L'"ANTICO SMALTO" DI BERNABE' - WALTERSTEIN CRUDELE: NO ALLA SABINA DI PROFUMO
VELTRUSCONI AVRA' IL SUO GIORNALE: "IL RIFORMISTA" BY POLITO - ISTAT NELLA BUFERA
ENEL, RAZZISMO SPAGNOLO - GERONZI: ADDIO ALLA PARTECIPAZIONE IN FINMECCANICA

1 - ALLA RICERCA DELL'"ANTICO SMALTO" DI BERNABE'
È troppo presto per sparare su Bebè Bernabè, il manager che da appena 84 giorni è seduto alla guida di Telecom.
Che questa azienda non gli porti fortuna si era capito benissimo nel '98 quando, dopo pochi mesi dall'insediamento, dovette subire l'Opa di Colaninno e dei bresciani, ma insinuare - come ha fatto ieri Massimo Mucchetti sul "Corriere della Sera" - che "abbia perso l'antico smalto", non è un giudizio obiettivo, ma soltanto un segnale che arriva dagli azionisti (primo fra tutti BancaIntesa) delusi dall'andamento del titolo telefonico.

Bisogna aspettare il 7 marzo per valutare in modo meno approssimativo le intenzioni di Bebè Bernabè. In quel giorno si terrà l'Investor Day dove sarà presentato il piano industriale e si dirà una parola chiara sul livello di indebitamento del Gruppo che nel bilancio 2006 era di oltre 38 miliardi.

Certamente sono ore difficili per l'uomo di Vipiteno che si trova di fronte a due alternative: la prima riguarda la possibilità di tagliare il dividendo per il popolo degli azionisti che ha applaudito alla sua nomina e che adesso rischia l'ennesima doccia fredda con il taglio della cedola. La seconda potrebbe essere un aumento di capitale di almeno 1,5 miliardi, ma Franchino ha smentito seccamente questa ipotesi anche più di un analista ritiene che il valore stracciato del titolo Telecom in Borsa potrebbe favorire la sottoscrizione dei quattrini da parte di Telefonica, Benetton, Generali e degli altri soci bancari.

In queste ore Bebè Bernabè sta lavorando ventre a terra con i suoi collaboratori, primo fra tutti quello Stefano Pileri al quale ha affidato il compito di riorganizzare l'assetto tecnologico di Telecom. Ma c'è un uomo a Milano che lo aspetta al varco per un confronto che si terrà in settimana. Si chiama Francesco Pensato, è nato a Casalpusterlengo nel '47 e ha uffici lussuosi in via Brera. È un avvocato esperto di diritto societario e da parecchi anni rappresenta gli azionisti di Telecom che hanno sottoscritto i prestiti obbligazionari degli ultimi anni.

Nei giorni scorsi Pensato ha chiesto un appuntamento urgente con il boss di Telecom per avere chiarezza sul tema delicato del debito e sulla possibilità che l'azienda faccia fronte ai prestiti obbligazionari emessi per fare cassa. Nelle 75 pagine del bilancio 2006 si legge ad esempio che entro marzo scadono prestiti per un valore nominale di 4,2 miliardi, e quest'uomo nominato dal Tribunale di Milano a difesa dei risparmiatori, vuole avere la certezza che le condizioni economico-patrimoniali della società siano al riparo da qualsiasi sorpresa. Bebè Bernabè gliela darà questa certezza perché su questo punto non ci sono problemi, ma la richiesta di incontro dell'avvocato milanese è un altro segnale dell'inquietudine che serpeggia intorno a Telecom.

Dopo 84 giorni si aspetta il colpo d'ala di Bernabè e deve essere soprattutto di natura industriale. L'ipotesi di fusione tra TelecomItalia e Mediaset appare la più affascinante (non a caso Giuseppe Turani la riprende alla grande su "Affari&Finanza" di oggi senza citare, naturalmente, Dagospia che l'ha annusata), ma i tempi non sono affatto maturi e da Mediobanca, dove alcuni ritengono che il dossier sia allo studio, arrivano secche smentite. E non potrebbe essere altrimenti perché un matrimonio di questo genere si farà soltanto dopo il matrimonio politico di VeltruSconi.

2 - MARCEGAGLIA BULGARA
In queste ore decine di imprenditori stanno preparando le valige per l'ultima grande missione all'estero organizzata da Confindustria.
La meta questa volta è Città del Messico dove a partire da domani 180 industriali e i rappresentanti delle banche parteciperanno alla 20esima missione organizzata nei quattro anni di gestione Montezemolo. Dopodomani si terrà un grande forum economico con le autorità messicane, poi gli imprenditori si sposteranno a Monterrey, il centro industriale più importante del Messico, dove avranno luogo incontri dedicati alle aziende meccaniche, agroindustriali e a quelle che operano nelle infrastrutture.

Per Confindustria non ci sarà Luchino, ma saranno presenti Alberto Bombassei e Giuseppe Morandini, i due vicepresidenti che probabilmente non saranno riconfermati da Emma Marcegaglia. Il Montezemolone considera ormai chiusa la sua esperienza in viale dell'Astronomia e invece di gridare "Viva Mexico!", preferisce battere l'Italia per spiegare che la moretta di Mantova, Emma Marcegaglia, è la nuova attrazione di Confindustria. Non a caso sabato è scattata una specie di offensiva a tappeto sui principali quotidiani che, ripetendo lo stesso testo in maniera plateale, hanno esaltato il plebiscito bulgaro per la donna che segnerà una svolta nella storia di Confindustria. Il fascino della Marcegaglia è così forte da indurre Luigi Mastrobuono, attuale vicedirettore generale, a rinunciare alle dimissioni che sembravano scontate.

3 - IL VELTRUSCONI AVRA' IL SUO GIORNALE: "IL RIFORMISTA" BY POLITO
"Il Riformista", quotidiano fondato nell'ottobre 2002 da Claudio Velardi, ritorna alle origini, con molti soldi in più, con una veste editoriale del tutto simile a quella degli altri quotidiani, e con Antonio Polito, lo stesso direttore che lo guidò fin dalla nascita.

Sembra essere questo il destino del giornale che oggi è nelle mani dei fratelli Angelucci, gli stessi che hanno la proprietà di "Libero" e che hano pensato bene di non rilevare "l'Unità". Il progetto dei ricchi fratelli, proprietari di cliniche e di immobili, prevede un investimento di 30 milioni sulla testata che dovrà strizzare l'occhio a Veltroni e Berlusconi in una logica liberal-riformista.

Mentre il vecchio fondatore napoletano del giornale Claudio Velardi si imbarca come assessore nella Giunta del suo amico Bassolino, un altro giornalista di origine campana, Antonio Polito, si prepara a prendere il posto dell'attuale direttore Paolo Franchi. Come è noto nel 2006 Polito è stato eletto senatore nelle liste della Margherita, ma adesso non ha trovato sponsor per la sua candidatura. Con "Il Riformista" tornerà a divertirsi.



4 - ISTAT NELLA BUFERA
Nel palazzo umbertino dell'Istat, in via Cesare Balbo a due passi dal Viminale, sono ore di grande fibrillazione.
Il presidente Luigi Biggeri, l'economista e statistico 69enne che guida l'Istituto (fondato nel 1926), questa volta sembra aver dato i numeri. Numeri che riguardano l'inflazione, ma che hanno creato enorme sconcerto tra i ministri del governo e grande gioia nell'opposizione. I giornali e i telegiornali di fine settimana hanno parlato dell'inflazione al 2,9% registrata a gennaio con lo scatto più alto dal luglio 2001.

Ma accanto a questo indice il Biggeri (autore di oltre 100 lavori scientifici e presidente dell'Istat dal giugno 2001) ha avuto la brillante idea di fornire anche i dati relativi all'inflazione sui beni più diffusi, che è salita al 4,8. E qui è successo un gran casino perché i due indici (quello normale e quello relativo ai dati "sensibili") hanno creato enorme sconcerto.

All'ufficio stampa dell'Istat devono essersene resi conto subito e l'intelligente responsabile della comunicazione, Patrizia Cacioli (ex-giornalista) è corsa ai ripari con un'intervista al "Sole 24 Ore" dove il presidente Biggeri difende la "doppia" rilevazione. Ciò non ha impedito al giornale di picchiare in testa al 69enne economista. Così hanno fatto il quotidiano di Confindustria che ha parlato di ingenuità, mentre sul "Corriere della Sera" di oggi Dario Di Vico parla senza mezzi termini di "pasticcio delle due inflazioni".

Qualcuno sostiene che Biggeri abbia giocato per Berlusconi, mettendo in mora la politica del governo e cercando di recuperare terreno sul centrodestra che già nel 2002 voleva licenziarlo. È un'accusa precipitosa che non riesce comunque a dissipare le ombre sull'inflazione "fai da te" che molto probabilmente arriva addirittura al 6%.

5 - RAZZISMO SPAGNOLO CONTRO L'ENEL
Fulvio Conti, il manager dell'Enel con la voce baritonale, deve cercare di recuperare terreno in Spagna dove con l'aiuto di Prodi e Zapatero, ha conquistato la società elettrica Endesa.
Che l'Enel non sia amata a Madrid non è un mistero. Da quando con i soci iberici (di minoranza) di Acciona ha lanciato un'Opa su Endesa e ha sconfitto la concorrenza dei tedeschi di E.On, il Gruppo italiano è dipinto da alcune forze politiche (soprattutto della destra conservatrice) con toni ostili.

Conti viene raffigurato come l'esponente di un'azienda di Stato che con i fondi pubblici può permettersi di investire all'estero e di assumere il controllo di aziende importanti come Endesa. Nei giorni scorsi il malcontento è esploso durante una riunione a porte chiuse organizzata all'hotel Ritz di Madrid dal Circolo de Confiancia, un'associazione di alto profilo che riunisce 60 tra i più importanti industriali, banchieri e uomini della finanza iberica.

L'incontro doveva avere il massimo riserbo perché è abitudine dei soci parlare in quella sede di economia con la massima sincerità e confidenza. Ma dalle porte dell'hotel Ritz è filtrata una dichiarazione durissima di Esperanza Aguirre, la donna presidente della Comunidad de Madrid, l'istituzione autonoma che raggruppa i comuni del territorio metropolitano della capitale spagnola.

Esperanza è una delle figure politiche più note di tutto il Paese. Esponente del Partido Popular, fedelissima dell'ex-premier Aznar, è stata la prima donna a diventare presidente del Senato e la prima a ricoprire la carica di ministro. La "sparata" dell'Aguirre contro Conti e l'Enel è dirompente e al limite del razzismo perché con tono fermo ha detto: "una vera disgrazia che il Paese rinunci a un gruppo energetico e strategico come Endesa. E poi, perché darla proprio agli italiani?, fossero stati almeno tedeschi.".

6 - PERCHE' GERONZI HA VENDUTO LA PARTECIPAZIONE DI MEDIOBANCA IN FINMECCANICA?
Avviso ai navigati/1 - Perché Mediobanca ha venduto dieci giorni fa la sua partecipazione (con due esponenti nel CdA) in Finmeccanica? Perché Geronzi ha rifilato tale dolore al presidente Guarguaglini, ad appena un mese dal rinnovo della carica?

7 - VELTRONI, NO ALLA MOGLIE DI PROFUMO
Avviso ai navigati/2 - Disperazione in casa Profumo: a quanto pare, malgrado l'endorsement in gloria del centrosinistra, il magico Veltroni non ha nessuna intenzione di candidare Sabina Ratti, la "marita" del presidente magno di Unicredit. Ed ora i telefoni brontolano come una pila di fagioli.


Dagospia 25 Febbraio 2008