I BOLLORI DI BOLLORÈ – IL FINANZIERE FRANCESE SALE IN VIVENDI E DISPONE DI 10-12 MILIARDI DA SPENDERE – POTREBBE FARGLI GOLA UNA MEDIASET “RIPULITA” DA PREMIUM E CON LE TORRI CEDUTE – LA PARTITA IN TELECOM ITALIA

GiovannI Pons per “la Repubblica

 

Ci sarà pure un motivo se un finanziere prudente e riservato come Vincent Bolloré ha puntato in questi giorni altri 852 milioni di euro per incrementare dal 5,15% all’8,15% la propria partecipazione in Vivendi. Il colosso dell’entertainment francese sta concludendo in queste settimane la sua strategia di uscita dal settore delle telecomunicazioni, vendendo il residuo 20% che aveva in Sfr (in totale dalla vendita dell’operatore telefonico ha ricavato 17 miliardi) e finalizzando la cessione della brasiliana Gvt a Telefonica per 7,45 miliardi.

 

TARAK BEN AMMAR BOLLORe? PADRE E FIGLIATARAK BEN AMMAR BOLLORe? PADRE E FIGLIA

Una volta pagati i debiti e distribuito 5,7 miliardi tra dividendi straordinari e riacquisto di azioni proprie Vivendi avrà una posizione finanziaria netta positiva per 10-12 miliardi. Una massa enorme di denaro che nelle intenzioni del management che ha condotto sin qui le operazioni dovrebbe essere reinvestita nel settore dei contenuti multimediali, magari contigui alla musica (Universal), alla tv a pagamento (Canal Plus) e alle radio che sono già presenti nel suo portafoglio.

 

Ma ora questa strategia dovrà fare i conti proprio con Bolloré, che avendo rafforzato la sua posizione di socio di riferimento (e i ben informati riferiscono che potrebbe crescere ulteriormente) e avendo piazzato nel consiglio di sorveglianza due uomini di cui si fida molto, Tarak Ben Ammar e Dominique Delport, il numero uno del gruppo Havas, avrà sempre più voce in capitolo. Ci sarà l’Italia nel mirino di Vivendi nel prossimo futuro?

 

Nell’ultimo consiglio di amministrazione, secondo ricostruzioni attendibili, si è parlato di Europa del Sud e Africa, come aree su cui concentrare l’attenzione nei prossimi anni. In Africa la tv a pagamento Canal Plus ha già una buona presenza e può essere incrementata, ma i mercati sono ancora di piccole dimensioni. La Spagna è chiusa da un colosso che di nome fa Telefonica, la prima a scegliere decisamente la strada della distribuzione della tv a pagamento attraverso la banda larga. Rimane l’Italia e in particolare Telecom di cui Vivendi diventerà tra poco azionista importante ricevendo da Telefonica azioni pari al 5,7% del capitale e all’8,3% dei diritti di voto.

BOLLORE HAVASBOLLORE HAVAS

 

Bolloré cederà alla tentazione di incrementare attraverso Vivendi la partecipazione in Telecom per diventarne il padrone, visto che i soldi non mancano? Ovviamente è presto per dirlo, almeno fino a giugno la situazione rimarrà fluida, dovendosi ancora chiudere l’operazione Gvt. E la sua strada si incrocerà con quella di Mediaset e di Berlusconi, di cui Ben Ammar è amico e consigliere fidato?

 

 Istintivamente la strada sembrerebbe segnata ma a una lettura più attenta il percorso potrebbe essere diverso. Bolloré ha dimostrato con una più che decennale presenza di socio e consigliere di Mediobanca di non avere una forte propensione al controllo. Si è rivelato un azionista paziente, voglioso di guadagnare certo, ma capace di lasciare ampio spazio al management. E la Telecom nella versione public company, di cui Ben Ammar ha un’esperienza diretta in quanto consigliere espresso da Mediobanca, è un valore cui un investitore lungimirante oggi non dovrebbe rinunciare. D’altronde nella stessa piazzetta Cuccia è presente anche la Fininvest ma lì non si è mai formata un’alleanza di blocco tra Bolloré e la famiglia Berlusconi, semmai ci si guarda con simpatia.

VIVENDI TVVIVENDI TV

 

Forse il legame più solido era stato stretto ai tempi di Geronzi, fino alla battaglia che ha portato all’estromissione del banchiere da Generali. La convergenza dei mezzi e le amicizie potrebbero certo portare Telecom a stringere un accordo commerciale con Mediaset Premium, la pay tv del Biscione in cerca di accasamento. Ma non di più, il matrimonio Mediaset-Telecom, quello forse più cercato negli anni dal gruppo di manager che ruota intorno a Berlusconi, non è nell’interesse del gruppo telefonico e sia Ben Am- mar che Bolloré ne sono consapevoli.

 

Più che altro il recente attivismo del gruppo Fininvest su più fronti, la tv a pagamento, l’assalto ai libri della Mondadori e l’Opa sulle torri di trasmissione di Rai Way, dimostrano la volontà di essere presente su tutti i tavoli della partita cercando di ottenere il più possibile. Ma se per la pay tv la soluzione migliore secondo Ben Ammar è la fusione con Sky, visto che due operatori sul mercato italiano non riescono a guadagnare sufficientemente, per le torri l’obbiettivo potrebbe essere puramente monetario.

TARAK 
BEN 
AMMAR
TARAK BEN AMMAR

 

Mediaset dovrebbe cercare di ottenere dal governo l’autorizzazione alla fusione con Rai Way in cambio dell’impegno a una forte riduzione nell’azionariato per lasciare il posto a investitori istituzionali specializzati in infrastrutture. A quel punto, senza la pay tv e dopo aver fatto cassa con le torri, Mediaset e Mondadori quali produttrici di contenuti potrebbero anche far gola alla Vivendi 2.0 che Bolloré sta disegnando in queste settimane con i suoi più fidati consiglieri.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO