BOLLORÉ D’ARCORÉ - DOPO 13 ANNI DI SALOTTI BUONI (MEDIOBANCA E GENERALI) IL BRETONE INCROCIA DI NUOVO IN TELECOM MA STAVOLTA PER UN TELESOGNO CON MEDIASET – MA C’È ANCHE UN’IDEA CARIOCA

1. DAI SALOTTI BUONI AL TELESOGNO CON MEDIASET LA CHANCE DI BOLLORÉ

Ettore Livini per “la Repubblica”

 

bollore article bollore article

La strada di Vincent Bolloré torna, 13 anni dopo, a incrociare quella di Telecom Italia. E questa volta, dopo quasi tre lustri in cui il finanziere bretone ha imparato a conoscere bene le regole (e i limiti) dei salotti di casa nostra, il gioco sembra essere molto più serio. Il 2001, in effetti, era un’altra epoca. Marco Tronchetti Provera stava comprando l’ex monopolio delle tlc da Roberto Colaninno.

 

E il pupillo di Antoine Bernehim – allora un outsider della finanza transalpina a caccia di sponde nel capitalismo di relazione tricolore – aveva rastrellato il 2% di Olivetti per sostenere la scalata del manager della Bicocca.

MARCO TRONCHETTI PROVERA SUL PALCO SERATA CALENDARIO PIRELLI MARCO TRONCHETTI PROVERA SUL PALCO SERATA CALENDARIO PIRELLI

 

Oggi è tutto un altro film. Telecom vale in Borsa l’84% in meno. Il collezionista di fumetti di Boulogne invece si è conquistato un ruolo di primo piano nell’establishment francese ed europeo (controlla l’agenzia pubblicitaria Havas ed è il primo azionista con il 5% di Vivendi) e ha costruito una rete di alleanze in Italia – all’interno del capitale di Mediobanca e con Silvio Berlusconi in primis – che potrebbero trasformare il suo blitz nelle telecomunicazioni romane nel primo passo di un progetto molto più ampio.

 

colaninno alitalia colaninno alitalia

Obiettivo finale, sussurra qualcuno, quella fusione tra Mediaset e Telecom che ad Arcore sognano da anni. «Sono amico dell’Italia, e investitore di lungo termine nel vostro paese», avrebbe detto ai collaboratori il bretone, in quella che sembra una disponibilità al ritorno di fiamma telefonico.

 

Fantafinanza? Si vedrà. Di sicuro Bollorè conosce bene i problemi sul tavolo. Nei media lavora da sempre. E in nome della focalizzazione sul business delle tv e della comunicazione ha appena combattuto (vincendo) una battaglia contro l’ex presidente di Vivendi, Jean Rene Fourtou. Sotto il cappello di Vivendi, oltre a Gvt e alla musica di Universal, c’è Canal +. Che da qualche mese ha chiesto di accedere alla data room di Mediaset premium per valutare investimenti nella pay-tv di Cologno.

Berlusconi SILVIOBerlusconi SILVIO

 

Un caso? Può darsi. Ma in un mondo in cui le tlc convergono verso le televisioni (Telefonica ha appena rilevato Digital + e il 10% di Premium), un Bollorè socio di Telecom Italia sarebbe più che un interlocutore privilegiato per l’ex Cavaliere. Anche i rapporti umani sull’asse Bretagna-Brianza sono solidi. Bolloré, con l’amico Tarak Ben Ammar e Cesare Geronzi, ha spalancato le porte di Mediobanca a Fininvest (il bretone ha il 7% di Piazzetta Cuccia, e punta all’8%).

 

SILVIO E PIERSILVIO BERLUSCONI SILVIO E PIERSILVIO BERLUSCONI

Una decina di giorni fa ha incontrato, ad Arcore, Pier Silvio Berlusconi. Informalmente, è stato spiegato, per parlare di pay-tv. Viste le novità di oggi quell’incontro va riconsiderato sotto un’altra luce. Fonti vicine a Bolloré gettano acqua sul fuoco: «Il caso Telecom gli è scoppiato tra le mani. E di Vivendi è presidente da solo un mese. Ora prenderà tempo per vedere che fare di Gvt, e un asse con Mediaset non è in cima ai suoi pensieri».

 

COLOGNO MONZESECOLOGNO MONZESE

Negli affari, aggiungono con malizia, «i soldi contano più delle amicizie». Ne sa qualcosa proprio Bernheim, che dopo aver fatto da sensale per lo sbarco del finanziere in Italia e in Mediobanca, Generali e Fonsai, ha poi definito Bolloré come il killer che lo aveva fatto fuori dal cda di Trieste: «Un mascalzone», fu il sobrio giudizio affidato a Le Point.

Tarak Ben Ammar Tarak Ben Ammar


I salotti buoni, del resto, non hanno lasciato finora un grandissimo ricordo in Bolloré. La quota in Mediobanca è stata svalutata di 65 milioni negli ultimi due anni. Il progetto di nozze tra Groupama e Sai – farina del suo sacco – è finito nel nulla, regalandogli solo una multa di 3 milioni dalla Consob per le operazioni sui titoli Premafin. Facile prevedere che su Telecom (e Mediaset) andrà questa volta con i piedi di piombo.

 

2. IL RUOLO DI BOLLORÉ NEL RIASSETTO TELECOM

Fabio Tamburini per “Il Corriere della Sera”

 

MEDIOBANCAMEDIOBANCA

Il contropiede estivo di César Alierta smarca Telefonica dallo stallo in Italia, ma rappresenta più il fischio d’inizio del secondo tempo che quello triplo di chiusura della partita. Finora il bilancio, per quanto riguarda il gruppo spagnolo, è a doppia lettura. Negativo perché l’operazione Telecom ha significato perdite pesanti. Tuttavia ha avuto l’effetto di paralizzare la società italiana, di cui Telefonica è tuttora l’azionista di maggior peso.

 

Cesare Geronzi Cesare Geronzi

Il risultato è che negli ultimi 15 anni il rapporto tra le due compagnie si è invertito a favore degli spagnoli, in forte crescita mentre la società italiana ha perso posizioni importanti. La prima reazione al blitz di Alierta dell’amministratore delegato di Telecom, Marco Patuano, è stata, e ancora è, rispondere colpo su colpo in Brasile, rilanciando su Gvt, una operazione allo studio da mesi.

 

IL GRAN RABBINO FRANCESE GILLES BERNHEIM IL GRAN RABBINO FRANCESE GILLES BERNHEIM

Ma per farlo occorrono soldi, tanti soldi, perché l’offerta degli spagnoli è generosa. E Telecom non li ha. Anzi, ha tanti debiti (come peraltro gli spagnoli). La differenza, che rende complesso il rilancio, è l’assetto azionario, con i principali azionisti di Telecom in uscita, da Intesa Sanpaolo a Generali e Mediobanca. La possibilità all’ordine del giorno è la proposta, alternativa all’offerta di Telefonica, della fusione tra Gvt (Vivendi) e Tim Brasil (Telecom) nel quadro di un accordo organico con il colosso francese. 

 

alierta esce da palazzo chigi foto ansa alierta esce da palazzo chigi foto ansa

Lo scenario, condiviso dall’azionista di minoranza della Telecom, Marco Fossati, prevede di cogliere l’attimo per dare impulso alla nascita di una Telecom partner di Vivendi sia in Italia sia in Brasile. E il cardine intorno a cui può ruotare l’operazione è il finanziere bretone Vincent Bolloré, al tempo stesso presidente di Vivendi e azionista importante di Mediobanca. Telecom sarebbe protagonista di una grande alleanza con un produttore di contenuti come Vivendi, nel quadro delle convergenze che si stanno delineando tra le società del settore e le aziende di telecomunicazioni. 

MARCO PATUANOMARCO PATUANO

 

Ma Bolloré entrerebbe in scena anche se Vivendi darà via libera all’offerta di Telefonica in Brasile che, secondo quanto previsto dalla seconda parte dell’operazione proposta da Alierta, porterà in dote ai francesi l’8% di Telecom. Non solo. L’alleanza tra Telecom e Vivendi potrà coinvolgere un terzo gruppo, Mediaset, che separerebbe le strade da Telefonica. Un giro di volta possibile anche grazie alla mediazione di una vecchia conoscenza di Bolloré: Tarak Ben Ammar, consigliere di Mediobanca.

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