MIELISSIMO IN SINTESI - UN CONTRIBUTO ESSENZIALE ALLA RIDEFINIZIONE DEL CONCETTO POSITIVISTA DI "PARACULISMO MULTIPLEX".
Da Il Foglio
Segnali di disponibilità tra gli indisponibili per la presidenza della Rai. Ci sono stati segnali di indisponibili oppositori presso i garanti e anche segnali di indisponibili garanti presso l'opposizione. C'è stato di tutto. Senza alcun dubbio segnali ha dato Paolo Mieli - disinteressato garante dell'establishment presso la sinistra, già evocato come presidente modello - che al quotidiano cattolico Avvenire ha consegnato un'intervista dove contemporaneamente e simultaneamente s'è rivelato pacifico ma dispostissimo a guardare "all'iniziativa americana senza pregiudizi negativi", laico ma dispostissimo a credere ai miracoli, ebreo per parte di padre ma dispostissimo a fare anche il cattolico, digiunatore ma dispostissimo a fare merenda se è necessario avendo egli sentito "il dovere di dire di sì" al Papa e così trovarsi "in compagnia di una responsabilità", quale
che sia, purché di garanzia.
Infatti, Mieli che è il disinteressato garante dell'establishment presso la Rai oltre che presso la sinistra (e presso la destra) da "presidente modello" è diventato un modello di presidente: apprezza Antonio Socci ma contemporaneamente e simultaneamente Michele Santoro, su tutti certamente preferisce Giovanni Floris, attende il ritorno in video di Enzo Biagi ma contemporaneamente e simultaneamente anche quello di Max e Tux, ascolta con cura i pomeriggi di Alda D'Eusanio ma contemporaneamente e simultaneamente osserva Maria De Filippi (non si sa mai), non disdegna né Monica Setta né il travestito di Vittorio Sgarbi (né Sgarbi stesso se si travestisse, né la fidanzata di Sgarbi già impegnata su RaiSat) né infine la bulgara Michelle Bonev pur sconfessando, lui che è disinteressato garante, il proclama censorio di Sofia. Gli piace Angelo Bucarelli che dà lezioni d'eleganza a Unomattina, ma contemporaneamente e simultaneamente gli piace Claudio Amendola che dà lezioni di brutale e verace umanità.
Batti e ribatti, senza se e senza ma, all'ora che più gli aggrada, Mieli farà tornare Pierluigi Battista, spiacente di non poter tenere al suo posto Marcello Veneziani che tanto, messo com'era, incorporato tra i cartoni animati, non lo vedevano in tanti, meglio garantire nel Consiglio di amministrazione che farsi fottere in video.
Segnali di disponibilità tra gli indisponi-bili per la presidenza della Rai. Senza alcun dubbio segnali di disponibilità indisponibile ha dato Umberto Eco, già evoca-to come presidente modello (pur di scongiurare un ritorno di Enzo Siciliano) che da quindici giorni a questa parte non fa altro che seminari su Pavel Florenskij, la metafisica delle immagini, la luce e le icone e tra il dire e il fare, butta lì, nel discorso, la bolognesissima Madonna di San Luca (la stessa invocata da Pier Ferdinando Casini fresco presidente della Camera dei deputati), la Lottomatica e la piadina.
Segnali di disponibilità tra gli indisponi-bili per la presidenza della Rai. Senza alcun dubbio segnali di disponibilità indisponibile ha dato Marcello Sorgi, il direttore della Stampa detto anche "il prefatore" che, nelle stanze giuste, timidamente s'è informato se per caso ci fossero libri di Marcello Pera o di Pier Ferdinando Casini cui fare una prefazioncina.
Segnali di disponibilità tra gli indisponibili per la presidenza della Rai. Senza alcun dubbio segnali di disponibilità indisponibile ha dato Piero Ostellino che, preso nel sonno, nel dubbio ha messo un ulteriore dubbio, dubitando che potesse scappare l'occasione buona per fare finalmente un editoriale sul Corriere della Sera. Senza dubbi. E segnali di indisponibilità disponibile ha dato Giovanni Sartori pretendendo per sé lo status di irricevibile homo videns. Disponibilissima infine Barbara Palombelli (in quota Ds) pronta a fare il suo trasloco dalla radio alla tv assieme a Ignazio o, eventualmente, Fiorello (entrambi in quota An)
Dagospia.com 10 Marzo 2003
Segnali di disponibilità tra gli indisponibili per la presidenza della Rai. Ci sono stati segnali di indisponibili oppositori presso i garanti e anche segnali di indisponibili garanti presso l'opposizione. C'è stato di tutto. Senza alcun dubbio segnali ha dato Paolo Mieli - disinteressato garante dell'establishment presso la sinistra, già evocato come presidente modello - che al quotidiano cattolico Avvenire ha consegnato un'intervista dove contemporaneamente e simultaneamente s'è rivelato pacifico ma dispostissimo a guardare "all'iniziativa americana senza pregiudizi negativi", laico ma dispostissimo a credere ai miracoli, ebreo per parte di padre ma dispostissimo a fare anche il cattolico, digiunatore ma dispostissimo a fare merenda se è necessario avendo egli sentito "il dovere di dire di sì" al Papa e così trovarsi "in compagnia di una responsabilità", quale
che sia, purché di garanzia.
Infatti, Mieli che è il disinteressato garante dell'establishment presso la Rai oltre che presso la sinistra (e presso la destra) da "presidente modello" è diventato un modello di presidente: apprezza Antonio Socci ma contemporaneamente e simultaneamente Michele Santoro, su tutti certamente preferisce Giovanni Floris, attende il ritorno in video di Enzo Biagi ma contemporaneamente e simultaneamente anche quello di Max e Tux, ascolta con cura i pomeriggi di Alda D'Eusanio ma contemporaneamente e simultaneamente osserva Maria De Filippi (non si sa mai), non disdegna né Monica Setta né il travestito di Vittorio Sgarbi (né Sgarbi stesso se si travestisse, né la fidanzata di Sgarbi già impegnata su RaiSat) né infine la bulgara Michelle Bonev pur sconfessando, lui che è disinteressato garante, il proclama censorio di Sofia. Gli piace Angelo Bucarelli che dà lezioni d'eleganza a Unomattina, ma contemporaneamente e simultaneamente gli piace Claudio Amendola che dà lezioni di brutale e verace umanità.
Batti e ribatti, senza se e senza ma, all'ora che più gli aggrada, Mieli farà tornare Pierluigi Battista, spiacente di non poter tenere al suo posto Marcello Veneziani che tanto, messo com'era, incorporato tra i cartoni animati, non lo vedevano in tanti, meglio garantire nel Consiglio di amministrazione che farsi fottere in video.
Segnali di disponibilità tra gli indisponi-bili per la presidenza della Rai. Senza alcun dubbio segnali di disponibilità indisponibile ha dato Umberto Eco, già evoca-to come presidente modello (pur di scongiurare un ritorno di Enzo Siciliano) che da quindici giorni a questa parte non fa altro che seminari su Pavel Florenskij, la metafisica delle immagini, la luce e le icone e tra il dire e il fare, butta lì, nel discorso, la bolognesissima Madonna di San Luca (la stessa invocata da Pier Ferdinando Casini fresco presidente della Camera dei deputati), la Lottomatica e la piadina.
Segnali di disponibilità tra gli indisponi-bili per la presidenza della Rai. Senza alcun dubbio segnali di disponibilità indisponibile ha dato Marcello Sorgi, il direttore della Stampa detto anche "il prefatore" che, nelle stanze giuste, timidamente s'è informato se per caso ci fossero libri di Marcello Pera o di Pier Ferdinando Casini cui fare una prefazioncina.
Segnali di disponibilità tra gli indisponibili per la presidenza della Rai. Senza alcun dubbio segnali di disponibilità indisponibile ha dato Piero Ostellino che, preso nel sonno, nel dubbio ha messo un ulteriore dubbio, dubitando che potesse scappare l'occasione buona per fare finalmente un editoriale sul Corriere della Sera. Senza dubbi. E segnali di indisponibilità disponibile ha dato Giovanni Sartori pretendendo per sé lo status di irricevibile homo videns. Disponibilissima infine Barbara Palombelli (in quota Ds) pronta a fare il suo trasloco dalla radio alla tv assieme a Ignazio o, eventualmente, Fiorello (entrambi in quota An)
Dagospia.com 10 Marzo 2003