A CHI FA GOLA IL MONTEPACCHI DI SIENA - LE AZIONI MPS CONTINUANO A CORRERE: L'HEDGE FUND OCH ZIFF HA ACQUISTATO L'8% DALLA FONDAZIONE MPS. CHE INTANTO HA VOTATO L'AZIONE DI RESPONSABILITA' CONTRO GLI EX VERTICI DELL'ENTE

1-BORSA: MPS SCATTA A +8%, GIA' TRATTATO IL 5% DEL CAPITALE ORDINARIO
Da ‘Radiocor'

Rally senza sosta per Mps: in mezz'ora e' passato di mano il 4,9% del capitale ordinario e il titolo guadagna l'8,18% a 0,2389 euro dopo aver toccato un massimo di 0,2459. Secondo Il Sole 24 ore a scatenare gli acquisti ieri, quando gli scambi hanno riguardato il 12% del capitale, sarebbero state le vendite ai blocchi di una parte della partecipazione della Fondazione Mps. La cessione, in base alle ricostruzioni di stampa, avrebbe riguardato circa l'8% del capitale e prezzi intorno ai 16-17 centesimi per titolo. Tra gli acquirenti, Il Sole 24 Ore segnala in prima fila l'hedge Och Ziff. Nessuna conferma ufficiale e' arrivata ne' dal lato venditore ne' dal compratore. Fon --

2-ENTE MPS VENDE L'8%, HEDGE IN CAMPO
Marco Ferrando e Walter Riolfi per ‘Il Sole 24 Ore'

La Fondazione Mps che vende, almeno un hedge fund che compra, i mercati che guardano con interesse crescente all'Italia e alle banche in particolare, considerate le più sottovalutate in Europa. C'è tutto questo dietro al balzo record di banca Monte dei Paschi di Siena, che ieri in una sola seduta di Borsa tempestata di sospensioni per eccesso di volatilità ha messo a segno un balzo del 19,24% e ha visto passare di mano il 12,5% del capitale, un dato che sa di primato storico per il Monte.

Secondo le informazioni raccolte da Il Sole 24 Ore in ambienti di borsa, a innescare la corsa del titolo sarebbe stata la Fondazione Mps, che avrebbe venduto una quota pari a circa l'8% ai blocchi, e in particolare all'hedge fund Och-Ziff Capital Management, tra quelli che da settimane risultavano interessati al titolo di Rocca Salimbeni; il fondo, contattato da Il Sole, non si è reso subito disponibile per un commento.

Tornando all'operazione, sarebbe avvenuta a un prezzo realisticamente vicino ai 16-17 cent (l'apertura di ieri, 0,18, più lo sconto) di cui si sarebbe sparsa la voce tra gli operatori finanziari verso fine mattinata: di qui l'accelerazione improvvisa scattata intorno alle 13, che si è prolungata per tutto il pomeriggio fino alla chiusura a quota 0,22, ai massimi da quattro mesi. Partiti gli acquisti, è stato difficile fermarli: oggi il titolo del Monte è quello con lo scoperto maggiore tra gli europei del credito, e da sola, una banca d'affari come Jp Morgan avrebbe negoziato in giornata oltre 200 milioni di titoli.

Massima attenzione su quanto accaduto ieri da parte di Consob, che ha chiesto chiarimenti a tutti i soggetti coinvolti, dai trader fino alla Fondazione Mps. A quanto si apprende, tuttavia, già dai primi rilievi effettuati ieri sarebbe emersa l'attività sia degli attuali azionisti della banca, in qualità di venditori, sia di operatori di trading, a conferma dunque di una doppia partita giocata di fatto in parallelo tra la Fondazioni, gli hedge e gli investitori costretti alle ricoperture.

Le prossime tappe
Certo la discesa in campo degli hedge fund suona come una buona notizia per le sorti di Siena, un passo in avanti verso una composizione degli interessi della Fondazione e della banca, con il doppio effetto di avvicinare l'aumento di capitale da tre miliardi e allontanare lo spettro della nazionalizzazione. Incassata una cifra vicina ai 200 milioni solo dalla cessione a Och Ziff, la Fondazione oggi si troverebbe di poco sopra al 20% e con le casse rimpolpate, dunque nella migliore condizione per negoziare in 2-3 settimana la cessione di un altro pacchetto del 10-15% della banca con un investitore di lungo periodo, magari rispolverando l'opzione dei fondi sovrani o delle altre Fondazioni italiane.

L'azione di responsabilità
Sulle notizie di mercato ieri l'ente guidato da Antonella Mansi non ha voluto commentare. Anche perché per la Fondazione è stata una giornata significativa su tutt'altra partita: la deputazione generale ha deliberato l'azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici di Palazzo Sansedoni ma anche delle banche e degli advisor coinvolti nella sottoscrizione indiretta dell'aumento di capitale del 2008 e della sottoscrizione del prestito del 2011.

Lo ha resto noto con un comunicato la stessa Fondazione, dopo che l'organo di indirizzo aveva esaminato il parere richiesto dallo stesso Ente a un gruppo di esperti e anticipato domenica da Il Sole 24 Ore; per la sottoscrizione indiretta dell'aumento di capitale del 2008 la Fondazione ha ritenuto sussistere i presupposti per l'esercizio dell'azione di responsabilità a carico della deputazione amministratrice allora in carica e dell'advisor della Fondazione, che era Jp Morgan; per la sottoscrizione di un prestito di 600 milioni a carico, l'azione sarà anche rivolta contro le banche che hanno concesso il prestito, un pool di 12 istituti.

A questo punto la parola passa di nuovo alla deputazione amministratrice e al presidente, «per il compimento di ogni e qualsivoglia attività necessaria e/o opportuna per l'instaurazione dei giudizi di cui alle azioni indicate, per quanto di competenza di ciascuno».

 

OCH ZIFF c mpsmontepaschi siena sedeMANSI E PROFUMOALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLA larticolo sul sito Zero Hedge Daniel Och

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