CAMERIERE, C’È CARNE DI CAVALLO NELLA POLIZZA DEL LEONE

Nicola Porro per "Il Giornale"

Oggi vogliamo indagare su quanta carne di cavallo ci hanno spacciato nelle nostre polizze vita. Beh la storia la conoscete. È successo un gran casino per una piccola percentuale di carne equina (meno dell'1 per cento) ritrovata nei ravioli e nei tortellini di manzo della Buitoni del gruppo Nestlè.

I prodotti finanziari non sono proprio dei tortellini, ma spesso vengono trattati come tali e dentro ci mettono di tutto. La prova è avvenuta grazie alla pulizia (parziale) che il numero uno delle Generali, Mario Greco, ha iniziato a fare sulle sue polizze vite. Più che sue, sono nostre. Vediamo cosa abbiamo scoperto. Nel 2007 le Generali si sono trovate in mano circa il 4 per cento di Telecom Italia. Con l'uscita di scena di Marco Tronchetti Provera fu all'epoca costituita una scatoletta societaria (Telco) non quotata in cui vari azionisti (tra cui Generali, ma anche Mediobanca e Intesa) impacchettarono i propri titoli Telecom e che con poco più del 20 per cento ha permesso di controllare la società di Tlc.

Che cosa pensarono gli amministratori dell'epoca del Leone di Trieste: piazziamo piccole dosi di cavallo (cioè di azioni non quotate Telco) nelle nostre gestioni. È così che nelle polizze sottoscritte dagli assicurati Generali entrarono questi titoli. Dal 2007 ad oggi, l'investimento Generali si è rivelato molto sfortunato: e da 1,3 miliardi di euro iniziali, la quota oggi vale circa 250 milioni. In cinque anni è stato bruciato un miliardo di euro. Ma il punto vero è che questa perdita non l'hanno subita gli azionisti di Generali, ma i sottoscrittori di polizze.

Greco, pochi giorni fa, ha reso la cosa esplicita. Le azioni Telco (che rappresentano il valore delle Telecom quotate) sono state per l'ennesima volta svalutate per circa 290 milioni da Generali. Ma solo 148 milioni di rettifica sono state fatte dal gruppo assicurativo. Il motivo è semplice: solo metà della partecipazione era scritta nel patrimonio della compagnia, il resto era nelle gestioni separate, per cui non è necessaria una svalutazione. O meglio le perdite se le subiscono i detentori delle polizze.

Le Generali, sentite dalla Zuppa, sostengono che circa il 75 per cento della carta Telco sia stata nel passato piazzata nelle gestioni e il restante tenuta a patrimonio. La nuova gestione afferma inoltre che ha correttamente ripreso parte di queste azioni e spostate dalle gestioni a patrimonio: e oggi si è così ridotta la quota delle Telco in capo alle gestioni al 50 per cento.

Qual è la morale di questa storia? Semplice la più importante compagnia assicurativa italiana ha partecipato ad un'«operazione di sistema» (tenere in mani italiane la Telecom) ma l'ha fatta pagare ai suoi assicurati. D'altronde con più di 400 miliardi di masse gestite, un miliardo di Telco-Telecom si possono annacquare. È una piccola dose di carne di cavallo. Ma resta la cattiva pratica. Liberi ovviamente i gestori di Generali di mettere nelle polizze anche investimenti un po' a rischio. Ma ci si chiede per quale dannato motivo gli assicurati debbano pagare i giochetti della finanza italiana.

In tutto ciò (e nella graduale pulizia che sta facendo Greco) c'è anche un aspetto più pettegolo-finanziario. Le Generali sono controllate di fatto da Mediobanca. E il vecchio sistema di governare il capitalismo italiano con piccole quote, poi sindacate, e come abbiamo visto poi spalmate nelle polizze assicurative, è destinato a cessare.

Quando Mario Greco dice che non vuole partecipare più a patti di sindacato dice pure che non è disponibile a comprare posizioni in società solo per garantirne la governance. Sarebbe inoltre auspicabile che Greco ci dicesse con chiarezza e una volta per tutte quanta carta Telco, o di altre società «strategiche», sono state piazzate nelle sue polizze. Avrà il coraggio di farlo?

Ps Ieri sul Sussidiario.net il primo presidente della Regione Lombardia Piero Bassetti a precisa domanda su Maroni ha detto: «Può essere un buon presidente». Un mese fa sul Corriere della sera, il medesimo Bassetti, sosteneva che il piano di Maroni e del Carroccio «è lo stesso che condusse alla Repubblica di Salò», motivo per il quale era indispensabile votare Ambrosoli.

Non c'è osservatore finanziario milanese che, conoscendo bene i rapporti di Bassetti con Giuseppe Guzzetti numero uno della Fondazione Cariplo, non scommetta su un repentino cambio di passo politico della Fondazione azionista di Intesa. A proposito di politica e credito.

 

mario greco generali GeneraliTRONCHETTI PROVERAGIUSEPPE GUZZETTI resize

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi

FLASH – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, ANTONIO IANNONE. IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…