tim cook apple auto car icar

UNA MELA AL GIORNO TOGLIE IL GUIDATORE DI TORNO - APPLE SVELA IL SEGRETO DI PULCINELLA, LO SBARCO NEL SETTORE DELL’AUTO AUTONOMA - TIM COOK HA 250 MILIARDI DI DOLLARI IN CASSA (IN PARADISI FISCALI) E PUO’ COMPRARSI CHI VUOLE, DA TESLA IN SU. CON QUALCHE AIUTINO DEL TANTO BISTRATTATO TRUMP, CHE POTREBBE PORTARE UN CONDONO FISCALE E UN MINISTRO DEI TRASPORTI “AMICO” DELLA SILICON VALLEY

Michele Masneri per Il Foglio

 

APPLE CARAPPLE CAR

San Francisco. Si scalda la corsa verso la rivoluzione dell’auto del futuro. Che nascerà in California. Per la prima volta Apple ha ammesso infatti in una lettera alle autorità statunitensi di stare lavorando a un progetto di automobile; quello del progetto di una “iCar” o come si chiamerà era il segreto finora meglio custodito della Silicon Valley; ma negli anni si sono diffusi infatti rumors sempre smentiti; recentemente, infine, si era parlato di un’offerta di acquisto da parte del gruppo di Cupertino verso l’inglese MacLaren (smentito da MacLaren, non da Apple).

 

Ma ultimamente il progetto “Titan”, nome in codice per lo sbarco di Apple nel settore automotive, era dato per spacciato, anche se come è noto il gruppo fondato da Steve Jobs dispone di una liquidità (250 miliardi di dollari) tale da poter penetrare in qualunque settore industriale anche ad alto tasso di capitale come quello automobilistico.

 

TIM COOKTIM COOK

Anche la scelta del responsabile finanziario, il cfo romano Luca Maestri, che proprio dall’auto proviene (avendo lavorato a lungo a General Motors) era sembrata un chiaro segnale. Adesso però arriva la conferma: Apple ha infatti inviato una lettera alla Motorizzazione americana, la Nhtsa, National Highway Traffic Safety Administration, in cui ammette di stare lavorando a una vettura in grado di guidarsi da sola.

 

trump contro appletrump contro apple

"Il nostro gruppo sta investendo molto nello studio del machine learning e nel potenziale dell’automazione in molti settori, tra cui i trasporti”, scrive il responsabile del prodotto Apple Steve Kenner nella missiva di cinque pagine, che chiede tra l’altro un equo trattamento per le società del settore, con regolamentazioni che non appesantiscano troppo le aziende. La lettera arriva come risposta alla richiesta della stessa Nhtsa che dovrà predisporre nuovi standard giuridici per un settore che verrà totalmente rivoluzionato, e cambierà completamente le regole del gioco con ricadute molto estese (basti pensare al settore delle assicurazioni).

tesla model s   tesla model s

 

Finora non era chiaro se Apple puntasse sull’auto autonoma o su quella elettrica, ma adesso le cose cambiano: e Apple è intenzionata a partecipare alla prossima rivoluzione industriale e alle sue ricadute estese, che Morgan Stanley stima in 10 trilioni di dollari. Oltre ad Apple sta investendo nel settore Google, e poi i grandi nomi dell’auto come Volkswagen, Mercedes, General Motors, Ford. Ma anche  player nuovi come Tesla o Uber (valutata 70 miliardi di dollari, che sta testando i suoi “taxi” senza conducente, e che potrebbe presto andare in Borsa). O la concorrente Lyft, che prevede entro il 2025 solo taxi a guida autonoma.

apple car conceptapple car concept

 

Ma per Apple la partita è doppiamente strategica: l’auto arriverebbe infatti in un momento in cui i suoi prodotti tradizionali (dai computer agli iPad) sono ormai appannati, quelli nuovi non hanno sfondato (iWatch) e anche le vendite di iPhone per la prima volta nella storia dell’azienda sono in calo (dell’11 per cento secondo alcune ricerche di mercato).

 

 

concept apple carconcept apple car

Paradossalmente, poi, Apple potrebbe beneficiare della tanto vituperata amministrazione Trump: il presidente eletto ha annunciato infatti un rimpatrio di capitali con aliquota al 10 per cento: rispetto al 30 per cento attuale, Apple risparmierebbe così  43 miliardi di dollari sui 237,6 miliardi di dollari che tiene all’estero.

 

concept apple car concept apple car

La casa guidata da Tim Cook insieme ai colleghi dell’auto autonoma avrebbe poi un ulteriore beneficio imprevisto dalla amministrazione trumpiana: il segretario ai Trasporti in pectore, Elaine Chao, già ministro del Lavoro con George W. Bush, è infatti una paladina della sharing economy e delle nuove tecnologie. “Le politiche governative non devono indebolire l’innovazione che ha reso questo settore un esplosivo driver di crescita e di posti di lavoro”, ha detto qualche tempo fa Chao, che si è distinta peraltro per una aggressiva politica di de-regolazione quando è stata titolare del Lavoro.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...