LA CINESE LENOVO FA UN’OFFERTA PER BLACKBERRY: VUOLE COMPRARLA O SPIARE I SISTEMI DELL’AZIENDA CANADESE?

1. LENOVO FA UN'OFFERTA PER BLACKBERRY PER SPIARNE LA TECNOLOGIA?
DAGOREPORT

Lenovo vuole davvero comprare Blackberry, o la sua offerta è solo un modo dei cinesi per spiare i sistemi dell'azienda canadese? Questa domanda dai risvolti molto gravi la pone su "Forbes" Gordon Chang, esperto di mercati asiatici.

Secondo l'autore, "Lenovo sa benissimo che la sua offerta non andrà da nessuna parte: le autorità canadesi e americane bloccherebbero qualunque vendita a una compagnia sotto il controllo di Pechino, anche se solo indiretto, come è il caso di Lenovo. E allora perché presentare l'offerta? Per distruggere BlackBerry, proprio come hanno fatto con un'altra azienda tecnologica canadese, Nortel Networks".

Gli hacker del governo cinese per quasi dieci anni sono entrati illegalmente nei sistemi di Nortel, rubando le sue tecnologie, offrendo competizione a prezzo irrisorio e distruggendone così il suo valore di mercato, fino a portare la società alla bancarotta nel 2009. Il crac di Nortel per mano cinese è stato descritto a "Forbes" da John Tkacik, ex capo degli analisti che al Dipartimento di Stato americano "studiano" (spiano) il Dragone.

Non solo: secondo il Pentagono, BlackBerry è l'unica società che i cinesi non sono riusciti ancora ad "hackerare", ed è difficile dunque che finora siano riusciti a spiare le loro reti interne per mettere in atto una strategia simile a quella adottata con Nortel.

Nonostante le vendite disastrose, il flop del nuovo sistema operativo BB10, l'essere sprofondata a una fetta di mercato globale del 2,7%, ancora molte persone usano il BlackBerry negli Stati Uniti, in particolare tra i funzionari pubblici, dove i sistemi di IT sono più difficili da aggiornare in massa, e l'adozione di nuove tecnologie avviene con processi molto lunghi. Secondo il Dipartimento della Difesa, 470.000 dei suoi 600.00 apparecchi mobili sono BlackBerry, e alla fine del 2012 c'erano ancora più di un milione di apparecchi con la tastierina nelle mani dei dipendenti federali (Obama incluso).

Questa serie di elementi fa pensare dunque che la Cina sia interessata a carpire più informazioni possibili da quella che un tempo era Rim (Research in Motion) un'azienda che ha brevettato tecnologie rivoluzionarie e ha permesso a chi aveva un Blackberry di comunicare a costi ridottissimi su server veloci e indipendenti dalle reti nazionali.

Facendo un'offerta, guadagnerà l'accesso alla "data room", a quelle informazioni sensibili come bilanci, conti, struttura societaria, allocazione delle risorse, dati confidenziali. Chi accede a queste data room firma degli accordi di riservatezza, ma si sa che il rispetto dei brevetti altrui non è una delle preoccupazioni maggiori dei cinesi...


2. BLACKBERRY PIACE AI CINESI DI LENOVO, IL GIGANTE DEI PC AVVIA LE TRATTATIVE
Marco Valsania per "Il Sole 24 Ore"

Ai cinesi piace il BlackBerry. Lenovo, il gigante di Pechino dell'informatica e dei personal computer, sta considerando attivamente un'offerta per l'acquisizione del pioniere degli smartphone in crisi. Il gruppo cinese, secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, ha firmato un accordo di "non disclosure" per esaminare i libri della società canadese.

L'eventuale acquisizione da parte di Lenovo sarebbe una delle operazioni maggiori e di più alto profilo mai tentate da una società cinese in Occidente. E solleverebbe anche significative proccupazione di sicurezza, che potrebbero ostacolare una fusione: BlackBerry rimane uno dei principali fornitori di servizi di comunicazione a governi e aziende.

Il marchio degli smartphone quest'anno si è messo in vendita ma ha finora attirato soltanto un'offerta formale da parte della finanziaria Fairfax, uno dei suoi grandi azionsti, per 4,7 miliardi di dollari. L'interesse, però, si sta adesso allargando. Altri nomi che starebbero considerando un affondo per rilevare BlackBerry comprendono il gruppo di private equity Cerberus e il co-fondatore dell'azienda stessa Mike Lazaridis.

Lenovo, ormai avviata a diventare il primo produttore di personal computer al mondo, è da tempo considerata un potenziale acquirente. È uscita allo scoperto con mire sempre più ambiziose: intende scommettere a colpi di acquisizioni sulle nuove frontiere dell'hi-tech, gli smartphone e i gadget mobili, dando filo da torcere a colossi quali Apple, Google e Samsung.

Il colosso cinese, nell'ultimo segno della rapida maturazione delle società di Pechino nell'innovazione e nei prodotti e servizi d'avangardia, aveva espresso un interesse per l'azienda canadese fin dall'ultimo World Economic Forum di Davos in Svizzera, appuntamento per i potenti del mondo aziendale e politico.

«Stiamo guardando a tutte le opportunità, Rim (allora il nome di BlackBerry, Ndr) e molte altre, se si presenteranno non esiteremo», aveva detto il direttore finanziario Wong Wai Ming in un'intervista a Bloomberg.

Lenovo può già contare su un passato di successo nell'acquisizione di business nordamericani. Nel 2005 rilevò la divisione di pc della Ibm, allora nella bufera, e seppe rilanciarla. A fine 2012 è diventata di poco il secondo produttore al mondo dietro a Hewlett-Packard, con una quota di mercato del 15,7% contro il 16,7%, pronta al sorpasso.

Un'attività che però oggi non basta più a rimanere nel gotha dell'hi-tech: le prospettive di declino nei personal computer la spingono a esplorare nuovi orizzonti nei segmenti a maggior crescita e margini di profitto. Negli smartphone ha oggi una quota mondiale limitata al 3,7%, seppur in aumento.

 

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