fassino

TORINO, ABBIAMO UNA BANCA! - VISTO CHE 11 ANNI FA IL BUON FASSINO DA SEGRETARIO DEL PD CHIEDEVE A CONSORTE SE IL PARTITO AVESSE CONQUISTATO BNL CON UNIPOL, ADESSO CHI HA BATTUTO FASSINO SI VUOL PRENDERE LA COMPAGNIA DI SANPAOLO E QUINDI INTESA E PURE LA FONDAZIONE CRT E QUINDI UNICREDIT

Andrea Montanari per Milano Finanza

 

APPENDINOAPPENDINO

Prendendo le chiavi della città di Torino non si assume solo potere politico, ma anche economico e finanziario. Lo sa bene il neo-sindaco Chiara Appendino del Movimento 5 Stelle, eletto al ballottaggio sconfiggendo il primo cittadino uscente, Piero Fassino, del Pd. Perché il Comune ha influenza significativa sui destini, e soprattutto sui vertici, non solo delle controllate quali la società di trasporti Gtt o la società che gestisce l’aeroporto di Caselle, Sagat.

 

Ma consente al primo cittadino di entrare nella stanza dei bottoni delle due principali banche italiane, Intesa Sanpaolo  e Unicredit . Perché l’ente locale ha un peso rilevante in termini di nomine nella Compagnia di Sanpaolo  e nella Fondazione Crt.

fassino appendinofassino appendino

 

E se quest’ultima ha visto calare nel tempo la proprio quota in Unicredit  dal 14,5% del 2000 all’attuale 2,5%, la Compagnia di Sanpaolo  è il primo azionista di Intesa  con il 9,3%. Una partecipazione che rappresenta il 59,7% del portafoglio (7,7 miliardi) dell’ente presieduto da Francesco Profumo.

 

Ed è per questa ragione che la 31enne imprenditrice, laureata all’Università Bocconi di Milano, figlia di Domenico Appendino, vicepresidente esecutivo di Prima Industrie  (fa riferimento a Gianfranco Carbonato, presidente di Confindustria Piemonte), ha voluto subito mettere in chiaro quale sarà la sua visione in merito alla fondazione.

raggi appendinoraggi appendino

 

«Non ho condiviso l’assetto delle nomine fatte nelle ultime settimane dal mio predecessore. Per questo nel regolamento della città di Torino introdurremo, come prevede il nostro programma, il semestre bianco in base al quale negli ultimi sei mesi del suo governo il sindaco non potrà fare nomine», ha detto sibillina la Appendino che non ha condiviso neppure la scelta fatto dalla Compagnia di Sanpaolo  di incrementare di 400 mila euro i fondi stanziati a favore dei vertici. Nomine, in particolare quelle del presidente Profumo (l’ex ministro era in precedenza il numero 1 della multiutility Iren) che già durante la campagna elettorale aveva schierarsi tutti gli sfidanti contro Fassino e la nomina-lampo.

fassino appendino fassino appendino

 

A dimostrazione che il tema è caldo, ieri è arrivata la replica della Compagnia che ha precisato come solo quattro dei 17 componenti del consiglio generale vengano indicati da istituzioni politiche elettive. In particolare, il Comune di Torino indica due consiglieri. E tradizionalmente, anche se non vi sono riferimenti nello statuto, il presidente è stato scelto tra i membri designati dall’ente pubblico locale. Mentre sul tema dello stanziamento dei 400 mila euro, la Fondazione è stata netta: «L’ipotesi di accantonamento nel budget è stata formulata per promuovere l’attivazione di organi tecnici e comitati scientifici».

ANTONIO MARIA MAROCCOANTONIO MARIA MAROCCO

 

Da questo scambio di battute che ruotato attorno al futuro del presidente Profumo e sugli assetti dell’ente, ruotano indirettamente su quelli di Intesa , si capisce che il movimento pentastellato di Beppe Grillo guarda con interesse al campo bancario e finanziario. Anche perché come detto il Comune di Torino ha la facoltà di indicare anche alcuni dei membri del consiglio d’indirizzo dell’altro ente, la Fondazione Crt presieduta da Antonio Maria Marocco socio di quella Unicredit che è in attesa di conoscere il nome del nuovo amministratore delegato.

 

francesco profumo irenfrancesco profumo iren

Tra l’altro, per uno strano incrocio del destino, era stato lo stesso Fassino, all’epoca dei fatti (2004-2005) segretario del Pd, a finire al centro di una telefonata, intercettata e poi pubblicata da Il Giornale il 31 dicembre del 2005, nella quale, in merito al tentativo di acquisto di Bnl da parte di Unipol , chiedeva al top manager del gruppo assicurativo di Bologna, Giovanni Consorte, «allora siamo padroni di una banca?».

 

Ma restando sempre a Piazza Affari, la Appendino oltre che sulla Centrale del Latte di Torino (il Comune ha il 20% della Finanziaria che controlla il 51% del gruppo quotato), terzo player del settore dopo Parmalat  e Granarolo dopo la fusione con la Centrale del latte di Firenze, Livorno e Pistoia (Mukki), potrebbe intervenire su Iren, partecipata al 35,96% pariteticamente al Comune di Genova attraverso la holding Fsu. E proprio ieri la multiutility ha perso il 5,2% in borsa, anche per lo stacco cedola (al municipio torinese ha fruttato circa 16 milioni d’incasso).

fassino sfondo consorte da IlSole24Orefassino sfondo consorte da IlSole24Ore

 

La Appendino ieri dopo una iniziale presa di posizione sulla società («non ho condiviso quelle nomine», ha detto in riferimento anche al presidente Paolo Peveraro il cui mandato scadrà nella primavera del 2019) ha corretto il tiro specificando che «la nomina di una società quotata avviene attraverso l’assemblea dei soci e quindi è svincolata da un atto amministrativo in capo al sindaco. Tra l’altro nel caso di Iren, c’è un patto di sindacato che riunisce i 74 comuni azionisti che designa congiuntamente i consiglieri e propone la nomina del presidente.

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…