BRUCE WILLIS BRUCIA APPLE - IL FUSTO AMERICANO S’INCAZZA CON LA CASA DELLA MELA PERCHÉ SCOPRE CHE TUTTI FILE SCARICATI DA ITUNES NON DIVENTANO DI PROPRIETÀ, MA SONO UNA SORTA DI NOLEGGIO A LUNGO TERMINE - NELLE CLAUSOLE D’ACQUISTO (CHE NESSUNO LEGGE) C’È SCRITTO: COMPRANDO UN FILE IN MP3 VIENE CONCESSA SOLO LA LICENZA, NON TRASFERIBILE A TERZI, DI ASCOLTARLO - TOCCA RASSEGNARSI: I DISCHI SONO UN’ALTRA COSA…

Gabriele Villa per "il Giornale"

Scaricate, scaricate: qualcosa resterà. Ai vostri eredi, forse. No, macché. Nemmeno ai vostri eredi se si tratta di mp4. Se si tratta della vostra collezione di musica scaricata da iTunes. A far saltare le note sul pentagramma dell'equivoco è stato, come forse ai più è oramai noto, un tipino tosto come Bruce Willis che ha deciso di far causa (anche se sua moglie, Emma Heming smentisce) alla Apple per quella che lui ritiene qualcosa di molto simile ad una truffa. Motivo del contendere? La musica, o meglio centinaia e centinaia di mp4 scaricati dall'attore che lui, un domani molto domani, vorrebbe lasciare alle tre figlie Rumer (24 anni), Scout (20) e Tallulah (18), avute dalla ex moglie Demi Moore. Niente di più impossibile ha scoperto sulla sua pelle.

Perché le buone intenzioni di Bruce (per quanto alle sue figlie un domani possa interessare la sua musica) sono andate a frantumarsi contro una paragrafo, tutt'altro che insignificante, contenuto nella sezione «termini e condizioni» delle Apple riguardo all'acquisto di musica su iTunes. Che cosa dice quel paragrafo?

Che tutti i nostri download, cioè gli mp4 scaricati non sono di nostra proprietà, ma sono semplicemente un noleggio a lungo termine e, proprio per questo motivo non possono venire ceduti ad altri. In buona sostanza è vero che quando, prima di scaricare un brano, si spunta scegliendo «I agree» cioè «sono d'accordo» non si fa troppo caso alla clausole e alle condizioni dettate da iTunes, ma si vuole solo mettere le mani, anzi, le orecchie, al più presto, sul brano preferito.

Ma, purtroppo, è anche vero che quando si scarica musica, così come un film e come un libro (ce lo ricorda puntualmente una stessa simpatica clausola nei contratti di Amazon) si sta pagando la licenza e solo la licenza, di ascoltare canzoni, di vedere quel film, di leggere quel libro. Quindi il nostro presunto acquisto in realtà è un affitto. In altre parole, per essere chiari, non è come quando, ai bei tempi, si entrava in un negozio di dischi e, dopo averlo pagato regolarmente, si usciva soddisfatti con il 33 o il 45 giri sottobraccio.

C'è di più, e per questo motivo sarebbe consigliabile non allontanarsi troppo dalla sezione «Termini e condizioni» delle Apple: i file scaricati devono restare su un iPod o comunque un dispositivo associato ad un account e regolarmente autorizzato da iTunes.
Eccolo l'altro «patrimonio» non ereditabile: l'account. Che poi significa password e che poi significano chiavi di apertura e sigilli di conferma di moltissime operazioni che ogni giorno noi facciamo per accedere al sito della nostra banca, per pagare o acquistare su eBay, per utilizzare PayPal o anche solo per leggere la nostra posta.

Tutte queste chiavi sono contenute in una sorta di cassaforte, e oggetto di un possibile contenzioso di eredità digitale «post mortem», come potete leggere nel «decalogo» qui accanto. Quindi tornando alla musica da cui siamo partiti ecco che iTunes ci ricorda che ­ citiamo testualmente la famigerata "sezione Termini e condizioni" - «come utente registrato del servizio, lei può aprire un account.

Non dovrà rivelare le informazioni sul suo account a nessuno, lei è il solo responsabile del mantenimento della riservatezza e della sicurezza del suo account e per tutte le attività che si svolgono sul suo account o attraverso di esso... Per acquistare e scaricare prodotti iTunes dal servizio, lei deve inserire il suo Apple Id e la sua password per verificare il suo account. Una volta che lei ha verificato il suo account, non avrà bisogno di verificarlo nuovamente per quindici minuti».

Come dire che se ricevi una telefonata mentre stai avviando un download poi devi ricollegarti e «farti riconoscere» di nuovo con account e password etc. Lo sappiamo bene, diciamo la verità, perché ci è già capitato. Negli anni ottanta Bruce Willis ha inciso due album rhythm and blues con la sua band, «Bruce Willis & The Accelerators». Non sono il massimo ma noi li abbiamo acquistati, a suo tempo. Veramente. E senza password. Con buona pace dei nostri nipoti nel caso decidessero di ascoltarli.

 

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