dazi coldiretti ursula von der leyen donald trump

GLI AGRICOLTORI ITALIANI SI SONO ROTTI IL DAZIO – IL SEGRETARIO GENERALE DI COLDIRETTI, VINCENZO GESMUNDO, SFERRA UNA DURISSIMA CRITICA A URSULA VON DER LEYEN PER AVER CEDUTO SU TUTTA LA LINEA NELL’ACCORDO CON TRUMP SULLE TARIFFE: “LA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SI SCAVA UNA CONSOLANTE TRINCEA (‘ABBIAMO EVITATO IL PEGGIO’). DIETRO L’ATTEGGIAMENTO AUTO-CONSOLATORIO C’È UNA PAUROSA INCONSAPEVOLEZZA DELLE CONSEGUENZE MATERIALI CHE QUESTO RISCHIA DI AVERE PER IL TESSUTO SOCIALE, ECONOMICO ED ESISTENZIALE DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PRODUTTORI AGRICOLI. È L’ASSORDANTE E CONSOLATORIO SILENZIO DEI GRUPPI DIRIGENTI EUROPEI A PREOCCUPARCI” (A GIORGIA MELONI FISCHIERANNO LE ORECCHIE?)

Estratto dell’articolo di Vincenzo Gesmundo* per “Il Sole 24 Ore” * Segretario Generale di Coldiretti

 

VINCENZO GESMUNDO 1

Sembra dunque che il processo negoziale recentemente conclusosi fra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il massimo rappresentante della Ue, Ursula von der Leyen, abbia lasciato strascichi pesanti all’interno di autorevoli rappresentanti, studiosi, ex uomini politici e commentatori a vario titolo (sono fra questi), in Italia e all’estero.

 

[…]  Il motivo principale di questa deriva critica – da molti considerata denigratoria e anti-europea – sarebbe costituito dallo scarto fra le parole e i fatti e cioè fra l’annunciato magniloquente della von der Leyen («Cercheremo un accordo completamente equilibrato con Washington») e il risultato (per semplificare più 15% secco sulla gran parte dei prodotti europei, più una molteplicità di clausole aggiuntive tanto poco chiare quanto suasive come l’impegno all’acquisto di armi da parte della Ue in America).

 

URSULA VON DER LEYEN - DONALD TRUMP

La platea di critici va da Veneziani a Cacciari, da Draghi a D’Alema, da Tremonti a De Rita, al Presidente tedesco Merz. E naturalmente non si accontenta di sottolineare il deficit fra quanto viene raccontato e quanto accade, ma investe il ruolo stesso della Ue, le ambiguità e le oscillazioni sul conflitto in Ucraina, la sua totale marginalità in relazione alla vicenda israelo-palestinese, in buona sostanza l’irrilevanza sua e del suo “gruppetto” di tecnocrati, che rispondono esclusivamente a lei e a nessun altro.

 

Da questo coro manca solo chi è direttamente o indirettamente coinvolto: chi è complice infatti, a partire dalla maggioranza che sostiene la von der Leyen, rimane in silenzio. Mentre nei parlamenti nazionali le stesse famiglie politiche che esprimono i “silenziosi” di Bruxelles, sono in subbuglio.

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP

La Presidente della Commissione, dal canto suo, si scava una consolante trincea – «abbiamo evitato il peggio» o «era il meglio che potevamo raggiungere» – riecheggiando le considerazioni del suo Commissario all’Agricoltura che incassato il taglio alle provvidenze della PAC di 86 miliardi (oltre il 20% in meno) non ha trovato di meglio che commentare: «Ho salvato l’80% del budget».

 

Dal punto di vista di chi scrive, e credo delle centinaia di migliaia di imprenditori agricoli che rappresenta, in questa volgarizzazione della logica del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, vi è la riprova di un sostanziale venir meno del mandato che le era stato affidato.

 

ettore prandini vincenzo gesmundo

Ai tempi della Repubblica di Venezia, un comportamento del genere sarebbe valso alla von der Leyen e ai suoi sodali un processo per alto tradimento da parte del Consiglio dei Dieci.

E tuttavia viene da chiedersi cosa ci sia dietro l’atteggiamento auto-consolatorio della von der Leyen.

 

In primo luogo, crediamo, una paurosa inconsapevolezza delle conseguenze materiali – mi limito al settore agroalimentare – che il combinato disposto dei dazi e della fine dell’eccezionalismo agricolo rischiano di avere per il tessuto sociale, economico ed esistenziale di centinaia di migliaia di produttori agricoli. Significa esclusione dal mercato e in agricoltura una volta chiusa una stalla, è chiusa per sempre.

 

IL SIGNOR QUINDICIPERCENTO - DONALD TRUMP E URSULA VON DER LEYEN - MEME BY EMILIANO CARLI

Significa l’apertura indiscriminata a importazioni e a beni agroalimentari, lontani anni luce dagli standard qualitativi e sanitari che l’Europa ha saputo darsi, con conseguenze di lunga durata sulla salute dei cittadini.

 

In secondo luogo, si vede ad occhio nudo esaminando gli individuali percorsi di molta parte delle cosiddette elites europee, l’operare sotterraneo di un processo disgregativo che non ho timore di definire assordante silenzio, un processo che minaccia tutte le organizzazioni, tutte le istituzioni, tutte le realtà collettive e che ha come correlato ciò che gli anglosassoni definiscono “sliding doors”: al termine di un gioco, se ne apre sempre un altro, il groviglio di interessi che hai servito, ti consentirà una nuova entrata, un nuovo inizio.

 

Ancora la Repubblica di Venezia era attentissima a questo erosivo e mortale fattore e, pur essendo espressione di una oligarchia, per quanto estesa, cercava di porvi rimedio e per oltre mille anni ci riuscì. La sensazione è che a Palazzo Berlaymont, sede della Commissione Europea, quest’arte non l’abbiano imparata. Prevale la logica del “tutto che si tiene” indipendentemente dalle famiglie politiche e dai roboanti messaggi che a intermittenza esse lanciano ai loro poveri popoli.

 

vincenzo gesmundo foto di bacco (2)

Noi naturalmente ci auguriamo che per il nostro vino, il nostro olio, il nostro riso, i nostri formaggi e in genere per l’export europeo di qualità, con gli Usa ci siano margini di trattativa. Ma, ahimè è l’assordante e consolatorio silenzio dei gruppi dirigenti europei a preoccuparci.

 

Speriamo che battano un colpo, prima che sia troppo tardi, viste anche le giornate di Pechino con Cina, Russia e India che ci dicono, tra lo sbigottimento di coloro che pensavano che il mondo non sarebbe mai cambiato, che gli altri non aspettano l’Europa. Noi però non ci potremo mai rassegnare alla logica, in voga a Bruxelles, del “poteva andare peggio”.

URSULA VON DER LEYEN DONALD TRUMP - ANDREA CALOGERO PER LA STAMPADONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - G7 KANANASKIS - CANADAUrsula von der leyen e donald trump a Turnberry in Scozia - foto lapresse

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...