barbara de rossi

“NON SOPPORTO DI NON ESSERE PIÙ PRESTANTE. NON MI VA PROPRIO GIÙ DI INVECCHIARE” – BARBARA DE ROSSI, NUN TE BUTTA’ GIU’ COSI'! L’ATTRICE 65ENNE RACCONTA CHE IN QUESTI ULTIMI ANNI HA PENSATO DI LASCIARE IL SUO LAVORO: “LA STRADA È SEMPRE PIÙ IN SALITA DA UN PUNTO DI VISTA DELLE RELAZIONI. PER ME IL RAPPORTO UMANO È IMPRESCINDIBILE. NON POSSO LAVORARE CON CHI NON STIMO. FACCIO FATICA AD INCONTRARE POCHEZZA” – E POI MASTROIANNI (“CON LUI INIZIAI A FARE CINEMA MA GLI GIURAI: NON MI SPOGLIO”), “LA PIOVRA” E LA ROMANITA’: “SONO IL ‘FEMMINILE’ DI CLAUDIO AMENDOLA, E..."

 

Lucilla La Puma per il “Corriere della Sera – Edizione Roma” - Estratti

 

 «Se mi fanno l’esame del Dna, sono sicura che viene fuori che è romano. Mi sento romana soprattutto per questa mia natura compagnona, sono il “femminile” di Claudio Amendola, e canto Venditti a squarciagola. Provo una struggente malinconia ogni volta che torno qui, per fortuna quasi tutte le settimane, per lavoro. Roma è Roma, punto e basta».

barbara de rossi

 

Abbiamo incontrato Barbara De Rossi a teatro in occasione del debutto romano dello spettacolo Made in Italy , un viaggio nelle identità italiane e nel nostro Paese, un racconto delle cose che sono accadute, dei nostri monumenti, degli scrittori e degli artisti di cui è piena la nostra storia. «In questo spettacolo faccio cose che non ho mai fatto», aggiunge sorridendo.

 

Per esempio?

«Canto e chiacchiero molto con il pubblico.Sul palco sono circondata da donne. Io amo le donne. Mi hanno deluso meno degli uomini».

 

Roma l’ha consegnata al cinema quasi per caso e da giovanissima. Il momento esatto in cui decise che quello sarebbe stato il suo lavoro, lo ricorda?

«Più che altro parlerei del momento preciso in cui ho dovuto scegliere in che modo fare questo mestiere. Negli anni ‘70 c’era il cinema fatto da grandi autori e quello estremamente commerciale. Erano gli anni dei film “svestiti”.

barbara de rossi 56

 

Per una promessa fatta a mio padre Gilberto, ho dovuto scegliere che tipo di attrice volevo essere. Ma non ho mai considerato di svestirmi. Decisiva fu la telefonata tra Marcello Mastroianni e mio padre».

 

Ce la racconta?

«Fu molto buffa perché quando ricevette la telefonata di Alberto Lattuada, che mi scelse a un concorso di bellezza nel’76 e mi chiamò per il mio primo film, non gli importò un granché.Al tempo non si rendeva conto dell’importanza dei registi. Lattuada allora lo fece chiamare da Mastroianni, una conversazione fatta di monosillabi al termine della quale disse a mia madre: “Vogliono Barbara. È Marcello Mastroianni, che dobbiamo fare?... Non possiamo dirgli di no».

 

Che ricordi ha di lui?

«Quando io vinsi la Maschera d’argento e lui quella d’oro ci rincontrammo. Fu un momento molto emozionante».

 

barbara de rossi 1

E poi diventa conosciuta in tutto il mondo con la Piovra.

«Esatto, e in un ruolo disperato, a soli 23 anni. Davvero pochi per quell’interpretazione, vista la mia (ancora) pochissima esperienza sul set. Avere a che fare con un regista esperto come Damiano Damiani per me fu impegnativo. Ricordo che mi mandò in un centro di recupero per tossico-dipendenti per entrare nel personaggio. Scherzando, dico sempre che ho studiato da tossico-dipendente».

 

Tra quel cinema e quello di oggi c’è differenza?

«Per chi lo fa, forse no. L’attore recita, vuole interpretare dei personaggi. Poi dipende da chi ti scopre, da come ci arrivi. Ma c’è differenza, sì. Io ho incontrato nomi enormi».

Attrice di cinema, teatro, poi la tv. Non ha avuto paura che questo la sminuisse?

«È vero, ai miei tempi nessun attore di cinema voleva fare tv. Significava scendere di livello. C’era una forma di razzismo. Poi però mi sono venuti tutti dietro».

(…)

 

Che senso ha avuto e ha per lei recitare?

«È un’analisi. È l’analisi del mondo, degli esseri umani. Quando s’interpreta un personaggio, ci metti tutta te stessa per assorbirlo al meglio. L’attore è una pagina bianca sulla quale il regista scrive, come diceva Marcello Mastroianni».

barbara de rossi simone fratini 7

 

 

Il personaggio a cui è più legata?

«A certe età corrispondono certi personaggi e realizzi che stai imparando qualcosa. Però le direi “Torniamo a casa” di Valerio Ialongo, con Roberto Citran, una storia di adozione che nessuno aveva il coraggio di raccontare. In tv spesso si raccontano solo storie melense da “mulino bianco”. In quel film si raccontava la vita».

 

Avrebbe voluto fare un ruolo che non le è mai stato dato?

«Avrei voluto fare la carogna. Una tosta. L’ho interpretata solo in Medea, che poi in realtà non lo era neanche. Uccide perché disperata».

 

Ha mai pensato di lasciare il suo lavoro?

«Sì, in questi ultimi anni. La strada è sempre più in salita da un punto di vista delle relazioni. Per me il rapporto umano è imprescindibile. Non posso lavorare con chi non stimo. Faccio fatica ad incontrare pochezza».

BARBARA DE ROSSI

 

Col tempo che passa che rapporto ha?

«Non sopporto di non essere più prestante.Sono stata una donna molto prestante fisicamente. Ex ginnasta, subacquea e cavallerizza.Non mi va proprio giù di invecchiare».

 

(…)

Le delusioni l’hanno segnata?

«Delle volte mi hanno “uccisa”. Ho sempre fatto fatica a riprendermi. Oggi non ho più la pazienza e il tempo da perdere con persone che non mi corrispondono».

(…)

 

Roma come la trova oggi, rispetto a ieri?

«Roma non invecchia mai, è solo più complicata. Milioni di persone in più ma le strade sono le stesse. E non potrebbe essere diversamente. Come la cambi Roma?».

barbara de rossi caramelle da uno sconosciuto barbara de rossi foto di baccoBARBARA DE ROSSI

 

(…)

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…