SPAMMARSI UN PO’ - SOPRESA: ADBLOCK, IL PROGRAMMA CHE FILTRA LA PUBBLICITÀ ONLINE, RICEVE SOLDI DAI GIGANTI DEL WEB PER SBLOCCARE LE LORO INSERZIONI

Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera

 

ADBLOCK IL BLOCCA PUBBLICITA  ONLINEADBLOCK IL BLOCCA PUBBLICITA ONLINE

Alcuni giganti del web, da Microsoft a Google passando per Amazon, pagano la società tedesca Eyeo per il «privilegio», di bypassare, coi loro annunci pubblicitari, i filtri di Adblock Plus, un software che molti utenti installano sui loro «browser» proprio per sfuggire al bombardamento dell’«advertising online». 


La notizia, pubblicata ieri dal Financial Times , ha provocato reazioni che vanno dall’indignato allo stupito. Nel silenzio di tutti i principali interlocutori, si può essere tentati di ricorrere ad espressioni forti tipo pagamenti sottobanco. Qualcuno vorrebbe parlare addirittura di «mazzette», ma in realtà quelle che stiamo cominciando a intravvedere nel gran polverone di dati e messaggi scambianti in rete sono transazioni che, se venissero confermate, non dovrebbero avere nulla di illecito. Il filtro è uno strumento messo a disposizione di alcuni utenti: chi lo utilizza se lo prende con tutte le correzioni dei suoi meccanismi interni decisi da chi l’ha sviluppato. 

ADBLOCK IL BLOCCA  PUBBLICITA ONLINEADBLOCK IL BLOCCA PUBBLICITA ONLINE


La notizia, se vogliamo, non è nemmeno nuova: nel maggio del 2013 Microsoft ammise i pagamenti e allora il sito tedesco «Horizont» scrisse, non smentito, che Google e altri pagavano per eludere i «buttafuori» di Adblock. E allora perché lo scalpore di oggi con siti tecnologici come Gizmodo che parlano di «tecniche di stile mafioso»? Perché, nonostante tutte le disillusioni di questi anni, sotto sotto continuiamo a credere che gli operatori del web siano imprenditori che magari non sono i «missionari del bene» dello slogan originario dei fondatori di Google («don’t be evil»), ma hanno comunque un’etica degli affari che, tra economia della condivisione e servizi offerti gratuitamente agli utenti, è ben superiore a quella dei vecchi «padroni del vapore». 

ADBLOCK IL BLOCCA PUBBLICITA ONLINEADBLOCK IL BLOCCA PUBBLICITA ONLINE


Entro certi limiti la cosa è forse anche vera, ma basta grattare poco oltre la superficie per scoprire che il capitalismo digitale offre mille opportunità di guadagno «border line» tanto agli squali della rete quando ai geni della Silicon Valley con la faccia da filantropi. 


E, cosa forse ancora peggiore, la complessità di queste tecnologie unita alla segretezza delle transazioni tra aziende private che non hanno alcun obbligo di comunicare i loro affari, rendono impossibile comprendere fino in fondo quello che sta realmente accadendo in un ecosistema della comunicazione nel quale, pure, siamo tutti immersi. 

LARRY PAGE AL GOOGLE I-OLARRY PAGE AL GOOGLE I-O


Così, non è nemmeno chiaro chi sia il «cattivo» di questa storia di esattori che comprano e vendono pezzi della nostra attenzione: le onnipotenti multinazionali di Internet che pagano (sottobanco?) per continuare a sommergerci di pubblicità? O la società che ha creato il software di protezione, salvo poi vendere esenzioni un tanto al chilo? Certo, nessuno è obbligato a usare il filtro di Adblock che, pure, ha 300 milioni di utenti. Chi lo considera disonesto o inaffidabile può rivolgersi ad altri o rinunciare a filtrare gli annunci. 

windows 10  8windows 10 8


La società tedesca sostiene di aver creato già da anni (forse fin dal 2011) una «Acceptable Ads whitelist», ossia un elenco di piccole società e siti che, producendo un volume di pubblicità molto limitato e poco invadente, non vengono assoggettati alla mannaia del filtro. Per queste società l’esenzione è gratuita, mentre i grandi operatori del web pagano per ottenere il «salvacondotto», nessuno sa quanto. 


In discussione, tra l’altro, non è solo la liceità e la trasparenza di queste esenzioni, ma il meccanismo stesso del filtro. Da anni in rete si discute del fatto che per Internet, alimentato fin dalle origini dal lavoro volontario degli utenti ma anche dalla pubblicità generata dal web, strumenti come Adblock finiscono per operare come dei «killer» della libertà di navigazione. E in Germania ci sono già editori che, sentendosi danneggiati dai filtri in questione, hanno trascinando Eyeo in tribunale chiedendole i danni: l’hanno fatto la rete televisiva RTL e ProSieben-Sat.1 mentre anche alcuni editori francesi starebbero considerando mosse analoghe. 

jeff bezos 169jeff bezos 169


Troppo spesso gli enti di regolamentazione, soprattutto in Europa, hanno operato come freni all’innovazione e alla creatività degli imprenditori. Ma quella di costruire caselli sulle autostrade digitali e far pagare pedaggi «selettivi» è una pratica che di innovativo ha ben poco. 

 

Ultimi Dagoreport

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI