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QUASI QUASI CI SIAMO SBAGLIATI. I DIPENDENTI ALITALIA STANNO RACCOGLIENDO LE FIRME PER RIAPRIRE IL NEGOZIATO CON L’AZIENDA ED ANNULLARE IL REFERENDUM – LA COMPAGNIA ASSICURA VOLI REGOLARI. MA NON FINO A QUANDO

 

Sofia Fraschini per il Giornale

 

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Alitalia è sempre più sola. Se il governo aveva già chiarito, ben prima dell' esito del referendum, che non sarebbe intervenuto con una nazionalizzazione, stanno evaporando - ora dopo ora - anche i «piani B» e i presunti cavalieri bianchi chiamati in causa all' indomani del «no» dei lavoratori al salvataggio disegnato dai sindacati. La prima doccia fredda per i 12.500 lavoratori dell' ex compagnia di bandiera è arrivata ieri da Lufthansa. «Non abbiamo alcuna intenzione di acquistare Alitalia» ha dichiarato Ulrik Svensson, il direttore finanziario della compagnia aerea tedesca (in perdita per 68 milioni nel primo trimestre).

 

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«Lufthansa prenderà Alitalia solo a costo zero», ha aggiunto l' ex amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, a margine della presentazione di un libro a Milano, rivelando anche che il socio arabo Etihad aveva già tentato di salvare Alitalia attraverso una mega alleanza europea con Berlino.

 

Sulla linea tedesca anche Intesa Sanpaolo: «Non esiste un piano B per Alitalia, Intesa è una banca e non un' azienda che si occupa di aerei», ha tagliato corto Carlo Messina, amministratore delegato della banca azionista (32%) che è anche creditrice di Alitalia per almeno 300 milioni di euro (la quota di Unicredit è di 500 milioni di euro). Nonostante possa trovare un senso industriale, con l' integrazione del trasporto tra cielo e terra, anche le Ferrovie dello Stato, richiamate in causa nelle ultime ore, hanno ufficialmente smentito un proprio coinvolgimento nel salvataggio Alitalia.

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La strada per il commissario in arrivo alla guida della compagnia si fa sempre più in salita poiché, senza un compratore, le alternative sono una cessione separata degli asset e la liquidazione. In questo caso, a farsi avanti sarebbero diversi soggetti la Malaysia Airlines, per esempio, si è detta interessata a prendere in leasing otto aerei anche se, secondo i primi calcoli, non ci sarebbe molto da vendere in termini di asset fisici.

 

Nel bilancio 2015 (ultimo disponibile), brand e licenze hanno un valore di 145 milioni, la flotta pesa 173 milioni, gli immobili 14 milioni, 445 milioni sono imputabili ai mezzi-velivoli (su 120 aerei però solo 32 sono di proprietà) e 27 ad altri beni. La partita del commissario per portare a casa più soldi possibili si giocherà dunque sui valori intangibili come le tratte aeroportuali in possesso di Alitalia.

 

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Nella preoccupazione generale, senza un apparente via d' uscita che non porti dritto alla liquidazione, ieri si è diffusa la notizia che tra il personale dell' Alitalia stia circolando una lettera per la raccolta delle firme al fine di riaprire il confronto con l' azienda e arrivare a un accordo: è quanto riferiscono all' agenzia Agi fonti sindacali che chiedono di rimanere rigorosamente anonime. «In tanti si sono pentiti di aver votato no - spiegano le fonti - e adesso gira una lettera per raccogliere le firme e tornare al tavolo della trattativa. Sono in tanti ad averci ripensato e a essere pronti a firmare un accordo».

 

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Ieri, intanto, il management di Alitalia si è riunito per mettere a punto una serie di procedure formali e informali in vista dell' assemblea dei soci del 2 maggio, chiamata a esprimersi sulla richiesta di avvio dell' amministrazione straordinaria. Alitalia ha, inoltre, ribadito che non vi è stato e non vi sarà alcun impatto dell' attuale situazione sull' operatività e sulla programmazione dei voli dalla compagnia.

 

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