carlo messina

“NON DOBBIAMO RIDURRE IL DEBITO PERCHÉ CE LO CHIEDE L’EUROPA. DOBBIAMO FARLO PER NOI” – CARLO MESSINA, AD DI INTESA SANPAOLO, INTERVISTATO DAL DIRETTORE DELLA "STAMPA", ANDREA MALAGUTI: “PENSO AI 300 MILIARDI DI IMMOBILI NELLE MANI DELLO STATO: VALORIZZANDOLI E CEDENDOLI SI POTREBBE RIDURRE IL DEBITO PUBBLICO E QUESTO CI DAREBBE OSSIGENO PER LEGGI DI BILANCIO DI PIÙ AMPIO RESPIRO”. L’INFLAZIONE, LA TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI (A CUI ERA FAVOREVOLE) E GLI AUMENTI DI STIPENDIO AI DIPENDENTI: “SONO LORO CHE CI PERMETTONO DI FARE PIÙ DI 7,5 MILIARDI DI UTILE. DI FRONTE A UNA RICHIESTA DI AUMENTO DI 435 EURO LORDI AL MESE COME FACCIO A DIRE NO?”

CARLO MESSINA - ANDREA MALAGUTI - ALFABETO DEL FUTURO

Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri per “La Stampa”

 

Il debito pubblico? «Un dovere ridurlo. Anche con la valorizzazione e la parziale cessione dei 300 miliardi di euro di immobili pubblici. E non solo perché ce lo chiede l'Europa, ma per il bene dell'Italia». L'inflazione? «Sta scendendo […]. Ma bisogna aiutare chi è in difficoltà. E aumentare gli stipendi». L'Europa? «Tra 10 anni la dobbiamo costruire più simile agli Stati Uniti e l'Italia, insieme alla Germania può essere il paese leader».

 

carlo messina presentazione fideuram direct advisor al grattacielo gioia22 di milano

Carlo Messina, classe 1962, dal 2013 è alla guida di Intesa Sanpaolo: ieri è stato ospite, a Torino, dell'ultima tappa di Alfabeto del futuro durante la quale ha dialogato con il direttore de La Stampa, Andrea Malaguti.

 

Dottor Messina, l'ultimo rapporto del Censis ci dice che il lavoro non è più centrale nella vita delle persone. E che nel 2040, solo una famiglia su 4 avrà un figlio. È davvero così?

«Credo sia una visione eccessivamente pessimista. Dobbiamo investire su modelli positivi, soprattutto per i giovani. Se continuiamo a ripetere che il Paese va male e non abbiamo prospettive non costruiremo il futuro […].

 

SALARIO MINIMO - IMMAGINE CREATA CON MIDJOURNEY 1

Certo non possiamo neppure nascondere le difficoltà, dalle guerre ai posti di lavoro mancanti. Ma il nostro compito è aiutare i giovani a comprendere la realtà, senza creare false illusioni, ma mostrando loro i tanti lati positivi. Perché la prospettiva esiste […]. Anche se, ammetto, l'aspetto demografico è davvero importante perché può rappresentare una debolezza futura».

 

Intanto i medici scioperano per il taglio delle pensioni. Durante il Covid erano eroi nazionali, finita l'emergenza sono stati dimenticati.

«Il nostro Paese è stato toccato duramente dalle recenti crisi. Ma nelle aziende c'è tanta ricchezze, e la priorità che abbiamo è quella di aumentare gli stipendi del lavoratori. Nel privato tocca alle imprese agire. E noi siamo la dimostrazione di come si può fare. Credo di essere stato uno dei principali artefici, insieme ai sindacati, dell'aumento di stipendio nel nuovo contratto dei bancari. Allo stesso modo serve garantire una giusta retribuzione per tutti i mestieri strategici. La sanità lo è e lo sarà sempre. Non va trascurata».

 

cuneo fiscale 3

Il taglio del cuneo fiscale non è strutturale perché avrebbe impattato sulle pensioni. Siamo dentro una trappola?

«[…] Con un debito pubblico come il nostro, dobbiamo garantire stabilità e ottimizzare la spesa pubblica. Questa manovra garantisce stabilità al debito pubblico. Penso, poi, ai 300 miliardi di immobili nelle mani dello Stato: valorizzandoli e cedendoli si potrebbe ridurre il debito pubblico e questo ci darebbe ossigeno per leggi di bilancio di più ampio respiro. Per accelerare gli investimenti, invece, bisogna imparare a spendere meglio. L'importante è non farsi frenare da chi dice che le cose non si possono fare: immaginare nuove soluzioni ogni giorno è il mestiere di ognuno di noi. Anche se costa fatica farlo».

 

DEBITO PUBBLICO

Si possono davvero vendere gli immobili di Stato?

«Sono 10 anni che lo ripeto. E qualunque Paese normale lo avrebbe preso in considerazione per rendere più sostenibile il proprio debito».

 

Intanto l'Europa ci mette più vincoli perché il nostro debito è al 144% del Pil anche per il Superbonus, mentre il Pnrr che dovrebbe essere il motore della nostra crescita non decolla.

«Non credo che sia solo il Pnrr ad aiutare la crescita. Per me è fondamentale mettere soldi in tasca alla famiglie, riducendo le tasse. Questa è una componente espansiva della manovra. E poi spesso ci dimentichiamo che, anche per il Superbonus, l'Italia è il Paese dove gli investimenti sono aumentati di più rispetto al periodo pre Covid. Così come la nostra economia: abbiamo fatto +3,3% contro il 2,2% della Francia e la crescita nulla o addirittura negativa di Germania e Spagna. Il nostro vero tema è far scendere il debito pubblico e far crescere la nostra credibilità, anche usando i fondi del Pnrr. […]».

 

carlo messina presentazione fideuram direct advisor al grattacielo gioia22 di milano

Quando chiediamo flessibilità all'Europa, facciamo una richiesta di buon senso o da un Paese che non ce la fa?

«Voglio essere molto netto. Non dobbiamo ridurre il debito perché ce lo chiede l'Europa o la Germania. Dobbiamo farlo per noi, per la sostenibilità dei nostri conti pubblici. Quando diciamo che vogliamo essere indipendenti dagli altri, però, dobbiamo ricordarci che 800 miliardi del nostro passivo sono sostenuti dalla Bce. Quello che deve essere certo e sostenibile è il piano di rientro».

 

La Bce ha fatto bene ad alzare i tassi?

«Quello dei tassi negativi era un mondo sbagliato. È giusto, invece, che il costo del denaro oscilli tra il 2 e il 4%. Non so dire se la Bce abbia sbagliato la tempistica […], ma il livello attuale mi pare corretto rispetto all'inflazione, la cui riduzione mi sembra a portata di mano».

 

LAGARDALAND - MEME BY EMILIANO CARLI

[…] La tassa sugli extraprofitti ha fatto molto discutere. Come andava gestita?

«A maggio sono stato l'unico a dire che se la extra tassazione fosse stata usata contro le disguaglianze, la banca sarebbe stata a favore. Sono convinto che sia giusto soprattutto a fronte di utili che superano anche le aspettative. E per questo abbiamo lanciato un piano da 1,5 miliardi in 5 anni: sarebbe giusto che lo facessero tutte le aziende che hanno molti utili.

 

La remunerazione degli azionisti è fondamentale, ma sono gli azionisti stessi ad apprezzare l'impegno sociale delle imprese. Senza che siano altri a chiederlo. Purtroppo si vedono poche aziende che agiscono in questo modo. Così come vanno alzati gli stipendi».

 

Oltre il salario minimo?

GIORGIA MELONI - TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI DELLE BANCHE - VIGNETTA DI GIANNELLI

«Sì. Noi faremo più di 7,5 miliardi di utile netto. Di fronte a una richiesta di aumento di 435 euro lordi al mese come faccio a dire no? Bisogna dimostrare alle proprie persone che ci si prende cura di loro. Sono loro che ci permettono di fare questi utili. A pazienza se gli economisti dicono che gli aumenti salariali fanno aumentare l'inflazione».

 

Nel 2024 in Europa si vota. Da un lato Draghi chiede più unità; dall'altro Salvini chiama a raccolta i sovranisti.

«Se l'Europa vuole competere con la Cina e gli Stati Uniti deve avere un grande disegno. Altrimenti come Italia possiamo essere un Paese che si gioca la sua partita, ma in una dimensione limitata. Per funzionare, però, l'Ue non può essere quella di oggi prigioniera dei diritti di veto. Serve un ministro dell'economia europeo, un ministro della difesa...  L'Italia da sola non può farcela, ma deve puntare a far crescere il proprio peso relativo».

 

Secondo lei c'è un problema di valori condivisi?

carlo messina presentazione fideuram direct advisor al grattacielo gioia22 di milano

«Io credo che i valori fondamentali siano condivisi anche se ogni paese è portatore di istanze proprie. Dobbiamo assicurarci che tutti i Paesi crescano in modo omogeneo. Se quelli che hanno il debito al 60% sono troppo rigorosi con quelli che stanno al 140% non va bene. […]».

 

L'intelligenza artificiale la preoccupa?

«No. Migliorerà il lavoro, garantendo l'occupazione. L'ho promesso a tutti i dipendenti.  […] faremo in modo che vengano creati nuovi percorsi all'interno della banca. Il punto di forza delle aziende sono le persone che ci lavorano. L'innovazione deve essere vista con serenità. È un'opportunità».

 

Lei è ottimista.

GIORGIA MELONI E IL SALARIO MINIMO - VIGNETTA BY MANNELLI

«Ho un track record positivo di mie previsioni che si sono avverate. Penso di essere realista. Credo nella forza della nostra banca e del Paese. Attenzione a chi si lamenta per chiedere più aiuti».

 

Come immagina l'Europa e l'Italia tra 10 anni?

«Voglio immaginare una Ue che abbia costruito un percorso di unificazione simile a quello degli Stati Uniti. E in questo ambito l'Italia, se lavorerà sui suoi punti di forza potrà essere il Paese leader, insieme alla Germania».

CARLO MESSINACarlo MessinaSALARIO MINIMO - IMMAGINE CREATA CON MIDJOURNEY carlo messina thorold baker

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!