa. Apriti cielo! A pagina 21 del quotidiano della Fiat e di Montezemolone c'è un'intera pagina dedicata alle cimici sui treni. "Alle 4 di notte - racconta una gentile viaggiatrice - abbiamo sentito prudere. Eravamo ormai invase dagli animaletti".
A questo punto anche Moretti si è discretamente grattato.
3 - ARPE FAMILIARE
Vi stupirò!, così risponde Matteuccio Arpe alle notizie pubblicate ieri sul quotidiano "MF" circa la costituzione in agosto di una piccola società-veicolo che dovrebbe servire per riportarlo alla ribalta. La società si chiama MaTER e il genietto della finanza spiega oggi su "Repubblica" che questo nome è semplicemente l'acronimo di Matteo, Elena e Riccardo, i nomi dei suoi tre figli. Una cosa personale della sua famiglia che non ha niente a che vedere con il suo futuro professionale che riprenderà - così dice l'ex-amministratore delegato di Capitalia - tra un mese per aprire una propria boutique finanziaria. La smettano quindi di ridere dentro Capitalia dove ieri mattina la società-veicolo costituita il 3 agosto non con i tre figli, bensì con tre dirigenti della banca (Cannizzaro, Rella, Giacchè) veniva sbeffeggiata come "roba da mater"!
Si aspettano effetti speciali.
4 - SAVONA CE L'HA FATTA
Paolo Savona, l'economista e professore di Cagliari, ce l'ha fatta.
Nel terremoto creato dalla fusione tra Capitalia e Unicredit, il professore 71enne riesce a sopravvivere con la nomina alla presidenza della Banca di Roma. Savona ha il carattere incazzoso dei sardi e non a caso è un fedelissimo di Francesco Cossiga. Il suo curriculum inizia con la Banca d'Italia dove collabora con Donato Menichella e soprattutto Guido Carli. A Boston stringe una forte amicizia con Franco Modigliani e quando nel 1976 Carli diventa presidente di Confindustria diventa direttore generale fino al 1980. La parte del banchiere l'aveva già fatta alla presidenza del Credito Industriale Sardo e alla BNL, poi nel maggio 2006 Ciampi lo nomina ministro dell'Industria. Adesso dovrà vedersela con i longobardi di Alessandro Profumo e con Paolo Fiorentino, l'astro nascente di Unicredit che in Banca di Roma avrà i pieni poteri dell'amministratore delegato.
5 - LA GABANELLI E' DIVENTATA UN INCUBO PER BANCHE E AZIENDE
Per i manager delle banche e delle aziende è allarme rosso.
Da domenica sera riparte il micidiale programma televisivo "Report" diretto da quel panzer di giornalista che è Milena Gabanelli. Gli uomini della comunicazione di numerose aziende sono già stati precettati con l'obbligo di seguire minuto per minuto le sventagliate della bionda signora dai tratti mascolini e di consegnare all'alba di lunedì il file con la registrazione della puntata.
La Milena è diventata un incubo; le sue inchieste sono da manuale del giornalismo con eccessi che fanno strillare alla faziosità e creano enormi problemi. Il suo non è un salotto (come quello di Brunello Vespa e di Floris-cipresso) quanto piuttosto una ghigliottina che con precisione chirurgica entra dentro i bilanci delle società, svela gli intrighi, denuncia le connivenze e fa godere i magistrati.
Ne sa qualcosa il faraone di Wind, Naguib Sawiris, sul quale la Procura di Roma ha aperto ieri un fascicolo sull'operazione che nel 2005 trasferì dall'Enel alle sue mani l'azienda dei telefonini. A ricostruire i passaggi di quella vicenda e il giro di 414 milioni di euro pagati per consulenze fu soprattutto la Milena di "Report", il panzer dall'aria mascolina che i magistrati hanno ascoltato con immenso piacere.
6 - DE BENEDETTI, IMPERATORE DI CAPRI
Avviso ai naviganti: "Nel porto di Capri sta per arrivare Carletto De Benedetti che domani alle 9 parlerà al Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria. L'Ingegnere non è candidato alla successione di Montezemolo, né si presta a fare un comizio per WalterEgo Veltroni. La sua presenza a Capri vuole solo dimostrare che esiste e che bisogna fare i conti anche con lui".
Dagospia 05 Ottobre 2007
L'Alitalia vola basso e aspetta lunedì quando sul tavolo di Maurizio Prato arriveranno le offerte dei quattro gruppi che se la vogliono comprare. Ha volato basso anche l'altra sera a New York per la celebrazione dei 60 anni di fondazione e per il mezzo secolo che è passato dal primo volo transatlantico.
Nei saloni spettrali della Gotham Hall, un ex-banca riadattata a locale per cerimonie, sono arrivati in 500. A fare gli onori di casa non c'era Maurizio Prato e mancavano tutti i top manager dell'azienda. Da Roma sono partite soltanto una bella donna alta e mora che è responsabile delle vendite, e Ilaria Bramezza, la fanciulla che cura la comunicazione di Alitalia e ha avuto la brillante idea di festeggiare al Bagaglino e a Broadway l'anniversario della Compagnia "comatosa".
La serata era condotta dal direttore della rivista americana "Global Travels" che ha dato la parola all'Ambasciatore italiano all'Onu, Marcello Spatafora, e al Console Francesco Maria Talò. All'ingresso erano stati distribuiti finti biglietti Alitalia che poi sono stati sorteggiati da Isabella Rossellini, avvolta in una sciarpa che la rendeva simile alla nonnina di Cappuccetto rosso. Sullo schermo hanno preso a scorrere i filmini del primo volo storico di Alitalia che partì da Ciampino nell'autunno del 1957. A detta dei presenti il clima della serata è apparso terribilmente mesto perchè da Roma era partito l'ordine secco di non spumeggiare. E così è stato.
2 - DIMMI DI SIRTI (MORETTI A CACCIA DELLA TALPA)
Mauro Moretti ha più di un problema.
Il primo è l'insonnia perchè il manager di Rimini dorme cinque ore per notte e sogna pochissimo. Accanto al letto ha una pila di libri gialli, primo fra tutti "La talpa" del romanziere inglese John Le Carrè. Ed è proprio la talpa quella che il capo delle Ferrovie sta cercando nel palazzo-obitorio di piazza della Croce Rossa per capire l'emorragia di notizie che hanno buttato ombre lunghe sulla gara per la rete informatica. Come annunciato da Dagospia, ieri è stato finalmente aggiudicato alla società Sirti l'appalto da 1 miliardo di euro, ma Moretti vuole conoscere il nome di chi ha messo in giro da venerdì scorso il nome del vincitore.
Sul capo dell'ex-sindacalista Cgil questa vicenda sta addensando nubi nerissime. L'intera procedura della gara pubblica sembra destinata a finire sotto il lentino della magistratura e della Consob. Qualcuno si chiede infatti come sia possibile che la montagna di carte presentate il 16 settembre dalle tre società in lizza, sia stata esaminata dalla Commissione aggiudicatrice delle Ferrovie in un pugno di giorni. Altri, come Riccardo Ruggiero, si chiedono sbalorditi come sia possibile che la Commissione abbia dato "punteggio zero" all'offerta tecnica di una società come Telecom. Per non parlare poi di chi sostiene che l'aggiudicazione a Sirti è avvenuta senza l'apertura pubblica delle buste contenenti l'offerta economica. A tutto questo si aggiungono i calcoli fatti oggi da alcuni giornali - come "Repubblica" - secondo i quali le Ferrovie hanno privilegiato l'offerta di Sirti che comporta una spesa di 135 milioni in più rispetto a quella della società che si è piazzata al secondo posto.
Sono domande inquietanti che ieri sera hanno scatenato le ira dell'Adusbef, l'Associazione dei consumatori che in un durissimo comunicato parla di scandalo italiano e chiede l'intervento dei magistrati per aggiotaggio e insider trading.
Quando questa mattina all'alba Moretti si è svegliato, ha rimesso sul comodino il libro di Le Carrè e ha aperto il blackberry per leggere la rassegna stampa. Apriti cielo! A pagina 21 del quotidiano della Fiat e di Montezemolone c'è un'intera pagina dedicata alle cimici sui treni. "Alle 4 di notte - racconta una gentile viaggiatrice - abbiamo sentito prudere. Eravamo ormai invase dagli animaletti".
A questo punto anche Moretti si è discretamente grattato.
3 - ARPE FAMILIARE
Vi stupirò!, così risponde Matteuccio Arpe alle notizie pubblicate ieri sul quotidiano "MF" circa la costituzione in agosto di una piccola società-veicolo che dovrebbe servire per riportarlo alla ribalta. La società si chiama MaTER e il genietto della finanza spiega oggi su "Repubblica" che questo nome è semplicemente l'acronimo di Matteo, Elena e Riccardo, i nomi dei suoi tre figli. Una cosa personale della sua famiglia che non ha niente a che vedere con il suo futuro professionale che riprenderà - così dice l'ex-amministratore delegato di Capitalia - tra un mese per aprire una propria boutique finanziaria. La smettano quindi di ridere dentro Capitalia dove ieri mattina la società-veicolo costituita il 3 agosto non con i tre figli, bensì con tre dirigenti della banca (Cannizzaro, Rella, Giacchè) veniva sbeffeggiata come "roba da mater"!
Si aspettano effetti speciali.
4 - SAVONA CE L'HA FATTA
Paolo Savona, l'economista e professore di Cagliari, ce l'ha fatta.
Nel terremoto creato dalla fusione tra Capitalia e Unicredit, il professore 71enne riesce a sopravvivere con la nomina alla presidenza della Banca di Roma. Savona ha il carattere incazzoso dei sardi e non a caso è un fedelissimo di Francesco Cossiga. Il suo curriculum inizia con la Banca d'Italia dove collabora con Donato Menichella e soprattutto Guido Carli. A Boston stringe una forte amicizia con Franco Modigliani e quando nel 1976 Carli diventa presidente di Confindustria diventa direttore generale fino al 1980. La parte del banchiere l'aveva già fatta alla presidenza del Credito Industriale Sardo e alla BNL, poi nel maggio 2006 Ciampi lo nomina ministro dell'Industria. Adesso dovrà vedersela con i longobardi di Alessandro Profumo e con Paolo Fiorentino, l'astro nascente di Unicredit che in Banca di Roma avrà i pieni poteri dell'amministratore delegato.
5 - LA GABANELLI E' DIVENTATA UN INCUBO PER BANCHE E AZIENDE
Per i manager delle banche e delle aziende è allarme rosso.
Da domenica sera riparte il micidiale programma televisivo "Report" diretto da quel panzer di giornalista che è Milena Gabanelli. Gli uomini della comunicazione di numerose aziende sono già stati precettati con l'obbligo di seguire minuto per minuto le sventagliate della bionda signora dai tratti mascolini e di consegnare all'alba di lunedì il file con la registrazione della puntata.
La Milena è diventata un incubo; le sue inchieste sono da manuale del giornalismo con eccessi che fanno strillare alla faziosità e creano enormi problemi. Il suo non è un salotto (come quello di Brunello Vespa e di Floris-cipresso) quanto piuttosto una ghigliottina che con precisione chirurgica entra dentro i bilanci delle società, svela gli intrighi, denuncia le connivenze e fa godere i magistrati.
Ne sa qualcosa il faraone di Wind, Naguib Sawiris, sul quale la Procura di Roma ha aperto ieri un fascicolo sull'operazione che nel 2005 trasferì dall'Enel alle sue mani l'azienda dei telefonini. A ricostruire i passaggi di quella vicenda e il giro di 414 milioni di euro pagati per consulenze fu soprattutto la Milena di "Report", il panzer dall'aria mascolina che i magistrati hanno ascoltato con immenso piacere.
6 - DE BENEDETTI, IMPERATORE DI CAPRI
Avviso ai naviganti: "Nel porto di Capri sta per arrivare Carletto De Benedetti che domani alle 9 parlerà al Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria. L'Ingegnere non è candidato alla successione di Montezemolo, né si presta a fare un comizio per WalterEgo Veltroni. La sua presenza a Capri vuole solo dimostrare che esiste e che bisogna fare i conti anche con lui".
Dagospia 05 Ottobre 2007