GUARGUAGLINI NON SA PARLARE (IN TV) - SAVIANO, UN TRUMAN SHOW A CASERTA
E PASSERA È COSTRETTO A INGOIARE IL ROSPO AIR FRANCE - CAZZOLA CHE FIERE
UN PAESE SENZA COLAO - CONFINDUSTRIA, SCOPPIA LA GUERRA DELLE BOLLICINE
E PASSERA È COSTRETTO A INGOIARE IL ROSPO AIR FRANCE - CAZZOLA CHE FIERE
UN PAESE SENZA COLAO - CONFINDUSTRIA, SCOPPIA LA GUERRA DELLE BOLLICINE
1 - VIETATE LA TV A GUARGUAGLINI: NON SA PARLARE - PARODOSSI: UN ITALIANO (COLAO) COMPRA L'ULTIMA ROCCAFORTE DELLE TELECOMUNICAZIONI IN ITALIA.
Nel pomeriggio di lunedì, la Festa della Repubblica, Pierfrancesco Guarguaglini il comandante supremo di Finmeccanica ha fatto qualcosa che non avrebbe dovuto fare.
Intorno alle 18 il manager 71enne di Castagneto Carducci è apparso sul canale giornalistico di Sky per un confronto di idee con l'opinionista del "Corriere della Sera" Massimo Mucchetti. Per fortuna a quell'ora gli italiani stavano tornando dal lungo ponte e pochi hanno assistito all'esibizione penosa di Guarguaglini che è un bravissimo manager, ma non sa assolutamente parlare.
Eppure nei suoi confronti c'era stata nello stesso giorno molta ammirazione perché ai Fori imperiali era sfilato un piccolo campionario di quell'industria della Difesa che fa brillare gli occhi al Cavaliere di Arcore e sfrigolare il pizzo a Ignazio La Russa. In fin dei conti bisogna avere una certa gratitudine per il Guarguaglini balbettante che il 2 giugno ha tentato in televisione di spiegare che la produzione di armi ha un significato benefico.
Quello della difesa rimane uno dei pochi pezzi di industria italiana che non se ne vanno all'estero, mentre altri stanno per finire in mani straniere.
In queste ore si sta decidendo l'acquisto di Tiscali da parte di Vodafone, un'operazione che farà emigrare definitivamente dall'Italia il mondo delle telecomunicazioni.
Dopo la chimica, la siderurgia, la farmaceutica, le biotecnologie e gran parte dell'informatica, gli stranieri hanno ormai conquistato le roccaforti della telefonia fissa e mobile. Il primo è stato nel 2005 il faraone Sawiris che ha comprato Wind dall'Enel sulla base di accordi e intermediazioni che ancora aspettano la luce. Ieri comunque Sawiris ha ceduto il 13% della sua Holding Weather che controlla Wind e Orascom in modo da rimborsare un miliardo di euro all'Enel.
L'anno dell'esodo è stato però il 2007 quando Silvio Scaglia, fondatore e principale socio di Fastweb, dopo aver smentito qualsiasi cessione, si è visto arrivare un avviso di garanzia della Procura di Roma per false fatturazioni, e ha venduto il suo gioiello agli svizzeri di Swiss.com. Dopo Fastweb è stata la volta di Telecom con gli spagnoli di Telefonica che nell'aprile 2007 hanno piantato la bandierina a Milano pagando a Marco Tronchetti Provera un prezzo altissimo.
Adesso gli spagnoli stanno a guardare e oggi si riuniscono con Franchino Bernabè nel Comitato esecutivo, ma sanno bene che dalla riunione non uscirà nessun miracolo. Il manager di Vipiteno presenta il suo piano di riorganizzazione interna dove sembra che il fedele Oscar Cicchetti avrà il ruolo di guida di due aree operative. Gli spagnoli non hanno ancora alzato la voce e sono grati alla Banca Europea degli Investimenti che ha deciso un finanziamento di 200 milioni di euro a favore di Tim Brasil.
La scalata degli stranieri "telefonici" sta comunque per arrivare alla conclusione finale con l'acquisto di Tiscali da parte di Vodafone dove Colao Meravigliao ha conquistato il comando.
La conclusione della parabola che è cominciata con le intuizioni di Adriano Olivetti e Carlo De Benedetti, è paradossale: un italiano (Colao) compra l'ultima roccaforte delle telecomunicazioni in Italia.
2 - E ORA PASSERA SARÀ COSTRETTO A INGOIARE IL ROSPO AIRFRANCE
Da ieri c'è un altro pezzo dell'industria italiana che sta per prendere la via dell'estero.
È l'Alitalia, la disastrata Compagnia di bandiera di cui hanno parlato con l'identica statura di statisti, il Cavaliere di Palazzo Chigi e il marito di Carla Bruni. Dopo 18 mesi di tormentone il pallino sembra ritornare al punto di inizio, cioè a quella AirFrance che agli occhi degli analisti seri è sempre parsa l'unica soluzione.
E qui si apre un delicato problema per l'advisor Corradino Passera che a fine maggio è stato incaricato dal Governo di cercare la quadratura del cerchio. Nessuno ha detto quale sarà il compenso di BancaIntesa per questo ruolo di consulenza finanziaria che dovrebbe squarciare il velo sui conti della Compagnia. E nessuno ha scritto che questa Compagnia è davvero una strana società per azioni dove c'è un presidente e un consiglio di amministrazione (oltre ad una società di certificazione) che nascondono i numeri e hanno bisogno di un advisor.
Per Corradino ex-McKinsey si tratta adesso di ingoiare il rospo AirFrance che Berlusconi e Sarkozy hanno tirato fuori nella loro conferenza stampa. Nelle orecchie ci sono ancora le dichiarazioni di Passera quando pochi mesi fa si opponeva alla "svendita" di Alitalia e metteva il suo cuore nelle mani di AirOne, la compagnia di Carlo Toto che è sempre apparsa inadeguata a sostenere il salvataggio.
È molto probabile che l'advisor di BancaIntesa pratichi la strada segnata dal genio di Sondrio, Giulietto Tremonti, e cerchi di costituire una newco nella quale possano confluire i 45 capitani coraggiosi e senza soldi (raccattati da Bruno Ermolli), le Fondazioni che straripano di denari, e la stessa AirOne con un ruolo marginale.
Oggi Carlo Toto lancerà squilli di tromba nella conferenza stampa con il capo di Airbus, Thomas Enders, per annunciare il potenziamento della flotta, ma è un'impresa vana perché tutti sanno che la sua borsa ha corde molto strette e i nuovi Airbus sono in leasing. Il quadro complessivo rimane confuso e a rendere ancora più incerta la partita sono le voci che vorrebbero Roberto Colaninno capo-cordata dell'operazione. Più volte l'imprenditore di Mantova ha dichiarato di non voler mettere i quattrini dentro un'operazione avventurosa, e oggi gli mancano quegli appoggi di Lehman Brothers e di D'Alema che furono determinanti nell'Opa del 2001 per conquistare Telecom.
Tra l'altro Colaninno deve vedersela in casa con l'ombra del figlio Matteo che è diventato ministro nel governo fantasma di WalterEgo Veltroni. Proprio ieri in un incontro a Palermo con i giornalisti il ragazzo-deputato ha tuonato nel suo piccolo contro il prestito ponte concesso dal governo all'Alitalia. E questo segnale dovrebbe far capire che il patron della Piaggio non ha alcuna voglia di bruciarsi le ali.
3 - SAVIANO, TRUMAN SHOW A CASERTA
Ha destato scalpore l'anticipazione di Dagospia sul nuovo libro di Roberto Saviano, il giovane autore di "Gomorra".
Sia a "Repubblica" che alla Mondadori si nega che lo scrittore abbia bisogno di affidare i suoi articoli e le sue opere a mani capaci di rifinire la sua fatica giornalistica e letteraria.
La lettera inviata ieri a Dagospia dalla direzione di "Repubblica" è affettuosa e lapidaria, e dice: "l'unica cosa ci lamentiamo riguardo a Saviano è che i suoi articoli sono troppo pochi perché funzionano talmente bene che ne vorremmo di più".
È una lettera strana che forse avrebbe bisogno di un editing particolare perché nella sua concisione fa passare gli articoli di Saviano come motori di frigoriferi che "funzionano" bene al punto da desiderarne altri.
Da parte sua il responsabile per la Narrativa italiana di Mondatori, Antonio Franchini, nega qualsiasi "intervento straordinario sull'opera di Saviano" e definisce ridicola oltre che maligna la notizia delle "due mani".
Nella sua infinita miseria Dagospia conferma tutto e non trova alcuna smentita alla notizia principale che riguarda il nuovo libro sul quale l'autore di "Gomorra" sta lavorando. Anzi, si può aggiungere che Roberto Saviano ha fatto un'infinità di interviste nell'Azienda Ospedaliera S. Anna e S. Sebastiano di Caserta dove si trovano dati allucinanti sulle malattie tumorali e sui veleni da rifiuti tossici. Il metodo di Saviano è identico a quello di Truman Capote che nel 1966 pubblicò "A sangue freddo" dopo aver vissuto per lunghi mesi nel Kansas per raccogliere notizie sui due assassini di una famiglia.
L'unica differenza è che si chiamava Truman Capote.
4 - LE FIERE DI CAZZOLA
Molti giornali rilanciano la notizia che Alfredo Cazzola, l'industriale bolognese, potrebbe sfidare Cofferati per la poltrona di sindaco.
Se questo è vero l'ex-sindaco macellaio Giorgio Guazzaloca che ha già raccolto 20mila firme di sostenitori per ripresentarsi a Palazzo D'Accursio, rischia un nuovo infarto. Eppure un fondamento c'è perché Cazzola è l'uomo che è riuscito a riportare la maglietta rossoblu in serie A tra l'entusiasmo della sinistra e della destra bolognese.
L'uomo ha 58 anni ed è famoso per la sua attività nel campo delle fiere. Attraverso la società Promotor aveva messo le mani sul Motor Show e sul Lingotto di Torino, ma prima aveva comprato altre fiere in giro per l'Italia e lo Smau. Quest'ultimo è il Salone delle tecnologie che nel corso degli anni è andato declinando e per la seconda volta consecutiva nel giro di 12 mesi ha cambiato proprietà.
Alla fine di aprile infatti la Promotor International che Cazzola aveva venduto per 50 milioni di euro ai francesi del gruppo GL Events di Lione, ha sottoscritto un accordo con cui cede il 49% di Promotor Ict alla Fimac della famiglia Macola e si impegna entro un anno a vendere anche il restante 51% della scatola societaria cui fa capo lo Smau. Intanto l'agenzia Armando Testa si è aggiudicata il budget per pubblicizzare la 45esima edizione dello Smau che si terrà dal 15 al 18 ottobre prossimo a FieraMilano City.
All'intraprendente Cazzola queste vicende non interessano più. Adesso aspetta che dopo la benedizione di Forza Italia e di Casini anche An gli dia via libera per cancellare Cofferati dalla memoria dei bolognesi.
5 - IN CONFINDUSTRIA È SCOPPIATA LA GUERRA DELL'ACQUA MINERALE
Il settore delle acque minerali è rappresentato a viale dell'Astronomia da Mineracque, l'associazione presieduta da Ettore Fortuna, ex-direttore generale della Borsa Valori di Milano. A contestare la politica di Mineracque è Fonti di Vinadio, la società di Cuneo che produce con lo stesso marchio le acque Sant'Anna.
Fonti di Vinadio è stata fondata nel 1996 dal torinese Alberto Bertoni e sfruttando le fonti sulle Alpi marittime è già arrivata a fatturare 150 milioni di euro. Ma la società, che non aderisce a Confindustria, ha avuto un trattamento di particolare riguardo proprio dal quotidiano "Il Sole 24 Ore" diretto da Flebuccio De Bortoli e di proprietà degli imprenditori. In uno "speciale" dedicato al Piemonte, il giornale di Confindustria ha pubblicato un articolo meraviglioso a Fonti di Vinadio perché l'acqua Sant'Anna è un inserzionista molto importante.
A questo punto il presidente di Mineracque, Fortuna, è saltato sulla sedia e ha scritto una lettera di fuoco a De Bortoli che è stata confinata in una delle ultime pagine interne. Nel suo testo Fortuna ricorda come già nel 2006 Fonti di Vinadio sia stata condannata dall'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria per pubblicità ingannevole poiché vende sul mercato due tipi di acque Sant'Anna che hanno caratteristiche uguali.
Inoltre viene contestato l'annuncio del prossimo lancio di una bottiglia in Pla (acido lattico proveniente dal mais) completamente biodegradabile, mentre secondo Mineracque il Pla "è un polimero che non dà adeguate garanzie di conservazione, né può contenere acqua gassata". Anche questo succede in Confindustria.
Dagospia 04 Giugno 2008
Nel pomeriggio di lunedì, la Festa della Repubblica, Pierfrancesco Guarguaglini il comandante supremo di Finmeccanica ha fatto qualcosa che non avrebbe dovuto fare.
Intorno alle 18 il manager 71enne di Castagneto Carducci è apparso sul canale giornalistico di Sky per un confronto di idee con l'opinionista del "Corriere della Sera" Massimo Mucchetti. Per fortuna a quell'ora gli italiani stavano tornando dal lungo ponte e pochi hanno assistito all'esibizione penosa di Guarguaglini che è un bravissimo manager, ma non sa assolutamente parlare.
Eppure nei suoi confronti c'era stata nello stesso giorno molta ammirazione perché ai Fori imperiali era sfilato un piccolo campionario di quell'industria della Difesa che fa brillare gli occhi al Cavaliere di Arcore e sfrigolare il pizzo a Ignazio La Russa. In fin dei conti bisogna avere una certa gratitudine per il Guarguaglini balbettante che il 2 giugno ha tentato in televisione di spiegare che la produzione di armi ha un significato benefico.
Quello della difesa rimane uno dei pochi pezzi di industria italiana che non se ne vanno all'estero, mentre altri stanno per finire in mani straniere.
In queste ore si sta decidendo l'acquisto di Tiscali da parte di Vodafone, un'operazione che farà emigrare definitivamente dall'Italia il mondo delle telecomunicazioni.
Dopo la chimica, la siderurgia, la farmaceutica, le biotecnologie e gran parte dell'informatica, gli stranieri hanno ormai conquistato le roccaforti della telefonia fissa e mobile. Il primo è stato nel 2005 il faraone Sawiris che ha comprato Wind dall'Enel sulla base di accordi e intermediazioni che ancora aspettano la luce. Ieri comunque Sawiris ha ceduto il 13% della sua Holding Weather che controlla Wind e Orascom in modo da rimborsare un miliardo di euro all'Enel.
L'anno dell'esodo è stato però il 2007 quando Silvio Scaglia, fondatore e principale socio di Fastweb, dopo aver smentito qualsiasi cessione, si è visto arrivare un avviso di garanzia della Procura di Roma per false fatturazioni, e ha venduto il suo gioiello agli svizzeri di Swiss.com. Dopo Fastweb è stata la volta di Telecom con gli spagnoli di Telefonica che nell'aprile 2007 hanno piantato la bandierina a Milano pagando a Marco Tronchetti Provera un prezzo altissimo.
Adesso gli spagnoli stanno a guardare e oggi si riuniscono con Franchino Bernabè nel Comitato esecutivo, ma sanno bene che dalla riunione non uscirà nessun miracolo. Il manager di Vipiteno presenta il suo piano di riorganizzazione interna dove sembra che il fedele Oscar Cicchetti avrà il ruolo di guida di due aree operative. Gli spagnoli non hanno ancora alzato la voce e sono grati alla Banca Europea degli Investimenti che ha deciso un finanziamento di 200 milioni di euro a favore di Tim Brasil.
La scalata degli stranieri "telefonici" sta comunque per arrivare alla conclusione finale con l'acquisto di Tiscali da parte di Vodafone dove Colao Meravigliao ha conquistato il comando.
La conclusione della parabola che è cominciata con le intuizioni di Adriano Olivetti e Carlo De Benedetti, è paradossale: un italiano (Colao) compra l'ultima roccaforte delle telecomunicazioni in Italia.
2 - E ORA PASSERA SARÀ COSTRETTO A INGOIARE IL ROSPO AIRFRANCE
Da ieri c'è un altro pezzo dell'industria italiana che sta per prendere la via dell'estero.
È l'Alitalia, la disastrata Compagnia di bandiera di cui hanno parlato con l'identica statura di statisti, il Cavaliere di Palazzo Chigi e il marito di Carla Bruni. Dopo 18 mesi di tormentone il pallino sembra ritornare al punto di inizio, cioè a quella AirFrance che agli occhi degli analisti seri è sempre parsa l'unica soluzione.
E qui si apre un delicato problema per l'advisor Corradino Passera che a fine maggio è stato incaricato dal Governo di cercare la quadratura del cerchio. Nessuno ha detto quale sarà il compenso di BancaIntesa per questo ruolo di consulenza finanziaria che dovrebbe squarciare il velo sui conti della Compagnia. E nessuno ha scritto che questa Compagnia è davvero una strana società per azioni dove c'è un presidente e un consiglio di amministrazione (oltre ad una società di certificazione) che nascondono i numeri e hanno bisogno di un advisor.
Per Corradino ex-McKinsey si tratta adesso di ingoiare il rospo AirFrance che Berlusconi e Sarkozy hanno tirato fuori nella loro conferenza stampa. Nelle orecchie ci sono ancora le dichiarazioni di Passera quando pochi mesi fa si opponeva alla "svendita" di Alitalia e metteva il suo cuore nelle mani di AirOne, la compagnia di Carlo Toto che è sempre apparsa inadeguata a sostenere il salvataggio.
È molto probabile che l'advisor di BancaIntesa pratichi la strada segnata dal genio di Sondrio, Giulietto Tremonti, e cerchi di costituire una newco nella quale possano confluire i 45 capitani coraggiosi e senza soldi (raccattati da Bruno Ermolli), le Fondazioni che straripano di denari, e la stessa AirOne con un ruolo marginale.
Oggi Carlo Toto lancerà squilli di tromba nella conferenza stampa con il capo di Airbus, Thomas Enders, per annunciare il potenziamento della flotta, ma è un'impresa vana perché tutti sanno che la sua borsa ha corde molto strette e i nuovi Airbus sono in leasing. Il quadro complessivo rimane confuso e a rendere ancora più incerta la partita sono le voci che vorrebbero Roberto Colaninno capo-cordata dell'operazione. Più volte l'imprenditore di Mantova ha dichiarato di non voler mettere i quattrini dentro un'operazione avventurosa, e oggi gli mancano quegli appoggi di Lehman Brothers e di D'Alema che furono determinanti nell'Opa del 2001 per conquistare Telecom.
Tra l'altro Colaninno deve vedersela in casa con l'ombra del figlio Matteo che è diventato ministro nel governo fantasma di WalterEgo Veltroni. Proprio ieri in un incontro a Palermo con i giornalisti il ragazzo-deputato ha tuonato nel suo piccolo contro il prestito ponte concesso dal governo all'Alitalia. E questo segnale dovrebbe far capire che il patron della Piaggio non ha alcuna voglia di bruciarsi le ali.
3 - SAVIANO, TRUMAN SHOW A CASERTA
Ha destato scalpore l'anticipazione di Dagospia sul nuovo libro di Roberto Saviano, il giovane autore di "Gomorra".
Sia a "Repubblica" che alla Mondadori si nega che lo scrittore abbia bisogno di affidare i suoi articoli e le sue opere a mani capaci di rifinire la sua fatica giornalistica e letteraria.
La lettera inviata ieri a Dagospia dalla direzione di "Repubblica" è affettuosa e lapidaria, e dice: "l'unica cosa ci lamentiamo riguardo a Saviano è che i suoi articoli sono troppo pochi perché funzionano talmente bene che ne vorremmo di più".
È una lettera strana che forse avrebbe bisogno di un editing particolare perché nella sua concisione fa passare gli articoli di Saviano come motori di frigoriferi che "funzionano" bene al punto da desiderarne altri.
Da parte sua il responsabile per la Narrativa italiana di Mondatori, Antonio Franchini, nega qualsiasi "intervento straordinario sull'opera di Saviano" e definisce ridicola oltre che maligna la notizia delle "due mani".
Nella sua infinita miseria Dagospia conferma tutto e non trova alcuna smentita alla notizia principale che riguarda il nuovo libro sul quale l'autore di "Gomorra" sta lavorando. Anzi, si può aggiungere che Roberto Saviano ha fatto un'infinità di interviste nell'Azienda Ospedaliera S. Anna e S. Sebastiano di Caserta dove si trovano dati allucinanti sulle malattie tumorali e sui veleni da rifiuti tossici. Il metodo di Saviano è identico a quello di Truman Capote che nel 1966 pubblicò "A sangue freddo" dopo aver vissuto per lunghi mesi nel Kansas per raccogliere notizie sui due assassini di una famiglia.
L'unica differenza è che si chiamava Truman Capote.
4 - LE FIERE DI CAZZOLA
Molti giornali rilanciano la notizia che Alfredo Cazzola, l'industriale bolognese, potrebbe sfidare Cofferati per la poltrona di sindaco.
Se questo è vero l'ex-sindaco macellaio Giorgio Guazzaloca che ha già raccolto 20mila firme di sostenitori per ripresentarsi a Palazzo D'Accursio, rischia un nuovo infarto. Eppure un fondamento c'è perché Cazzola è l'uomo che è riuscito a riportare la maglietta rossoblu in serie A tra l'entusiasmo della sinistra e della destra bolognese.
L'uomo ha 58 anni ed è famoso per la sua attività nel campo delle fiere. Attraverso la società Promotor aveva messo le mani sul Motor Show e sul Lingotto di Torino, ma prima aveva comprato altre fiere in giro per l'Italia e lo Smau. Quest'ultimo è il Salone delle tecnologie che nel corso degli anni è andato declinando e per la seconda volta consecutiva nel giro di 12 mesi ha cambiato proprietà.
Alla fine di aprile infatti la Promotor International che Cazzola aveva venduto per 50 milioni di euro ai francesi del gruppo GL Events di Lione, ha sottoscritto un accordo con cui cede il 49% di Promotor Ict alla Fimac della famiglia Macola e si impegna entro un anno a vendere anche il restante 51% della scatola societaria cui fa capo lo Smau. Intanto l'agenzia Armando Testa si è aggiudicata il budget per pubblicizzare la 45esima edizione dello Smau che si terrà dal 15 al 18 ottobre prossimo a FieraMilano City.
All'intraprendente Cazzola queste vicende non interessano più. Adesso aspetta che dopo la benedizione di Forza Italia e di Casini anche An gli dia via libera per cancellare Cofferati dalla memoria dei bolognesi.
5 - IN CONFINDUSTRIA È SCOPPIATA LA GUERRA DELL'ACQUA MINERALE
Il settore delle acque minerali è rappresentato a viale dell'Astronomia da Mineracque, l'associazione presieduta da Ettore Fortuna, ex-direttore generale della Borsa Valori di Milano. A contestare la politica di Mineracque è Fonti di Vinadio, la società di Cuneo che produce con lo stesso marchio le acque Sant'Anna.
Fonti di Vinadio è stata fondata nel 1996 dal torinese Alberto Bertoni e sfruttando le fonti sulle Alpi marittime è già arrivata a fatturare 150 milioni di euro. Ma la società, che non aderisce a Confindustria, ha avuto un trattamento di particolare riguardo proprio dal quotidiano "Il Sole 24 Ore" diretto da Flebuccio De Bortoli e di proprietà degli imprenditori. In uno "speciale" dedicato al Piemonte, il giornale di Confindustria ha pubblicato un articolo meraviglioso a Fonti di Vinadio perché l'acqua Sant'Anna è un inserzionista molto importante.
A questo punto il presidente di Mineracque, Fortuna, è saltato sulla sedia e ha scritto una lettera di fuoco a De Bortoli che è stata confinata in una delle ultime pagine interne. Nel suo testo Fortuna ricorda come già nel 2006 Fonti di Vinadio sia stata condannata dall'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria per pubblicità ingannevole poiché vende sul mercato due tipi di acque Sant'Anna che hanno caratteristiche uguali.
Inoltre viene contestato l'annuncio del prossimo lancio di una bottiglia in Pla (acido lattico proveniente dal mais) completamente biodegradabile, mentre secondo Mineracque il Pla "è un polimero che non dà adeguate garanzie di conservazione, né può contenere acqua gassata". Anche questo succede in Confindustria.
Dagospia 04 Giugno 2008