MARINA, MARINA, MARINA, TI VOGLIO AL PIÙ PRESTO VOTAR – IL CAV PRONTO A GIOCARE LA CARTA DELLA FIGLIA SOLO CON UN RISULTATO ALLE EUROPEE SUPERIORE AL 20% - MA I SONDAGGI DANNO FI SOTTO LA SOGLIA E ALL’EX BANANA NON RESTA CHE ATTACCARE GRILLO…

Carmelo Lopapa per ‘La Repubblica'

L'ultimo report fa scendere il gelo su Arcore. Quasi due settimane di massiccio martellamento televisivo, dal Porta a Porta del 24 aprile, non sembra abbiano sortito effetto. Silvio Berlusconi si è rigirato ieri tra le mani il sondaggio riservato commissionato in questi giorni che lo inchioda al 17,5 per cento. Un soffio più su, del resto, il 17,8 registrato dall'istituto Ixè per la trasmissione Rai Agorà. I conti non tornano nel quartier generale forzista, lo sfondamento mediatico questa volta non sta funzionando, la rimonta delle Politiche di quindici mesi fa appare un lontano ricordo, anche se l'ex Cavaliere continua a dire ai suoi che «il trend si invertirà in queste ultime tre settimane».

Ma la realtà al momento è un'altra, dopo intere mezzore in Rai, il presidio sulle reti Mediaset, ieri il Tg4 e Studioaperto, stasera Matrix su Canale5 dopo una puntata stamattina a Radioanch'io. Una corsa contro il tempo, ma il partito resta alle spalle di Grillo e Pd.

«Se restiamo inchiodati sotto il venti non posso sacrificare mia figlia, avrebbe solo da rimetterci » è stata la prima considerazione amara fatta ieri dal patriarca, tra una riunione con i vertici dell'azienda e il punto con i dirigenti milanesi forzisti. Anche il via libera reiterato in tv al futuro impegno politico di Marina sembra non sortire effetti. Il leader l'ha tirata in ballo proprio in tv per rassicurare gli elettori sulla successione politica, per dare prospettiva al partito. Ma tutto forse è inutile.

Allora il timore che assale in queste ore Berlusconi e tutta la cerchia ristretta è che se Forza Italia si dovesse attestare in via definitiva sotto la soglia psicologica di sopravvivenza del 20, all'indomani delle Europee scatterebbe il big bang. L'esplosione del partito, fughe già in cantiere verso il Nuovo centrodestra, altre a livello locale sulla scia di Forza Campania, mentre i dirigenti di peso invocherebbero un congresso per scalare quel che resta della sigla. Non è un caso che il leader adesso ripeta - come ieri in tv - che strapperanno il 25 («Me ne convinco sempre di più»).

L'ultimo sondaggio di Euromedia targato Alessandra Ghisleri risale a una settimana fa e dava a Fi il 20,2, il prossimo atteso a giorni. Ma se dopo tanto girovagare in prime time i consensi sono congelati al 17 di ieri - questo il ragionamento - allora vuol dire che il brand Berlusconi non attira più i «consumatori ». E sarebbe vano insistere con un volto più giovane della stessa famiglia. È il cruccio di queste ore.

Il traino di Marina in chiave anti-Renzi avrà senso - nella strategia messa a punto ad Arcore con Toti, la Pascale, la Rossi, la Gelmini, Romani e la stessa primogenita - solo se il partito reggerà all'onda d'urto del 25 maggio, tra astensionismo di massa e esodo degli elettori. Di senso non avrà, al contrario, se Forza Italia resterà una decina di punti dietro Grillo, come rivelano gli ultimi sondaggi. Per tutto il giorno ieri, tra un'intervista e l'altra ai tg di casa, Berlusconi si è chiesto con i suoi cosa vada messo a punto. La conclusione, la più scontata, è stata quella di incrementare ancor più le uscite tv, con buona pace dell'Agcom.

È l'unico modo per aggirare il veto del Tribunale ai comizi in giro per l'Italia. Così, dopo il Matrix di stasera ecco la probabile intervista di domani a "Otto e Mezzo" dalla Gruber e via a seguire. La strategia a questo punto è alzare il tiro. Contro Renzi, innanzitutto. «Votando il Pd si ha come regalo il signor Shulz a capo dell'Unione» è l'ultima sortita, oppure ancora contro il premier: «Ha dimenticato i pensionati, ignorati dal bonus degli 80 euro».

Il leader spera di cavalcare l'onda giusta promettendo di continuo l'aumento delle pensioni minime a 800 euro, «probabilmente anche a mille». Ma il tiro va alzato soprattutto contro Grillo, perché è dalla calamita M5s che gli elettori forzisti, report alla mano, sono attratti. «Mi fa paura, il suo partito sarebbe meglio chiamarlo setta», «un pericolo per il Paese». E poi l'evergreen dell'effetto paura, l'attacco all'operazione di salvataggio degli immigrati in mare, «Mare nostrum sarà un disastro, una catastrofe quando qui arriverà più di un milione di persone».

Dalle piazze continua a essere assente. Domani sera vuole fare un'apparizione davanti la sede del partito, a San Lorenzo in Lucina a Roma, dove si sono dati appuntamento i giovani "falchetti" vicini alla Santanché del neonato movimento "Azzurra libertà", guidati dai fratelli Zappacosta ». Ma altre uscite sono già pianificate nella Capitale e a Milano, le sole città dove ha libertà di movimento. Basterà?

 

confalonieri con marina e piersilvio berlusconi berlusconi marina fininvest cir esproprio crop display MARINA E BERLUSCONIRENZI E GRILLO a bbed a aee b ae aad grillo beppe grillo twitta renzi voltagabbana

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...