FUNERALE PER BITCOIN - I TRUFFATI SI RIUNISCONO A TOKYO PER FARE CAUSA A MT.GOX, LA PIATTAFORMA CHE È ANDATA A GAMBE ALL’ARIA (INSIEME A 400 MLN DI DOLLARI)

Massimo Sideri per il "Corriere della Sera"

Un algoritmo può creare (e questo era fin troppo chiaro da Google in poi), ma un algoritmo può anche distruggere: fiducia, risparmi, informazioni. Il fallimento di Mt. Gox, la piattaforma giapponese di scambio e deposito dei Bitcoin, una delle più grandi al mondo, dopo aver causato un buco da 423 milioni di dollari, pone anche la domanda delle domande: i Bitcoin faranno la fine dei Tango Bond?

Le quotazioni sulle altre piattaforme importanti, BTC China (Cina) e Bitstamp (Europa), in realtà sembrano avere assorbito il colpo. Il prezzo di un Bitcoin ieri si aggirava sui 585 dollari. Certo, un prezzo di scambio molto distante dai 1.200 dollari toccati tra novembre e dicembre scorso. Ma la decisa discesa era iniziata a metà gennaio mentre i problemi sono cominciati il 7 febbraio. Anche alcuni risparmiatori giapponesi che pure hanno subito la perdita mostrano di avere ancora fiducia nella moneta digitale prodotta sulla base di misteriosi algoritmi dai cosiddetti «miners», utenti che collegano il proprio computer in una rete peer-to-peer come quelle usate per scaricare musica e film.

«Solo un miracolo potrà ridarmi i miei Bitcoin ma io credo ancora in questa moneta» ha detto ieri all'Afp Aaron Gotman a Tokyo, pur avendo, al valore di cambio, circa 200 mila dollari. Gotman è uno dei 12 risparmiatori-investitori che si sono riuniti in un ristorante di Tokyo per decidere come procedere legalmente contro la società Mt. Gox.

Non sarà immediato. «Non è cosi facile regolare i bitcoin» ha ammesso ieri lo stesso presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, nel corso di un'audizione al comitato bancario del Senato. «La Banca centrale Usa non ha l'autorità di regolamentare o controllare questa moneta» ha concluso. Yellen ha appoggiato le richieste giunte da alcuni parlamentari che invocano un controllo della Fed, ma al momento - ha aggiunto - la crescita di questo fenomeno «avviene al di fuori dall'industria bancaria». Una frase che non sarà sfuggita a Jp Morgan che già un mese fa aveva depositato il brevetto per una propria moneta virtuale. Ma è esattamente questa la logica con cui il bitcoin è nato su Internet: fuggire da qualunque controllo centralizzato.

Mark Karpeles, il chief executive officer di Mt. Gox (chiamata così dal nome di un popolare gioco in Giappone con cui la piattaforma era nata prima di convertisi a borsa della divisa virtuale) ha tentato di rassicurare chi gli aveva affidato i propri risparmi in bitcoin dicendo che non è fuggito dal Giappone. In attesa di saperne di più la quotazione è comunque congelata a 130 dollari. Su internet sta girando un presunto piano di crisi di Mt. Gox firmato dalla società di consulenza giapponese, Mandalah, secondo il quale oltre 744 mila bitcoin si sarebbero volatilizzati in seguito a «furti informatici». Mandalah non ha commentato.

In teoria chi aveva la copia digitale dei propri risparmi sulla memoria del proprio computer non dovrebbe in ogni caso correre rischi, visto che le altre piattaforme di scambio sono attive. Anzi, rispetto al passato è evidente che la maturazione di una coscienza di mercato ha, grazie all'arbitraggio, allineato le quotazioni anche su diversi continenti. L'allineamento non perfetto può comunque dipendere dai costi di transazione bancari che bisognerebbe sostenere per acquistare in Europa e vendere in Cina, tanto per fare un esempio.

Ancora non è chiaro cosa sia successo ed è probabile che le autorità giapponesi si stiano muovendo anche sul fronte penale. La crisi della piattaforma è una vittoria per tutti i detrattori della moneta virtuale nata dallo studio di uno sviluppatore di cui si conosce solo il nickname, Satoshi Nakamoto, anche se in molti sospettano che dietro ci sia il padre degli «smart contract», Nick Szabo, che ha sempre negato.

Il meccanismo è basato su una serie di puzzle da risolvere che diventano sempre più complicati, per frenare la speculazione. Attualmente il sistema di computer peer-to-peer ha «coniato» circa la metà della quantità massima prevista dall'algoritmo: 12.453.400 bitcoin per una capitalizzazione di mercato al valore attuale di 7,274 miliardi di dollari.

Di certo il caso di Mt. Gox è destinato a fare da spartiacque: dopo la chiusura di SilkRoad, sito usato dalla criminalità per vender e droghe e per ripulire il denaro sporco, grazie anche agli scambi con i bitcoin, il fallimento della piattaforma darà argomenti a chi crede che un controllo sia necessario. Rimangono tutti i quesiti di un territorio di confine: chi può regolare il fenomeno senza intaccarne l'indipendenza? Chi si farà da garante per dei servizi, come quello di deposito, che appaiono bancari? Arriverà un momento in cui i bitcoin potranno essere depositati in un conto tradizionale? Chi salverà la e-moneta dalle truffe?

 

 

Mt Gox CEO Mark Karpeles bitcoin mtgox bitcoin bitcoin janet yellen janet yellen

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…