NON SOLO SCHWARZY - IL VERO LEADER DELL'OPPOSIZIONE USA E' IL CINEASTA MICHAEL MOORE, UN NANNIMORETTI CHE VINCE L'OSCAR E SCRIVE LIBRI TERRIBILI CONTRO L'AMERICA IMBUSHETTATA.

Francesca Gentile per l'Unità


«Questi bastardi che guidano il nostro paese sono una massa di conniventi ladri che devono essere abbattuti, rimossi e rimpiazzati da un intero nuovo sistema». La frase è scritta in bella evidenza sulla copertina di Dude, where's my Country?, il nuovo libro di Michael Moore. Insomma, lo ha fatto di nuovo. Il fustigatore dell'America dei rednecks, dell'America di Bush, dell'America che ha voluto la guerra in Iraq, ha colpito di nuovo e ancora una volta ha colpito duro. Dude, where's my Country? Ragazzo, dov'è il mio paese? è uscito negli Stati Uniti da un giorno e già si può parlare di un fenomeno letterario.

È ancora presto per sapere come andranno le vendite ma non è difficile pensare che si tratterà di un altro successo e di un altro colpo assestato al potere. La critica americana è entusiasta: «Michael Moore è tutto ciò che i politici contemporanei non sono - dice il Denver Post - è intelligente, aggressivo, profano, divertente, non asservito al potere di nessuno e genuino nella sua devozione al paese». «Fra qualche decade gli storici guarderanno ai tempi attuali e diranno che Michael Moore ha catturato lo zeitgeist del periodo» scrive il San Francisco Chronicle. «Michael Moore potrebbe essere l'arma letale che i liberali americani cercavano da tempo. È più divertente che arrabbiato, più uomo della strada che vip. Potrebbe rappresentare un fattore decisivo per le prossime elezioni», commenta il New York Times.

L'uragano Moore, il fiume in piena Moore che ha attinto la sua forza dall'Oscar vinto lo scorso marzo per il documentario Bowling a Colombine in cui denunciava l'insana passione degli americani per le armi, non è dunque più contenibile. Alle sue esplosioni di gioiosa rabbia, di puntigliosa denuncia, di satira divertente l'America reagisce in due modi. Gli americani o lo odiano o lo amano. «Dopo il discorso dell'Oscar - racconta Moore - ho vissuto giorni di paura, mi sentivo come se avessi messo la mia famiglia in pericolo. Ogni giorno incontravo per strada qualcuno che voleva prendermi a pugni, gridarmi qualcosa, chiamarmi coglione, mandarmi a farmi fottere. Una volta, all'aeroporto La Guardia di New York, una donna elegantemente vestita mi si è avvicinata e mi ha detto che avrei dovuto andare in esilio. Un uomo si è rifiutato di sedersi accanto a me in aereo, ho subito atti vandalici contro la mia casa in Michigan ».

Ma Moore è andato avanti lo stesso, ha indagato sulle malefatte della destra al potere, sugli intrighi di Bush per vincere le elezioni, sulle relazioni d'affari fra la famiglia del presidente e quella di Osama Bin Laden, sui tanti punti oscuri della nazione più potente del mondo, con il materiale raccolto ha scritto questo libro ed intanto sta preparando il documentario Fahrenheit 9/11, che uscirà a maggio, in tempo per le presidenziali del 2004. Libro e film hanno un unico scopo, spiegato sul sito ufficiale del filmaker, www.michaelmoore.com, lo scopo è semplice: «Il cambio del regime. Nessuno è salvo, non lo sono i baroni delle "corporate" che hanno fatto i milioni alle spalle dei loro impiegati, non lo sono i legislatori che hanno buttato via la nostra libertà individuale in nome della sicurezza nazionale, non lo sono i nostri cognati destrorsi (sì tutti ne abbiamo uno) che ci rovinano, anno dopo anno, balbettando le loro idiozie, il giorno del ringraziamento».



Moore dedica un intero capitolo proprio a questa missione, il titolo è: «Come parlare a tuo cognato di destra». «Voi tutti conoscete la scena. La famiglia è riunita intorno ad un tavolo per trascorrere una giornata piacevole davanti ad un sostanzioso pranzo. A un certo punto tuo cognato riattacca: "Il taglio delle tasse operato da Bush sta riportando il paese sulla strada della prosperità". La stanza piomba in un imbarazzante silenzio e qualcuno tenta di cambiare discorso. Ma il cognato continua: "Dovrebbe costruire più prigioni e buttare via le chiavi". Finalmente tua cugina Lidia interviene e lo apostrofa con "razzista" oppure "coglione". Immediatamente il purè di patate fatto dalla nonna incomincia a volare come un missile americano in una mattinata di sole su un quartiere residenziale di Baghdad. Ecco il problema: ogni famiglia ha almeno un destroide reazionario fra i suoi componenti ».

Poi Moore individua le cause di questo strano fenomeno: «Sono di destra perché hanno paura e hanno paura perché sono ignoranti. Non c'è cura per la loro malattia, non c'è casa farmaceutica che abbia inventato una medicina adatta (anche perché le case farmaceutiche hanno bisogno dei voti dei repubblicani affinché esse non vengano assoggettate ad una vera regolamentazione). Eppure io sono sicuro che qualcosa si possa fare. Penso che ci sia una maniera per convertire tuo cognato. So cosa ribatterete: "Hei, un momento, non sono mica un missionario io!". Avete ragione ma io ho una mia teoria: io non credo che queste persone che voi amate e che sono buoni padri di famiglia siano veramente di destra, queste persone sono in verità delle "RINO", Republicans in name only. Fategli delle domande, tipo: amate l'ambiente? Vivreste in una casa con un vicino di casa nero? Pensate che la guerra sia un modo di appianare le divergenze? Molti di loro non vi daranno risposte da Repubblicani, loro sono RINO».

Secondo Moore dunque non sono poi molte le vere persone di destra. Nel capitolo Liberal Paradise il documentarista punta l'attenzione del lettore sul fatto che la maggior parte dei sondaggi mostrano una faccia che l'America al governo non ha. «La maggior parte della gente è d'accordo sugli obiettivi dei movimenti per i diritti civili e per la tutela dell'ambiente, la maggior parte degli americani pensa che tutti debbano godere di un'assicurazione sulla salute, che gay e lesbiche debbano avere uguali opportunità nel mondo del lavoro. Tu vivi in una nazione di pensatori progressisti, di comportamenti liberali, di gente di buon cuore. Raggiungiamo un obiettivo insieme, lavoriamo per riparare alla Grande Discrepanza. Come è possibile che una nazione di gente di sinistra la destra controlli ogni cosa?».

Moore dà anche una risposta a questa domanda, anzi più d'una, se la prende ancora una volta con Bush, che chiama in causa sempre Dio. «La religione è il miglior strumento usato per fuorviare l'opinione pubblica, la gente viene facilmente manipolata» ma getta buona parte della responsabilità anche sui mezzi d'informazione: «Più di due terzi degli americani che pensano che l'Iraq abbia qualcosa a che fare con l'11 settembre. Ciò significa che sono male informati».
Dude, where's my Country? Arriverà presto anche in Italia, «Entro l'autunno - promette Moore - sarà pubblicato in una cinquantina di paesi. Solo quella donna inglese, JK Rowling ha venduto più libri di me quest'anno, pensateci gente, c'è Harry Potter e poi ci sono io!».


Dagospia.com 9 Ottobre 2003