L'INPS È DI CASA - IL SEGRETARIO DELLA CISL BONANNI SI CANDIDA ALLA GUIDA DELL'INPS, LO STESSO ENTE CHE GLI REGALÒ 8 VANI NEL CENTRO DI ROMA A 200 MILA EURO

Stefano Filippi per "il Giornale"

Allarme rosso dalle parti dell'Inps, e non riguarda il rosso dei conti dell'istituto. È dato in avvicinamento alla presidenza, al posto del dimissionario Antonio Mastrapasqua, l'attuale segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni.

La storia insegna che mettere un sindacalista alla guida dell'ente previdenziale è come piazzare il conte Dracula in un centro trasfusionale o Mario Monti a Palazzo Chigi: l'effetto è il dissanguamento. Invece che all'aggiustamento, i bilanci dell'Inps si avvierebbero a un destino tragico.

Dalla fine degli Anni '60 l'Inps è stata un feudo dei sindacati. Cosa loro. Erano gli anni delle lotte anti-imprenditoriali più dure, degli autunni caldissimi, delle rivendicazioni più devastanti per i conti pubblici. La Triplice aveva messo le mani su un ente-chiave per milioni di italiani, pensionati e cassintegrati. L'Inps è un centro di potere e di consenso senza pari. Al punto che ormai la quota maggiore di tessere sindacali è in tasca proprio a chi ha smesso di lavorare. Se salta l'Inps, salta l'Italia.

Dal 1970 al 1994 si sono susseguiti cinque presidenti designati da Cgil, Cisl e Uil, a rotazione. Il consiglio di amministrazione era composto per la maggior parte da sindacalisti in base a regole sacre e intoccabili, pena il riaccendersi di tensioni nelle piazze e nelle fabbriche. Politica e imprenditoria speravano così di ammorbidire lo strapotere della Triplice, allora capace di paralizzare il Paese, mettere in ginocchio l'economia e ricattare chi aveva ricevuto dal popolo - e non dalle segreterie sindacali - il compito di governare.

L'Inps divenne un carrozzone, il simbolo dell'inefficienza italiana. Assunzioni clientelari, bilanci fuori controllo, lo stato costretto a tappare i buchi nei conti previdenziali senza che nessuno riuscisse a invertire la rotta con il rischio di subire le ritorsioni delle confederazioni. L'Inps dei sindacati era quella di Affittopoli, che concedeva i propri immobili a politici e sindacalisti a prezzi d'affezione. Un sindacalista alla guida dell'Inps garantiva che efficienza ed equilibrio sarebbero rimasti fuori dall'istituto per l'eternità.

Ci volle la stagione di Tangentopoli e il primo governo Berlusconi per spezzare questo monopolio. L'ultimo presidente-sindacalista fu Mario Colombo, eletto nel 1989 e poi commissario straordinario, cislino proprio come Bonanni: l'arrivo all'Inps del segretario della seconda confederazione nazionale, abruzzese di Bomba (Chieti), provetto ballerino di flamenco, sarebbe quindi un ritorno al passato in piena regola, una sorta di «dove eravamo rimasti?».

Durante la presidenza Colombo, sull'onda delle inchieste di Mani Pulite e delle prime rotture del consociativismo, il Parlamento sancì l'uscita dei sindacati dalla guida degli enti e organismi pubblici in cui erano presenti. Essi avrebbero mantenuto - si ignora a quale titolo - compiti di indirizzo e vigilanza.

Nel novembre 1994 l'allora ministro del Lavoro Clemente Mastella (primo governo Berlusconi) prese una decisione dal sapore di una svolta epocale: nominò un super-esperto, Gianni Billia, ingegnere laureato al Politecnico di Torino, manager, docente universitario e soprattutto ex direttore generale dell'Inps. Uno che conosceva dall'interno il funzionamento e i punti deboli dell'ente, e sapeva come rimetterlo in carreggiata.
Oggi l'Inps, anche grazie alla cura Mastrapasqua, è il maggiore ente previdenziale d'Europa con circa 25 milioni di iscritti e 35mila dipendenti.

È anche l'ente che ha affittato per 16 anni una casa a canone agevolato a un certo signor Raffaele Bonanni. Non un bilocale qualunque, ma 8 vani in via Perugino a Roma, quartiere Flaminio, a pochi passi dal lungotevere Thaon di Revel. E dopo avergliela affittata, nel 2005 gliel'ha venduta per 200.900 euro, circa quattro volte meno del suo valore di mercato. Nessun privilegio, né favoritismo, beninteso: come tanti altri inquilini, Bonanni esercitò il diritto di prelazione previsto dalla legge. Ma quanti pensionati godono di case Inps con affitto di favore? Quanti ne hanno potuto comprarne una a quel prezzo? E quanti possono diventarne presidenti?

 

Raffaele Bonanni Raffaele Bonanni ANTONIO MASTRAPASQUA CON LA MOGLIE MARIA GIOVANNA BASILE passaggio di consegne enrico letta mario monti STRETTA DI MANO TRA MONTI E BERLUSCONI Clemente Mastella

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…