EL PUBE DE ORO
LA SEGRETA VITA SESSUALE DI DIEGO ARMANDO MARADONA
LA SEGRETA VITA SESSUALE DI DIEGO ARMANDO MARADONA
Ha lasciato Roma naturalmente incazzato. Uno, ingenuo, pensa all'accoglienza della Finanza all'aeroporto della Malpensa, trattato come un Al Cafone, assediato al pari di un Totò Riina e Provenzano messi insieme (commenterà Ottaviano Del Turco, ministro della Finanze: "Sembrava quasi la consegna di un premio Oscar").
Invece, Maradona ce l'aveva con la gravissima scarsità di vita sessuale di Roma, dove è approdato in compagnia del sodale manager Guillermo Coppola, del guardaspalle Orazio e di Marcello Simonian, manager del sito calcistico dodici.com; e inseguito in ogni dove dal sudamerinologo Gianni Minà. All'Hilton dopo aver chiesto uno sconto, scambiato una maglietta con Leonardo Di Caprio, incontrato Raffaella Carrà vogliosa di portarselo a Sanremo, Dieguito ha domandato tre cose: sesso, sesso, sesso. Anche estremo: trans, viados, Platinette, eccetera. Deluso dall'"offerta" italica, ha riparato le stanche membra in Germania. Riuscirà Amburgo a soddisfare la voracità di coca & sesso del Pube de Oro?
Dal figlio naturale alla Heather Parisi effervescente, passando per "femminielli" in alberghetti di seconda categoria, tutta la vita partenopea e parte italiana di Maradona è una maratona libidinale, al limite di un'ossessione perforante . Sniffare e trombare, trombare e sniffare, sniffare e trombare. Ripercorriamo la segreta vita erotica del mito bipede del San Paolo.
Un orecchino, una capigliatura da giungla, un sorriso alternato a smorfie ingrugnite e serissime. Maradona non è uno straniero autentico: è piuttosto il supremo prodotto-simbolo di un "cantanapoli" transoceanico, santino mobile di una città-nazione solitaria e anomala. La storia della sua ascesa e della sua caduta è fatta di gol e zoccole, di sangue caldo e polvere bianca, di miliardi e amicizie pericolose.
Fuori del campo, il minuscolo pallonaro non ha mai smentito di andare pazzo per le divagazioni erotiche, le evasioni sentimentali, gli slanci cocainici. Il divino scorfano napo-argentino, pur senza i mutandoni e la maglietta numero dieci, mantiene la botta che non perdona. Ma non il Self, e purtroppo nemmeno uno straccio di "Control"... Diego, di naturale ha il talento. E anche un figlio. Scatta il 199O quando una fanciulla locale, Cristiana Sinagra, ragioniera disoccupata, lo accusa in diretta sul tiggì di Rai 1 (cosa mai successa nella storia televisiva) di essere il padre del suo bebé, Diego Armando junior. C'è, nello stesso tempo, la fidanzata ufficiale di Maradona, Claudia Villafanes, che annuncia di essere in stato di avanzata gravidanza. E' il finimondo.
Racconta il padre, Alfredo Sinagra, parrucchiere per signora con negozio al Vomero: "Claudia è amica della fidanzata di Hugo Maradona, Delia Occhionero. Diego l'ha conosciuta così, si sono frequentati per mesi... Poi, quando Claudia è rimasta incinta io gli ho parlato: "Senti Diego, noi siamo cattolici, di aborto non se ne parla...". Così, l'avventura con la graziosa e bionda e tifosa Sinagra si trasforma in un caso giudiziario.
Per Napoli, il pupo non predestinato, è peggio del terremoto e del vibrione messi insieme. Il pupo corto e peloso come Dieguito viene alla luce il 2O settembre del 1986 e sconvolge il Golfo: "E' figlio 'a isso o non è figlio 'a isso?", questo è il problema. Cristiana "la svergognata", anziché ottenere la solidarietà umana regolamentare per una "sedotta e abbandonata", è lei il bersaglio preso di mira dai tifosi napoletani, che la insultano per aver turbato la serenità neurovegetativa del "pibe de oro".
"La clinica del parto per giorni è stata presidiata da polizia e carabinieri: telefonate anonime, minacce di assalti e perfino bombe, alla fine Cristiana e il piccolo Diego sono stati fatte scappare nella notte". Vincenzo De Gais, tassista napoletano, così sintetizza l'offensivo e impietoso umore popolare: "Diego è un grande campione, ci dà un po' di gioia per 9O minuti. E ora quella ce la vuole togliere? E' maggiorenne, gli è piaciuto; che cosa vuole? Vuole levare la pace a lui e a noi? Maradona si può fare anche tutte le donne di Napoli, ai tifosi non gliene frega niente. Basta che fa i gol e ci regala lo scudetto".
Sarà la "saudade", la nostalgia, o la distrazione, ma questo stakanovista del concepimento nega il "frutto del peccato". Nega tutto, rifiutando tribunali e tre volte il test del Dna. Intervistato da Sorrisi e canzoni, si limita a rispondere a gesti, lanciandosi in una serie di scenette mute. A una giornalista che gli chiede cosa cerca nelle donne, replica così: "Se vieni dopo, te lo dico".
Nel 1992, dopo sei anni di battaglie legali, il Tribunale dei Minori di Napoli scrive la parola fine alla telenovela del figlio segreto: Diego Armando junior è "senza ombra di dubbio" il frutto della relazione fra il "pibe" e la giovane disoccupata napoletana. "Diego ha sempre sognato un maschio", ricorda oggi Cristiana Sinagra, "ecco perché, quando seppe che aspettavo un bambino, non si oppose alla nascita. Poi cedette alle pressioni della gente e mi chiese di abortire". Aggiunge: "Mi sono stati offerti soldi per tacere, ma ho sempre rifiutato. Maradona non ha cuore, non può amare suo figlio, non l'ha mai visto: lo disprezzo, è un uomo piccolo piccolo".
Sfrontato e impulsivo, il mito bipede del San Paolo è più una testa calda che una testa di cuoio. Frequenta discoteche di serie zeta, bazzica pizzerie fuori porta, visita fanciulle per nulla timorate dal fallo di mano e camorristi che tirano su dalle narici. E' talmente ossessionato dalla coca e assatanato dalle coccole, che Enzo Biagi lo bolla con un saettante "El pube de tungsteno" per la stressante attività amatoria.
( Maradona ed il suo passaporto cubano )
Per lui nella vita c'è stata una sola moglie, Claudia Villafanes, che ha sposato dopo undici anni di convivenza e due figlie, Dalma e Janina. Ma in Argentina c'è chi lo ricorda piccolo Sardanapalo assiduo frequentatore della farandula di Buenos Aires, come si chiama il giro di attricette e modelle portegne. In mezzo a quella bolgia di allegre donnine, un flirt con Adriana Brodsky, qualche anno fa una starlette sulla cresta dell'onda e poi moglie dell'ambasciatore argentino a Panama. O quello con Selva Mayo, un'altra vedette con il pallino dei calciatori, che confessò in tv di aver rifilato a Diego una malattia venerea.
Ma nel 1984 "el nano de oro" fa autogol anche in Italia, aggiudicandosi la show girl Heather Parisi. Il teleobiettivo di un paparazzo li sorprende sul balcone di casa Maradona, assonnati e piuttosto scarruffati. La foto fa titolo sulle prime pagine dei giornali e scatena furiosi pettegolezzi. Lei, poverina, si giustifica così: "Mi piacciono i numeri uno. Portiere o dentista, fotografo o elettrauto, questo è meno importante".
( Maradona si allena )
Ma andiamo con ordine, seguendo il racconto-vendetta di Roberto Bernardini, che ha seguito la vita della Parisi minuto per minuto nel ruolo di segretario tuttofare, così come lo ha raccontato a Novella 2OOO: :"Si conobbero durante una puntata di Il processo del lunedì: : Heather era ospite in studio, "el pibe de oro" splendeva in collegamento esterno. Fu lui, evidentemente incuriosito, a cercarla personalmente, tempestandola di telefonate. Alla fine lei accettò di incontrarlo, forse un po' abbagliata dalla sua fama. Non so quante volte si videro. Due sicuramente, perché fui io stesso ad accompagnare Heather. Il primo appuntamento fu fissato al casello dell'autostrada Roma-Napoli. Era un giorno di fine inverno del 1984, pomeriggio, buio. Heather era vestita semplicemente, in jeans, portava gli occhiali scuri, era un po' gasata, lusingata che il calciatore più forte e più ricco del mondo si fosse preso una bella cotta per lei. Arrivammo al posto stabilito.
Dopo cinque minuti venimmo affiancati da una Maserati grigio metallizza al volante, senza guardie del corpo a bordo, c'era lui, Diego Armando. Archiviate in fretta le presentazioni i due ripartirono rombando diretti a Napoli. Quella sera stessa, nello stesso posto, verso mezzanotte, tornai a riprendermi Heather. Lei parlò poco, sembrava molto rilassata e soddisfatta, disse soltanto che bisognava fare attenzione e procedere con cautela perché la compagna di Diego, Claudia Villafanes, che Heather soprannominò "la scimmia", era gelosissima e lo sorvegliava come un falchetto.
( Maradona )
"Trascorsero, credo, due settimane. Diego tornò alla carica, desiderava rivederla. Fissarono un nuovo appuntamento, questa volta all'uscita dell'autostrada per Napoli, destinazione casa Maradona. Era il 16 gennaio del 1985, me lo ricordo perfettamente perché i due clandestini furono pizzicati dai fotografi e le loro immagini finirono su tutti i giornali del mondo. Ci vennero incontro le guardie del corpo e ci scortarono per l'intero tragitto. Salimmo in casa. Io rimasi a giocare col cane di Diego, un bobtail, mentre loro due si appartarono in salotto. Era pomeriggio. Si affacciarono alla finestra e, implacabili e silenziosi, i flash dei fotografi firmarono lo scoop.
Chi li avesse avvertiti restò un mistero. Di certo non fui io. Nel frattempo era arrivato Puzone, un compagno di squadra del Napoli. Uscimmo tutti e quattro. Diego e Heather salirono in macchina con Puzone, io li segii con la mia. Ci fermammo davanti a un condominio popolare in un quartiere periferico. Io e Puzone, da bravi chaperon, li accompagnammo fino alla porta e ce ne andammo a mangiare una pizza. Dopo circa tre ore ritornammo a prenderli. Avevano un'aria strana, sembravano stravolti, con gli occhi lucidi. Si tenevano per mano ed erano molto affettuosi, sorridenti, si scambiavano leggeri baci scherzosi.
( Maradona )
Evidentemente era andato tutto bene. Durante il viaggio di ritorno Heather fu stranamente taciturna, pareva sognare ad occhi aperti. La pubblicazione delle foto compromettenti, qualche giorno dopo, la risvegliò bruscamente: in seguito credo che abbiano rinunciato a frequentarsi, perché nascondersi era diventato impossibile e Claudia sempre più un mastino. Si schiarì i capelli, forse per assomigliare alla rivale, e portò Diego in pellegrinaggio in Terra Santa, a meditare sui suoi peccati".
( Heather Parisi )
Accantonato l'intermezzo con l'indimenticabile interprete di "Cicale, cicale, cicale", gli archivi fotografici propongono un Maradona versione "lumacone" con un paio di attricette del giro Fininvest e con maggiorate del calibro di "Miss seno fantastico". Di brevi avventure con donne famose, il giornalista Paolo Paoletti, che un tempo si definiva amico di Diego, gliele attribuisce solo due in un libro al vetriolo: la prima con la soubrette Parisi, la seconda con "la compagna di un noto tennista svedese". Almeno così afferma l'insidioso giornalista: "Al banco della recezione (di un albergo romano, ndr) vediamo una ragazza stranamente abbigliata... "Ma non è una cantante, quella?, fa Diego guardandomi... "Sì", dice Coppola (manager di Maradona), "è quella che sta con il tennista svedese". E allora? Cosa fa Diego? Sale in camera e "alza la cornetta del telefono e chiama la cantante... Lo sentiamo dire con chiarezza: "Come sai che mi piace il culo?". Poi: "Ah, l'hai letto sul giornale. E quale giornale?".
( Heather Parisi )
Per il resto, i tornei erotici di Maradona si perdono nella palude dell'anonimato: ragazzotte di provincia raccattate in discoteca, donne non proprio nobili della Napoli bene, entraineuse da night club a buon mercato, insospettabili studentesse e impiegate della buona borghesia partenopea, opulente mignotte sudamericane.reclutate dalla Carmela Cinquegrana, maitresse di rango dei Quartieri spagnoli e spacciatrice di polvera bianca con alle dipendenze venti ragazze. Oppure sesso trasgressivo con voraci "femminielli" in alberghetti di seconda categoria. Citiamo la prosa di Paolo Paoletti, l'ex amico di Diego: "Vittoria era la sorella di Maria, detta la Gorda. Anzi, non era sua sorella. Era suo fratello: un travestito con gambe lunghe, mani piccole, la voce grave e un'ombra attorno al viso che il trucco pesante non riusciva a celare". L'incontro prosegue a letto. Ecco il finale narrato dal "testimone" Paoletti: "Davanti a me, un corpo pesante avvolto da una carne molle. Un corpo sodo che si agitava come un piumino, un pupazzetto di pelouche, tutto moine e gridolini".
( Maradona )
La stella di Maradona si brucia nel febbraio del 1991: dopo una conversazione intercettata con camorristi, viene formalmente indagato per sfruttamento della prostituzione e uso, detenzione e cessione di stupefacenti. Negli archivi della polizia sono ancora conservate le confessioni di nove "favorite" che tracciano il ritratto di un amante insaziabile e "cocato". Leggete un po' cosa racconta Teresa F., 23 anni, all'epoca dei fatti: "Ero sola, nel night "Bella di Notte", quando mi si avvicinò un cameriere con una coppa di champagne. Me l'offriva Maradona, che da lontano alzò il calice e mi sorrise. Ci conoscemmo così". Teresa finisce all'hotel Paradiso, accompagnata da Diego e dal fedele Felice Pizza alla guida della sua 128. "Maradona entrò per primo in una stanza. "Maradona entrò per primo in una stanza. Lo seguii dopo un po' e vidi due strisce di polvere bianca sul comodino. Ne fiutai un po'. Feci l'amore con lui". E che dire di "L. Graziella, anni 38, professione commerciante in Napoli"? Inguaia di brutto il suo partner, ancora una volta conosciuto in discoteca: "Maradona mi offrì della cocaina ma io gli dissi di no, perché mio fratello è morto di overdose. Ma lui insisteva, e alla fine accettai". Allo stadio, i tifosi del "ciuccio" cominciano a inveire con crudeltà, ritmando: "Devi morire, di overdose". E ancora: "Cocaina, cocaina". Sono lontani i tempi in cui la statua di San Gennaro veniva vestita con la maglia numero 1O.
( Diego Armando Maradona )
Diego, naturalmente, nega la coca. Ma ammette i suoi festini con le squillo Rita Gusmao, Monica Kostmann, Maria Santana, Moecia Brito (soltanto qualche nome del gruppo di algerine, tunisine, tedesche, napoletane e sudamericane che allietavano più di una volta, e in formazione doppia, il riposo del guerriero argentino). Queste ultime, ingrate connazionali, hanno fatto di tutto pur di essere intervistate, entrando anche in particolari piccanti, con tanto di misure, centimetri, spanne, diametri, descrizioni di biancherie intime e sniffate di cocaina. Alcune lo hanno tra l'altro bollato come "deludente e disastroso come amatore".
Per Susy, ballerina brasiliana di Manaus che si concedeva, dice lei, per 8OO mila lire a notte, Maradona "è un amante dolce, dolcissimo. E sceglieva sempre me. Un suo amico veniva a prenderci al club, di solito eravamo in tre e sfilavamo in passerella davanti a Diego. E poi lui, immancabilmente, mi indicava e faceva "voglio te". Mi faceva carezze su tutto il corpo, mi baciava anche sulla bocca, non tralasciava nemmeno un lembo di pelle, si attardava sui particolari, non mostrava timori e non voleva assolutamente usare il preservativo. Non era particolarmente dotato, ma ci sapeva fare. Una volta mi chiese una posizione particolare. Ma io ho rilanciato e gli ho chiesto un milione. Lui non me li ha voluti dare e io gli ho sempre detto no. Un debole? Sì, ce l'aveva per i miei piedi, si dedicava soprattutto al mio alluce".
( Heather Parisi )
Per quella distinta madre di famiglia, spinta dalla curiosità a una notte all'hotel Paradiso con Diego, è invece "moderatamente sfrenato, più campione in campo che a letto". Al quotidiano La Repubblica , in data 17 febbraio 1991, questa ragazza magra, alta, con capelli lunghi e una bellissima bocca, svuota il cassetto dei ricordi: "Ci siamo incontrati alla Cachassa, un club di Napoli. Ballammo. Ci divertimmo. Lui mi sussurrò all'orecchio se mi andava di andare a bere qualcosa, in albergo. Dissì di sì. Saranno state le tre di notte quando io e Diego abbiamo cominciato a fare l'amore. E' andata avanti fino alle sette e mezzo del mattino... Se devo essere sincera a letto con lui ci sono andata per curiosità, perché nei locali che frequentavo si facevano racconti straordinari sulle sue capacità e sfrenatezze. Invece è stata una cosa normale. Abbiamo fatto l'amore due volte, mi pare. E' andata come può andare fra moglie e marito. Mi aspettavo di più da lui. Ma forse non gli piacevo, forse è stata una cosa così, che si doveva fare e basta...".
( Diego Armando Maradona )
Per un argentino è la dichiarazione di fallimento esistenziale, ma per Maradona parla il fedele Felice Pizza, in arte Geppino, impiegato alla Metropolitana di Napoli, che ha ammesso di aver procurato al calciatore da quando è arrivato in Italia dodicimila donne. A una media di 4,69 al giorno per sette anni. Nel mucchio, anche battone al tramonto raccattate per strada, centomila l'ora. Un record di testosterone, quello di Dieguito, superiore addirittura alle collaudatissime.risorse di San Gennaro, che il miracolo lo fa una volta all'anno.
( Maradona )
Uomo tanto eccessivo quanto ostinato, Diego Armando Maradona. A chi gli rimproverava quella Sodoma & Camorra di amicizie pericolose e sesso spericolato, ha sempre risposto nel più semplice e prosaico dei modi: "Questi sono cazzi miei; giudicatemi sul campo di calcio, che al resto ci penso io".
(Copyright Dagospia.com 20-01-2001)
Invece, Maradona ce l'aveva con la gravissima scarsità di vita sessuale di Roma, dove è approdato in compagnia del sodale manager Guillermo Coppola, del guardaspalle Orazio e di Marcello Simonian, manager del sito calcistico dodici.com; e inseguito in ogni dove dal sudamerinologo Gianni Minà. All'Hilton dopo aver chiesto uno sconto, scambiato una maglietta con Leonardo Di Caprio, incontrato Raffaella Carrà vogliosa di portarselo a Sanremo, Dieguito ha domandato tre cose: sesso, sesso, sesso. Anche estremo: trans, viados, Platinette, eccetera. Deluso dall'"offerta" italica, ha riparato le stanche membra in Germania. Riuscirà Amburgo a soddisfare la voracità di coca & sesso del Pube de Oro?
Dal figlio naturale alla Heather Parisi effervescente, passando per "femminielli" in alberghetti di seconda categoria, tutta la vita partenopea e parte italiana di Maradona è una maratona libidinale, al limite di un'ossessione perforante . Sniffare e trombare, trombare e sniffare, sniffare e trombare. Ripercorriamo la segreta vita erotica del mito bipede del San Paolo.
Un orecchino, una capigliatura da giungla, un sorriso alternato a smorfie ingrugnite e serissime. Maradona non è uno straniero autentico: è piuttosto il supremo prodotto-simbolo di un "cantanapoli" transoceanico, santino mobile di una città-nazione solitaria e anomala. La storia della sua ascesa e della sua caduta è fatta di gol e zoccole, di sangue caldo e polvere bianca, di miliardi e amicizie pericolose.
Fuori del campo, il minuscolo pallonaro non ha mai smentito di andare pazzo per le divagazioni erotiche, le evasioni sentimentali, gli slanci cocainici. Il divino scorfano napo-argentino, pur senza i mutandoni e la maglietta numero dieci, mantiene la botta che non perdona. Ma non il Self, e purtroppo nemmeno uno straccio di "Control"... Diego, di naturale ha il talento. E anche un figlio. Scatta il 199O quando una fanciulla locale, Cristiana Sinagra, ragioniera disoccupata, lo accusa in diretta sul tiggì di Rai 1 (cosa mai successa nella storia televisiva) di essere il padre del suo bebé, Diego Armando junior. C'è, nello stesso tempo, la fidanzata ufficiale di Maradona, Claudia Villafanes, che annuncia di essere in stato di avanzata gravidanza. E' il finimondo.
Racconta il padre, Alfredo Sinagra, parrucchiere per signora con negozio al Vomero: "Claudia è amica della fidanzata di Hugo Maradona, Delia Occhionero. Diego l'ha conosciuta così, si sono frequentati per mesi... Poi, quando Claudia è rimasta incinta io gli ho parlato: "Senti Diego, noi siamo cattolici, di aborto non se ne parla...". Così, l'avventura con la graziosa e bionda e tifosa Sinagra si trasforma in un caso giudiziario.
Per Napoli, il pupo non predestinato, è peggio del terremoto e del vibrione messi insieme. Il pupo corto e peloso come Dieguito viene alla luce il 2O settembre del 1986 e sconvolge il Golfo: "E' figlio 'a isso o non è figlio 'a isso?", questo è il problema. Cristiana "la svergognata", anziché ottenere la solidarietà umana regolamentare per una "sedotta e abbandonata", è lei il bersaglio preso di mira dai tifosi napoletani, che la insultano per aver turbato la serenità neurovegetativa del "pibe de oro".
"La clinica del parto per giorni è stata presidiata da polizia e carabinieri: telefonate anonime, minacce di assalti e perfino bombe, alla fine Cristiana e il piccolo Diego sono stati fatte scappare nella notte". Vincenzo De Gais, tassista napoletano, così sintetizza l'offensivo e impietoso umore popolare: "Diego è un grande campione, ci dà un po' di gioia per 9O minuti. E ora quella ce la vuole togliere? E' maggiorenne, gli è piaciuto; che cosa vuole? Vuole levare la pace a lui e a noi? Maradona si può fare anche tutte le donne di Napoli, ai tifosi non gliene frega niente. Basta che fa i gol e ci regala lo scudetto".
Sarà la "saudade", la nostalgia, o la distrazione, ma questo stakanovista del concepimento nega il "frutto del peccato". Nega tutto, rifiutando tribunali e tre volte il test del Dna. Intervistato da Sorrisi e canzoni, si limita a rispondere a gesti, lanciandosi in una serie di scenette mute. A una giornalista che gli chiede cosa cerca nelle donne, replica così: "Se vieni dopo, te lo dico".
Nel 1992, dopo sei anni di battaglie legali, il Tribunale dei Minori di Napoli scrive la parola fine alla telenovela del figlio segreto: Diego Armando junior è "senza ombra di dubbio" il frutto della relazione fra il "pibe" e la giovane disoccupata napoletana. "Diego ha sempre sognato un maschio", ricorda oggi Cristiana Sinagra, "ecco perché, quando seppe che aspettavo un bambino, non si oppose alla nascita. Poi cedette alle pressioni della gente e mi chiese di abortire". Aggiunge: "Mi sono stati offerti soldi per tacere, ma ho sempre rifiutato. Maradona non ha cuore, non può amare suo figlio, non l'ha mai visto: lo disprezzo, è un uomo piccolo piccolo".
Sfrontato e impulsivo, il mito bipede del San Paolo è più una testa calda che una testa di cuoio. Frequenta discoteche di serie zeta, bazzica pizzerie fuori porta, visita fanciulle per nulla timorate dal fallo di mano e camorristi che tirano su dalle narici. E' talmente ossessionato dalla coca e assatanato dalle coccole, che Enzo Biagi lo bolla con un saettante "El pube de tungsteno" per la stressante attività amatoria.
( Maradona ed il suo passaporto cubano )
Per lui nella vita c'è stata una sola moglie, Claudia Villafanes, che ha sposato dopo undici anni di convivenza e due figlie, Dalma e Janina. Ma in Argentina c'è chi lo ricorda piccolo Sardanapalo assiduo frequentatore della farandula di Buenos Aires, come si chiama il giro di attricette e modelle portegne. In mezzo a quella bolgia di allegre donnine, un flirt con Adriana Brodsky, qualche anno fa una starlette sulla cresta dell'onda e poi moglie dell'ambasciatore argentino a Panama. O quello con Selva Mayo, un'altra vedette con il pallino dei calciatori, che confessò in tv di aver rifilato a Diego una malattia venerea.
Ma nel 1984 "el nano de oro" fa autogol anche in Italia, aggiudicandosi la show girl Heather Parisi. Il teleobiettivo di un paparazzo li sorprende sul balcone di casa Maradona, assonnati e piuttosto scarruffati. La foto fa titolo sulle prime pagine dei giornali e scatena furiosi pettegolezzi. Lei, poverina, si giustifica così: "Mi piacciono i numeri uno. Portiere o dentista, fotografo o elettrauto, questo è meno importante".
( Maradona si allena )
Ma andiamo con ordine, seguendo il racconto-vendetta di Roberto Bernardini, che ha seguito la vita della Parisi minuto per minuto nel ruolo di segretario tuttofare, così come lo ha raccontato a Novella 2OOO: :"Si conobbero durante una puntata di Il processo del lunedì: : Heather era ospite in studio, "el pibe de oro" splendeva in collegamento esterno. Fu lui, evidentemente incuriosito, a cercarla personalmente, tempestandola di telefonate. Alla fine lei accettò di incontrarlo, forse un po' abbagliata dalla sua fama. Non so quante volte si videro. Due sicuramente, perché fui io stesso ad accompagnare Heather. Il primo appuntamento fu fissato al casello dell'autostrada Roma-Napoli. Era un giorno di fine inverno del 1984, pomeriggio, buio. Heather era vestita semplicemente, in jeans, portava gli occhiali scuri, era un po' gasata, lusingata che il calciatore più forte e più ricco del mondo si fosse preso una bella cotta per lei. Arrivammo al posto stabilito.
Dopo cinque minuti venimmo affiancati da una Maserati grigio metallizza al volante, senza guardie del corpo a bordo, c'era lui, Diego Armando. Archiviate in fretta le presentazioni i due ripartirono rombando diretti a Napoli. Quella sera stessa, nello stesso posto, verso mezzanotte, tornai a riprendermi Heather. Lei parlò poco, sembrava molto rilassata e soddisfatta, disse soltanto che bisognava fare attenzione e procedere con cautela perché la compagna di Diego, Claudia Villafanes, che Heather soprannominò "la scimmia", era gelosissima e lo sorvegliava come un falchetto.
( Maradona )
"Trascorsero, credo, due settimane. Diego tornò alla carica, desiderava rivederla. Fissarono un nuovo appuntamento, questa volta all'uscita dell'autostrada per Napoli, destinazione casa Maradona. Era il 16 gennaio del 1985, me lo ricordo perfettamente perché i due clandestini furono pizzicati dai fotografi e le loro immagini finirono su tutti i giornali del mondo. Ci vennero incontro le guardie del corpo e ci scortarono per l'intero tragitto. Salimmo in casa. Io rimasi a giocare col cane di Diego, un bobtail, mentre loro due si appartarono in salotto. Era pomeriggio. Si affacciarono alla finestra e, implacabili e silenziosi, i flash dei fotografi firmarono lo scoop.
Chi li avesse avvertiti restò un mistero. Di certo non fui io. Nel frattempo era arrivato Puzone, un compagno di squadra del Napoli. Uscimmo tutti e quattro. Diego e Heather salirono in macchina con Puzone, io li segii con la mia. Ci fermammo davanti a un condominio popolare in un quartiere periferico. Io e Puzone, da bravi chaperon, li accompagnammo fino alla porta e ce ne andammo a mangiare una pizza. Dopo circa tre ore ritornammo a prenderli. Avevano un'aria strana, sembravano stravolti, con gli occhi lucidi. Si tenevano per mano ed erano molto affettuosi, sorridenti, si scambiavano leggeri baci scherzosi.
( Maradona )
Evidentemente era andato tutto bene. Durante il viaggio di ritorno Heather fu stranamente taciturna, pareva sognare ad occhi aperti. La pubblicazione delle foto compromettenti, qualche giorno dopo, la risvegliò bruscamente: in seguito credo che abbiano rinunciato a frequentarsi, perché nascondersi era diventato impossibile e Claudia sempre più un mastino. Si schiarì i capelli, forse per assomigliare alla rivale, e portò Diego in pellegrinaggio in Terra Santa, a meditare sui suoi peccati".
( Heather Parisi )
Accantonato l'intermezzo con l'indimenticabile interprete di "Cicale, cicale, cicale", gli archivi fotografici propongono un Maradona versione "lumacone" con un paio di attricette del giro Fininvest e con maggiorate del calibro di "Miss seno fantastico". Di brevi avventure con donne famose, il giornalista Paolo Paoletti, che un tempo si definiva amico di Diego, gliele attribuisce solo due in un libro al vetriolo: la prima con la soubrette Parisi, la seconda con "la compagna di un noto tennista svedese". Almeno così afferma l'insidioso giornalista: "Al banco della recezione (di un albergo romano, ndr) vediamo una ragazza stranamente abbigliata... "Ma non è una cantante, quella?, fa Diego guardandomi... "Sì", dice Coppola (manager di Maradona), "è quella che sta con il tennista svedese". E allora? Cosa fa Diego? Sale in camera e "alza la cornetta del telefono e chiama la cantante... Lo sentiamo dire con chiarezza: "Come sai che mi piace il culo?". Poi: "Ah, l'hai letto sul giornale. E quale giornale?".
( Heather Parisi )
Per il resto, i tornei erotici di Maradona si perdono nella palude dell'anonimato: ragazzotte di provincia raccattate in discoteca, donne non proprio nobili della Napoli bene, entraineuse da night club a buon mercato, insospettabili studentesse e impiegate della buona borghesia partenopea, opulente mignotte sudamericane.reclutate dalla Carmela Cinquegrana, maitresse di rango dei Quartieri spagnoli e spacciatrice di polvera bianca con alle dipendenze venti ragazze. Oppure sesso trasgressivo con voraci "femminielli" in alberghetti di seconda categoria. Citiamo la prosa di Paolo Paoletti, l'ex amico di Diego: "Vittoria era la sorella di Maria, detta la Gorda. Anzi, non era sua sorella. Era suo fratello: un travestito con gambe lunghe, mani piccole, la voce grave e un'ombra attorno al viso che il trucco pesante non riusciva a celare". L'incontro prosegue a letto. Ecco il finale narrato dal "testimone" Paoletti: "Davanti a me, un corpo pesante avvolto da una carne molle. Un corpo sodo che si agitava come un piumino, un pupazzetto di pelouche, tutto moine e gridolini".
( Maradona )
La stella di Maradona si brucia nel febbraio del 1991: dopo una conversazione intercettata con camorristi, viene formalmente indagato per sfruttamento della prostituzione e uso, detenzione e cessione di stupefacenti. Negli archivi della polizia sono ancora conservate le confessioni di nove "favorite" che tracciano il ritratto di un amante insaziabile e "cocato". Leggete un po' cosa racconta Teresa F., 23 anni, all'epoca dei fatti: "Ero sola, nel night "Bella di Notte", quando mi si avvicinò un cameriere con una coppa di champagne. Me l'offriva Maradona, che da lontano alzò il calice e mi sorrise. Ci conoscemmo così". Teresa finisce all'hotel Paradiso, accompagnata da Diego e dal fedele Felice Pizza alla guida della sua 128. "Maradona entrò per primo in una stanza. "Maradona entrò per primo in una stanza. Lo seguii dopo un po' e vidi due strisce di polvere bianca sul comodino. Ne fiutai un po'. Feci l'amore con lui". E che dire di "L. Graziella, anni 38, professione commerciante in Napoli"? Inguaia di brutto il suo partner, ancora una volta conosciuto in discoteca: "Maradona mi offrì della cocaina ma io gli dissi di no, perché mio fratello è morto di overdose. Ma lui insisteva, e alla fine accettai". Allo stadio, i tifosi del "ciuccio" cominciano a inveire con crudeltà, ritmando: "Devi morire, di overdose". E ancora: "Cocaina, cocaina". Sono lontani i tempi in cui la statua di San Gennaro veniva vestita con la maglia numero 1O.
( Diego Armando Maradona )
Diego, naturalmente, nega la coca. Ma ammette i suoi festini con le squillo Rita Gusmao, Monica Kostmann, Maria Santana, Moecia Brito (soltanto qualche nome del gruppo di algerine, tunisine, tedesche, napoletane e sudamericane che allietavano più di una volta, e in formazione doppia, il riposo del guerriero argentino). Queste ultime, ingrate connazionali, hanno fatto di tutto pur di essere intervistate, entrando anche in particolari piccanti, con tanto di misure, centimetri, spanne, diametri, descrizioni di biancherie intime e sniffate di cocaina. Alcune lo hanno tra l'altro bollato come "deludente e disastroso come amatore".
Per Susy, ballerina brasiliana di Manaus che si concedeva, dice lei, per 8OO mila lire a notte, Maradona "è un amante dolce, dolcissimo. E sceglieva sempre me. Un suo amico veniva a prenderci al club, di solito eravamo in tre e sfilavamo in passerella davanti a Diego. E poi lui, immancabilmente, mi indicava e faceva "voglio te". Mi faceva carezze su tutto il corpo, mi baciava anche sulla bocca, non tralasciava nemmeno un lembo di pelle, si attardava sui particolari, non mostrava timori e non voleva assolutamente usare il preservativo. Non era particolarmente dotato, ma ci sapeva fare. Una volta mi chiese una posizione particolare. Ma io ho rilanciato e gli ho chiesto un milione. Lui non me li ha voluti dare e io gli ho sempre detto no. Un debole? Sì, ce l'aveva per i miei piedi, si dedicava soprattutto al mio alluce".
( Heather Parisi )
Per quella distinta madre di famiglia, spinta dalla curiosità a una notte all'hotel Paradiso con Diego, è invece "moderatamente sfrenato, più campione in campo che a letto". Al quotidiano La Repubblica , in data 17 febbraio 1991, questa ragazza magra, alta, con capelli lunghi e una bellissima bocca, svuota il cassetto dei ricordi: "Ci siamo incontrati alla Cachassa, un club di Napoli. Ballammo. Ci divertimmo. Lui mi sussurrò all'orecchio se mi andava di andare a bere qualcosa, in albergo. Dissì di sì. Saranno state le tre di notte quando io e Diego abbiamo cominciato a fare l'amore. E' andata avanti fino alle sette e mezzo del mattino... Se devo essere sincera a letto con lui ci sono andata per curiosità, perché nei locali che frequentavo si facevano racconti straordinari sulle sue capacità e sfrenatezze. Invece è stata una cosa normale. Abbiamo fatto l'amore due volte, mi pare. E' andata come può andare fra moglie e marito. Mi aspettavo di più da lui. Ma forse non gli piacevo, forse è stata una cosa così, che si doveva fare e basta...".
( Diego Armando Maradona )
Per un argentino è la dichiarazione di fallimento esistenziale, ma per Maradona parla il fedele Felice Pizza, in arte Geppino, impiegato alla Metropolitana di Napoli, che ha ammesso di aver procurato al calciatore da quando è arrivato in Italia dodicimila donne. A una media di 4,69 al giorno per sette anni. Nel mucchio, anche battone al tramonto raccattate per strada, centomila l'ora. Un record di testosterone, quello di Dieguito, superiore addirittura alle collaudatissime.risorse di San Gennaro, che il miracolo lo fa una volta all'anno.
( Maradona )
Uomo tanto eccessivo quanto ostinato, Diego Armando Maradona. A chi gli rimproverava quella Sodoma & Camorra di amicizie pericolose e sesso spericolato, ha sempre risposto nel più semplice e prosaico dei modi: "Questi sono cazzi miei; giudicatemi sul campo di calcio, che al resto ci penso io".
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