CARTA STRACCIA - L’EDITORIA PERDE IL 20%, TIRA SOLO L’ON LINE MA "UN ITALIANO SU TRE VIVE AI MARGINI DELLA RETE"

Da Repubblica.it

Il 2012 è stato l'anno del sorpasso di Sky, la pay tv satellitare, ai danni di Mediaset in cima alla classifica dei ricavi; ma è stato anche l'anno del crollo della spesa per comunicazioni e quello delle difficoltà all'accesso della rete internet: "Un italiano su tre vive ai margini della rete" ha detto il presidente dell'Agcom Angelo Marcello Cardani nel corso della Relazione annuale 2013.

"La rappresentazione più brutale della domanda di Internet in Italia - ha proseguito Cardani - è quella che vede il nostro paese al quarto posto in Europa nella non invidiabile classifica del numero di individui che non ha mai avuto accesso a Internet (37,2% contro una media Ue27 di 22,4%)".

Il mercato
A preoccupare gli addetti ai lavori, però, è soprattutto l'impatto della crisi sul mercato della comunicazione: l'anno scorso ha bruciato 4,4 miliardi, con un giro d'affari sceso a 61 miliardi. "Il settore editoriale, oltre al suo declino strutturale, ha risentito in misura decisa della crisi macroeconomica del Paese - si legge nella relazione annuale dell'authority -. Solo nell'ultimo anno, il valore del mercato si è ridotto del 14,1%, registrando una contrazione di quasi 1 miliardo di euro (873 milioni). Se si considera il periodo che va dal 2009 ad oggi, la riduzione sfiora il 20%, passando dai 6,5 miliardi di euro di inizio periodo ai 5,3 del 2012".

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Dalla relazione Agcom, emerge, quindi, che è in crescita soltanto la componente Internet, con un +10,3% (da 1,407 miliardi del 2011 a 1,552 miliardi), mentre sono in calo tutte le altre voci: -17,9% per la tv (da 4,221 miliardi del 2011 a 3,467 miliardi del 2012), -7,1% per la radio (da 565,81 milioni a 525,49 milioni), -19,1% per l'editoria (passata dai 2,649 miliardi del 2011 ai 2,143 miliardi del 2012, con un -16% per i quotidiani e un -22.4% per i periodici); -20% per gli annuari; -18.7% per il cinema; -12.5% per la pubblicità esterna.

Online
Come detto cresce solo l'editoria digitale, ma l'incidenza dei prodotti è ancora troppo contenuta per compensare il declino in atto. Per quanto riguarda la pubblicità, da un'analisi comparata dei ricavi nei vari comparti del settore media, emerge che la sola componente Internet sia in crescita (10%). In calo tutti gli altri settori, con i primati negativi dei periodici (-22%), annuari (-20%), cinema (-18,7%), televisione (-17,9%) e quotidiani (-16%).

Nel dettaglio, a livello di ricavi, per quanto riguarda la televisione, quella gratuita ha registrato la contrazione maggiore in termini assoluti (-657 milioni) e relativi (-11,9%) mentre la variazione percentuale di quella a pagamento è stata pari a -3,5%. Nel 2012 è proseguita la contrazione dei ricavi complessivi conseguiti dagli operatori di telecomunicazione (-6,4% a fronte del -3,7% del 2011). Peraltro, spiega l'Autorità, al contrario dello scorso anno, i fornitori di servizi su rete mobile registrano una contrazione degli introiti di entità superiore a quella rilevata nel comparto dei servizi erogati in postazione fissa (-7,1% contro -5,7%).

Televisione
L'Agcom ha quindi certificato il sorpasso di Sky nei ricavi tv: lo scorso anno il gruppo del magnate Rupert Murdoch ha incassato 2,63 miliardi di euro (il 32% del totale, -1,4% sul 2011), Mediaset 2,49 miliardi (il 30,2%, -13,2%), Rai 2,34 miliardi (il 28,5% del totale, -7,5%). Ancora più evidente il predominio assoluto di Sky sul fronte della pay tv, un settore che ha perso il 3,5% a 3,368 miliardi: Sky Italia detiene il 77,6% dei ricavi del settore; seguita da Mediaset (il 17,8%) e dagli altri operatori con il 4,6%. Sul fronte ascolti, però, la tv generalista "conta ancora quasi il 75% dell'audience medio, ma già si vedono i primi risultati della diversificazione dell'offerta: le altre proposte sul digitale terrestre rappresentano il 15% e superano il dato della tv satellitare".

Tlc
La crisi spegne anche il telefono. Lo scorso anno i ricavi delle tlc sono scesi del 6,4% a 37,97 miliardi di euro, contro i 40,59 del 2011: la rete fissa cala del 5,7% e quella mobile del 7,1%. Allo stesso tempo, però, il traffico langue sulla rete fissa (-7,5%), ma prospera su quella mobile (+6%). Per quanto riguarda infine le quote di mercato, nella telefonia fissa Telecom è stabile (61,2 contro 61,7% del 2011), in quella mobile (ricavi) torna al primo posto con il 34,4% e sorpassando Vodafone (32,4%).

Gli accessi a banda larga sono cresciuti di circa 300mila unità in un anno, arrivando a 13,82 milioni (dati aggiornati a marzo 2013): in questo caso la quota di mercato di Telecom appare in progressiva discesa e si attesta al 50,6%. In forte ascesa il numero di utenti mobili che accedono a Internet in mobilità, con lo smartphone o la chiavetta. Per quanto riguarda infine la portabilità del numero mobile, nel 2012 si registrano oltre 12 milioni di "passaggi"

 

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