BANCOMAT BPM - DA LETTA ZIO AL SINDACALISTA BONANNI, PASSANDO PER IL PRESIDENTE DI MEDIASET CONFALONIERI: TUTTI COLORO CHE CHIEDEVANO FAVORI ALLA POPOLARE DI MILANO SOTTO IL REGNO DI PARA-PONZELLINI

Marco Lillo per ‘Il Fatto Quotidiano'

Bei tempi quando si poteva contare su una banca del Pdl. Il segretario generale della Fondazione di Alleanza Nazionale, Antonio Giordano, quando Massimo Ponzellini lasciò la presidenza della Bpm scriveva sconsolato il 18 gennaio del 2012 un sms nostalgico: "C'avevamo una banca".

Lo sapeva bene quanto è importante avere una banca Giordano, amico di Ignazio La Russa e socio della moglie nella Quintogest, una società che ha avuto credito per 45 milioni e che, dopo essere stata ceduta ad altri, è stata passata dalla banca alla posizione di ‘incaglio' per 3,8 milioni. E lo sanno bene tanti altri imprenditori che si sono raccomandati alla politica per avere un buon trattamento.

Ecco un elenco dei casi che emergono dal deposito delle carte dell'indagine su Bpm.

ALMAVIVA. Anche un potente dell'economia come Alberto Tripi,l'amministratore delegato di Almaviva, colosso dei call center con un fatturato da 700 milioni di euro e 27 mila lavoratori, ha un rapporto con Bom dai "connotati quantomeno inconsueti" per la Finanza. Per presentare un piano di patrimonializzazione nel 2009 si rivolge al vicecapogruppo di Forza Italia, il senatore Donato Bruno, allora presidente della commissione Affari costituzionali.

Il 17 settembre 2009 Tripi anticipa a Ponzellini la chiamata dell'onorevole con il quale discutere la patrimonializzazione e poi una seconda pratica, anche con Gianni, cioè Gianni Letta. "In effetti", annota la Guardia di Finanza, "come preannunciato da Tripi, giungono puntuali a Ponzellini le telefonate dell'onorevole Donato Bruno (18 settembre) e del noto Sottosegretario alla PresidenzadelConsiglioGianniLetta (2 ottobre) i quali sponsorizzano un incontro tra lo stesso Bruno, Tripi e Ponzellini". Letta al telefono spiega a Ponzellini come deve accogliere il suo amico Tripi: "amichevolmente e ascoltando quello che ti propongono" perché l'idea è "molto interessante e praticabile". E Ponzellini esegue. Il 23 ottobre, venti giorni dopo la telefonata di Letta arriva la delibera "a tempo di record".

LETTA. Gianni Letta chiede a Ponzellini anche "uno sforzo" per "un'impresa di Massa Carrara, la Fratelli Vernazza e Alma Ventura". Ed è è un vero rullo compressore che non perde un colpo nemmeno nei giorni tristi. Quando Ponzellini è dispiaciuto per la morte di Maria Angiolillo, la regina dei salotti romani, lui lo scuote: "ti chiamo proprio per questo sono in compagnia di Marco Bianchi Milella", cioé il figlio che poi sarà indagato per appropriazione indebita per l'eredità.

Per lui Letta chiede se "cortesemente Ponzellini può fare qualcosa di più dal punto di vista economico contributivo o trovargli una posizione migliore". Bisogna "trovare oltre a quella presidenza anche un incarico in un Cda in modo possa sommare due cose". Letta è chiaro: "lo considererò fatto per me".

LA CISL. I sindacati sono molto importanti nella Bpm. Il 2 settembre Giuseppe Gallo, segretario generale dei bancari della FIBA CISL, chiama Ponzellini e "cerca di combinare un appuntamento con Ponzellini e il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. Gallo", prosegue la di Finanza, "inoltre riferisce di aver mandato a Ponzellini tutto ciò che riguardava il Festival del lavoro al quale parteciperanno anche dei premi Nobel. Gallo invita Ponzellini a partecipare e a fornire una sponsorizzazione di 10-15 mila euro. Ponzellini dice che guarderà le carte, ma qualcosa gli darà di sicuro. Gallo si lamenta dei banchieri che partecipano agli eventi, ma nessuno contribuisce finanziariamente".

IL PREFETTO. Talvolta Bpm assolve anche in senso positivo al ruolo di banca di sistema. Il 15 settembre 2009 il prefetto Gian Valerio Lombardi parla a Ponzellini della Innse, una fabbrica occupata dagli operai. "Il Prefetto dice che sta facendo il commerciante, il mercante - scrive la Finanza - per mettere d'accordo tre o quattro parti private e sarebbe arrivato a una distanza tra le parti di 100 mila euro e chiede a Ponzellini se hanno una Fondazione per trovare questa somma per la pace sociale di Milano. Ponzellini dice di riferire che ha risolto, poi troverà lui il modo di trovare i soldi. Il Prefetto lo ringrazia dicendo che è sempre un grande amico".

CONFALONIERI. Poi c'è il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri che chiede a Ponzellini di dare una mano a "un bravo musicista, Hans Fazzari, per amore di Milano e della musica". E Ponzellini: "beh, diamogliela".

CERUTTI. Infine c'è il caso dell'azienda dell'allora presidente della società del Sole 24ore. Giancarlo Cerutti ottiene un prestito milionario per le sue tipografie e Ponzellini e commenta così con l'ex senatore Mario D'Urso: "Ho fatto il finanziamento, proprio perchè sei tu, a Cerutti però l'azienda è un cesso, te lo dico io che ho visto i bilanci però gli ho fatto il finanziamento, lui me l'ha chiesto, il Mario, io ho sempre ... il nome Mario". Mario D'Urso contento che il suo nome è una garanzia chiede: "il finanziamento o quel contributo del basket?"

Ponzellini replica: "il contributo al basket l'ho fatto a prescindere, perchè per amici... e gli ho fatto il finanziamento, no . .. svariati, svariati milioni a lui alla Cerutti and company". Nel 2013 l'azienda presenterà la richiesta di concordato preventivo.

 

GERONZI PONZELLINI E LIGRESTI TREMONTI E PONZELLINIRaffaele Bonanni logo BPMDonato Bruno LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI GIANNI LETTA Fedele Confalonieri

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