andrea orcel ursula von der leyen giorgia meloni

SOLO L’UNIONE EUROPEA PUÒ SBLOCCARE IL RISIKO – LA COMMISSIONE UE PUÒ FERMARE IL GOLDEN POWER DEL GOVERNO SU UNICREDIT-BPM – AFFINCHÉ GLI STATI MEMBRI POSSANO INVOCARE I POTERI SPECIALI, INFATTI, SERVE CHE SIA IN GIOCO LA “SICUREZZA PUBBLICA” (COSÌ NON È IN UN’ACQUISIZIONE DI UNA BANCA ITALIANA DA PARTE DI UNA BANCA ITALIANA) - NEL CASO DI INTERVENTO, LA DECISIONE SAREBBE IMMEDIATAMENTE ESECUTIVA, SALVO APPELLO DEL GOVERNO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA UE, CHE PERÒ  HA SEMPRE ADOTTATO UN’INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA DELL’”INTERESSE NAZIONALE”

 

Estratto dell’articolo di Giovanni Pons per “la Repubblica – Affari & Finanza”

 

ANDREA ORCEL FOTO LAPRESSE

La partita dell’offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da Unicredit su Banco Bpm rischia di essere decisa dalla Commissione europea. Al momento l’Ops è sospesa per un mese grazie a una richiesta di Unicredit accettata dalla Consob e non annullata dal Tar: occorre maggiore chiarezza sul provvedimento golden power emesso dalla presidenza del Consiglio dei ministri (Dpcm) lo scorso 18 aprile.

 

Nel quale sono indicate alcune prescrizioni che la banca non ritiene sufficientemente chiare e dunque al momento sembra impossibilitata a dire se può rispettarle o meno.

 

ursula von der leyen giorgia meloni

In questo quadro si inserisce la disciplina sulla concorrenza europea, affidata alla divisione competition della Ue (DgComp) a cui Unicredit ha chiesto l’autorizzazione per la fusione con Banco Bpm essendo una banca sistemica e con la maggior parte delle proprie attività (65%) fuori dall’Italia nonostante la sua sede sia Milano.

 

La procedura avviata dalla DgComp è il grimaldello con cui la Commissione Ue può entrare nel merito della partita avendo voce in capitolo anche sul discusso golden power.

 

L’art. 21 comma 4 del regolamento 139/2004, infatti, recita: «Gli Stati membri possono adottare opportuni provvedimenti per tutelare interessi legittimi diversi da quelli presi in considerazione dal presente regolamento e compatibili con i principi generali e le altre disposizioni del diritto comunitario.

 

unicredit 2

Sono considerati interessi legittimi la sicurezza pubblica, la pluralità dei mezzi di informazione, le norme prudenziali. Qualsiasi altro interesse pubblico è comunicato dallo Stato membro interessato alla Commissione ed accettato dalla stessa, previo esame della sua compatibilità con i principi generali e le altre disposizioni del diritto comunitario».

 

Dunque la DgComp, parallelamente alla procedura autorizzativa sulla concentrazione di sportelli tra Unicredit e Banco Bpm, può analizzare il provvedimento golden power e decidere se rientra negli interessi legittimi di uno Stato, in sostanza se le prescrizioni afferiscono all’area della sicurezza pubblica.

 

GIUSEPPE CASTAGNA

Il governo italiano non ha comunicato il suo provvedimento del 18 aprile alla Commissione evidentemente perché ritiene che questo rientri nella sicurezza pubblica. Ma anche senza questa notifica la DgComp può effettuare la sua analisi ed emettere il verdetto.

 

[…] Pertanto entro il 19 giugno, data fissata dalla Ue per decidere quanti sportelli Unicredit e Banco Bpm dovranno cedere a terzi per non superare le norme antitrust, potrebbe arrivare anche un pronunciamento sul golden power.

 

[…]

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti 3

Nel caso di intervento su Unicredit-Banco Bpm la decisione della DgComp sarà immediatamente esecutiva salvo appello del governo alla Corte di Giustizia Ue. «La Corte di giustizia dell’Unione europea ha sempre adottato un’interpretazione restrittiva dell’”interesse nazionale” — spiega ancora Ferraro — le minacce prospettate dal governo italiano per ricadere nell’ambito della nozione di sicurezza pubblica devono essere effettive e sufficientemente gravi da incidere su un interesse fondamentale della collettività.

 

In caso di accertata violazione, lo Stato membro è tenuto a conformarsi alla decisione della Commissione e, quindi, a non ostacolare l’operazione di concentrazione, nel rispetto del principio del primato del diritto dell’Unione su quello nazionale ».

 

unicredit commerzbank

Dunque la Ue potrebbe respingere l’avanzata del ministro Giancarlo Giorgetti, che attraverso il Mef è stato il promotore dei paletti imposti a Unicredit con il Dpcm. […]

ANDREA ORCEL FOTO LAPRESSEunicredit 1I TRE FRONTI DI UNICREDIT

Ultimi Dagoreport

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO

elkann ferragni

CHIARA FERRAGNI E' FINITA SUL GOZZO A TUTTI - UN SONDAGGIO "YOUTREND" CERTIFICA CHE, DOPO IL PANDORO-GATE, L'80% DEGLI ITALIANI HA UN GIUDIZIO NEGATIVO DELL'INFLUENCER (SOLO L'8% SI FIDA DI LEI) - MALISSIMO ANCHE JOHN E LAPO ELKANN: IL 58% DEGLI ITALIANI HA UN'OPINIONE NEGATIVA DEL PRESIDENTE DI "STELLANTIS". PEGGIO SUO FRATELLO, MAL VISTO DAL 69% DEGLI INTERVISTATI - AVVISATE CUCINELLI: IL 64% DEGLI ITALIANI NON LO CONOSCE, NONOSTANTE IL SUO FILM DAL POMPOSO TITOLO "BRUNELLO, IL VISIONARIO GARBATO", COSTATO 4 MILIONI DI SOLDI PUBBLICI...

pier silvio marina berlusconi giudici toghe magistrati

FLASH! – E MARINA FINI' MARINATA DA PIER SILVIO - LA CAVALIERA AVREBBE CHIESTO UN IMPEGNO PIÙ INCISIVO DI MEDIASET PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, IN NOME DEL “CALVARIO” SUBITO DA PAPI SILVIO - MA “PIER DUDI”, CHE È MOLTO PIÙ AUTONOMO DALLA PRIMOGENITA DI QUANTO SI RACCONTI IN GIRO, IN NOME DEL PLURALISMO SI SAREBBE OPPOSTO – PERCHÉ SPINGERE CON UNA CAMPAGNA SPECIFICA, QUANDO BASTA MARTELLARE SUGLI ERRORI GIUDIZIARI (GARLASCO, TORTORA ECC.) SUI TALK SHOW E LE TRASMISSIONI CRIME?