IL CAPUFFICIO CHE NON PUÒ DIRE "CHE CAZZO FAI?" - TONI NEGRI? UN MAESTRO, COME DA COPIONE - TUTTI I LADRI E GLI ASSASSINI A CASA DELLA LIPPERINI - I CIELLINI DA DON GIUSSANI A CHUCK NORRIS.
1 - POLITICACCHIAMENTE CORRETTO.
Massimo Gramellini per "La Stampa"
Gentile collega che da oltre un'ora mediti davanti alla macchinetta del caffè nel legittimo espletamento delle tue esigenze di ristoro, ti rallegrerà sapere che la Cassazione ha condannato il capufficio che si era rivolto a un suo dipendente afflitto da stanchezza esistenziale con l'interrogativo amletico-romanesco: «Ma tu che cacchio ce stai a fa qua dentro?»
Un sopruso inaccettabile, che viola la privacy e la Convenzione dei Diritti dell'Uomo, di ogni Uomo, a farsi i fatti propri senza renderne conto a nessuno. L'unica legge applicata in modo ferreo nel nostro Paese, il più permaloso del mondo, dove tutti adempiono al sacrosanto dovere di criticare chi li sta criticando e di pretendere dagli altri quel rispetto che non sono capaci di darsi da soli.
Gentile collega che hai infine bevuto il caffè e sei tornato al tuo posto per controllare il listino della Borsa e la classifica della serie A, telefonare alla moglie e mandare una mail alla fidanzata, spero non troverai troppo invadente la richiesta di dare una rapida occhiata alla pratica che giace svenuta sul tuo tavolo da ieri mattina. Oso augurarmi che riuscirai persino a inserirla fra i tuoi numerosi impegni, sempre e solo a condizione che questa ipotesi non offenda la tua suscettibilità. Nel pieno rispetto dei valori democratici e antifascisti che sono alla base della convivenza civile. E che cacchio.
2 - TONI NEGRI? COME DA COPIONE.
Da "La Stampa"
Toni Negri cattivo maestro? «Neanche per sogno»: «un fine intellettuale che credeva nella rivoluzione non cruenta», «un caso emblematico di ingiustizia», «un mito, un eroe». Ironia? Neanche per sogno: sono parole dell'attore Nello Mascia, interprete (al Palladium di Roma) della pièce Settanta scritta dall'ex teorico dell'Autonomia. Come da copione.
3 - TUTTI I LADRI E GLI ASSASSINI A CASA DELLA LIPPERINI.
Camillo Langone per "Il Foglio"
Loredana Lipperini (giornalista di Repubblica) sta raccogliendo firme per un "manifesto di scrittori e artisti contro la violenza su rom, rumeni e donne". Oltre al pessimo Scurati lo ha firmato anche l'ottimo Brizzi e altri amici con i quali ho condiviso in passato (spero anche in futuro) chiacchere e vino. Quindi ci andrò piano. Nel manifesto si legge: "Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumeni sono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall'Italia". Innanzitutto rivolgo ai firmatari la preghiera di guardare alle proprie travi piuttosto che alle altrui pagliuzze: siete stati voi, i linguisticamente ipocriti come voi, a imporre l'ambiguo termine "rom" (io gli zingari continuo a chiamarli zingari, nessuna confusione possibile coi rumeni). E poi domando: per quale ragione i delinquenti stranieri non si dovrebbero espellere dall'Italia? Spiegatemelo, se ci riuscite, altrimenti dovrò esprimere il seguente auspicio: tutti i ladri e gli assassini a casa della Lipperini.
4 - I CIELLINI DA DON GIUSSANI A CHUCK NORRIS, AUGURI.
Michele Serra per "La Stampa"
Esiste un nesso tra don Giussani e Chuck Norris (l´eroe picchiatore di molta fiction americana di grana grossa)? Ovviamente no. Ma, per la serie "cavoli a merenda", la lista ciellina che ha vinto le elezioni al liceo Berchet di Milano è intitolata proprio a Chuck Norris. Allo stesso modo avrebbe potuto chiamarsi Gengis Khan, Zeno Colò o Dumbo, perché la politica post-modern è una specie di spensierato rigurgito di ogni idea trascorsa, meglio se indigesta, shakerata come capita.
Molto divertente, in questo senso, apprendere che la lista Chuck Norris (catto-manesca? western-papista?) dichiara di ispirarsi a Gioventù Studentesca, il primo movimento fondato da don Giussani, proprio al liceo Berchet, nel lontano 1954. Chissà se i ragazzi di centrodestra della Chuck Norris sanno che proprio dai ranghi inquieti dei "giessini" nacque un bel pezzo del Sessantotto milanese (parecchi giessini finirono in Lotta Continua). In ogni modo, dev´essere per questa comprensibile difficoltà di orientamento ideologico-culturale che la mitica Chuck Norris si è munita di una piattaforma di lotta prudentemente minimalista. I punti più memorabili sono "gite all'osservatorio di Merate e macchinetta del caffè al terzo piano". Auguri affettuosi alla Chuck Norris.
Dagospia 15 Novembre 2007
Massimo Gramellini per "La Stampa"
Gentile collega che da oltre un'ora mediti davanti alla macchinetta del caffè nel legittimo espletamento delle tue esigenze di ristoro, ti rallegrerà sapere che la Cassazione ha condannato il capufficio che si era rivolto a un suo dipendente afflitto da stanchezza esistenziale con l'interrogativo amletico-romanesco: «Ma tu che cacchio ce stai a fa qua dentro?»
Un sopruso inaccettabile, che viola la privacy e la Convenzione dei Diritti dell'Uomo, di ogni Uomo, a farsi i fatti propri senza renderne conto a nessuno. L'unica legge applicata in modo ferreo nel nostro Paese, il più permaloso del mondo, dove tutti adempiono al sacrosanto dovere di criticare chi li sta criticando e di pretendere dagli altri quel rispetto che non sono capaci di darsi da soli.
Gentile collega che hai infine bevuto il caffè e sei tornato al tuo posto per controllare il listino della Borsa e la classifica della serie A, telefonare alla moglie e mandare una mail alla fidanzata, spero non troverai troppo invadente la richiesta di dare una rapida occhiata alla pratica che giace svenuta sul tuo tavolo da ieri mattina. Oso augurarmi che riuscirai persino a inserirla fra i tuoi numerosi impegni, sempre e solo a condizione che questa ipotesi non offenda la tua suscettibilità. Nel pieno rispetto dei valori democratici e antifascisti che sono alla base della convivenza civile. E che cacchio.
2 - TONI NEGRI? COME DA COPIONE.
Da "La Stampa"
Toni Negri cattivo maestro? «Neanche per sogno»: «un fine intellettuale che credeva nella rivoluzione non cruenta», «un caso emblematico di ingiustizia», «un mito, un eroe». Ironia? Neanche per sogno: sono parole dell'attore Nello Mascia, interprete (al Palladium di Roma) della pièce Settanta scritta dall'ex teorico dell'Autonomia. Come da copione.
3 - TUTTI I LADRI E GLI ASSASSINI A CASA DELLA LIPPERINI.
Camillo Langone per "Il Foglio"
Loredana Lipperini (giornalista di Repubblica) sta raccogliendo firme per un "manifesto di scrittori e artisti contro la violenza su rom, rumeni e donne". Oltre al pessimo Scurati lo ha firmato anche l'ottimo Brizzi e altri amici con i quali ho condiviso in passato (spero anche in futuro) chiacchere e vino. Quindi ci andrò piano. Nel manifesto si legge: "Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumeni sono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall'Italia". Innanzitutto rivolgo ai firmatari la preghiera di guardare alle proprie travi piuttosto che alle altrui pagliuzze: siete stati voi, i linguisticamente ipocriti come voi, a imporre l'ambiguo termine "rom" (io gli zingari continuo a chiamarli zingari, nessuna confusione possibile coi rumeni). E poi domando: per quale ragione i delinquenti stranieri non si dovrebbero espellere dall'Italia? Spiegatemelo, se ci riuscite, altrimenti dovrò esprimere il seguente auspicio: tutti i ladri e gli assassini a casa della Lipperini.
4 - I CIELLINI DA DON GIUSSANI A CHUCK NORRIS, AUGURI.
Michele Serra per "La Stampa"
Esiste un nesso tra don Giussani e Chuck Norris (l´eroe picchiatore di molta fiction americana di grana grossa)? Ovviamente no. Ma, per la serie "cavoli a merenda", la lista ciellina che ha vinto le elezioni al liceo Berchet di Milano è intitolata proprio a Chuck Norris. Allo stesso modo avrebbe potuto chiamarsi Gengis Khan, Zeno Colò o Dumbo, perché la politica post-modern è una specie di spensierato rigurgito di ogni idea trascorsa, meglio se indigesta, shakerata come capita.
Molto divertente, in questo senso, apprendere che la lista Chuck Norris (catto-manesca? western-papista?) dichiara di ispirarsi a Gioventù Studentesca, il primo movimento fondato da don Giussani, proprio al liceo Berchet, nel lontano 1954. Chissà se i ragazzi di centrodestra della Chuck Norris sanno che proprio dai ranghi inquieti dei "giessini" nacque un bel pezzo del Sessantotto milanese (parecchi giessini finirono in Lotta Continua). In ogni modo, dev´essere per questa comprensibile difficoltà di orientamento ideologico-culturale che la mitica Chuck Norris si è munita di una piattaforma di lotta prudentemente minimalista. I punti più memorabili sono "gite all'osservatorio di Merate e macchinetta del caffè al terzo piano". Auguri affettuosi alla Chuck Norris.
Dagospia 15 Novembre 2007