montepaschi

COS’HA FATTO PRECIPITARE MONTEPASCHI? IL 14/12 DICEVA CHE AVEVA LIQUIDITA’ PER 11 MESI, DUE GIORNI DOPO PER SOLI 4 MESI - LA BCE HA BOCCIATO PIANO DI SALVATAGGIO (?) DI JPMORGAN ED IL QATAR SI E’ TIRATO INDIETRO, UNICO CHE AVEVA DATO DISPONIBILITA’ SU 200 INVESTITORI CONTATTATI DA SIENA

 

Fabrizio Massaro per il Corriere della Sera

 

L'iceberg della Monte dei Paschi di SienaL'iceberg della Monte dei Paschi di Siena

Ora si capisce di più perché due settimane fa la Bce è stata rigidissima nel non concedere neanche 20 giorni in più al Montepaschi per portare avanti l' aumento di capitale sul mercato: la liquidità rischiava di assottigliarsi tanto da mettere a rischio la stessa sopravvivenza di Mps.

 

I numeri lo dimostrano. Se solo il 14 dicembre la banca dichiarava che - in uno scenario teorico di forte stress - avrebbe avuto liquidità per 11 mesi, in appena due giorni la situazione è ulteriormente peggiorata: ora c' è liquidità sufficiente solo per quattro mesi. Ma più in generale la Vigilanza di Francoforte ormai non credeva più all' operazione così come impostata da Jp Morgan e Mediobanca, e forse anche questo ha contribuito ad aggravare il quadro di Mps, nonostante la rete in due soli giorni sia riuscita a recuperare 1 miliardo dalla conversione dei bond in mano ai risparmiatori.

 

MONTEPASCHI GRILLI DRAGHIMONTEPASCHI GRILLI DRAGHI

I 5 miliardi di euro da recuperare sul mercato entro l' anno avrebbero dato respiro alla banca guidata da Marco Morelli. Ora invece bisognerà fare ricorso al polmone finanziario del Tesoro, non è ancora chiaro in quale forma. Lo Stato avvierà così la nazionalizzazione della banca senese, oltre 80 anni dopo la nascita dell' Iri di Alberto Beneduce che salvò - nazionalizzandole - le vecchie Comit, Credit e Banco di Roma.

 

A far tracollare l' operazione di salvataggio è stata innanzitutto la mancata adesione del fondo sovrano del Qatar, Qia, di fatto l' unico tra gli oltre duecento investitori internazionali individuati da Jp Morgan ad avere mostrato una qualche disponibilità a investire nel Monte con circa 1 miliardo. Gli arabi avrebbero dovuto essere quell' investitore-perno (anchor investor) di un nuovo azionariato di Siena, con accanto sempre il Tesoro ma nelle vesti di azionista privato con il 4%, eredità dei precedenti aiuti di Stato (i Tremonti e poi i Monti Bond).

jpmorgan dimon renzi padoanjpmorgan dimon renzi padoan

 

In realtà gli arabi - assistiti dalla banca Rothschild - non erano mai usciti allo scoperto, in attesa di capire che cosa sarebbe successo con il referendum del 4 dicembre. Le dimissioni di Matteo Renzi avrebbero però privato il Qatar di un interlocutore privilegiato che avrebbe potuto garantire loro altre contropartite in Italia. Così i qatarini si sono sfilati, nonostante i tentativi in extremis del riconfermato ministro dell' Economia, Pier Carlo Padoan.

 

Ma anche la partita della vendita dei 27,7 miliardi di crediti in sofferenza (npl) è stata travagliata fin dall' inizio. Era basata su un prestito-ponte messo in piedi da Jp Morgan molto complesso - inizialmente di 6 miliardi, poi ridotto a 4,7 miliardi - e che fino all' ultimo è stato oggetto di scontro fra gli americani e il fondo Atlante, che avrebbe dovuto investire 1,6 miliardi per l' acquisto di una tranche di crediti. Un braccio di ferro risoltosi appena tre giorni fa, ad operazione già ai supplementari.

 

ALESSANDRO PENATIALESSANDRO PENATI

Adesso la domanda è: con il Tesoro azionista di maggioranza, si procederà ancora nella cartolarizzazione? La Quaestio sgr di Alessandro Penati, che gestisce Atlante, ieri sera ha fatto sapere che - contrariamente a quanto indicato in mattinata dalla stessa Mps - è disposta ancora a partecipare all' operazione, alle condizioni che la banca stabilirà, ma senza più il famigerato prestito-ponte, che nasceva solo dall' esigenza di anticipare a Mps i ricavati della vendita degli npl ed era enormemente costoso. Con in pancia i miliardi dello Stato, i tempi di Siena potrebbero essere diversi.

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...