AD ARCORE VA IN SCENA FRATELLI-COLTELLI. GLI EREDI DEL CAV DIVISI PER LETTO SU BOLLORE’ – MARINA DIFENDE LE CAZZATE DI PIERSILVIO SU PREMIUM E SI PREPARA ALLA GUERRA CON VIVENDI – I FIGLI DI VERONICA VORREBBERO SPARTIRSI IL “TESORETTO” ACCUMULATO CON I RISPARMI DELLA CAINANA

 

Ettore Livini per Affari&Finanza – la Repubblica

 

BERLUSCONI IN OSPEDALE LA FIGLIA MARINABERLUSCONI IN OSPEDALE LA FIGLIA MARINA

L' equivoco della pay-tv torna a far scricchiolare gli equilibri familiari di casa Berlusconi. Il pay nel caso di Premium, doveva essere un problema dei clienti. O dei potenziali acquirenti come Vivendi. Invece a pagare, e tanto, è finora Mediaset. La tv a pagamento ha bruciato dal 2004 ben 850 milioni di perdite, quasi quanto il Milan. E il rischio che Fininvest debba ricorrere al tesoretto messo assieme dall' austerity di Marina (comprensiva di "doloroso", ipse dixit, addio ai rossoneri) per difendere Cologno dall' assalto di Parigi rischia di far implodere la faticosa tregua raggiunta in chiave anti-transalpina tra i cinque figli di Silvio.

 

BERLUSCONI IN OSPEDALE - LA FIGLIA BARBARABERLUSCONI IN OSPEDALE - LA FIGLIA BARBARA

I figli sono divisi tra chi vorrebbe pompare la liquidità raccolta, sotto forma di dividendo, al piano superiore - leggi i portafogli personali - e chi è tentato di riaprire il portafoglio per alzare le barricate attorno ai gioielli di famiglia. I pompieri, consci del rischio, hanno già messo mano agli estintori.

 

«Il rosso di Mediaset? Colpa di Vincent Bolloré », ha detto Marina Berlusconi togliendo subito dal banco degli imputati il fratello Piersilvio, "ideologo" del progetto Premium. Le tv di Cologno - ha gettato acqua sul fuoco la numero uno di Fininvest - «torneranno in utile già nel 2017». Probabile. Il problema è che da qui a fine anno c' è da risolvere lo stallo con Vivendi. «La famiglia è totalmente compatta», ha tranquillizzato tutti il secondogenito. Ma le prime mosse di Fininvest - forte di circa 700 milioni di liquidità in cassa - hanno fatto suonare un campanello d' allarme tra Barbara, Eleonora e Luigi, i figli delle nozze tra l' ex-Cav e Veronica Lario.

 

IL TESORETTO IN CASSA

BERLUSCONI IN OSPEDALE - IL FIGLIO PIERSILVIOBERLUSCONI IN OSPEDALE - IL FIGLIO PIERSILVIO

La holding di Arcore ha iniziato a mettere mano al tesoretto in cassa (circa 700 milioni) per proteggere i "beni" dei due eredi di primo letto dell' ex-Cav: una decina di milioni sono stati spesi per comprare a Piazza Affari il 2,9% della Mondadori, arrotondando la partecipazione al 53%. Altri 200 dovrebbero andarsene da qui a fine anno per rastrellare il 5% di Mediaset e alzare l' argine anti-francesi. Atti dovuti per non perdere le posizioni conquistate, certo. Ma quanto basta per far inarcare qualche sopracciglio in famiglia (qualcuno ha letto in questo senso anche il congelamento di 20 milioni sui conti correnti dell' ex-Cav chiesto e ottenuto da Veronica). E convincere Silvio - un po' riluttante - a valutare una discesa in campo in prima persona per cercare sottotraccia un armistizio con Bollorè, in fondo un suo ex-alleato.

 

eleonora berlusconi e veronica larioeleonora berlusconi e veronica lario

Un passo necessario per evitare che gli effetti collaterali della guerra transalpina facciano deflagrare di nuovo la Dinasty patrimoniale di Arcore. L' incubo di Mediaset e Fininvest in questi mesi - a ragione o a torto - si chiama Premium. "La Fiat Tipo che ci hanno venduto spacciandola per una Ferrari", come dice sarcastico (esagerando) il numero uno di Vivendi Arnaud de Puyfontaine. Di sicuro un' avventura iniziata nel 2004 e decollata nel 2008 da sempre avara di soddisfazioni.

 

L' irriducibile Piersilvio - comprensibilmente visto il suo ruolo di regista nell' operazione - difende ancora oggi la ratio dell' investimento: «Dovevamo bloccare Sky», ricorda sempre, evitando che sfruttasse il trampolino del satellite per mettere sotto scacco Mediaset nella tv generalista. Non solo: c' erano da utilizzare le frequenze e sfruttare le sinergie pluripiattaforma del Biscione, ha ripetuto agli analisti a gennaio a Londra presentando il piano industriale di Cologno.

 

UN SOGNO COSTOSO

LUIGI BERLUSCONILUIGI BERLUSCONI

Peccato che il sogno sia costato tantissimo. E gli obiettivi, in buona parte, siano stati mancati. Il target iniziale di Premium era arrivare al pareggio nel 2011 e "rubare" almeno 500mila abbonati dalle reti di Rupert Murdoch. Il nero in bilancio non è mai arrivato. Anzi, il corto circuito con Vivendi è costato solo nel 2016 più di 341 milioni. I dati delle sottoscrizioni a Sky - come ammette onestamente la stessa Mediaset - si sono appiattiti ma non sono crollati. E nell' ultimo anno Santa Giulia è riuscita ad aggiungere 68mila abbonati.

 

L' unica soddisfazione, se così si può dire, è che la concorrenza alle aste sui diritti del calcio abbia costretto Sky a spendere più del previsto, penalizzandone la redditività a riducendo le risorse per sbarcare sulla tv generalista. Murdoch però ci è arrivato lo stesso. Mentre i massicci investimenti del Biscione sul calcio (630 milioni l' anno, 373 per 248 partite di Serie A e 230 per la Champions) hanno messo ko definitivamente i conti di Cologno.

BOLLORE BERLUSCONIBOLLORE BERLUSCONI

 

Piersilvio è sempre stato convinto - e lo è anche oggi - che la piattaforma avesse comunque un valore. In fondo Telefonica ne aveva rilevato l' 11% per 100 milioni e Credit Suisse non più di tre anni fa la valutava 1,1 miliardi. Quando nell' aprile 2017 Vivendi ha staccato l' assegno da un miliardo, l' ad di Mediaset era convinto di aver fatto Bingo. Poi il voltafaccia dei francesi ha cambiato tutto e oggi il re è nudo. Cologno ha ridimensionato drasticamente il progetto pay-tv, riducendolo in sostanza a uno strumento a disposizione di altri operatori («Siamo l' unica piattaforma di questo tipo in Italia con 2 milioni di clienti») e ha rivisto il suo impegno nel calcio a blitz "opportunistici". Goldman Sachs ha tagliato da 500 a 100 milioni il valore del business, Morgan Stanley da 330 a zero. E dei 483 milioni di miglioramento di redditività previsti dalla banca d' affari Usa al 2020, la metà arriva dalla chiusura di Premium.

 

Berlusconi e MurdochBerlusconi e Murdoch

La frittata però ormai è fatta. Certo, il percorso per recuperare l' utile nei conti di Mediaset già nel 2017 è stato imboccato. Peccato che nel frattempo il cavallo di Troia della pay-tv abbia aperto la strada al blitz di Vivendi, salita minacciosamente al 29% del capitale di Cologno. E che la campagna di Francia rischia di mandare gambe all' aria il paziente lavoro fatto da Marina per disboscare da sprechi e zavorre i conti di Fininvest e per dare basi durature alla pace familiare. Forgiando con il new look del Biscione una holding più moderna e agile.

 

SPAZIO PER NEGOZIARE

Gli spazi per arrivare a una soluzione concordata ad Arcore, volendo, non mancano. Al netto dei guai della pay-tv, in effetti, i flussi dei dividendi verso i piani alti dell' impero di casa non si sono mai ininterrotti. E anche nei periodi di vacche magre il Biscione (che ha oltre 1,5 miliardi di riserve distribuibili ai soci) ha messo mano al fieno ammassato in cascina negli anni d' oro per girare ai cinque figli di Silvio qualcosa come 6-7 milioni di dividendi a testa l' anno. Il nodo però resta quello di sempre: Fininvest è una realtà dove due figli hanno un posto di lavoro - tra l' altro ben remunerato, Piersilvio ha preso 1,4 milioni nel 2015 da Mediaset - mentre gli altri tre, a maggior ragione dopo la cessione del Milan di Barbara, sono solo soci ben pagati.

BERLUSCONI E LI YONGHONGBERLUSCONI E LI YONGHONG

 

La redistribuzione I soldi, anche quando non mancano, sono spesso il miglior collante delle famiglie. E i figli di Veronica avevano con ogni probabilità messo gli occhi sulla liquidità raccolta grazie all' austerity di Marina (500 milioni di plusvalenza, per ironia della sorte, avrebbero dovuto arrivare pure in Mediaset con la cessione di Premium ai francesi) per redistribuire almeno in parte il patrimonio di Arcore. I prossimi mesi diranno se si erano illusi. Se, come tutti auspicano anche a Villa san Martino, la partita della pay-tv e della scalata francese si concluderà con un armistizio, il tesoretto rimarrà disponibile per una prima risistemazione dei beni di famiglia.

berlusconi e murdoch berlusconi e murdoch

 

Se si scatenerà la guerra d' Opa sulle tv, i due rami della dinastia - dieci anni dopo l' offerta di acquisto da parte di Murdoch - si troveranno di nuovo davanti al bivio: vendere le tv e fare cassa o resistere? Barbara, con il senno di poi, aveva detto che lei avrebbe ceduto Mediaset a News Corp. Chissà cosa direbbe ora.

 

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