francesco milleri andrea orcel goldman sachs

"DELFIN” CURIOSO – DA DOVE ARRIVA LA NOTIZIA CHE LA HOLDING DEI DEL VECCHIO POTREBBERO LIQUIDARE IL LORO 2,7% DI UNICREDIT? I BENINFORMATI PUNTANO IL DITO SU GOLDMAN SACHS: LA BANCA AMERICANA E' ADVISOR DI COMMERZBANK, CHE TRA DUE GIORNI TERRÀ IL SUO “INVESTOR DAY”, E HA TUTTO L’INTERESSE A VEDER SVALUTARE IL TITOLO DELLA BANCA ITALIANA, CHE VUOLE PAPPARSELA – ORCEL TIRA DRITTO E ANNUNCIA CHE UNICREDIT "HA SUPERATO LA SOGLIA DEL 5% IN GENERALI”. E NON ESCLUDE UN RILANCIO SU BPM"

DAGONOTA

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

Delfin curioso. Cosa è successo nella holding dei Del Vecchio guidata da Francesco Milleri, che secondo il “Corriere della Sera” di oggi  “minaccia” di vendere la sua quota di Unicredit (pari al 2,7%), e subito smentita da Delfin che esprime “piena fiducia in Andrea Orcel”?

 

Soliti giochini della finanza? Secondo gli "addetti ai livori" dietro all’indiscrezione ci sarebbe infatti la banca americana d'affari Goldman Sachs. Nell’articolo, firmato dal tandem Federico De Rosa-Daniela Polizzi, non a caso si parla genericamente di “fonti bancarie”.

 

Guarda caso, la banca statunitense è advisor di Commerzbank, l’istituto tedesco finito nel mirino di Andrea Orcel (Unicredit ha in tasca circa il 28%). E, sempre per la serie “strane coincidenze”, tra due giorni Commerz terrà il suo “investor day”. Insomma, i crucchi hanno tutto l’interesse a far scendere il titolo Unicredit. E qual miglior occasione che approfittare del caos sul risiko, e dell’intreccio con Generali-Mediobanca, dove le notizie vere e quelle presunte, le offerte realistiche e quelle più velleitarie, si mescolano in un gigantesco pout-porri?

 

TORRE UNICREDIT A MILANO

Ps. A proposito di risiko, Andrea Orcel ha subito rilanciato. Prima ha liquidato la notizia con un glaciale “il mio lavoro è far in modo che sia la decisione sbagliata se davvero stanno considerando di vendere”.

 

Poi ha annunciato che la partecipazione totale di Unicredit in Generali “ha superato la soglia del 5%”.

 

Un modo per far reinstaurare subito fiducia nei mercati, e anche per far sentire la pressione alla “cordata” Caltagirone-Milleri-Castagna, che tramite Mps ha lanciato l’assalto a Mediobanca.

FRANCESCO MILLERI

 

DELFIN, 'FIDUCIA A ORCEL, NULLA DI DECISO SULLA QUOTA'

(ANSA) - Fonti vicine a Delfin esprimono "soddisfazione per i risultati conseguiti da UniCredit" e sottolineano "la piena fiducia nella leadership di Andrea Orcel" Le stesse fonti segnalano che al momento non è stata presa alcuna decisione relativa alla dismissione della quota del 2,7% detenuta in UniCredit.

 

ORCEL, UNICREDIT È OLTRE IL 5% IN GENERALI

(ANSA) - "Stiamo per annunciare che la nostra partecipazione totale in Generali, inclusa la posizione che deteniamo per conto dei nostri clienti, ha superato la soglia del 5%". Lo precisa il ceo di Unicredit, Andrea Orcel nella call con gli analisti. "Questo non cambia la nostra posizione sulla partecipazione, che rimane di natura finanziaria e non implica alcun interesse per l'acquisizione della società", aggiunge Orcel.

 

ORCEL, 'SU COMMERZBANK SONO OTTIMISTA, VEDREMO IL PIANO'

goldman sachs 7

(ANSA) - Su Commerzbank "sono abbastanza ottimista di essere in grado di convincere tutti, non solo sulle premesse di come siamo arrivati a questo investimento, ma anche che la combinazione tra le due banche crea valore, per la Germania e l'Europa". Così il ceo di Unicredit, Andrea Orcel alla Cnbc.

 

"Penso che abbiamo realizzato l'investimento su certe premesse, stiamo aspettando che ci siano le elezioni e la formazione di un nuovo governo, per aver l'opportunità di sederci e spiegare" la ratio, aggiunge Orcel . "Sto aspettando che ci sia l'opportunità, ci vorrà tempo", ribadisce il ceo di Unicredit nel sottolineare che "questo ci darà anche l'opportunità di vedere qual è il nuovo piano e di come come sarà eseguito".

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI

 

ORCEL, USCITA DELFIN? 'MIO LAVORO È DIMOSTRARE CHE È ERRORE'

(ANSA) - "Rispetto le loro decisioni. Il mio lavoro è far in modo che sia la decisione sbagliata se davvero stanno considerando di vendere. Perché finora non l'hanno fatto". Cosi il ceo di Unicredit, Andrea Orcel sulle ipotesi di stampa che Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio che ha il 2,7% della banca, sia intenzionata ad uscire. Si tratta di "un eccellente azionista" di UniCredit "per molto tempo nella buona e nella cattiva sorte", sottolinea Orcel.

 

ORCEL, 'NON ABBIAMO AMBIZIONE DI ACQUISIRE GENERALI'

Commerzbank

(ANSA) - "Non abbiamo ambizioni di acquisire Generali o altre speculazioni di questo tipo che girano: è un investimento finanziario". Lo dice alla Cnbc, il ceo di Unicredit Andrea Orcel. "E una cosa che abbiamo fatto nell'arco di tempo, nei mesi, è una buona società italiana, sono nostri partner in Europa centrale e dell'Est", spiega Orcel parlando del 4,1% detenuto nel Leone di Trieste.

 

Orcel nella call con gli analisti ha ribadito che quello in Generali è un investimento di tipo finanziario "non è industriale, non punta a comprare o ad impegnarsi in altro modo" e che la posizione è stata costruita nel tempo. "Non ci impegniamo in avventure, ci impegniamo in percorsi che creano valore", aggiunge il ceo di Unicredit nel rilevare che "abbiamo un capital gain significativo".

 

ORCEL, 'MAI ESCLUSO RILANCIO SU BPM MA DOBBIAMO VEDERE'

GLI INTRECCI DELLA FINANZA ITALIANA

(ANSA) - "No, non ho mai escluso" un rilancio "fin dal primo giorno" su Banco Bpm. Lo spiega alla Cnbc, il ceo di Unicredit, Andrea Orcel che sottolinea che "per per farlo ci deve essere un cambiamento significativo che deve rispettare le nostre metriche per i nostri azionisti".

 

"Siamo stati chiari dal primo giorno - ha proseguito Orcel -, abbiamo fatto un'offerta a un prezzo che per noi è un premio del 15% sul prezzo undisturbed, perché l'operazione con Anima non è completato" e "dobbiamo vedere se viene completato", Inoltre c'è stato, spiega, "l'impatto sul prezzo delle speculazioni M&Aquando abbiamo fatto l'offerta".

TORRE UNICREDIT A MILANO

FRANCESCO MILLERI

Ultimi Dagoreport

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)