1. IL DECLINO DI UN PERDENTE DI LUSSO: E D’IMPROVVISO, DOPO ANNI DI LECCATE, I GIORNALI SI ACCORSERO DEL BLUFF COL CIUFF, OVVERO LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO 2. DAGOSPIA SONO ANNI CHE LO SCRIVE E SI È BECCATO UNA CAUSA DA 2 MILIONI DI EURO PER “CAMPAGNA DIFFAMATORIA”, MA OGGI SE NE ACCORGE ANCHE PAOLO GUZZANTI 3. “SI È PRESENTATO NEI SALOTTI E NELLE TELEVISIONI COME SALVATORE DELLA PATRIA, SALVO FALLIRE MISERAMENTE, SBAGLIARLE TUTTE, DANDO LA COLPA AL DESTINO O AGLI ALTRI” 4. “IL SUO PARTITO ITALIA FUTURA, ANNUNCIATO CON LE FANFARE, NON SI È MAI VISTO”. LE SUE FERRARI VINCEVANO QUANDO LE GUIDAVA QUEL GENIO DI MICHAEL SCHUMACHER” 5. “IL SUO TRENO PERSONALE È FALLITO. È ENTRATO E USCITO DA CAMPARI E CINZANO. MA PER ANNI HANNO BATTUTO LE MANI COLORO CHE SOGNAVANO UN ANTI-BERLUSCONI PRESENTABILE E BORGHESE. COME CON L’AUSTERO MONTI, PRIMA CHE FACESSE 226 CAZZATE”

Paolo Guzzanti per “Il Giornale

 

Diego della Valle Montezemolo ItaloDiego della Valle Montezemolo Italo

È molto poco elegante, e noi non lo faremo, sparare sulla Croce Rossa, in questo momento rappresentata da Luca Cordero di Montezemolo, che ha appena ricevuto il bacio della morte da Sergio Marchionne che gli ha detto: «Nessuno è indispensabile». Non lo faremo, ma non possiamo neanche tirarci indietro di fronte al fenomeno di un uomo come LCM nel momento del suo fallimento, perché pensiamo che quel fallimento abbia una sua genetica, un'impronta digitale, una natura che va, per il bene di tutti, messa in evidenza.

montezemolo con il borsello etnicomontezemolo con il borsello etnico

 

Si tratta della natura di tutti coloro, e Luca Cordero ne è l'esemplare campione, che si presentano nei salotti, nelle televisioni, nei consigli d'amministrazione, nelle imprese, con quell'aria scattante e un po' ipertiroidea (nel suo caso magrezza irrequieta, zazzera in controtempo, occhio inutilmente acuto e profondo) di salvatori della patria e qualcosa di più, salvo fallire miseramente, sbagliarle tutte, dando sempre la colpa al caso, al destino, agli altri, alla congiuntura, alla crisi, alla politica, alle leggi, mai che trovassero fra tutti questi alibi un valido capo d'accusa per se stessi.

 

montezemolo ad abu dhabimontezemolo ad abu dhabi

Il «qualcosa in più» è il tentativo di presentarsi come il campione della nuova, scattante, moderna borghesia che ha due palle così e che ha la ricetta giusta per salvare democrazia, capitalismo, solidarietà, profitto, velocità di reazione anche su rotaia e saper trovare, rastrellare e incamerare consenso.

 

Tutte balle. Dalla prima. All'ultima.

 

Il suo partito Italia Futura, annunciato con le fanfare, non si è mai visto sulla scena del Paese. Le sue Ferrari vincevano quando le guidava quel genio di Michael Schumacher.

MONTEZEMOLO BAHREIN MONTEZEMOLO BAHREIN

Il suo treno personale, malgrado la buona volontà, è fallito. Quando si è dedicato agli aperitivi, è entrato e uscito dalla Campari con la velocità di una Ferrari. Idem per la Cinzano, se non ricordiamo male.

 

MONTEZEMOLO BAHREIN MONTEZEMOLO BAHREIN

Ma, lo abbiamo detto all'inizio, sarebbe da maramaldi attaccare un uomo nel momento della sua caduta, o imminente caduta, o comunque di un suo fallimento. Può capitare non dico a tutti, ma a molti. E dunque non infieriamo. Ciò su cui invece vorremmo infierire senza complessi, e senza ferire troppo personalmente Luca Cordero di Montezemolo, è il salotto. Il salotto che lo contiene, che lo esalta, che lo lancia, che lo inietta, lo promuove, lo esalta e lo divinizza. Gli antichi romani, specialmente la casa Giulio Claudia, come anche il circolo degli Scipioni, che erano un po' i Kennedy dell'epoca, erano maestri in queste operazioni di marketing sull'uomo.

Montezemolo Marchionne e john Elkann lasciano palazzo chigiMontezemolo Marchionne e john Elkann lasciano palazzo chigi

 

MARCHIONNE E CORDERO DI MONTEZEMOLOMARCHIONNE E CORDERO DI MONTEZEMOLO

Parliamoci chiaro: che cos'è - come immagine - che ha cercato di vendere questo «loser» (perdente) di lusso? Ha cercato di vendere il campione della borghesia in chiave nettamente antiberlusconiana. Il che è perfettamente legittimo. Per lui hanno battuto le mani tutti coloro che, ostili all'ex Cavaliere, hanno coltivato il sogno di un anti-cavaliere che arrivasse a cavallo dicendo più o meno le stesse cose che aveva già detto l'uomo di Arcore, ma accettate e accettabili dai salotti. Un po' come è accaduto più tardi con Mario Monti. Che cosa si esaltava e divinizzava di più in questo improvviso senatore a vita che sarebbe al Quirinale se non avesse fatto circa duecentoventisei cazzate?
 

Luca Cordero Di Montezemolo e Diego Della Valle - Copyright PizziLuca Cordero Di Montezemolo e Diego Della Valle - Copyright PizziMARIO MONTI E LUCA DI MONTEZEMOLO jpegMARIO MONTI E LUCA DI MONTEZEMOLO jpeg

Si esaltava la sua distanza da Berlusconi, il suo senso della misura così non-berlusconiano, il suo àplomb, lasciamo stare il suo loden ché non ne possiamo più, e tutti gli anti-Cav di lui dicevano come Titina de Filippo: «Quant'è bello, mamma mia quant'è bello». La fine è nota. Naturalmente qualcuno tra i miei lettori dirà che sto esaltando Berlusconi e invece non è affatto così. Magari questo nostro Paese avesse a disposizione un grande campione della borghesia come lo è stato e ancora è Berlusconi e oggi quella stessa borghesia avesse per così dire il pezzo di ricambio. Nulla da fare. 
 

Paolo Guzzanti Paolo Guzzanti LA HOME PAGE DI ITALIA FUTURA CON IN PRIMO PIANO LA NOTIZIA SULLA FERRARI IN INDIALA HOME PAGE DI ITALIA FUTURA CON IN PRIMO PIANO LA NOTIZIA SULLA FERRARI IN INDIA

Ma la ragione dell'esaltazione per Montezemolo, la sua divinizzazione, il suo lancio in orbita, sta e stava tutta nella sua pretesa di contendere un elettorato che o non va a votare, o si concede un giro di valzer con il neo jihadista Grillo, o vota per il leader di Forza Italia.

 

Questa è la fotografia della realtà, e secondo noi anche la fotografia delle ragioni di un fallimento per una operazione - una serie di operazioni tutte più o meno fallite - che non aveva il minimo aggancio con la realtà. Vediamo che oggi Cordero nega che lo stiano cacciando dalla Ferrari e dice hic manebimus optime, restiamo e non ci schioda nessuno. Buon pro gli faccia. Il fatto è che la storia di questo Paese dalla memoria corta l'ha già schiodato.

MICHAEL SCHUMACHER MICHAEL SCHUMACHER

 

 

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…