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A CHE SERVE BERNABE’ IN TIM - BOLLORE’ L'HA VOLUTO PER DIALOGARE CON RENZI E PER GARANTIRLO SUL FRONTE DEI SERVIZI SEGRETI: TIM CONTROLLA SPARKLE, I COLLEGAMENTI DA E PER IL MEDIO ORIENTE (ISRAELE). TANTO A CUORE A CARRAI (CON CUI BERNABE’ E’ IN AFFARI)

 

Giovanni Pons per la Repubblica

 

franco bernabefranco bernabe

Come mai il gran capo di Vivendi, il finanziere bretone Vincent Bolloré, ha scelto di ributtare nella mischia di Telecom Italia l' ex presidente Franco Bernabé? La decisione può aver sorpreso molti, dal momento che il manager era uscito nel settembre 2013, dopo sei anni al vertice della società, in aperto contrasto con gli azionisti di allora, cioè gli spagnoli di Telefonica e le banche italiane con in testa Mediobanca e Generali.

 

Ma non molti ricordano che nell' autunno 2007 fu scelto dal comitato nomine di Mediobanca in cui fu decisiva la presa di posizione di Bolloré, in tandem con l' ex presidente Cesare Geronzi e contro i manager della merchant bank che invece volevano proiettare Gabriele Burgio alla guida di Telecom. Da quel momento Bernabé ha sempre mantenuto buoni rapporti con gli azionisti francesi di Mediobanca e nel cda di Telecom una delle poche persone che in diverse occasioni lo ha sostenuto è stato proprio Tarak Ben Ammar, il più fidato consigliere di Bolloré.

 

VINCENT BOLLORE TARAK BEN AMMARVINCENT BOLLORE TARAK BEN AMMAR

La scelta è poi da inquadrare nella particolare situazione in cui si trova Vivendi in Italia, con un piede in Telecom Italia (24%) e un altro piede in Mediaset (30%) dopo una aggressiva scalata alla società di Berlusconi. La doppia mossa voluta e perseguita con tenacia da Bolloré ha provocato finora contraccolpi non indifferenti: un' inchiesta della procura di Milano con avvisi di garanzia sia per lo stesso Bolloré sia per l' amministratore delegato di Vivendi Arnaud de Puyfontaine; un' inchiesta della Consob sulle modalità di rastrellamento e un' indagine dell' AgCom, che entro il 15 aprile dovrà stabilire se il gruppo francese secondo la legge italiana può mantenere entrambe le partecipazioni o se deve diminuire la sua presenza nell' una o nell' altra società.

TELECOM SPARKLETELECOM SPARKLE

 

Inoltre, fatto ancora più rilevante, al presidente di Telecom attualmente spetta la delega su Telecom Sparkle, la società proprietaria della rete che si estende in Europa, America e Asia e che ha una rilevanza strategica per l' Italia visto che da essa passano la gran parte delle comunicazioni da e per il Medio Oriente e l' area Mediterranea.

 

Orbene, se de Puyfontaine salisse alla presidenza di Telecom Italia, vorrebbe dire che un francese, perdipiù indagato dalla procura milanese, avrebbe il diretto accesso ai numeri e ai dati di Sparkle. E si può ben capire che il governo italiano, prima con Matteo Renzi ma anche adesso con Paolo Gentiloni, non veda di buon occhio una situazione del genere.

RECCHI ARANUD DE PUYFONTAINE CATTANEORECCHI ARANUD DE PUYFONTAINE CATTANEO

 

Si aggiunga che né l' attuale presidente Giuseppe Recchi né l' ad Flavio Cattaneo sono riusciti sinora a imbastire buoni rapporti con il governo italiano e con le istituzioni di controllo. Allora si capisce come mai a Bolloré sia venuto in mente di rispolverare la carta Bernabé nel ruolo di garante delle buone intenzioni dei francesi nei confronti delle istituzioni italiane, visti i rapporti con i servizi di sicurezza, con la magistratura e anche con le authority dal momento che durante la sua presidenza Telecom non aveva dovuto affrontare la pioggia di multe in cui è incappata successivamente.

 

mediaset vivendimediaset vivendi

Tuttavia è lecito domandarsi se basterà l' ingresso di Bernabé nel cda Telecom come consigliere indipendente. Difficile, tanto è vero che Bolloré si è tenuto in mano la possibilità di confermare, a valle dell' assemblea del 4 maggio, Recchi al vertice della società se il pronunciamento dell' AgCom fosse particolarmente duro e consigliasse ai francesi una strategia più morbida. Oppure il cda potrebbe decidere di distribuire diversamente le deleghe in modo da non attribuire a de Puyfontaine la supervisione di Sparkle.

 

Infine, c' è da chiedersi se il ritorno di Bernabé in Telecom non possa essere in qualche modo letto come una prossima apertura sul discusso tema della separazione della rete. Bernabé infatti, nell' ultimo anno della sua gestione, aveva sposato apertamente l' ipotesi della separazione in evidente contrasto con gli azionisti di allora. Contrasto che giocò un ruolo non marginale nella sua uscita anticipata dalla società.

 

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