IL KAPO' ESPIATORIO/1 - COSSIGA CONTRO LA RESA DEL CAVALIERE AL 4° REICH E PICCONATE AL "CIAMPISTA" FOLLI: "PERCHE' FAI COSI', TU CHE HAI VOTATO FORZA ITALIA?"
Francesco Cossiga per Libero
Peccato. Un vero peccato che dopo aver giocato la sua immagine mediatica con un atto di coraggio, rintuzzando con le dovute parole il provocatore onorevole Martin Schulz, anche Silvio Berlusconi si sia arreso. Non penso lo abbia fatto dinanzi alle pressioni dei suoi alleati Gianfranco Finì e Franco Follini, e neanche dinanzi a quelle dell'uomo del Quirinale: in fondo saremmo sempre in casa nostra, e sarebbe un piccolo rimpianto. Peccato piuttosto abbia ceduto alla prepotenza della Germania, nella persona del suo cancelliere federale Gerard Schroeder.
Peccato, veramente peccato. Perché vuol dire che Silvio Berlusconi non conosce i tedeschi. Essi sono sempre concilianti con i forti e prepotenti con i deboli. Se ne accorgerà nel corso del semestre europeo. Com'è difficile, per chi è al di fuori delle alchimie della Casa delle lbertà ed è estraneo ai "tenebrosi" rapporti tra Palazzo Chigi e Quirinale; com'è difficile accettare questo... Per me, soprattutto, che non ho votato per Forza Italia né per la Casa delle libertà né in Paramento ho appoggiato Silvio Berlusconi, ed anzi gli ho negato la fiducia; ripeto: com'è difficile difendere il presidente del Consiglio dei ministri del nostro Paese.
Questa ritrattazione dell'onorevole Silvio Berlusconi mi sembra un puro cedimento, e sembra contrastare con la sua stessa volontà e con quella che ritengo abbiano i suoi sostenitori. Tra essi io non mi annovero, essendo soltanto sostenitore della dignità del nostro Paese e della sua identità culturale. Ritengo abbiamo una missione in Europa: e proprio per questo mi oppongo a questo tentativo di affogarla in quell'ectoplasma che germanici e francesi vorrebbero fosse l'Unione europea.
In questa scelta di cedimento ai germanici non credo sia estranea la posizione squilibrata del Corriere della Sera sulla vicenda di Strasburgo. So bene quanto mi costerà in termini di immagine e di comunicazione scrivere quanto sto per scrivere. Ma è veramente doloroso per chi ricorda le glorie democratiche e antifasciste del grande quotidiano milanese, sempre ispirato a equanime rappresentazione del largo spettro dell'opinione democratica nazionale, vedere le posizioni assunte da questo giornale, sotto la direzione del noto "ciampiano" dottor Stefano Folli.
Sotto la sua guida il quotidiano ha prima funzionato come una cassa di risonanza di larghezza inaudita, non solo delle critiche, ma delle vere e proprie aggressioni contro il presidente del Consiglio dei ministri italiano nel momento nel quale egli assumeva la presidenza di turno del Consiglio europeo, rappresentando in Europa non una parte politica ma il nostro Paese. Fin qui passi, o quasi. Era in fondo soltanto una rassegna stampa, sia pure di palese parzialità. Ma è assai doloroso vedere il più grande quotidiano nazionale italiano schierato, per imperizia, malizia o debolezza del suo nuovo direttore, a favore della squallida figura di un provocatore germanico contro il capo dell'Esecutivo italiano. Mi chiedo perché ora, agisca così il lamalfiano Folli, che certo a Forza Italia ha dato il suo voto da fedele del Partito repubblicano italiano. Insomma. Peccato!
Dagospia.com 4 Luglio 2003
Peccato. Un vero peccato che dopo aver giocato la sua immagine mediatica con un atto di coraggio, rintuzzando con le dovute parole il provocatore onorevole Martin Schulz, anche Silvio Berlusconi si sia arreso. Non penso lo abbia fatto dinanzi alle pressioni dei suoi alleati Gianfranco Finì e Franco Follini, e neanche dinanzi a quelle dell'uomo del Quirinale: in fondo saremmo sempre in casa nostra, e sarebbe un piccolo rimpianto. Peccato piuttosto abbia ceduto alla prepotenza della Germania, nella persona del suo cancelliere federale Gerard Schroeder.
Peccato, veramente peccato. Perché vuol dire che Silvio Berlusconi non conosce i tedeschi. Essi sono sempre concilianti con i forti e prepotenti con i deboli. Se ne accorgerà nel corso del semestre europeo. Com'è difficile, per chi è al di fuori delle alchimie della Casa delle lbertà ed è estraneo ai "tenebrosi" rapporti tra Palazzo Chigi e Quirinale; com'è difficile accettare questo... Per me, soprattutto, che non ho votato per Forza Italia né per la Casa delle libertà né in Paramento ho appoggiato Silvio Berlusconi, ed anzi gli ho negato la fiducia; ripeto: com'è difficile difendere il presidente del Consiglio dei ministri del nostro Paese.
Questa ritrattazione dell'onorevole Silvio Berlusconi mi sembra un puro cedimento, e sembra contrastare con la sua stessa volontà e con quella che ritengo abbiano i suoi sostenitori. Tra essi io non mi annovero, essendo soltanto sostenitore della dignità del nostro Paese e della sua identità culturale. Ritengo abbiamo una missione in Europa: e proprio per questo mi oppongo a questo tentativo di affogarla in quell'ectoplasma che germanici e francesi vorrebbero fosse l'Unione europea.
In questa scelta di cedimento ai germanici non credo sia estranea la posizione squilibrata del Corriere della Sera sulla vicenda di Strasburgo. So bene quanto mi costerà in termini di immagine e di comunicazione scrivere quanto sto per scrivere. Ma è veramente doloroso per chi ricorda le glorie democratiche e antifasciste del grande quotidiano milanese, sempre ispirato a equanime rappresentazione del largo spettro dell'opinione democratica nazionale, vedere le posizioni assunte da questo giornale, sotto la direzione del noto "ciampiano" dottor Stefano Folli.
Sotto la sua guida il quotidiano ha prima funzionato come una cassa di risonanza di larghezza inaudita, non solo delle critiche, ma delle vere e proprie aggressioni contro il presidente del Consiglio dei ministri italiano nel momento nel quale egli assumeva la presidenza di turno del Consiglio europeo, rappresentando in Europa non una parte politica ma il nostro Paese. Fin qui passi, o quasi. Era in fondo soltanto una rassegna stampa, sia pure di palese parzialità. Ma è assai doloroso vedere il più grande quotidiano nazionale italiano schierato, per imperizia, malizia o debolezza del suo nuovo direttore, a favore della squallida figura di un provocatore germanico contro il capo dell'Esecutivo italiano. Mi chiedo perché ora, agisca così il lamalfiano Folli, che certo a Forza Italia ha dato il suo voto da fedele del Partito repubblicano italiano. Insomma. Peccato!
Dagospia.com 4 Luglio 2003