renzi boschi padoan visco draghi

"CE LO CHIEDE L'EUROPA" E VIA COI LICENZIAMENTI (AVVISATE BERGOGLIO) - MONTE PASCHI, IL DIKTAT DELLA BCE: 5000 ESUBERI E RIDURRE DEL 50% I DIRIGENTI - ALTRA EMISSIONE OBBLIGAZIONARIA DA 4 MILIARDI (E IL TOTALE SALE A 11) COPERTA DALLA GARANZIA DEL TESORO - SI METTE UNA PEZZA ALL'EMORRAGIA DI DEPOSITI (-20 MILIARDI NEL 2016), MA IL PROBLEMA E' LA QUALITA' DEI CLIENTI IN FUGA: SONO ANDATI VIA I MIGLIORI, QUELLI PIU' RICCHI

Francesco De Dominicis per "Libero Quotidiano"

 

MPSMPS

Lo fanno i governi ed è una pratica diffusa fra le autorità di vigilanza: intestare la responsabilità di scelte e misure impopolari all’Unione europea. Al punto che il refrain «ce lo chiede l’Europa» è ormai stancante. Lo abbiamo ascoltato spesso dagli inquilini di palazzo Chigi. Più di recente è stata la Banca d’Italia a puntare il dito contro le istituzioni del Vecchio continente: vuoi per le regole, vuoi per i diktat operativi, tra Commissione Ue e Bce è facilissimo individuare il «colpevole di turno». 

 

BCE FRANCOFORTEBCE FRANCOFORTE

È probabile che pure a Siena stiano pensando di incolpare l’Europa. Col Tesoro che sta impiegando più tempo del solito prima di nazionalizzare Mps salendo al 70% del capitale, diventa urgente tenere i conti in equilibrio. In assenza di grandi strategie, la strada è sempre quella dei tagli al personale.

IGNAZIO VISCO MARIO BALDASSARI resize IGNAZIO VISCO MARIO BALDASSARI resize

 

Si parla, da ieri, di 5mila esuberi rispetto ai 2.600 indicati finora. Ipotesi che sarebbe il frutto di una mediazione proprio con le autorità europee, disposte ad accettare una riduzione dell’aumento di capitale in cambio di una sforbiciata agli stipendi dei dipendenti. Secondo indiscrezioni, l’importo degli aiuti di Stato per la banca potrebbe ridursi fra i 5 e i 6 miliardi , meno - dunque - dei 6,6 iniziali poi saliti a oltre 8).

padoan mps titoli di statopadoan mps titoli di stato

 

Indicazioni che preoccupano, ovviamente, i dipendenti che da ieri stanno cercando di capire in quali settori potrebbero essere richiesti i sacrifici maggiori. Qualcuno pensa si tratti di una ipotesi non veritiera, fatta emergere strumentalmente per tenere lontano dai riflettori proprio il ritardo dell’intervento statale.

 

Frattanto, circola una indiscrezione, a Siena: tra le varie richieste sul piano di salvataggio, la Bce avrebbe messo sul piatto il dimezzamento della direzione generale (dove lavorano circa 5mila addetti) e dei dirigenti. Più difficile attaccare la rete perché il rapporto tra filiali e numero dei dipendenti è inferiore alla media del settore. 

 

Quella dei conti, tuttavia, è solo una delle emergenze. Rocca Salimbeni l’anno scorso ha subito una emorragia di liquidità: oltre 20 miliardi di euro sono stati portati via dai clienti. A gennaio la fuga sarebbe stata contenuta - come hanno più volte assicurato gli attuali vertici - ma per aumentare la provvista, la banca sta ricorrendo a speciali emissioni obbligazionarie coperte da garanzia pubblica. Ai primi due bond di gennaio da 7 miliardi, ieri sul mercato ne è arrivato un altro da 4 miliardi.

 

mps titoli di statomps titoli di stato

Si mette fieno in cascina - totale 11 miliardi - ma resta un problema. Il deflusso dei depositi va analizzato dal punto di vista della qualità: a portare via liquidità da Mps sarebbero stati soprattutto i clienti migliori (private o affluent), quelli con patrimoni superiori a 100mila euro e più preoccupati per gli effetti delle regole Ue sui salvataggi, coi quali i margini di guadagno sono più consistenti. Tuttavia, è difficile sperare nel percorso inverso. 

 

mps titoli di stato 4mps titoli di stato 4

Frattanto, la Procura di Milano insiste per archiviare l’inchiesta a carico dell’ex vertice (Alessandro Profumo e Fabrizio Viola), per falso in bilancio e manipolazione del mercato (2011-2014). Quanto alle ragioni della crisi, dopo che il Parlamento ha affossato la lista dei bidonisti (ovvero delle grandi aziende che non hanno rimborsato i prestiti, contribuenti a portare i bilanci Mps in rosso) ieri il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha tirato fuori del cilindro un’altra scusa, parlando di «sequenza perversa» per giustificare il botto. Come dire: che sfortuna.

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?