DA CAPALBIO SENZA FURORE, MA CON CON FURIO
I tempi sono cambiati, i muri sono caduti, i marxismi sono pseudodemocratici, eccetera. Dalla pacchia siamo finiti - vedi le genuflessioni di Lerner - alla parrocchia. E gli intellettuali, fateci caso, sembrano tutti in stato interessante: gonfi e nauseati, aspettano le doglie elettorali.
Contro il logorio della sinistra moderna, e nell'attesa che Berlusconi trasformi l'Italia in succursale di Arcore, in Canale Chigi, in Italia Ufo, non resta che "Maria", il ristorante terrazzato più amato dal radical-chic in quel di Capalbio. Svolazzanti come foglietti di "post-it", i Postumi di Sinistra si sono attovagliati per una "standing-ovulation" in onore di Furio Colombo, prossimo direttore dell'Unità recuperata dalla cordata di Dalai-Veltroni.
Anche se qualche giorno fa, il giornalista-scrittore-senatore diessino ha sussurrato in un intervento a Radio 24 di attendere il beneplacito del Comitato di Redazione e l'okkei degli azionisti, il più è fatto.
Quindi, tutti uniti per l'Unità bis. Posto a capotavola per Umberto Eco, appollaiato al centro il filososo Giacomo Maramao, risucchiato in un vortice di chiacchiere il letterato Enzo Golino, troneggiante il gran commis di Stato Fabiano Fabiani, arzigolante il metafisico Sebastiano Maffettone. Tutti scortati da lor signore. Tutti fatti oggetto di saluti rispettosi. Tutti sopraccigliati alla battuta vetero-marxista di un tavolo accanto: "Chissà come saranno felici gli operai di Mirafiori di avere come direttore dell'Unità l'uomo-Fiat...".
RITRATTO DI FURIO COLOMBO
di Pietrangelo Buttafuoco
Il pakistano. Così lo chiama l'Avvocato. E' anche un deluso dell'Ulivo. Tornare da New York per fare il peone. Sbarcare da laggiù per vedere Enzo Siciliano che gli soffia il posto in Rai. E poi si dice che il pettinatissimo Furio Colombo - piacevole piacione, devoto incassatore delle piccole cattiverie che gli riserva il suo amico Avvocato - sia diventato un deluso dell'Ulivo.
Clintoniano e veltroniano, Furio fu convinto via Internet, da Walter, a candidarsi alle elezioni. Venne poi dimenticato al momento delle nomine e diventò un illustre nemico di broncetto: "Ma perché mi hanno fatto venire dagli States?". E pensare che ce l'aveva messa tutta. Prima di precipitare in un singhiozzo intitolato "Il candidato. La politica senza il potere", ha provocato il brivido della poesia encomiastica.
"Se Walter fosse stato un soldato giapponese dimenticato su un'isola deserta, avrebbe cominciato a coltivare un campicello, scrutando pazientemente il cielo in attesa dell'arrivo di una presenza umana. Se fosse stato un soldato tedesco, avrebbe disertato. Se fosse stato un milite italiano, avrebbe risalito la Penisola con gli Alleati, non per fucilare ma per liberarci". Alberto Arbasino potrebbe riadattare su Furio una sua rimetta: "Quanto parlare, quanto figurare, quanto sbracciarsi, per risultati così scarsi".
(Copyright Dagospia.com 30-08-2000)
Contro il logorio della sinistra moderna, e nell'attesa che Berlusconi trasformi l'Italia in succursale di Arcore, in Canale Chigi, in Italia Ufo, non resta che "Maria", il ristorante terrazzato più amato dal radical-chic in quel di Capalbio. Svolazzanti come foglietti di "post-it", i Postumi di Sinistra si sono attovagliati per una "standing-ovulation" in onore di Furio Colombo, prossimo direttore dell'Unità recuperata dalla cordata di Dalai-Veltroni.
Anche se qualche giorno fa, il giornalista-scrittore-senatore diessino ha sussurrato in un intervento a Radio 24 di attendere il beneplacito del Comitato di Redazione e l'okkei degli azionisti, il più è fatto.
Quindi, tutti uniti per l'Unità bis. Posto a capotavola per Umberto Eco, appollaiato al centro il filososo Giacomo Maramao, risucchiato in un vortice di chiacchiere il letterato Enzo Golino, troneggiante il gran commis di Stato Fabiano Fabiani, arzigolante il metafisico Sebastiano Maffettone. Tutti scortati da lor signore. Tutti fatti oggetto di saluti rispettosi. Tutti sopraccigliati alla battuta vetero-marxista di un tavolo accanto: "Chissà come saranno felici gli operai di Mirafiori di avere come direttore dell'Unità l'uomo-Fiat...".
RITRATTO DI FURIO COLOMBO
di Pietrangelo Buttafuoco
Il pakistano. Così lo chiama l'Avvocato. E' anche un deluso dell'Ulivo. Tornare da New York per fare il peone. Sbarcare da laggiù per vedere Enzo Siciliano che gli soffia il posto in Rai. E poi si dice che il pettinatissimo Furio Colombo - piacevole piacione, devoto incassatore delle piccole cattiverie che gli riserva il suo amico Avvocato - sia diventato un deluso dell'Ulivo.
Clintoniano e veltroniano, Furio fu convinto via Internet, da Walter, a candidarsi alle elezioni. Venne poi dimenticato al momento delle nomine e diventò un illustre nemico di broncetto: "Ma perché mi hanno fatto venire dagli States?". E pensare che ce l'aveva messa tutta. Prima di precipitare in un singhiozzo intitolato "Il candidato. La politica senza il potere", ha provocato il brivido della poesia encomiastica.
"Se Walter fosse stato un soldato giapponese dimenticato su un'isola deserta, avrebbe cominciato a coltivare un campicello, scrutando pazientemente il cielo in attesa dell'arrivo di una presenza umana. Se fosse stato un soldato tedesco, avrebbe disertato. Se fosse stato un milite italiano, avrebbe risalito la Penisola con gli Alleati, non per fucilare ma per liberarci". Alberto Arbasino potrebbe riadattare su Furio una sua rimetta: "Quanto parlare, quanto figurare, quanto sbracciarsi, per risultati così scarsi".
(Copyright Dagospia.com 30-08-2000)