ALITALIA, È FINITA LA PACCHIA - DOPO 3 ANNI IN REGALO DAL BANANA PER SPREMERE LA TRATTA D’ORO FIUMICINO-LINATE, L’ANTITRUST HA DICHIARATO VIA LIBERA ALLA CONCORRENZA E STOP AI PREZZI FOLLI DELLA FU COMPAGNIA DI BANDIERA - ALITALIA IMPUGNA LA DECISIONE: “I TRENI VELOCI HANNO SCIPPATO 1 MILIONE DI PASSEGGERI L’ANNO” (E ALLORA?) - EASYJET E LUFTHANSA SPERANO DI PAPPARSI I PREZIOSI SLOT…

Ettore Livini per "la Repubblica"

L'Antitrust spiazza Alitalia e apre alla concorrenza la Fiumicino-Linate, una delle tratte aeree (malgrado la sfida del Frecciarossa) più redditizie d'Europa. L'Authority guidata da Giovanni Pitruzzella ha concluso l'indagine sul matrimonio tra l'ex-compagnia di bandiera ed Air One, nozze cui il Governo Berlusconi - dopo la cessione della Magliana alla cordata guidata da Roberto Colaninno - aveva garantito tre anni di immunità antitrust. Oggi, scaduto il termine, è arrivata la sentenza: sulla rotta Roma-Milano «si è creata una situazione di monopolio» che deve essere rimossa entro il prossimo 28 ottobre con l'apertura del collegamento a un nuovo vettore.

Alitalia - che ha già impugnato la decisione al Tar - dovrà presentare entro 90 giorni le misure necessarie per far spazio alla concorrenza. Tradotto in soldoni, la compagnia tricolore dovrà cedere un po' dei suoi diritti di decollo sui due aeroporti negli orari più appetibili della giornata, quelli tra le 7 e le 9 di mattina e dopo le 18. In lista d'attesa per lanciare la sfida ci sono almeno due agguerriti concorrenti: Easyjet e Air Dolomiti (controllata della Lufthansa). E in fila potrebbe mettersi pure Meridiana.

Alitalia, naturalmente, è pronta a dar battaglia. Legale e commerciale. I suoi avvocati hanno già inoltrato ricorso al tribunale amministrativo chiedendo la sospensiva del provvedimento: «Sono sorpreso - ha dichiarato l'ad Andrea Ragnetti - . La decisione si basa su un presupposto sbagliato: quello secondo cui il treno ad alta velocità non è un concorrente diretto dell'aereo».

Comunque vada, i collegamenti (e i prezzi) sulla RomaMilano sono destinati a cambiare radicalmente. L'entrata in servizio del Frecciarossa nel 2009 ha già rivoluzionato il traffico tra la Madonnina e il Colosseo: la quota dei passeggeri che scelgono il treno è salita dal 36% al 56%, quelli che si imbarcano in aereo sono scesi dal 51% al 32%. La prova nei numeri - dicono in Alitalia - dell'impatto dell'alta velocità su questa direttrice. Due anni fa l'aerolinea trasportava la due città 2,47 milioni di persone, oggi solo 1,52 milioni.

Il problema, dice l'Antitrust,è che i prezzi non sono scesi in egual misura. Il costo medio di un biglietto Alitalia viaggiava nel 2009 tra i 100 e i 130 euro mentre dodici mesi dopo - complice il taglio dei collegamenti da 70 a 50 al giorno - era già balzato a 130-160 euro, valore sceso di qualche euro lo scorso anno. Negli orari di punta (la mattina presto e il tardo pomeriggio) il traffico è calato meno del 10% mentre il rendimento medio per passeggero è cresciuto del 40%. Balzo che, secondo i tecnici dell'Authority giustifica da solo l'apertura del mercato aereo a un nuovo concorrente.

Di quanto caleranno i prezzi? «C'è margine per ridurli del 30-40%», dice Andrea Giuricin dell'Istituto Bruno Leoni. Anche perché il debutto il prossimo 29 aprile di Italo, il treno ad alta velocità della Ntv, porterà ulteriore pressione sulle tariffe. Il pedaggio più salato per Alitalia potrebbe essere quello sui biglietti comperati a ridosso della partenza, il segmento su cui lucra i ritorni più alti.

Un posto andata e ritorno sul Linate-Fiumicino di oggi (vedi tabella in pagina) costava ieri a mezzogiorno su internet 549 euro. E da qua al 24 aprile era difficile trovare offerte in orari di punta a prezzi inferiori ai 240 euro. Le tariffe si ridimensionano solo prenotando con largo anticipo - un'opportunità che non capita spesso a chi viaggia per affari - scendendo vicine alla soglia dei 100 euro. Il Frecciarossa in versione last minute è molto più economico: un viaggio per oggi (in prima classe) costava 24 ore fa 159 euro. Stesso discorso vale per la soluzione low-cost con Easyjet: per un biglietto da Malpensa - partenza stamattina - a Fiumicino e viceversa veniva ieri "solo" 204 euro, malgrado le tasse (ei consumi di carburante) dallo scalo bustocco siano superiori a quelli da Linate.

Quest'ultimo confronto dà un'idea dei potenziali benefici per i consumatori della competizione sui voli tra la capitale e il Duomo. Carta canta: le tariffe della compagnia inglese sono in media più economiche del 50% rispetto a quelle dell'aerolinea tricolore. I tempi del decollo della concorrenza sulla Fiumicino-Linate sono dettati ora da quelli della giustizia. Alitalia potrebbe contrastare le richieste dell'antitrust fino al consiglio di Stato e in ogni caso pare difficile che il nuovo vettore sbarchi su questa rotta prima del prossimo marzo.

Ad applaudire la decisione dell'Authority è stata ieri, con una sorta di nemesi storica, la Lega Nord. «Lo stop al monopolio è un bene, noi lo chiedevamo da tempo», ha detto il deputato del Carroccio Marco Reguzzoni. Peccato che il partito di Umberto Bossi, tre anni fa, abbia dato il suo voto (decisivo) per regalare ad Alitalia l'immunità triennale dalle indagini dell'Antitrust.

 

 

ROBERTO COLANINNO AlitaliaALITALIAFreccia RossaANDREA RAGNETTI easyjetMARCO REGUZZONI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…